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Le basi militari in Emilia Romagna



(Questi appunti vogliono essere un contributo alla giornata "Convegno nazionale "Disarmiamoli" il 10 febbraio 2007 a Bologna". Sono stati prodotti nel 2004 e hanno subito aggiunte di carattere tecnico ed informativo nel mese 01/07. Si dividono in 2 parti: la prima riguarda le basi ER, la seconda gli accordi nazionali e internazionali, quelli interni alla NATO e al suo rapporto con l'Unione Europea.).

Le basi NATO e USA in Italia.
In questa cartina fornita dal quotidiano La Stampa mancano le basi militari presenti in Emilia Romagna.

http://www.lastampa.it/redazione/_inc/infobox.asp?indirizzo=/redazione/cmssezioni/infografica/200701images/basi_nato01g.jpg

Eppure il COFA di Poggio Renatico e il CAOC5 ivi operante, gestisce tutte le attività operative militari (cioè quelle che hanno a che fare con finalità militari compreso l'addestramento e l'osservazione) per la difesa nazionale e di altri paesi della NATO. I voli militari sia nazionali sia stranieri, ma autorizzati ad operare in Italia sulla base di accordi specifici (es. 31° FW di stanza ad Aviano), devovo passare attraverso il suo controllo.

La situazione delle basi militari USA in Italia:

L'Italia vedrebbe rafforzato il suo ruolo con l’ampliamento delle basi militari già esistenti e con lo spostamento dall’estero di centri di comando (il comando navale USA in Europa a Napoli, comando ad alta prontezza operativa della NATO a Solbiate Olona, nuova stazione navale a Taranto)

Nel documento del Department of Defence, Base Structure Report – As Qf 30 dept 02, troviamo componenti delle forze americane Army, Navy, Air Force a: Camp Derby, Camp Ederle, Coltano, Vicenza, Livorno, Longare, Pisa, Sigonella, La Maddalena, Aviano, Maniago, Pordenone, Rovereto, San Vito dei
Normanni (Brindisi), Vigonovo, Napoli.

Nel documento DoD Financial Management Regulation, Volume 11°, Charter 9, Annex 1, aprile 2003 con titolo “International Military Headquarters and Related Agencies and Administrative Agent Responsabile for Their Support and for Support to U.S Elements”, troviamo:

NATO Headquarters or Agency: Roma, Latina.
Regional HQ Allied Forces Southern Europe: Napoli, Verona.
Multinational HQ and Reaction Force HQ: Poggio Renatico, Napoli, Milano,
Taranto
Supreme Al lied Commander, Atlantic: La Spezia

Esploriamo il territorio emiliano-romagnolo partendo dall’informazione presente nel documento del Dipartimento della Difesa USA.
Prima tappa: Poggio Renatico (Ferrara).

A Poggio Renatico ha sede il COFA (comando operativo delle forze aeree) e il suo centro operativo (COFACO). Inizialmente la sede era a Vicenza e la
sua data di costituzione è il 1 gennaio 1998.
Lo spostamento del Comando da Vicenza a Poggio Renatico ha dato luogo a più interpellanze parlamentari (anni 2001 e 2002).
Alcune costituiscono vere e proprie sintesi storiche:

Nel 1951 fu costituita la LVI ATAF (forza aerotattica, sciolta da qualche anno) con comandi nazionali e NATO e con sede a Vicenza. Nel 1962 i sistemi della difesa aerea nazionale furono integrati in quelli della NATO e la LVI ne assunse il controllo sino a giungere alla dimostrazione di una valida esperienza operativa durante le operazioni in Bosnia e poi nella ex Jugoslavia. Dal 1993 la NATO diresse operazioni nei Balcani, in particolare nel 1999 furono ordinate più di 38 mila missioni di volo sui cieli della Serbia e
del Kosovo.
Dopodiché la NATO decise di spostare le sue funzioni a Ferrara dove esiste un grande bunker. Il trasferimento operativo cominciò con la stazione NATO nel 2001 e poi nel 2002 con il COFA, comportando notevoli disagi al personale militare e costi aggiuntivi per la nuova sede. In particolare si è dovuto addizionare a quelli già esistenti circa 80 alloggi per militari con famiglie, per il personale celibe o nubile sono disponibili alloggi per 389 posti letto, e altri 187 in corso di realizzazione. Altri 96 posti letto saranno disponibili per i militari di truppa.

La scelta di Poggio Renatico è stata motivata in quanto era già presente una importante installazione NATO e, con finanziamenti della Alleanza Atlantica, si è potuto aggiungere una sede protetta da utilizzare e condividere da entità nazionali e NATO.

