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Due scadenze contrapposte: 30/09 e 4/11



Chi sono coloro che si appellano (pensando) al popolo bue il 30 settembre (contro la guerra e le missioni italiane) e il 4 novembre (stop precarietà)?

Della prima si è scritto : "L'Italia in questo modo si propone come la forza più rilevante dell'esercito imperialista Onu, che avrà il compito di occupare il confine libanese-israeliano e impedire che la Resistenza libanese riceva o utilizzi armi. Si pone, quindi, alcuni degli obbiettivi che Israele non è riuscita a raggiungere con i bombardamenti di alcune settimane fa".

Parlare di esercito imperialista ONU è francamente ridicolo. Russia, Cina, Unione Europea e USA si contendono allegramente la produzione, la distribuzione e il consumo delle armi senza pensare in mano a chi vanno. La loro circolazione deve continuare.

ll 4 novembre a Roma: "I promotori e primi firmatari dell'appello sono infatti soggetti collettivi (sindacati, movimenti, associazioni) che hanno dimostrato in questi anni grandi capacità di mobilitazione e di «interpretazione» delle migliori enrgie presenti nel «nostro» popolo. Si va dalla Fiom ai Cobas, dalla Tavola della pace ad Attacc, dai Beati costruttori di pace all'Arci; tutte le sigle, insomma, che hanno riempito le piazze contro la guerra".

Quanto sia ormai inflazionata e distorta la parola pace e precarietà, qui è ben mostrato.

Stupidità o finzione? Esempio di entrambe:

Selex. Fim, Fiom, Uilm: il 13 settembre, 4 ore di sciopero a Latina. Parte la mobilitazione dei lavoratori del Gruppo per chiedere un incontro urgente con il Governo

In particolare, i sindacati sollecitano la firma del contratto relativo al progetto Tetra volto alla produzione di sistemi di comunicazione per le forze di sicurezza.

Selex Comms: FI appoggia lavoratori in sciopero

Il gruppo di Forza Italia nella regione Liguria è solidale con i lavoratori della Selex Communications che questa mattina hanno manifestato nel ponente genovese per sollecitare lo sblocco dei finanziamenti relativi al progetto Tetra. Los crive "Liguria Notizie" citando il consigliere Gino Garibaldi. «Già all’inizio di agosto - ha detto Garibaldi - avevamo presentato un ordine del giorno, approvato all’unanimità dal Consiglio regionale, su tale argomento, per sollecitare un fattivo intervento del Governo per scongiurare la messa in cassa integrazione di circa 2000 dei 3500 dipendenti di Selex in Italia».