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Re: Le basi militari in Emilia Romagna



Non so chi sia "rossana", ma il problema delle basi ci interessa molto. E
magari chi ha fatto la ricerca ci scrivesse un saggio (per "Giano") sulle
basi militari straniere in Italia (storia, accordi, limiti di segretezza e
descrizione), conn relative cartine. Preghiamo "rossana" di risponderci o
farci rispondere dalla persona interessata. Grazie Luigi Cortesi


-------------------------------------------------------------
Giano. Pace ambiente problemi globali
Rivista quadrimestrale interdisciplinare
via Fregene, 10, 00183 Roma    Tel-fax 06/70491513
e-mail: redazionegiano at fastwebnet.it    pagina web:
http://www.odradek.it/giano
----- Original Message ----- 
From: "rossana" <rossana at comodinoposta.org>
To: <disarmo at peacelink.it>
Sent: Tuesday, January 30, 2007 9:26 AM
Subject: Le basi militari in Emilia Romagna


> (Questi appunti vogliono essere un contributo alla giornata "Convegno
> nazionale "Disarmiamoli" il 10 febbraio 2007 a Bologna". Sono stati
> prodotti nel 2004 e hanno subito aggiunte di carattere tecnico ed
> informativo nel mese 01/07. Si dividono in 2 parti: la prima riguarda le
> basi ER, la seconda gli accordi nazionali e internazionali, quelli
> interni alla NATO e al suo rapporto con l'Unione Europea.).
>
> Le basi NATO e USA in Italia.
> In questa cartina fornita dal quotidiano La Stampa mancano le basi
> militari presenti in Emilia Romagna.
>
>
http://www.lastampa.it/redazione/_inc/infobox.asp?indirizzo=/redazione/cmssezioni/infografica/200701images/basi_nato01g.jpg
>
> Eppure il COFA di Poggio Renatico e il CAOC5 ivi operante, gestisce
> tutte le attività operative militari (cioè quelle che hanno a che fare
> con finalità militari compreso l'addestramento e l'osservazione) per la
> difesa nazionale e di altri paesi della NATO.
> I voli militari sia nazionali sia stranieri, ma autorizzati ad operare
> in Italia sulla base di accordi specifici (es. 31° FW di stanza ad
> Aviano), devovo passare attraverso il suo controllo.
>
> La situazione delle basi militari USA in Italia:
>
> L'Italia vedrebbe rafforzato il suo ruolo con l’ampliamento delle basi
> militari già esistenti e con lo spostamento dall’estero di centri di
> comando (il comando navale USA in Europa a Napoli, comando ad alta
> prontezza operativa della NATO a Solbiate Olona, nuova stazione navale a
> Taranto)
>
> Nel documento del Department of Defence, Base Structure Report – As Qf
> 30 dept 02, troviamo componenti delle forze americane Army, Navy, Air
> Force a:
> Camp Derby, Camp Ederle, Coltano, Vicenza, Livorno, Longare, Pisa,
> Sigonella, La Maddalena, Aviano, Maniago, Pordenone, Rovereto, San Vito
dei
> Normanni (Brindisi), Vigonovo, Napoli.
>
> Nel documento DoD Financial Management Regulation, Volume 11°, Charter
> 9, Annex 1, aprile 2003 con titolo “International Military Headquarters
and
> Related Agencies and Administrative Agent Responsabile for Their Support
> and for Support to U.S Elements”, troviamo:
>
> NATO Headquarters or Agency: Roma, Latina.
> Regional HQ Allied Forces Southern Europe: Napoli, Verona.
> Multinational HQ and Reaction Force HQ: Poggio Renatico, Napoli, Milano,
> Taranto
> Supreme Al lied Commander, Atlantic: La Spezia
>
> Esploriamo il territorio emiliano-romagnolo partendo dall’informazione
> presente nel documento del Dipartimento della Difesa USA.
> Prima tappa: Poggio Renatico (Ferrara).
>
> A Poggio Renatico ha sede il COFA (comando operativo delle forze aeree)
> e il suo centro operativo (COFACO). Inizialmente la sede era a Vicenza e
la
> sua data di costituzione è il 1 gennaio 1998.
> Lo spostamento del Comando da Vicenza a Poggio Renatico ha dato luogo a
> più interpellanze parlamentari (anni 2001 e 2002).
> Alcune costituiscono vere e proprie sintesi storiche:
>
> Nel 1951 fu costituita la LVI ATAF (forza aerotattica, sciolta da
> qualche anno) con comandi nazionali e NATO e con sede a Vicenza.
> Nel 1962 i sistemi della difesa aerea nazionale furono integrati in
> quelli della NATO e la LVI ne assunse il controllo sino a giungere alla
> dimostrazione di una valida esperienza operativa durante le operazioni
> in Bosnia e poi nella ex Jugoslavia.
> Dal 1993 la NATO diresse operazioni nei Balcani, in particolare nel 1999
> furono ordinate più di 38 mila missioni di volo sui cieli della Serbia e
> del Kosovo.
> Dopodiché la NATO decise di spostare le sue funzioni a Ferrara dove
> esiste un grande bunker. Il trasferimento operativo cominciò con la
> stazione NATO
> nel 2001 e poi nel 2002 con il COFA, comportando notevoli disagi al
> personale militare e costi aggiuntivi per la nuova sede.
