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DISARMO: ONU, CRESCE PRESSIONE CONTRO BOMBE A GRAPPOLO/ANSA



2 articoli sull'argomento. Per ora così come per la questione nucleare, la guerra ha moltiplicato i paesi che vogliono l'energia nucleare, e sempre la guerra ha moltiplicando la produzione nel campo degli armamenti. In Europa Francia e Spagna hanno già annunciato l'aumento del budget disponibile per il 2007, come del resto accade in Italia.

Londra, 7 nov - Il governo britannico e quello Usa oggi uniranno le loro forze a Ginevra per bloccare la messa al bando delle bombe a grappolo (cluster bombs) proposta da alcuni paesi guidati dalla Svezia. La rigida posizione anglo-statunitense, secondo il giornalista del "Guardian" George Monbiot, è figlia delle contraddizioni dello stato moderno, che non può ancora rinunciare alla forza militare per mantenere il proprio potere. "Le cluster bombs - continua Monbiot - in molti casi rimangono inesplose e non possono essere individuate facilmente. Basti pensare che tra il 20 e il 25 per cento delle bombe a grappolo lanciate dalla Nato in Kossovo sono rimaste inesplose, così come il 40 per cento di quelle lanciate da Israele in Libano nell'estate scorsa". Come ricorda l'editorialista, negli ultimi quaranta anni gli Stati Uniti hanno lanciato milioni di bombe a grappolo, 19 milioni in Cambogia, 70 milioni in Vietnam e 208 milioni in Laos. Nelle due guerre del Golfo, invece, gli Usa e la Gran Bretagna ne hanno sganciate 56 milioni in Iraq, con il risultato di migliaia di civili morti o feriti. Altra nazione che ha fatto un uso sistematico di quegli ordigni, dopo la Seconda guerra mondiale, è la Russia, che ne ha disseminate milioni in Afghanistan ed in Cecenia, molto spesso prendendo come obiettivi mercati e luoghi pubblici frequentati da civili. "Si tratta di armi già illegali - scrive Monbiot - se consideriamo che un protocollo aggiuntivo alle Convenzioni di Ginevra proibisce attacchi indiscriminati contro i civili. Tuttavia la moderna democrazia britannica non sembra intenzionata a rinunciarvi, malgrado esse non siano altro che un sostituto delle mine antiuomo bandite dalla Conferenza di Ottawa quasi dieci anni fa (nel 1997)".
http://www.guardian.co.uk/comment/story/0,,1941017,00.html