Poggio Renatico era conosciuta dagli addetti ai lavori per la presenza di un radar della NATO, inserito nella catena Nadge dell’Alleanza che proteggeva gli spazi della Turchia e della Norvegia. Poggio aveva un radar con tecnologia francese chiamato Pioppo per via dei pioppeti della zona.. Dalla prima metà degli anni ’90 le nuove strategie della NATO volte più a SUD-EST, convincevano lo stato maggiore aeronautica a costruire nella pianura ferrarese un grande e unico centro di comando e controllo di tutte le operazioni aeree (incluse quelle di soccorso). Il bunker (struttura stagna) doveva essere a prova di atomica e posto su tre piani interrati, con una sala operativa con una trentina di computer. Nasce così il COFA dove confluiscono tutti i segnali radar ubicati sul territorio nazionale, ma anche quelli degli “Awacs” cioè tutto quello che entra ed esce o sorvola lo spazio aereo nazionale (civile e militare). Il COFA ordina l’alzata in volo su allarme degli intercettori. La sua
giurisdizione si spinge sino all’Ungheria e ai Balcani.

La fase di ammodernamento del COFA e COAC 5 (5° centro operativo aereo combinato della NATO per le operazioni NATO in Italia, Slovenia e Ungheria) è continuata sino al giugno 2004 per garantire l’alloggio delle 1500-1600 persone. Il bunker attualmente è stato svuotato e per quasi due anni si svolgeranno lavori per la riconfigurazione degli spazi interni, per l’installazione di un nuovo sistema di comando e controllo NATO ACCS (Air Combat and Control System) realizzato dalla ACSI (Air Command System International) joint venture di Raytheon e Thales.

COFA e COAC 5 sono il punto di conciliazione delle catene di comando e controllo nazionale e NATO e coordinano le Forze Aree in caso di crisi/guerra, esercitazioni aeree, addestramento dei reparti di volo italiani, operazioni di ricerca e soccorso (SAR). Le funzioni del SODA, uno dei centri radar nazionale e NATO sono: sorveglianza spazio aereo e, in caso di guerra impiego dei mezzi di difesa, in caso di pace guida dei caccia per intercettazione e riconoscimento ai velivoli non autorizzati o sospetti.

Dal COFA dipende il Centro interforze telerilevamento satellitare terrestre: a Pratica di Mare è ubicato il sistema HELIOS attuato da
Francia, Italia e Spagna.
La capo commessa è la MATRA Marconi Space (Astrium) Francia e poi ci sono
Alenia, Telespazio, Vitrocised, Datamat e ACS per l’Italia.
La componente spaziale e il Centro di comando e controllo è ubicato a Tolosa e nell’isola di Kerguelen (oceano indiano). E’ di quest’anno (2007) la notizia che Teledife ha firmato un contratto del valore di 5 milioni di euro con Selex Sistemi integrati e Selex Communications per la fornitura di due posti comando mobili dotati di sistema di comando, controllo e comunicazioni destinati proprio al Comando Operativo di vertice Interforze (COI). Ogni posto di comando si compone di due automezzi su telaio VM90, dotati di cabina protetta contro il munizionamento di piccolo calibro; in un veicolo trovano posto due consolle operative più una console impiegata per il monitoraggio della rete di comunicazione, mentre nel secondo si trovano gli apparati che permettono di mantenere i collegamenti digitali e analogici sia in area, grazie a radio UHF e VHF, sia a grande distanza, attraverso i sistemi satellitari. Ognuno dei due veicoli è dotato di un gruppo elettrogeno carrellato; un gruppo è sufficiente per assicurare l’alimentazione di tutti gli apparati, mentre il secondo ha funzioni di back-up. Ciascun automezzo è dotato di navigatore GPS e telefono satellitare. L’insieme può essere agevolmente rischiarato per via aerea, dato che i due veicolo ed entrambi i generatori possono essere trasferiti da un unico C130J. Per poter operare è necessario collegare i due veicolo, cosicché il posto di comando può operare unicamente da fermo. I nuovi sistemi permetteranno di garantire l’attività di comando e controllo fin dai primi momenti di ogni missione, senza la necessità di attendere che venga approntato un posto comando fisso. La loro consegna avverrà entro la fine del 2007.

Il radar di Poggio Renatico è stato oggetto di indagine come causa di più
casi di tumore:

“Troppi casi di bambini colpiti da tumore: è giallo
FERRARA, 3 GENNAIO 2003 - Un'indagine epidemiologica della Asl sta preoccupando Poggio Renatico, in provincia di Ferrara, dove c'è un maxi radar della Nato. I casi di tumore infantile al cervello sono statisticamente anomali, sopra la media attesa localmente: uno rilevato nel '91 e altri due nel '98. E l'amministrazione comunale, appena ricevuto il rapporto dalla Asl, ha deciso di impiegare le speciali apparecchiature
dell'Arpa per monitorare le emissioni dell'antenna Nato”.

<http://www.emilianet.it/database/emilianet/emilianet2.nsf/0/75ae1076fa9a9983c1256ca3002a1341?OpenDocument>http://www.emilianet.it/database/emilianet/emilianet2.nsf/0/75ae1076fa9a9983c1256ca3002a1341?OpenDocument
http://www.arpa.emr.it/piacenza/progetti.htm

Spostiamoci e andiamo verso Parma, a Noceto.

Nel resoconto della IV commissione permanente (Difesa) del 25 luglio 2001 si legge la descrizione effettuata dal Segretario Generale della Difesa sull’assetto organizzativo della componente tecnico-amministrativa della Difesa: a Noceto di Pama vi è uno stabilimento del polo di munizionamento.