> In particolare si è dovuto addizionare a quelli già esistenti circa 80
> alloggi per militari con famiglie, per il personale celibe o nubile sono
> disponibili alloggi per 389 posti letto, e altri 187 in corso di
> realizzazione. Altri 96 posti letto saranno disponibili per i militari
> di truppa.
>
> La scelta di Poggio Renatico è stata motivata in quanto era già presente
> una importante installazione NATO e, con finanziamenti della Alleanza
> Atlantica, si è potuto aggiungere una sede protetta da utilizzare e
> condividere da entità nazionali e NATO.
>
> Poggio Renatico era conosciuta dagli addetti ai lavori per la presenza
> di un radar della NATO, inserito nella catena Nadge dell’Alleanza che
> proteggeva gli spazi della Turchia e della Norvegia. Poggio aveva un
> radar con tecnologia francese chiamato Pioppo per via dei pioppeti della
> zona..
> Dalla prima metà degli anni ’90 le nuove strategie della NATO volte più
> a SUD-EST, convincevano lo stato maggiore aeronautica a costruire nella
> pianura ferrarese un grande e unico centro di comando e controllo di
> tutte le operazioni aeree (incluse quelle di soccorso).
> Il bunker (struttura stagna) doveva essere a prova di atomica e posto su
> tre piani interrati, con una sala operativa con una trentina di computer.
> Nasce così il COFA dove confluiscono tutti i segnali radar ubicati sul
> territorio nazionale, ma anche quelli degli “Awacs” cioè tutto quello che
> entra ed esce o sorvola lo spazio aereo nazionale (civile e militare).
> Il COFA ordina l’alzata in volo su allarme degli intercettori. La sua
> giurisdizione si spinge sino all’Ungheria e ai Balcani.
>
> La fase di ammodernamento del COFA e COAC 5 (5° centro operativo aereo
> combinato della NATO per le operazioni NATO in Italia, Slovenia e
Ungheria)
> è continuata sino al giugno 2004 per garantire l’alloggio delle
> 1500-1600 persone. Il bunker attualmente è stato svuotato e per quasi
> due anni si
> svolgeranno lavori per la riconfigurazione degli spazi interni, per
> l’installazione di un nuovo sistema di comando e controllo NATO ACCS (Air
> Combat and Control System) realizzato dalla ACSI (Air Command System
> International) joint venture di Raytheon e Thales.
>
> COFA e COAC 5 sono il punto di conciliazione delle catene di comando e
> controllo nazionale e NATO e coordinano le Forze Aree in caso di
> crisi/guerra, esercitazioni aeree, addestramento dei reparti di volo
> italiani, operazioni di ricerca e soccorso (SAR).
> Le funzioni del SODA, uno dei centri radar nazionale e NATO sono:
> sorveglianza spazio aereo e, in caso di guerra impiego dei mezzi di
difesa,
> in caso di pace guida dei caccia per intercettazione e riconoscimento ai
> velivoli non autorizzati o sospetti.
>
> Dal COFA dipende il Centro interforze telerilevamento satellitare
> terrestre: a Pratica di Mare è ubicato il sistema HELIOS attuato da
> Francia, Italia e Spagna.
> La capo commessa è la MATRA Marconi Space (Astrium) Francia e poi ci sono
> Alenia, Telespazio, Vitrocised, Datamat e ACS per l’Italia.
> La componente spaziale e il Centro di comando e controllo è ubicato a
> Tolosa e nell’isola di Kerguelen (oceano indiano).
> E’ di quest’anno (2007) la notizia che Teledife ha firmato un contratto
> del valore di 5 milioni di euro con Selex Sistemi integrati e Selex
> Communications per la fornitura di due posti comando mobili dotati di
> sistema di comando, controllo e comunicazioni destinati proprio al
> Comando Operativo di vertice Interforze (COI). Ogni posto di comando si
> compone di due automezzi su telaio VM90, dotati di cabina protetta
> contro il munizionamento di piccolo calibro; in un veicolo trovano posto
> due consolle operative più una console impiegata per il monitoraggio
> della rete di comunicazione, mentre nel secondo si trovano gli apparati
> che permettono di mantenere i collegamenti digitali e analogici sia in
> area, grazie a radio UHF e VHF, sia a grande distanza, attraverso i
> sistemi satellitari. Ognuno dei due veicoli è dotato di un gruppo
> elettrogeno carrellato; un gruppo è sufficiente per assicurare
> l’alimentazione di tutti gli apparati, mentre il secondo ha funzioni di
> back-up. Ciascun automezzo è dotato di navigatore GPS e telefono
> satellitare. L’insieme può essere agevolmente rischiarato per via aerea,
> dato che i due veicolo ed entrambi i generatori possono essere
> trasferiti da un unico C130J. Per poter operare è necessario collegare i
> due veicolo, cosicché il posto di comando può operare unicamente da
> fermo. I nuovi sistemi permetteranno di garantire l’attività di comando
> e controllo fin dai primi momenti di ogni missione, senza la necessità
> di attendere che venga approntato un posto comando fisso. La loro
> consegna avverrà entro la fine del 2007.