DISARMO: ONU, CRESCE PRESSIONE CONTRO BOMBE A GRAPPOLO/ANSA
KOFI ANNAN E COORDINATORE UMANITARIO ONU CHIEDONO 'CONGELAMENTO'
  (ANSA) - GINEVRA, 07 NOV - Cresce la pressione per il bando
dell'uso delle munizioni a grappolo, micidiali ordigni che
uccidono in modo atroce  civili durante e dopo i conflitti.
  Dopo la Croce rossa internazionale, in un messaggio alla
Conferenza di riesame della 'Convenzione su alcune armi
convenzionali' (Ccw), riunita da oggi a Ginevra, il segretario
generale dell'Onu Kofi Annan ha chiesto che si ponga fine
all'uso delle 'cluster bombs' ''contro obiettivi militari
situati in zone abitate o vicine ad esse''.
  Durante la conferenza, il coordinatore umanitario delle
Nazioni Unite Jan Egeland ha chiesto agli Stati di applicare
immediatamente ''un congelamento dell'uso delle munizioni a
grappolo'', il cui costo umano - ha detto - e' troppo alto. Si
tratta di una misura ''essenziale in attesa che la comunita'
internazionale si doti di strumenti legali in grado di
affrontare le preoccupazioni umanitarie che derivano dall'uso di
queste armi'', ha aggiunto il sottosegretario generale delle
Nazioni Unite per gli Aiuti Umanitari. ''Fin quando non ci sara'
un bando effettivo, queste armi continueranno a colpire in modo
sproporzionato i civili, mutilando ed uccidendo donne, bambini
ed altri gruppi vulnerabili'', ha insistito Egeland.
  Anche Kofi Annan, nel suo messaggio ai delegati, ha chiesto
agli Stati di ''congelare'' la vendita di munizioni a grappolo
non affidabili e di distruggerle. ''Recenti eventi hanno
dimostrato come gli atroci e inumani effetti di queste armi
debbano essere affrontati immediatamente. In vista della
riunione di Ginevra, ieri anche il Comitato internazionale della
Croce rossa (Cicr) aveva lanciato un appello agli Stati perche'
cessino immediatamente ''l'uso di munizioni a grappolo imprecise
e dal funzionamento imprevedibile'', in pratica quasi tutte le
munizioni del tipo delle famigerate cluster bomb.
  Il Cicr ha chiesto inoltre agli Stati di agire a livello
nazionale eliminando gli stock di tali ordigni e cessando la
vendita di queste armi ad altri Paesi. Il Cicr ha inoltre
annunciato l'intenzione di organizzare all'inizio del 2007 una
conferenza di esperti per discutere di un nuovo accordo
internazionale di diritto umanitario che affronti la questione.
   Le munizioni a grappolo sono tornate in prima pagina dopo
l'ampio uso fattone da Israele in Libano. Si tratta di armi
composte da contenitori di metallo sganciati da aerei (le bombe
a grappolo) o tirati da terra (granate) che possono contenere
fino a 650 sub-munizioni. Quest'ultime sono disseminate in un
raggio di diverse centinaia di metri, anche lontano
dall'obiettivo militare. In teoria dovrebbero esplodere al
momento dell'impatto, ma spesso tali ordigni restano inesplosi
in agguato nel terreno, pronti a mietere vittime. Secondo un
recente rapporto di Handicap International fino al 98% delle
vittime degli ordigni a grappolo sono civili.
   La Conferenza di Ginevra, in programma fino al prossimo 17
novembre, affrontera' il tema delle bombe a grappolo insieme a
quello delle mine antiveicolo. L'Unione Europea, e l'Italia -
spiega una nota della Rappresentanza italiana presso la
Conferenza del disarmo di Ginevra - si trovano in prima fila nel
promuovere una disciplina che consenta effettivi progressi in
campo umanitario sia per le mine antiveicolo sia per le
munizioni a grappolo. Ma permangono forti riserve all'adozione
di nuove misure restrittive. L'Italia e' impegnata negli sforzi
per mantenere vivo il processo di discussione multilaterale
''precondizione indispensabile per futuri sviluppi'', ha
spiegato l'ambasciatore italiano Carlo Trezza.
 Per gli Stati Uniti non e' necessario l'avvio di negoziati su
nuove regole. Per gli Usa - ha dichiarato il delegato Usa alla
Cnferenza - e' ora prioritario concentrarsi sull'applicazione
del diritto esistente. In particolare il 'Protocollo sui residui
bellici inesplosi'' annesso alla Convenzione Ccw, che entrera'
in vigore nei prossimi giorni. Adottato nel novembre 2003 e' il
primo trattato multilaterale di diritto umanitario
internazionale che richiede alle parti belligeranti di eliminare
tutti gli ordigni abbandonati o inesplosi che minacciano civili,
operatori di pace e volontari una volta cessate le ostilita'.
  Obiettivo della 'Convenzione sul divieto o la limitazione
dell'uso di alcune armi convenzionali che possono produrre
effetti traumatici eccessivi o indiscriminati' e' di attenuare
le sofferenze di civili e militari nei conflitti armati
attraverso una disciplina sull'uso di alcune armi (mine, ordigni
inesplosi, armi laser, armi incendiarie...). Vi hanno aderito
100 Paesi. (ANSA).
    XBV
07-NOV-06 18:24 NNNN