E’ l’Agenzia industriale della Difesa che ha sede a Roma a gestire gli stabilimenti di allestimento e smilitarizzazione (di cui fa parte quello di
Noceto e in cui si sottolinea l’attività logistica sui missili Hawk).

Il 29 marzo 2000 in un atto del Governo si legge che tale stabilimento viene destinato allo smaltimento di mine del modello Valmara 69 (secondo la relazione illustrativa che accompagna lo schema del decreto, i costi di questa operazione – se affidato a industrie private – comporterebbero una spesa cinque volte superiori), e si chiedono chiarimenti circa le mine antiuomo NATO all’uranio impoverito. Il 25 ottobre 2002 vi è una risposta del governo circa il ruolo dello stabilimento di Baiano di Spoleto in cui si dice che il caricamento delle
bombe è stato effettuato a Noceto di Parma.

In tale stabilimento si sono svolte assemblee di lavoratori che hanno espresso il loro NO alla guerra.

Anche a Piacenza, nel Polo di Mantenimento Armi Pesanti Nord, una bandiera della pace ha sventolato per una notte intera per esprimere il No alla guerra.

Nella Gazzetta Ufficiale del 1998 n. 79 si illustra la riorganizzazione dell’area tecnico-industriale del Ministero della Difesa in cui si prevede la costituzione di un Ente dipendente dall’ispettorato logistico dell’esercito nell’arsenale di Piacenza.

In una interrogazione urgente del 12 febbraio 2001 circa l’uso di ordigni e mezzi corazzati contenenti uranio impoverito, si legge che nel Polo di mantenimento pesante nord si provvede alla manutenzione e alla revisione dei mezzi corazzati dell’esercito (anche pezzi di quelli che furono usati
nel Kosovo), che per tali operazioni è stato usato anche personale civile.
L’ARPA dovrebbe essere coinvolta in questo campo visto il ruolo che rivesteed essendo specializzata nel settore radioattività, a causa della presenza
sul territorio di competenza della centrale nucleare di Corso.

Il 21 marzo 2003 sul quotidiano Il Giorno è apparsa la notizia di assemblee dei lavoratori che si oppongono alla privatizzazione
dell’arsenale di Piacenza e quindi alla riduzione del personale.
Il 3 giugno 2004 su Libertà si legge di numerose visite presso tale Polo di vari parlamentari che hanno avuto incontri anche con le RSU.

Allo stabilimento del Polo Mantenimento Pesante Nord sono stati assegnati attualmente 59.902.308 (in euro).

Nella base militare di S. Damiano (Piacenza) vi è la Divisione caccia bombardieri ricognitori ed è esattamente la sede del 50° Stormo.

Vi sono inoltre: il 155° gruppo E.T.S. (Tornado), il 450° gruppo per i servizi tecnico operativi e il 550° gruppo per i servizi logistici operativi. Le missioni sono di protezione e supporto alle forze alleate. Con l’uso del Tornado ECR (guerra elettronica) si svolgono missioni sul territorio
nazionale ed estero ed esercitazioni con forze NATO.
Il Tornado configurazione IT ECR ha una missione dedicata al ruolo di soppressione delle difese aeree nemiche SEAD (Search for Enemy Aircraft
Defense) e in quanto tali, montano il missile antiradar AGM-88 HARM.
Il 155° gruppo viene affidato a S. Damiano nel 1990 e usato in operazioni contro l’Iraq (1991). E’ in quel periodo e durante una operazione che l’aereo del Magg. Bellini e Cap. Cuccioline viene abbattuto, l’equipaggio fatto prigioniero e poi rilasciato al termine del conflitto. Tale gruppo si addestra per acquisire capacità di neutralizzare con il lancio di armamento dedicato le sorgenti elettromagnetiche del nemico. E’ del 26 gennaio 2007 la notizia di una interrogazione parlamentare sull’aeroporto di Piacenza: Il 50 Stormo potrebbe lasciare Piacenza : I Tornado di stanza a Piacenza dovrebbero trasferirsi a Ghedi, ma non è detto che i giochi siano del tutto fatti. L’aeroporto di Piacenza, però, resterà operativo dal punto di vista militare e manterrà tutte le sue potenzialità per essere pronto in qualsiasi momento a garantire una base operativa a supporto di missioni internazionali NATO.
La stessa notizia circola da più tempo:
http://www.filibertoputzu.it/riprende_quota_l'aeroporto_merci_sc_4604.htm

Base della Divisione Caccia Intercettori di Cervia (Ravenna).

Nella base di Cervia troviamoli V° Stormo con:

23° Gruppo caccia intercettori ogni tempo (F-16ADF), 605° Gruppo squadriglia collegamenti (S208M, MB339A), 505° gruppo servizi logistici
operativi, 405° Gruppo servizi tecnici operativi.