>
> Il radar di Poggio Renatico è stato oggetto di indagine come causa di più
> casi di tumore:
>
> “Troppi casi di bambini colpiti da tumore: è giallo
> FERRARA, 3 GENNAIO 2003 - Un'indagine epidemiologica della Asl sta
> preoccupando Poggio Renatico, in provincia di Ferrara, dove c'è un maxi
> radar della Nato. I casi di tumore infantile al cervello sono
> statisticamente anomali, sopra la media attesa localmente: uno rilevato
nel
> '91 e altri due nel '98. E l'amministrazione comunale, appena ricevuto
> il rapporto dalla Asl, ha deciso di impiegare le speciali apparecchiature
> dell'Arpa per monitorare le emissioni dell'antenna Nato”.
>
>
<http://www.emilianet.it/database/emilianet/emilianet2.nsf/0/75ae1076fa9a998
3c1256ca3002a1341?OpenDocument>http://www.emilianet.it/database/emilianet/em
ilianet2.nsf/0/75ae1076fa9a9983c1256ca3002a1341?OpenDocument
> http://www.arpa.emr.it/piacenza/progetti.htm
>
> Spostiamoci e andiamo verso Parma, a Noceto.
>
> Nel resoconto della IV commissione permanente (Difesa) del 25 luglio
> 2001 si legge la descrizione effettuata dal Segretario Generale della
Difesa
> sull’assetto organizzativo della componente tecnico-amministrativa della
> Difesa: a Noceto di Pama vi è uno stabilimento del polo di munizionamento.
>
> E’ l’Agenzia industriale della Difesa che ha sede a Roma a gestire gli
> stabilimenti di allestimento e smilitarizzazione (di cui fa parte quello
di
> Noceto e in cui si sottolinea l’attività logistica sui missili Hawk).
>
> Il 29 marzo 2000 in un atto del Governo si legge che tale stabilimento
> viene destinato allo smaltimento di mine del modello Valmara 69 (secondo
la
> relazione illustrativa che accompagna lo schema del decreto, i costi di
> questa operazione – se affidato a industrie private – comporterebbero una
> spesa cinque volte superiori), e si chiedono chiarimenti circa le mine
> antiuomo NATO all’uranio impoverito.
> Il 25 ottobre 2002 vi è una risposta del governo circa il ruolo dello
> stabilimento di Baiano di Spoleto in cui si dice che il caricamento delle
> bombe è stato effettuato a Noceto di Parma.
>
> In tale stabilimento si sono svolte assemblee di lavoratori che hanno
> espresso il loro NO alla guerra.
>
> Anche a Piacenza, nel Polo di Mantenimento Armi Pesanti Nord, una
> bandiera della pace ha sventolato per una notte intera per esprimere il
> No alla guerra.
>
> Nella Gazzetta Ufficiale del 1998 n. 79 si illustra la riorganizzazione
> dell’area tecnico-industriale del Ministero della Difesa in cui si prevede
> la costituzione di un Ente dipendente dall’ispettorato logistico
> dell’esercito nell’arsenale di Piacenza.
>
> In una interrogazione urgente del 12 febbraio 2001 circa l’uso di
> ordigni e mezzi corazzati contenenti uranio impoverito, si legge che nel
> Polo di
> mantenimento pesante nord si provvede alla manutenzione e alla revisione
> dei mezzi corazzati dell’esercito (anche pezzi di quelli che furono usati
> nel Kosovo), che per tali operazioni è stato usato anche personale civile.
> L’ARPA dovrebbe essere coinvolta in questo campo visto il ruolo che
> rivesteed essendo specializzata nel settore radioattività, a causa della
> presenza
> sul territorio di competenza della centrale nucleare di Corso.
>
> Il 21 marzo 2003 sul quotidiano Il Giorno è apparsa la notizia di
> assemblee dei lavoratori che si oppongono alla privatizzazione
> dell’arsenale di Piacenza e quindi alla riduzione del personale.
> Il 3 giugno 2004 su Libertà si legge di numerose visite presso tale Polo
> di vari parlamentari che hanno avuto incontri anche con le RSU.
>
> Allo stabilimento del Polo Mantenimento Pesante Nord sono stati
> assegnati attualmente 59.902.308 (in euro).
>
> Nella base militare di S. Damiano (Piacenza) vi è la Divisione caccia
> bombardieri ricognitori ed è esattamente la sede del 50° Stormo.
>
> Vi sono inoltre: il 155° gruppo E.T.S. (Tornado), il 450° gruppo per i
> servizi tecnico operativi e il 550° gruppo per i servizi logistici
> operativi.
> Le missioni sono di protezione e supporto alle forze alleate. Con l’uso
> del Tornado ECR (guerra elettronica) si svolgono missioni sul territorio
> nazionale ed estero ed esercitazioni con forze NATO.
> Il Tornado configurazione IT ECR ha una missione dedicata al ruolo di
> soppressione delle difese aeree nemiche SEAD (Search for Enemy Aircraft
> Defense) e in quanto tali, montano il missile antiradar AGM-88 HARM.
> Il 155° gruppo viene affidato a S. Damiano nel 1990 e usato in
> operazioni contro l’Iraq (1991). E’ in quel periodo e durante una
> operazione che
> l’aereo del Magg. Bellini e Cap. Cuccioline viene abbattuto,
> l’equipaggio fatto prigioniero e poi rilasciato al termine del conflitto.
