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Fulmine di guerra



Atti parlamentari
17:55 - giovedì
Interrogazione: se i ministri intendano intervenire presso Alitalia e Finmeccanica per scongiurare l'uscita di Avio da produzioni altamente remunerative
Roma, Italia - Presentata dall'onorevole Andrea Lulli (L'Ulivo)
Al ministro dello Sviluppo Economico, al ministro della Difesa. "Per sapere - premesso che: il Gruppo Avio SpA, uno dei leader mondiali nella progettazione, costruzione e supporto per sottosistemi e componenti per propulsori militari e commerciali, detiene partnership con i maggiori motoristi mondiali come General Electric, Rolls Royce e Pratt & Whitney; la divisione spaziale di Avio, che produce sistemi di propulsione per lanciatori e applicazioni missilistiche è, insieme ai propri partner, l'unico fornitore di propulsori completi a propellente solido per lanciatori spaziali per il programma spaziale europeo (compreso il programma Ariane); in questo ambito industriale Avio possiede due siti, uno a Brindisi dove sono concentrate le attività inerenti la manutenzione dei motori per i velivoli militari, l'altro a Pomigliano d'Arco dove la produzione è dedicata ai propulsori per impiego sui velivoli commerciali; il gruppo Avio SpA di proprietà del fondo di investimento americano Carlyle (70 per cento) e di Finmeccanica (30 per cento) è stato ceduto, dopo tre anni dall'acquisizione, per 2,6 miliardi di Euro al fondo di investimento Cinven, per un valore complessivo pari a 2,57 miliardi di Euro; la cessione si inserisce in un quadro aziendale di forte ristrutturazione con la crisi delle revisioni dei motori militari (Brindisi) e civili (Pomigliano); l'Avio ha infatti dichiarato prima la crisi congiunturale e poi strutturale ed ha richiesto la cassa integrazione guadagni ordinaria, applicando poi dal 10 gennaio 2006 quella straordinaria per 260 unità (700 lavoratori a rotazione) fino a gennaio 2007; alla crisi, indotta anche dal crollo delle commesse di manutenzione di motori aeronautici militari conseguente alla riduzione del budget del ministero della Difesa, si è cercato di fare fronte con il decreto-legge n 68 del marzo 2006, recante misure urgenti per il reimpiego di lavoratori ultra cinquantenni che recupera in extremis all'articolo 4, risorse finanziarie pari a 100 milioni di Euro; il contratto conseguente (13 milioni di Euro per la revisione dei motori per velivoli militati RB-199, Stey, Argo e PT-6 nello stabilimento di Brindisi), firmato a luglio presso il ministero della Difesa, scadrà nel mese di gennaio del 2007; le attività di Mro previste dalla partecipazione dell'industria italiana al programma Joint Strike Fighter F-35 (Jsf) non prospettano positive ricadute per lo stabilimento Avio di Brindisi; la predetta intesa prevede, infatti, di affidare ad aziende italiane l'assemblaggio finale dei velivoli acquisiti dai paesi europei e la manutenzione e revisione dei motori alla società DutchAero in Olanda di cui l'italiana Avio controlla dal 2005, l'80 per cento del capitale; in Campania l'Avio è presente con uno stabilimento ad Acerra (Napoli) impegnato nelle attività costruttive di pale statoriche e rotoriche con l'ausilio di 350 lavoratori, mentre il sito industriale di Pomigliano d'Arco occupa 835 dipendenti dei quali 380 impegnati sui programmi di revisione, assistenza tecnica e manutenzione di motori aeronautici nell'ambito dei velivoli civili; è di questi giorni la perdita dell'attività di revisione e manutenzione sui motori JT-81D-200 di Pratt & Whitney dei velivoli MD-80 dell'Alitalia, assegnato dal vettore italiano ad una azienda israeliana; in Avio SpA i servizi di revisione, assistenza tecnica e manutenzione di motori aeronautici si sono ridotti ai contratti in essere sui motori PW-120/100 dei