Il 5° Stormo è stato trasferito a Cervia nel 1995 e partecipa alle operazioni di difesa nel settore Nord della Penisola assicurando un supporto anche al settore meridionale. Vi è un periodico schieramento dei suoi velivoli presso gli aeroporti di Trapani-Birgi e Catania-Sigonella. E’ in costante addestramento per il mantenimento della “prontezza al combattimento” con esercitazioni a profilo supersonico, intercettazione radar a media e bassa quota, combattimenti aerei simulati, navigazione a bassa quota, tiri aria-suolo, aerocooperazione con forze di superficie,
rischiaramento su basi nazionali ed estere.

Il V° Stormo con l’introduzione del Lockheed-Martin F-16ADF (Viper) e Block 15ADF viene definito “combat ready” e dall’inizio dell’anno compie missioni di polizia aerea attraverso intercettazioni e identificazioni di aeromobili estranei(in tempo di pace), in tempo di guerra grazie alla disponibilità di missili AMRAAM (gittata “medium range” elevata), può affrontare azioni di combattimento. Gli aerei noleggiati dall’Italia sono 30 F-16° Block 15 e 4 F-16B OCU Block per 7 anni di attività. Della sua manutenzione si occupano circa 200 persone, 150 sottufficiali specializzati dell’AM e 50 civili americani. Gli F-16 italiani sono quelli che hanno prestato servizio a Torrejon in Spagna e avrebbero potuto essere trasferiti a Crotone. Tutti i velivoli compreso la versione F-16B (esemplare biposto del Block 15) sono idonei alla missione di difesa aerea e all’impiego del cannone General Electric M61A1 “Vulcan” da 20 mm con 515 colpi, all’impiego del missile aria-aria a corto raggio Raytheon AIM-9L ed AIM-9L/I “Sindewinder”
e di quello a medio raggio Raytheon (Hughes) AIM-120B “Stammer” (AMRAAM).
L’impiego di missili aria-superficie viene lasciato ai Tornado IDS e all’AMX “Ghibli”. Tutti i piloti hanno effettuato il loro addestramento al Viper sulla Davis-Monthan Air Force Base di Tucson (Arizona). Il forte potere aspirante dell’ F-16 mette a rischio le persone anche a 8 metri di distanza quando il motore è acceso, per questo i piazzali sono
stati disegnati con semicerchi di colore rosso per delimitarne la zona..
Sempre a proposito di sicurezza il serbatoio interno al velivolo contiene 25 litri di idrazina utilizzata per utilizzare la turbinetta di emergenza, per cui in caso di perdita sono state avviate procedure per bonificare il terreno, pompieri e addetti alla manutenzione e supervisori americani. Il
carburante del biposto arriva a 952 kg di carburante.

Ma nell’aeroporto di Cervia si sono dovute apportare diverse novità, dall’allargamento della pista a 45 metri alla adeguazione del sistema di illuminazione, agli ausili per l’atterraggio (anche per via della nebbia presente da ottobre a marzo circa). La difesa delle installazioni di Cervia si affida alla vicinanza di un reggimento HAWK dell’Esercito e a procedure di allarme. Il WOC (Wing Operation Centre) è il punto nevralgico della base, un edificio (bunker) protetto e dotato di docce e polveri anti-NBC. La Combat
Room è il suo locale principale, sede delle comunicazioni e informazioni.
Si trovano poi l’aula briefing, una intelligence, una impianti, sala NAV, una mensa, il dormitorio e la sala STO (Survise To Operate).
In totale il personale dovrebbe essere di 800 fra uomini e donne.

Nel Consiglio comunale di Cervia sono stati discussi più ordini del giorno che avevano come contenuti i pericoli derivanti dall’inquinamento acustico,
elettromagnetico e vari rischi ambientali.
Nella risposta ad uno di essi (gruppo consiliare Verde) del 2003, l’allora Col. Pil. Responsabile della base, scrisse di improbabili rischi di tale
natura (compreso l’uso di uranio impoverito).
Sono state effettuate visite ispettive di gruppi parlamentari.

Nel frattempo la base di Cervia viene usata per l’addestramento di piloti provenienti dagli Stati europei dell’Est nell’ambito di una maggiore integrazione tra le forze NATO.
Una descrizione:

2006/10/10. Dal 2 al 13 Ottobre, presso il 5° Stormo di Cervia, si sono rischierati 3 MIG-29 Ungheresi del 59° Tactical Fighter Wing per partecipare all'esercitazione LONG STEP 2006. E' stata la prima assoluta per uno squadrone di caccia ungherese sul suolo italiano. I tre Mig, un biposto (26) e due monoposto (18 e 21), sono stati accompagnati da 2 AN-26 che hanno trasportato uomini e materiale per il supporto logistico. L'esercitazione, inquadrata nel programma NUEX (N.A.T.O. UNIT EXCHANGE), ha avuto come finalita' ultima lo scambio di esperienze in ambito della difesa aerea. I MIG-29 hanno potuto confrontarsi con gli F-16 ADF del 23° Gruppo Caccia Intercettori di Cervia ma anche con amx del 32° Stormo, EF-2000 del 4°Stormo e Tornado di vari reparti. Dopo i primi giorni di permanenza durante i quali sono state svolte missioni di ambientamento, si sono svolte missioni di crescente complessita' partendo da combattimenti 1 vs 1 BFM (Basic Fighter Manouvers), 2 vs 2 ACM (Advanced Combat Manouvers) fino all'organizzazione di una vera e propria esercitazione COMAO (COMposite Air Ops) all'interno della quale sono stati simulati scenari complessi come quelli di Escort e CAP, supportati dai Centri Radar della Difesa Aerea, dal COFA di Poggio Renatico e con la partecipazione "offensive" di alcuni siti antiaerei. Viste le ore di manutenzione per ore volate di cui ha bisogno il Fulcrum, anche il personale di terra e' stato duramente impegnato per riuscire ad assicurare le 2 missioni al giorno che sono state schedulate tutti i giorni per due settimane. La LONG STEP 06 e' stata anche la prima occasione che ha avuto il personale della forza aerea ungherese di ammirare l'EF-2000 e a giudicare dalla folla che si e' creata appena atterrati i due esemplari provenienti da Grosseto, e' stato sicuramente apprezzato.

Arriviamo a Rimini:

E’ presente l’ 83° centro SAR (Search and Rescue – Ricerca e soccorso) con la squadriglia collegamenti 15° dotata di elicotteri (HH-3F). Le tipologie di intervento SAR riguardano il soccorso in zone isolate, trasporti sanitari urgenti, ricerca e soccorso in mare, SAR terrestri e per
aeromobili.
Nella missione denominata “operazione Babilonia” l'Aeronautica impiega elicotteri HH-3F corazzati e con equipaggi specializzati in operazioni SAR. L’attività di Ricerca e Soccorso avviene anche in concorso con altri Dicasteri competenti in materia di Soccorso e Protezione Civile.

Presso Rimini era presente il gruppo logistico USA per l’attivazione di bombe nucleari, di questa passata presenza vi è traccia in interrogazioni parlamentari. Una vicenda che fa venire in mente quanto poco si sappia di ciò che si decide nel territorio nazionale, una conferma viene dalle dichiarazioni del Segretario Generale della Difesa e Direttore Nazionale Armamenti. Il 23 luglio 2001 dichiara che l’Alleanza atlantica ha sempre affermato la necessità di una difesa missilistica costruita a strati e di vario genere (scudo spaziale) e ammette la disponibilità di un programma MEADS (Medium Extend Air Defence System) approvato già nella scorsa legislatura (centrosinistra).

Per l’esperienza maturata sia in campo nazionale sia internazionale, l’83° Centro Combat Sar viene considerato uno dei migliori reparti specializzati Combat SAR della NATO.

Si vuole ricordare qui la presenza del comando della Brigata Friuli che partirà in missione per l’operazione Antica Babilonia.

La Friuli porta in Iraq circa 1.600 persone dei reggimenti: 66° fanteria aeromobile Trieste di Forlì, Savoia Cavalleria di Grosseto, 7° AVES Vega di Rimini e reparto comando e supporti tattici della brigata. Completano il contingente: il 6° reggimento genio pionieri, il 10° reggimento trasporti, assetti specialistici delle trasmissioni, NBC, CIMIC, incursori del 9° reggimento Col Moschin, una compagnia del reggimento S.Marco della Marina, il 6° ROA dell'Aeronautica e i carabinieri del reggimento MSU, per un totale di circa 3.000 uomini:

La Brigata Aeromobile "Friuli" è una delle Grandi Unità che la Forza Armata annovera fra le forze proiettabili. Nel 2004 si è completato il processo di riconversione da unità meccanizzata in aeromobile. E’ dislocata in Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e Toscana, si compone di due reggimenti elicotteri, uno di fanteria aeromobile ed uno di cavalleria di linea.

Inoltre nel territorio emiliano-romagnolo è situata sul Monte Cimone (MODENA) una stazione telecomunicazioni gestita dall’Aeronautica Militare Italiana ma che viene usata anche per scopi civili.
http://www.area.fi.cnr.it/r&f/n9/bonasoni.htm

Bologna e Modena sono le sedi dei due club del Comitato Atlantico per l’Emilia Romagna. Il Comitato Atlantico è un Ente che svolge da cinquanta anni un attività di studio, formazione ed informazione, sui temi di politica estera, sicurezza ed economia internazionale, relativi all'Alleanza Atlantica.

IL VINCOLO DI SEGRETEZZA INTORNO AI TRATTATI CHE DISCIPLINANO L’USO DELLE BASI MILITARI AMERICANE/NATO IN ITALIA.

“E’ ora di dire basta a quei patti firmati solo dal Governo e non sottoposti al parlamento. Intese che riguardano le basi di truppe e accesso ai missili. Si conoscono solo alcune clausole: si dice che gli Stati si impegnano a prestarsi assistenza reciproca. Si prevede l’impiego di consiglieri militari in Italia. Roba da Vietnam”. (prof. Motzo ex Ministro)

Accordi: sulla base dell'art. 80 della Costituzione non sono ammissibili operazioni di “diplomazia segreta”
1995: “Shell agreement”.
Vi è scritto della nuova base di Solbiate, Taranto, Napoli.