> Tale gruppo si addestra per acquisire capacità di neutralizzare con il
> lancio di armamento dedicato le sorgenti elettromagnetiche del nemico.
> E’ del 26 gennaio 2007 la notizia di una interrogazione parlamentare
> sull’aeroporto di Piacenza:
> Il 50 Stormo potrebbe lasciare Piacenza : I Tornado di stanza a Piacenza
> dovrebbero trasferirsi a Ghedi, ma non è detto che i giochi siano del
> tutto fatti. L’aeroporto di Piacenza, però, resterà operativo dal punto
> di vista militare e manterrà tutte le sue potenzialità per essere pronto
> in qualsiasi momento a garantire una base operativa a supporto di
> missioni internazionali NATO.
> La stessa notizia circola da più tempo:
> http://www.filibertoputzu.it/riprende_quota_l'aeroporto_merci_sc_4604.htm
>
> Base della Divisione Caccia Intercettori di Cervia (Ravenna).
>
> Nella base di Cervia troviamoli V° Stormo con:
>
> 23° Gruppo caccia intercettori ogni tempo (F-16ADF), 605° Gruppo
> squadriglia collegamenti (S208M, MB339A), 505° gruppo servizi logistici
> operativi, 405° Gruppo servizi tecnici operativi.
>
> Il 5° Stormo è stato trasferito a Cervia nel 1995 e partecipa alle
> operazioni di difesa nel settore Nord della Penisola assicurando un
> supporto anche al settore meridionale. Vi è un periodico schieramento
> dei suoi velivoli presso gli aeroporti di Trapani-Birgi e
Catania-Sigonella.
> E’ in costante addestramento per il mantenimento della “prontezza al
> combattimento” con esercitazioni a profilo supersonico, intercettazione
> radar a media e bassa quota, combattimenti aerei simulati, navigazione a
> bassa quota, tiri aria-suolo, aerocooperazione con forze di superficie,
> rischiaramento su basi nazionali ed estere.
>
> Il V° Stormo con l’introduzione del Lockheed-Martin F-16ADF (Viper) e
> Block 15ADF viene definito “combat ready” e dall’inizio dell’anno compie
> missioni di polizia aerea attraverso intercettazioni e identificazioni
> di aeromobili estranei(in tempo di pace), in tempo di guerra grazie alla
> disponibilità di missili AMRAAM (gittata “medium range” elevata), può
> affrontare azioni di combattimento.
> Gli aerei noleggiati dall’Italia sono 30 F-16° Block 15 e 4 F-16B OCU
> Block per 7 anni di attività.
> Della sua manutenzione si occupano circa 200 persone, 150 sottufficiali
> specializzati dell’AM e 50 civili americani. Gli F-16 italiani sono quelli
> che hanno prestato servizio a Torrejon in Spagna e avrebbero potuto
> essere trasferiti a Crotone.
> Tutti i velivoli compreso la versione F-16B (esemplare biposto del Block
> 15) sono idonei alla missione di difesa aerea e all’impiego del cannone
> General Electric M61A1 “Vulcan” da 20 mm con 515 colpi, all’impiego del
> missile aria-aria a corto raggio Raytheon AIM-9L ed AIM-9L/I “Sindewinder”
> e di quello a medio raggio Raytheon (Hughes) AIM-120B “Stammer” (AMRAAM).
> L’impiego di missili aria-superficie viene lasciato ai Tornado IDS e
> all’AMX “Ghibli”.
> Tutti i piloti hanno effettuato il loro addestramento al Viper sulla
> Davis-Monthan Air Force Base di Tucson (Arizona).
> Il forte potere aspirante dell’ F-16 mette a rischio le persone anche a
> 8 metri di distanza quando il motore è acceso, per questo i piazzali sono
> stati disegnati con semicerchi di colore rosso per delimitarne la zona..
> Sempre a proposito di sicurezza il serbatoio interno al velivolo
> contiene 25 litri di idrazina utilizzata per utilizzare la turbinetta di
> emergenza,
> per cui in caso di perdita sono state avviate procedure per bonificare
> il terreno, pompieri e addetti alla manutenzione e supervisori americani.
Il
> carburante del biposto arriva a 952 kg di carburante.
>
> Ma nell’aeroporto di Cervia si sono dovute apportare diverse novità,
> dall’allargamento della pista a 45 metri alla adeguazione del sistema di
> illuminazione, agli ausili per l’atterraggio (anche per via della nebbia

> presente da ottobre a marzo circa).
> La difesa delle installazioni di Cervia si affida alla vicinanza di un
> reggimento HAWK dell’Esercito e a procedure di allarme.
> Il WOC (Wing Operation Centre) è il punto nevralgico della base, un
> edificio (bunker) protetto e dotato di docce e polveri anti-NBC. La Combat
> Room è il suo locale principale, sede delle comunicazioni e informazioni.
> Si trovano poi l’aula briefing, una intelligence, una impianti, sala
> NAV, una mensa, il dormitorio e la sala STO (Survise To Operate).
> In totale il personale dovrebbe essere di 800 fra uomini e donne.
>
> Nel Consiglio comunale di Cervia sono stati discussi più ordini del
> giorno che avevano come contenuti i pericoli derivanti dall’inquinamento
> acustico,
> elettromagnetico e vari rischi ambientali.