velivoli Atr-42/72, e non coprono l'attività lavorativa dei 380 addetti del comparto impegnati del sito di Pomigliano d'Arco; le organizzazioni sindacali Fimi, Fiom e Uilm nazionali e territoriali hanno chiesto ed ottenuto l'istituzione di un tavolo di confronto presso il ministero per lo Sviluppo Economico allo scopo di trovare una soluzione positiva alla vertenza, ma dopo due incontri non sono emerse novità di rilievo, anzi la Direzione aziendale di Avio SpA ha prospettato la possibilità di ricorrere noi prossimi mesi alla cassa integrazione guadagni ordinaria e straordinaria; le conseguenze industriali e occupazionali della crisi di Avio, sarebbero gravissime per il Mezzogiorno ed in particolare per la Campania, verrebbe inoltre compromesso definitivamente un tassello fondamentale delle prospettive del polo aeronautico, strategico per lo sviluppo industriale nazionale -: se i ministri intendano intervenire presso Alitalia e Finmeccanica per scongiurare l'uscita di Avio SpA da produzioni altamente remunerative, consolidate e affermate da molti decenni, impedendo lo smantellamento del centro di eccellenza delle revisioni motoristiche aeronautiche di Pomigliano d'Arco, affinché sia rinnovato il contratto tra l'Alitalia e l'Avio di modo che sia garantita una soluzione positiva della vertenza e si determinino le condizioni per le quali le commesse Alitalia per le attività di revisioni motoristiche siano assegnate allo stabilimento di Pomigliano d'Arco ed anche affinché nel nuovo assetto societario di Avio SpA sia ridefinita la partecipazione azionaria di Finmeccanica a garanzia della qualificazione e dello sviluppo del settore avio-motoristico nazionale".

di Manlio Dinucci
su Il Manifesto del 25/10/2006

Ma chi è che ci guadagna? La Alenia e la Fiat. Aeronautica e marina italiane saranno dotate del nuovo caccia Usa F-35 Lightning (fulmine) II. L'Italia ne acquisterà 131 per 11 miliardi di dollari. Berlusconi versò un miliardo di dollari per aderire al programma. Non bastavano i 121 Eurofighter Typhoon orza distruttiva e inaspettatamente».
http://www.ilmanifesto.it/ricerca/ric_view.php3?page=/Quotidiano-archivio/25-Ottobre-2006/art85.html&word=dinucci


Atti parlamentari
17:55 - giovedì
Interrogazione: se i ministri intendano intervenire presso Alitalia e Finmeccanica per scongiurare l'uscita di Avio da produzioni altamente remunerative
Roma, Italia - Presentata dall'onorevole Andrea Lulli (L'Ulivo)
Al ministro dello Sviluppo Economico, al ministro della Difesa. "Per sapere - premesso che: il Gruppo Avio SpA, uno dei leader mondiali nella progettazione, costruzione e supporto per sottosistemi e componenti per propulsori militari e commerciali, detiene partnership con i maggiori motoristi mondiali come General Electric, Rolls Royce e Pratt & Whitney; la divisione spaziale di Avio, che produce sistemi di propulsione per lanciatori e applicazioni missilistiche è, insieme ai propri partner, l'unico fornitore di propulsori completi a propellente solido per lanciatori spaziali per il programma spaziale europeo (compreso il programma Ariane); in questo ambito industriale Avio possiede due siti, uno a Brindisi dove sono concentrate le attività inerenti la manutenzione dei motori per i velivoli militari, l'altro a Pomigliano d'Arco dove la produzione è dedicata ai propulsori per impiego sui velivoli commerciali; il gruppo Avio SpA di proprietà del fondo di investimento americano Carlyle (70 per cento) e di Finmeccanica (30 per cento) è stato ceduto, dopo tre anni dall'acquisizione, per 2,6 miliardi di Euro al fondo di investimento Cinven, per un valore complessivo pari a 2,57 miliardi di Euro; la cessione si inserisce in un quadro aziendale di forte ristrutturazione con la crisi delle revisioni dei motori militari (Brindisi) e civili (Pomigliano); l'Avio ha infatti dichiarato prima la crisi congiunturale e poi strutturale ed ha richiesto la cassa integrazione guadagni ordinaria, applicando poi dal 10 gennaio 2006 quella straordinaria per 260 unità (700 lavoratori a rotazione) fino a gennaio 2007; alla crisi, indotta anche dal crollo delle commesse di manutenzione di motori aeronautici militari conseguente alla riduzione del budget del ministero della Difesa, si è cercato di fare fronte con il decreto-legge n 68 del marzo 2006, recante misure urgenti per il reimpiego di lavoratori ultra cinquantenni che recupera in extremis all'articolo 4, risorse finanziarie pari a 100 milioni di Euro; il contratto conseguente (13 milioni di Euro per la revisione dei motori per velivoli militati RB-199, Stey, Argo e PT-6 nello stabilimento di Brindisi), firmato a luglio presso il ministero della Difesa, scadrà nel mese di gennaio del 2007; le attività di Mro previste dalla partecipazione dell'industria italiana al programma Joint Strike Fighter F-35 (Jsf) non prospettano positive ricadute per lo stabilimento Avio di Brindisi; la predetta intesa prevede, infatti, di affidare ad aziende italiane l'assemblaggio finale dei velivoli acquisiti dai paesi europei e la manutenzione e revisione dei motori alla società DutchAero in Olanda di cui l'italiana Avio controlla dal 2005, l'80 per cento del capitale; in Campania l'Avio è presente con uno stabilimento ad Acerra (Napoli) impegnato nelle attività costruttive di pale statoriche e rotoriche con l'ausilio di 350 lavoratori, mentre il sito industriale di Pomigliano d'Arco occupa 835 dipendenti dei quali 380 impegnati sui programmi di revisione, assistenza tecnica e manutenzione di motori aeronautici nell'ambito dei velivoli civili; è di questi giorni la perdita dell'attività di revisione e manutenzione sui motori JT-81D-200 di Pratt & Whitney dei velivoli MD-80 dell'Alitalia, assegnato dal vettore italiano ad una azienda israeliana; in Avio SpA i servizi di revisione, assistenza tecnica e manutenzione di motori aeronautici si sono ridotti ai contratti in essere sui motori PW-120/100 dei velivoli Atr-42/72, e non coprono l'attività lavorativa dei 380 addetti del comparto impegnati del sito di Pomigliano d'Arco; le organizzazioni sindacali Fimi, Fiom e Uilm nazionali e territoriali hanno chiesto ed ottenuto l'istituzione di un tavolo di confronto presso il ministero per lo Sviluppo Economico allo scopo di trovare una soluzione positiva alla vertenza, ma dopo due incontri non sono emerse novità di rilievo, anzi la Direzione aziendale di Avio SpA ha prospettato la possibilità di ricorrere noi prossimi mesi alla cassa integrazione guadagni ordinaria e straordinaria; le conseguenze industriali e occupazionali della crisi di Avio, sarebbero gravissime per il Mezzogiorno ed in particolare per la Campania, verrebbe inoltre compromesso definitivamente un tassello fondamentale delle prospettive del polo aeronautico, strategico per lo sviluppo industriale nazionale -: se i ministri intendano intervenire presso Alitalia e Finmeccanica per scongiurare l'uscita di Avio SpA da produzioni altamente remunerative, consolidate e affermate da molti decenni, impedendo lo smantellamento del centro di eccellenza delle revisioni motoristiche aeronautiche di Pomigliano d'Arco, affinché sia rinnovato il contratto tra l'Alitalia e l'Avio di modo che sia garantita una soluzione positiva della vertenza e si determinino le condizioni per le quali le commesse Alitalia per le attività di revisioni motoristiche siano assegnate allo stabilimento di Pomigliano d'Arco ed anche affinché nel nuovo assetto societario di Avio SpA sia ridefinita la partecipazione azionaria di Finmeccanica a garanzia della qualificazione e dello sviluppo del settore avio-motoristico nazionale".