Alcuni accordi internazionali classificati segreti dovrebbero essere resi pubblici:

accordi del 1957 per la concessione della base di Sigonella
accordi del 1959 per la installazione dei missili Jupiter a testata nucleare
accordi del 1972 per la cessione della base dei sommergibili nucleari della Maddalena
accordi per la base dei missili Cruise a Comiso

Comitato Parlamentare per i Servizi di informazione e di sicurezza, 1995
Parte della Relazione:

PREMESSA.

Lo Stato democratico ha diritto alla ricerca di informazioni riservate ed all’acquisizione di notizie in qualsiasi modo rilevanti per la difesa della propria integrità e della sicurezza pubblica.

LA DISCIPLINA DEL SEGRETO DI STATO.

Ciò conferma la vigenza ancora attuale delle norme risalenti al 1941 che infatti coprono, all’interno della nozione più ampia, l’ambito specifico del segreto militare. Ma il Regio decreto del 1941 offre una definizione ed una disciplina del segreto militare, in relazione a finalità belliche, evidentemente eccezionali, limitate nel tempo e in un contesto di straordinarietà che è incompatibile con i principi costituzionali. (G. MOTZO, Regime giuridico delle basi militari NATO e di altri Stati nel territorio nazionale alla luce delle vigenti disposizioni costituzionali e degli accordi internazionali conclusi dall'Italia, in Le basi militari della NATO e di paesi esteri in Italia, Camera dei Deputati, Roma 1990, p. 37).

LA DUPLICE DELEGA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO E LE FUNZIONI DI AUTORITA’ NAZIONALE PER LA SICUREZZA.

Alcuni accordi in ambito NATO ne hanno regolato (vertice del Servizio segreto militare) l’esercizio nei rapporti tra il Governo italiano e i Governi dei paesi alleati. Si è realizzato così un innesco. Gli accordi internazionali hanno definito un sistema di segretazione relativo a documenti ed informazioni, che nell’ordinamento italiano poteva essere ricondotto sia al Regio decreto legislativo del 1941 sia alle previsioni del codice penale. L’ Autorità nazionale per la sicurezza è una figura che ha avuto una origine entro l’organizzazione NATO. Nell’ordinamento italiano essa è stata soltanto recepita da circolari riservate. Dopo il 1977, la situazione di fatto si è mantenuta identica, pur essendo mutato il regime legislativo.

IL COMPITO DI SOVRAINTENDENTE.

L’assenza di una distinzione tra le funzioni attinenti al segreto di Stato e quelle dei Servizi di informazione e di sicurezza è ereditata dalla prassi, dalle circolari riservate e dalla disciplina legislativa anteriore alla legge n. 801 del 1977.

I Servizi di Informazione e Sicurezza
<http://www.interno.it/sezioni/attivita/sicurezza/s_000000119.htm>http://www.interno.it/sezioni/attivita/sicurezza/s_000000119.htm

TRATTATO DEL NORD ATLANTICO

Washington D.C., 4 aprile 1949

Le Parti del presente Trattato, riaffermando la propria fede negli scopi e nei principi della Carta delle Nazioni Unite, ed il desiderio di vivere in pace con tutti i popoli e con tutti i governi, decisi a salvaguardare la libertà dei propri popoli, il proprio retaggio comune e la propria civiltà, fondati sui principi della democrazia, sulle libertà individuali e sul predominio del diritto, desiderosi di favorire nella regione dell'Atlantico settentrionale il benessere e la stabilità, decisi a riunire i loro sforzi per la loro difesa collettiva e per il mantenimento della pace e della sicurezza, hanno siglato d'intesa il presente Trattato del Nord Atlantico.

L’assetto delle forze dell’Alleanza
Da: NUOVO CONCETTO STRATEGICO DELL’ALLEANZA ATLANTICA.
Consiglio del Nord Atlantico, Washington D.C., 23 e 24 aprile 1999

Linee direttive per l’assetto delle forze dell’Alleanza.

b. la distribuzione geografica delle forze in tempo di pace assicurerà una presenza militare sufficiente in ogni parte del territorio dell’Alleanza, compresa la possibilità di stazionamento e dispiegamento di forze fuori dai territori e dalle acque nazionali e in previsione di proiezioni di forze dove e quando necessaria. 60. L’interazione fra le forze dell’Alleanza e l’ambiente civile (sia governativo che non), in cui esse operano, è cruciale per il successo delle operazioni. La cooperazione civile-militare è interdipendente: mezzi militari sono richiesti sempre di più per assistere le autorità civili; allo stesso tempo il supporto civile alle operazioni militari è importante per la logistica, le comunicazioni, il supporto sanitario e le relazioni pubbliche. 62. La suprema garanzia della sicurezza degli Alleati è fornita dalle forze nucleari strategiche dell’Alleanza, in particolare da quelle degli Stati Uniti; le forze nucleari indipendenti della Gran Bretagna e della Francia. 63. Un assetto delle forze nucleari dell’Alleanza che sia credibile e la possibilità di dimostrare la solidarietà alleata e il comune impegno nella prevenzione della guerra continuano a richiedere, da parte degli Alleati europei interessati, una diffusa partecipazione ai compiti nucleari nella pianificazione collettiva della difesa, all’insediamento di armi nucleari sui propri territori in tempo di pace e al dispositivo di comando, di controllo e consultazione. L’Alleanza manterrà quindi adeguate forze nucleari in Europa. 64. Le forze nucleari della NATO non hanno più alcun paese come obiettivo. Ciò nonostante la NATO manterrà, al minimo livello consistente con il contesto di sicurezza predominante, adeguate forze sub-strategiche dislocate in Europa, che costituiranno un collegamento essenziale con le forze strategiche nucleari, rafforzando il rapporto transatlantico.