> Nella risposta ad uno di essi (gruppo consiliare Verde) del 2003,
> l’allora Col. Pil. Responsabile della base, scrisse di improbabili
> rischi di tale
> natura (compreso l’uso di uranio impoverito).
> Sono state effettuate visite ispettive di gruppi parlamentari.
>
> Nel frattempo la base di Cervia viene usata per l’addestramento di
> piloti provenienti dagli Stati europei dell’Est nell’ambito di una
> maggiore integrazione tra le forze NATO.
> Una descrizione:
>
> 2006/10/10. Dal 2 al 13 Ottobre, presso il 5° Stormo di Cervia, si sono
> rischierati 3 MIG-29 Ungheresi del 59° Tactical Fighter Wing per
> partecipare all'esercitazione LONG STEP 2006. E' stata la prima assoluta
> per uno squadrone di caccia ungherese sul suolo italiano. I tre Mig, un
> biposto (26) e due monoposto (18 e 21), sono stati accompagnati da 2
> AN-26 che hanno trasportato uomini e materiale per il supporto logistico.
> L'esercitazione, inquadrata nel programma NUEX (N.A.T.O. UNIT EXCHANGE),
> ha avuto come finalita' ultima lo scambio di esperienze in ambito della
> difesa aerea. I MIG-29 hanno potuto confrontarsi con gli F-16 ADF del
> 23° Gruppo Caccia Intercettori di Cervia ma anche con amx del 32°
> Stormo, EF-2000 del 4°Stormo e Tornado di vari reparti. Dopo i primi
> giorni di permanenza durante i quali sono state svolte missioni di
> ambientamento, si sono svolte missioni di crescente complessita'
> partendo da combattimenti 1 vs 1 BFM (Basic Fighter Manouvers), 2 vs 2
> ACM (Advanced Combat Manouvers) fino all'organizzazione di una vera e
> propria esercitazione COMAO (COMposite Air Ops) all'interno della quale
> sono stati simulati scenari complessi come quelli di Escort e CAP,
> supportati dai Centri Radar della Difesa Aerea, dal COFA di Poggio
> Renatico e con la partecipazione "offensive" di alcuni siti antiaerei.
> Viste le ore di manutenzione per ore volate di cui ha bisogno il
> Fulcrum, anche il personale di terra e' stato duramente impegnato per
> riuscire ad assicurare le 2 missioni al giorno che sono state schedulate
> tutti i giorni per due settimane.
> La LONG STEP 06 e' stata anche la prima occasione che ha avuto il
> personale della forza aerea ungherese di ammirare l'EF-2000 e a
> giudicare dalla folla che si e' creata appena atterrati i due esemplari
> provenienti da Grosseto, e' stato sicuramente apprezzato.
>
> Arriviamo a Rimini:
>
> E’ presente l’ 83° centro SAR (Search and Rescue – Ricerca e soccorso)
> con la squadriglia collegamenti 15° dotata di elicotteri (HH-3F).
> Le tipologie di intervento SAR riguardano il soccorso in zone isolate,
> trasporti sanitari urgenti, ricerca e soccorso in mare, SAR terrestri e
per
> aeromobili.
> Nella missione denominata “operazione Babilonia” l'Aeronautica impiega
> elicotteri HH-3F corazzati e con equipaggi specializzati in operazioni
SAR.
> L’attività di Ricerca e Soccorso avviene anche in concorso con altri
> Dicasteri competenti in materia di Soccorso e Protezione Civile.
>
> Presso Rimini era presente il gruppo logistico USA per l’attivazione di
> bombe nucleari, di questa passata presenza vi è traccia in interrogazioni
> parlamentari. Una vicenda che fa venire in mente quanto poco si sappia
> di ciò che si decide nel territorio nazionale, una conferma viene dalle
> dichiarazioni del Segretario Generale della Difesa e Direttore Nazionale
> Armamenti. Il 23 luglio 2001 dichiara che l’Alleanza atlantica ha sempre
> affermato la necessità di una difesa missilistica costruita a strati e
> di vario genere (scudo spaziale) e ammette la disponibilità di un
programma
> MEADS (Medium Extend Air Defence System) approvato già nella scorsa
> legislatura (centrosinistra).
>
> Per l’esperienza maturata sia in campo nazionale sia internazionale,
> l’83° Centro Combat Sar viene considerato uno dei migliori reparti
> specializzati Combat SAR della NATO.
>
> Si vuole ricordare qui la presenza del comando della Brigata Friuli che
> partirà in missione per l’operazione Antica Babilonia.
>
> La Friuli porta in Iraq circa 1.600 persone dei reggimenti: 66° fanteria
> aeromobile Trieste di Forlì, Savoia Cavalleria di Grosseto, 7° AVES Vega
di
> Rimini e reparto comando e supporti tattici della brigata. Completano il
> contingente: il 6° reggimento genio pionieri, il 10° reggimento trasporti,
> assetti specialistici delle trasmissioni, NBC, CIMIC, incursori del 9°
> reggimento Col Moschin, una compagnia del reggimento S.Marco della Marina,
> il 6° ROA dell'Aeronautica e i carabinieri del reggimento MSU, per un
> totale di circa 3.000 uomini:
>
> La Brigata Aeromobile "Friuli" è una delle Grandi Unità che la Forza
> Armata annovera fra le forze proiettabili. Nel 2004 si è completato il
> processo di riconversione da unità meccanizzata in aeromobile. E’
> dislocata in Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e Toscana, si compone
> di due reggimenti elicotteri, uno di fanteria aeromobile ed uno di
> cavalleria di linea.
