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La Pace nei fatti : In 12 punti la carta della non violenza atto finale del Summit di Roma



Roma - Settimo Summit Mondiale dei Nobel per la Pace

Campidoglio, 17 - 19 novembre

"Noi vogliamo essere in prima linea poter dire la nostra". Lech Walesa ha voglia di portare i premi Nobel per la pace in prima linea. E da Roma il piglio barricadero degli uomini della pace viene fuori dalla faticosa costruzione della Carta della non violenza che ha sancito l'ultimo atto la chiusura del Summit.

Riorganizzazione delle Nazioni Unite, appello per uno sviluppo sostenibile con l'ambiente, no alle armi nucleari, no alla tortura, no alle divisioni etniche e religiose. I Nobel della Pace entrano dentro le contraddizioni e le distorsioni che generano discrimanzione, guerra, povertà.

Non solo testimoni delle loro esperienze per quali hanno ottenuto il prestigioso riconoscimento di laureati della Pace ma anche operatori attivi e attenti ai mutamenti dei tempi, al cambiamento della società, della vita, delle relazioni.

Sulla soglia del terzo millennio dopo la crisi dei blocchi est ovest, con lo sguardo rivolto alla minaccia del terrorismo, la missione dei Nobel appare quasi impossibile.

Nelle sessioni di lavoro sono stati snocciolati numeri agghiaccianti: 40 paesi sono in possesso di ordigni nucleari, 27 mila sono le armi nucleari attive in ogni angolo del pianeta. Usa e Russia, le due superpotenze, che non intendono ridurre l'esorbitante numero di testate, appaiono potenzialmente pericolose come l'Iran o la Corea.

Il problema del rischio nucleare non è solo il problema di un paese ma è un argomento che riguardas tutti. Fondamentale è il segnale lanciato all'Onu che rischia di rimanere avvitato dentro una logica che la storia ha abbandonato da un pezzo. Sembra un'utopia parlare di Governo Globale eppure dal dibattito è emersa anche questa idea.

Un governo che abbia precisi compiti di controllo sulle guerre di confine, di prevenzione delle guerre etniche e religiose, di sorveglianza sulla pacifica convivenza. Si vola alto ma come si volge lo sguardo alle crisi mondiali le parole hanno un senso drammatico di impotenza apparente.

La 'famiglia di pace' si muove da Roma con in mano 12 punti fondanti un nuovo ordine, un nuovo modello di vita globale. La Carta della non violenza rappresenta un passaggio importante del segretariato permanente per la Pace che con l'occasione nasce a Roma, città simbolo della non violenza.

Dalla negazione della politica della guerra alla messa all'indice della violenza domestica, in fondo le pieghe dentro le quali scorre il seme dell'intolleranza sono tante, mutanti e insidiose.

Lo sforzo collettivo culmina con l'appello alla Pace sottoscritto dai premi Nobel ma ancvhe accompagnato in questi giorni di lavoro dal contributo di scienziati, testimonial, associazioni.

(Pubblicato il 19 novembre 2006)
http://www.rai.it/news/articolonews/0,9217,1067411,00.html