ACCORDI riguardanti l’ITALIA/NATO/USA e utilizzo delle basi:

NATO: 4 aprile 1949: Trattato ratificato con la legge del 1 agosto 1949 n. 465. Prevede la creazione di una organizzazione militare di difesa fra tutti i paesi aderenti. Convenzione sullo Statuto delle forze (SOFA) formata a Londra nel 1951 e ratificata dall’Italia nel 1955. BASI: Trattato Italia-USA (BIA) del 1954 (segreto). Disciplina l’uso delle armate statunitensi nelle infrastrutture concesse loro in uso. 2 febbraio1995 accordo Italia-USA che riguarda le basi USA sul territorio italiano. E’ lo SHELL-AGREEMENT: sancisce poteri precisi del comandante italiano della base, mentre il comando operativo spetta a quello americano. Considerazioni sullo spazio aereo, il controllo del traffico aereo si deve svolgere secondo le regole e modalità stabilite dalle autorità italiane. Le installazioni sono poste sotto il comando italiano anche se il comando USA esercita il controllo pieno sul personale, l’equipaggiamento e le operazioni statunitensi. Il vertice americano deve preventivamente informare il comando italiano in merito a tutte le attività di rilievo, particolarmente alle attività operative e di addestramento nonché ad avvenimenti o inconvenienti che dovessero verificarsi. Alcune di questi aspetti sono stati approvati con vari Memorandum d’intesa, tecnici e locali per regolamentare l’uso delle singole basi. Per la base di Aviano sono stati stipulati il Memorandum d’uso nel 1956 e nel 1993 e 1994. 15 dicembre 1995. Memorandum d’intesa stipulato fra il Ministro della Difesa italiano e il Comando Supremo delle forze alleate in Europa (SHAPE). Riguarda la fornitura di supporto logistico alle Forze esterne in transito o temporaneamente stanziate sul territorio italiano in applicazione del piano “Joint Endeavour” di SACEUR. E’ stato usato per la copertura delle operazioni in Bosnia e in Kosovo, e hanno avuto come appendici tre sottoaccordi con le tre Forze armate.

Nel marzo 1999 il governo D’Alema, a seguito della strage del Cermis, annunciò l’abolizione del segreto sul trattato bilaterale italo-americano del 1954 e su quello del 1995. L’accordo è rimasto segreto.

13 aprile 1999: rapporto della commissione bilaterale Tricarico – Pruher. Questo rapporto nasce dopo l’incidente del Cermis e contiene raccomandazioni inerenti le attività di volo di velivoli militari statunitensi.

Sempre dopo questa vicenda, in un documento scritto da due comandanti militari e intitolato “Sovranità dello Stato: implicazioni negli accordi internazionali”, si legge:

La presenza di Forze alleate nel territorio dello Stato viene accettata e disciplinata da accordi/trattati internazionali bilaterali che non hanno il rango necessario e sufficiente per modificare la sovranità nazionale ma che sono lo strumento indispensabile per raggiungere quegli scopi sopranazionali prioritari irraggiungibili da un singolo Stato. Sempre all’interno della sovranità nazionale trova il naturale alveo il modo paritetico e reciproco in cui avviene il conferimento delle attribuzioni tra diverse nazioni alleate che, peraltro, si realizza soltanto all’interno di una mera “concessione in uso” di alcune infrastrutture e/o nello svolgimento di mansioni ufficiali connesse alle primarie attività dell’alleanza. In tale contesto è da evidenziare che la sovranità degli Stati è già riconosciuta dal NATO SOFA sin dal lontano 1951, anno della sua emanazione.

I pochi no dell’Italia agli USA:

1985: Craxi risponde no alle richieste dei militari USA circa la consegna di esponenti dell’OLP atterrati all’aeroporto di Sigonella. L'Isola è suolo italiano e non americano e sempre Craxi (1986) a negare le basi militari ed il sorvolo dello spazio aereo a Reagan per bombardare la Libia. "Tante cose possono essere riviste o rinegoziate, senza dare adito a strumentalizzazioni, all’impressione che si rompa la solidarietà. Per Lampedusa, è in corso una trattativa con gli americani e forse, fin da subito, la base di orientamento marittimo può essere messa sotto comando italiano".