>
> Inoltre nel territorio emiliano-romagnolo è situata sul Monte Cimone
> (MODENA) una stazione telecomunicazioni gestita dall’Aeronautica
> Militare Italiana ma che viene usata anche per scopi civili.
> http://www.area.fi.cnr.it/r&f/n9/bonasoni.htm
>
> Bologna e Modena sono le sedi dei due club del Comitato Atlantico per
> l’Emilia Romagna.
> Il Comitato Atlantico è un Ente che svolge da cinquanta anni un attività
> di studio, formazione ed informazione, sui temi di politica estera,
> sicurezza ed economia internazionale, relativi all'Alleanza Atlantica.
>
> IL VINCOLO DI SEGRETEZZA INTORNO AI TRATTATI CHE DISCIPLINANO L’USO
> DELLE BASI MILITARI AMERICANE/NATO IN ITALIA.
>
> “E’ ora di dire basta a quei patti firmati solo dal Governo e non
> sottoposti al parlamento. Intese che riguardano le basi di truppe e
> accesso ai missili. Si conoscono solo alcune clausole: si dice che gli
> Stati si impegnano a prestarsi assistenza reciproca. Si prevede
> l’impiego di consiglieri militari in Italia. Roba da Vietnam”. (prof.
> Motzo ex Ministro)
>
> Accordi: sulla base dell'art. 80 della Costituzione non sono ammissibili
> operazioni di “diplomazia segreta”
> 1995: “Shell agreement”.
> Vi è scritto della nuova base di Solbiate, Taranto, Napoli.
>
> Alcuni accordi internazionali classificati segreti dovrebbero essere
> resi pubblici:
>
> accordi del 1957 per la concessione della base di Sigonella
> accordi del 1959 per la installazione dei missili Jupiter a testata
nucleare
> accordi del 1972 per la cessione della base dei sommergibili nucleari
> della Maddalena
> accordi per la base dei missili Cruise a Comiso
>
> Comitato Parlamentare per i Servizi di informazione e di sicurezza, 1995
> Parte della Relazione:
>
> PREMESSA.
>
> Lo Stato democratico ha diritto alla ricerca di informazioni riservate
> ed all’acquisizione di notizie in qualsiasi modo rilevanti per la difesa
> della propria integrità e della sicurezza pubblica.
>
> LA DISCIPLINA DEL SEGRETO DI STATO.
>
> Ciò conferma la vigenza ancora attuale delle norme risalenti al 1941 che
> infatti coprono, all’interno della nozione più ampia, l’ambito specifico
> del segreto militare. Ma il Regio decreto del 1941 offre una definizione
> ed una disciplina del segreto militare, in relazione a finalità
> belliche, evidentemente eccezionali, limitate nel tempo e in un contesto
> di straordinarietà che è incompatibile con i principi costituzionali.
> (G. MOTZO, Regime giuridico delle basi militari NATO e di altri Stati
> nel territorio nazionale alla luce delle vigenti disposizioni
> costituzionali e degli accordi internazionali conclusi dall'Italia, in
> Le basi militari della NATO e di paesi esteri in Italia, Camera dei
> Deputati, Roma 1990, p. 37).
>
> LA DUPLICE DELEGA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO E LE FUNZIONI DI
> AUTORITA’ NAZIONALE PER LA SICUREZZA.
>
> Alcuni accordi in ambito NATO ne hanno regolato (vertice del Servizio
> segreto militare) l’esercizio nei rapporti tra il Governo italiano e i
> Governi dei paesi alleati. Si è realizzato così un innesco. Gli accordi
> internazionali hanno definito un sistema di segretazione relativo a
> documenti ed informazioni, che nell’ordinamento italiano poteva essere
> ricondotto sia al Regio decreto legislativo del 1941 sia alle previsioni
> del codice penale.
> L’ Autorità nazionale per la sicurezza è una figura che ha avuto una
> origine entro l’organizzazione NATO. Nell’ordinamento italiano essa è
> stata soltanto recepita da circolari riservate. Dopo il 1977, la
> situazione di fatto si è mantenuta identica, pur essendo mutato il
> regime legislativo.
>
> IL COMPITO DI SOVRAINTENDENTE.
>
> L’assenza di una distinzione tra le funzioni attinenti al segreto di
> Stato e quelle dei Servizi di informazione e di sicurezza è ereditata
> dalla prassi, dalle circolari riservate e dalla disciplina legislativa
> anteriore alla legge n. 801 del 1977.
>
> I Servizi di Informazione e Sicurezza
>
<http://www.interno.it/sezioni/attivita/sicurezza/s_000000119.htm>http://www
.interno.it/sezioni/attivita/sicurezza/s_000000119.htm
>
> TRATTATO DEL NORD ATLANTICO
>
> Washington D.C., 4 aprile 1949
>
> Le Parti del presente Trattato, riaffermando la propria fede negli scopi
> e nei principi della Carta delle Nazioni Unite, ed il desiderio di
> vivere in pace con tutti i popoli e con tutti i governi, decisi a
> salvaguardare la libertà dei propri popoli, il proprio retaggio comune e
> la propria civiltà, fondati sui principi della democrazia, sulle libertà
> individuali e sul predominio del diritto, desiderosi di favorire nella
> regione dell'Atlantico settentrionale il benessere e la stabilità,
> decisi a riunire i loro sforzi per la loro difesa collettiva e per il
> mantenimento della pace e della sicurezza, hanno siglato d'intesa il
> presente Trattato del Nord Atlantico.
>
> L’assetto delle forze dell’Alleanza
> Da: NUOVO CONCETTO STRATEGICO DELL’ALLEANZA ATLANTICA.
> Consiglio del Nord Atlantico, Washington D.C., 23 e 24 aprile 1999
>
> Linee direttive per l’assetto delle forze dell’Alleanza.
>
> b. la distribuzione geografica delle forze in tempo di pace assicurerà
> una presenza militare sufficiente in ogni parte del territorio
> dell’Alleanza, compresa la possibilità di stazionamento e dispiegamento
> di forze fuori dai territori e dalle acque nazionali e in previsione di
> proiezioni di forze dove e quando necessaria.
> 60. L’interazione fra le forze dell’Alleanza e l’ambiente civile (sia
> governativo che non), in cui esse operano, è cruciale per il successo
> delle operazioni. La cooperazione civile-militare è interdipendente:
> mezzi militari sono richiesti sempre di più per assistere le autorità
> civili; allo stesso tempo il supporto civile alle operazioni militari è
> importante per la logistica, le comunicazioni, il supporto sanitario e
> le relazioni pubbliche.
> 62. La suprema garanzia della sicurezza degli Alleati è fornita dalle
> forze nucleari strategiche dell’Alleanza, in particolare da quelle degli
> Stati Uniti; le forze nucleari indipendenti della Gran Bretagna e della
> Francia.
> 63. Un assetto delle forze nucleari dell’Alleanza che sia credibile e la
> possibilità di dimostrare la solidarietà alleata e il comune impegno
> nella prevenzione della guerra continuano a richiedere, da parte degli
> Alleati europei interessati, una diffusa partecipazione ai compiti
> nucleari nella pianificazione collettiva della difesa, all’insediamento
> di armi nucleari sui propri territori in tempo di pace e al dispositivo
> di comando, di controllo e consultazione. L’Alleanza manterrà quindi
> adeguate forze nucleari in Europa.
> 64. Le forze nucleari della NATO non hanno più alcun paese come
> obiettivo. Ciò nonostante la NATO manterrà, al minimo livello
> consistente con il contesto di sicurezza predominante, adeguate forze
> sub-strategiche dislocate in Europa, che costituiranno un collegamento
> essenziale con le forze strategiche nucleari, rafforzando il rapporto
> transatlantico.
>
> ACCORDI riguardanti l’ITALIA/NATO/USA e utilizzo delle basi:
>
> NATO: 4 aprile 1949: Trattato ratificato con la legge del 1 agosto 1949
> n. 465. Prevede la creazione di una organizzazione militare di difesa
> fra tutti i paesi aderenti. Convenzione sullo Statuto delle forze (SOFA)
> formata a Londra nel 1951 e ratificata dall’Italia nel 1955.
> BASI: Trattato Italia-USA (BIA) del 1954 (segreto). Disciplina l’uso
> delle armate statunitensi nelle infrastrutture concesse loro in uso.
> 2 febbraio1995 accordo Italia-USA che riguarda le basi USA sul
> territorio italiano. E’ lo SHELL-AGREEMENT: sancisce poteri precisi del
> comandante italiano della base, mentre il comando operativo spetta a
> quello americano. Considerazioni sullo spazio aereo, il controllo del
> traffico aereo si deve svolgere secondo le regole e modalità stabilite
> dalle autorità italiane. Le installazioni sono poste sotto il comando
> italiano anche se il comando USA esercita il controllo pieno sul
> personale, l’equipaggiamento e le operazioni statunitensi. Il vertice
> americano deve preventivamente informare il comando italiano in merito a
> tutte le attività di rilievo, particolarmente alle attività operative e
> di addestramento nonché ad avvenimenti o inconvenienti che dovessero
> verificarsi. Alcune di questi aspetti sono stati approvati con vari
> Memorandum d’intesa, tecnici e locali per regolamentare l’uso delle
> singole basi. Per la base di Aviano sono stati stipulati il Memorandum
> d’uso nel 1956 e nel 1993 e 1994.
> 15 dicembre 1995. Memorandum d’intesa stipulato fra il Ministro della
> Difesa italiano e il Comando Supremo delle forze alleate in Europa
> (SHAPE). Riguarda la fornitura di supporto logistico alle Forze esterne
> in transito o temporaneamente stanziate sul territorio italiano in
> applicazione del piano “Joint Endeavour” di SACEUR. E’ stato usato per
> la copertura delle operazioni in Bosnia e in Kosovo, e hanno avuto come
> appendici tre sottoaccordi con le tre Forze armate.
>
> Nel marzo 1999 il governo D’Alema, a seguito della strage del Cermis,
> annunciò l’abolizione del segreto sul trattato bilaterale
> italo-americano del 1954 e su quello del 1995. L’accordo è rimasto
segreto.