STATUS DEI QUARTIERI GENERALI MILITARI INTERNAZIONALI NEL TERRITORIO ITALIANO

Decreto del Presidente della repubblica 18 settembre 1962, n. 2083
Gazzetta Ufficiale, 9 luglio, n. 1985.

Esecuzione dell'Accordo tra il Governo italiano ed il Comando supremo alleato in Europa degli Stati membri del Trattato dell'Atlantico del Nord sulle particolari condizioni di installazione e di funzionamento nel territorio italiano dei Quartieri generali militari internazionali che vi sono o che vi potranno essere installati, firmato a Parigi il 26 luglio 1961.

Articolo 1. Definizioni.

Nel testo del presente Accordo:
a) per "Convenzione", si intende la convenzione fra gli Stati partecipanti al Trattato dell'Atlantico del Nord sullo statuto delle loro Forze, firmata a Londra il 19 giugno 1951; b) per "Protocollo" si intende il protocollo sullo statuto dei Quartieri generali militari internazionali istituiti in virtù del Trattato dell'Atlantico del Nord, firmato a Parigi il 28 agosto 1952; c) l'abbreviazione "SHAPE" significa "Supreme Headquarters Allied Powers Europe" (Quartiere Generale Supremo Potenze Alleate in Europa); d) per "Quartiere Generale interalleato" si intende SHAPE ed ogni Quartier generale militare internazionale dipendente direttamente da SHAPE nonchè ogni altro Quartier generale militare internazionale dipendente da SHAPE, per il quale sia applicabile il "Protocollo" in seguito a decisione del Consiglio Nord Atlantico.

Articolo 2. Dislocazione dei Quartieri Generali Interalleati.

La dislocazione, nonchè gli eventuali spostamenti, in tempo di pace, dei Quartieri Generali Interalleati in territorio italiano, verranno stabiliti in seguito ad accordi diretti tra il Governo italiano e SHAPE.

Articolo 4. Immunità.

Agendo nello spirito del paragrafo 2 dell'art. XI del Protocollo e subordinatamente alle limitazioni ivi indicate, il Governo italiano riconoscerà che i beni immobili e mobili dei Quartieri Generali Interalleati saranno immuni da perquisizioni, requisizioni, confisca, sequestro, esproprio e da qualsiasi provvedimento cautelare.

Articolo 5. Immunità e privilegi del personale di rango elevato.

a) Gli ufficiali generali ed ammiragli di nazionalità non italiana, che svolgono funzioni di alta responsabilità presso i Quartieri Generali interalleati, godranno, per quanto concerne gli atti compiuti durante il loro servizio nella loro qualità ufficiale entro i limiti della loro competenza (ivi compresi i loro scritti e le loro parole), del trattamento previsto in materia giurisdizionale dagli atti e dalle consuetudini internazionali applicabili in materia. Nell'ambito delle esenzioni e privilegi riconosciuti dalle consuetudini internazionali e dagli accordi in vigore, essi godranno fra l'altro:
1) della inviolabilità delle carte e documenti personali;
2) delle facilitazioni inerenti al cambio ed alla valuta, simili a quelle concesse ai funzionari del Corpo diplomatico; 3) le stesse facilitazioni godute dai funzionari del Corpo diplomatico, per quanto riguarda il bagaglio personale.

b) il Governo italiano, di comune accordo con lo SHAPE, compilerà un elenco delle persone di cui alla lettera a).

Articolo 9. Contratti per servizi.

a) L'espletamento dei servizi interessanti l'attività dei Quartieri Generali Interalleati, quali la manutenzione, la pulizia e servizi similari, affidati a terzi, dovrà essere regolato sotto la forma dell'appalto. Con apposite clausole sarà vietato il sub-appalto e sarà sancito l'obbligo degli appaltatori di osservare nei confronti del personale, a pena di decadenza del contratto, le disposizioni di legge sulla tutela del lavoro ed i contratti collettivi vigenti per il settore di attività più affine. Di tali appalti i Quartieri Generali Interalleati daranno comunicazione all'Ispettorato del lavoro territorialmente competente.

b) I Quartieri Generali Interalleati faciliteranno, nei limiti del possibile e compatibilmente con le esigenze della sicurezza, il compito di vigilanza devoluto agli ispettori del lavoro.

SECURITY WITHIN THE NORTH ATLANTIC TREATY ORGANISATION (NATO)
http://www.statewatch.org/news/2006/sep/nato-sec-classifications.pdf

L’Unione Europea e la NATO hanno siglato “l'accordo di sicurezza di EU/NATO”, requisito preliminare per il braccio militare dell'UE (seconda colonna) e per avere accesso alla NATO.
Accordo fra Unione Europea e la NATO sulla sicurezza delle informazioni.
Sicurezza e protezione delle informazioni classificate scambiate fra la NATO e UE.
A testo integrale: EU/NATO
http://www.statewatch.org/news/2003/jun/eunato15764.pdf
http://www.statewatch.org/news/2003/jun/nato10006.en03.pdf
http://www.statewatch.org/news/2001/mar/05775.pdf