>
> 13 aprile 1999: rapporto della commissione bilaterale Tricarico –
> Pruher. Questo rapporto nasce dopo l’incidente del Cermis e contiene
> raccomandazioni inerenti le attività di volo di velivoli militari
> statunitensi.
>
> Sempre dopo questa vicenda, in un documento scritto da due comandanti
> militari e intitolato “Sovranità dello Stato: implicazioni negli accordi
> internazionali”, si legge:
>
> La presenza di Forze alleate nel territorio dello Stato viene accettata
> e disciplinata da accordi/trattati internazionali bilaterali che non
> hanno il rango necessario e sufficiente per modificare la sovranità
> nazionale ma che sono lo strumento indispensabile per raggiungere quegli
> scopi sopranazionali prioritari irraggiungibili da un singolo Stato.
> Sempre all’interno della sovranità nazionale trova il naturale alveo il
> modo paritetico e reciproco in cui avviene il conferimento delle
> attribuzioni tra diverse nazioni alleate che, peraltro, si realizza
> soltanto all’interno di una mera “concessione in uso” di alcune
> infrastrutture e/o nello svolgimento di mansioni ufficiali connesse alle
> primarie attività dell’alleanza. In tale contesto è da evidenziare che
> la sovranità degli Stati è già riconosciuta dal NATO SOFA sin dal
> lontano 1951, anno della sua emanazione.
>
> I pochi no dell’Italia agli USA:
>
> 1985: Craxi risponde no alle richieste dei militari USA circa la
> consegna di esponenti dell’OLP atterrati all’aeroporto di Sigonella.
> L'Isola è suolo italiano e non americano e sempre Craxi (1986) a negare
> le basi militari ed il sorvolo dello spazio aereo a Reagan per
> bombardare la Libia.
> "Tante cose possono essere riviste o rinegoziate, senza dare adito a
> strumentalizzazioni, all’impressione che si rompa la solidarietà. Per
> Lampedusa, è in corso una trattativa con gli americani e forse, fin da
> subito, la base di orientamento marittimo può essere messa sotto comando
> italiano".
>
> STATUS DEI QUARTIERI GENERALI MILITARI INTERNAZIONALI NEL TERRITORIO
> ITALIANO
>
> Decreto del Presidente della repubblica 18 settembre 1962, n. 2083
> Gazzetta Ufficiale, 9 luglio, n. 1985.
>
> Esecuzione dell'Accordo tra il Governo italiano ed il Comando supremo
> alleato in Europa degli Stati membri del Trattato dell'Atlantico del
> Nord sulle particolari condizioni di installazione e di funzionamento
> nel territorio italiano dei Quartieri generali militari internazionali
> che vi sono o che vi potranno essere installati, firmato a Parigi il 26
> luglio 1961.
>
> Articolo 1. Definizioni.
>
> Nel testo del presente Accordo:
> a) per "Convenzione", si intende la convenzione fra gli Stati
> partecipanti al Trattato dell'Atlantico del Nord sullo statuto delle
> loro Forze, firmata a Londra il 19 giugno 1951;
> b) per "Protocollo" si intende il protocollo sullo statuto dei Quartieri
> generali militari internazionali istituiti in virtù del Trattato
> dell'Atlantico del Nord, firmato a Parigi il 28 agosto 1952;
> c) l'abbreviazione "SHAPE" significa "Supreme Headquarters Allied Powers
> Europe" (Quartiere Generale Supremo Potenze Alleate in Europa);
> d) per "Quartiere Generale interalleato" si intende SHAPE ed ogni
> Quartier generale militare internazionale dipendente direttamente da
> SHAPE nonchè ogni altro Quartier generale militare internazionale
> dipendente da SHAPE, per il quale sia applicabile il "Protocollo" in
> seguito a decisione del Consiglio Nord Atlantico.
>
> Articolo 2. Dislocazione dei Quartieri Generali Interalleati.
>
> La dislocazione, nonchè gli eventuali spostamenti, in tempo di pace, dei
> Quartieri Generali Interalleati in territorio italiano, verranno
> stabiliti in seguito ad accordi diretti tra il Governo italiano e SHAPE.
>
> Articolo 4. Immunità.
>
> Agendo nello spirito del paragrafo 2 dell'art. XI del Protocollo e
> subordinatamente alle limitazioni ivi indicate, il Governo italiano
> riconoscerà che i beni immobili e mobili dei Quartieri Generali
> Interalleati saranno immuni da perquisizioni, requisizioni, confisca,
> sequestro, esproprio e da qualsiasi provvedimento cautelare.
>
> Articolo 5. Immunità e privilegi del personale di rango elevato.
>
> a) Gli ufficiali generali ed ammiragli di nazionalità non italiana, che
> svolgono funzioni di alta responsabilità presso i Quartieri Generali
> interalleati, godranno, per quanto concerne gli atti compiuti durante il
> loro servizio nella loro qualità ufficiale entro i limiti della loro
> competenza (ivi compresi i loro scritti e le loro parole), del
> trattamento previsto in materia giurisdizionale dagli atti e dalle
> consuetudini internazionali applicabili in materia. Nell'ambito delle
> esenzioni e privilegi riconosciuti dalle consuetudini internazionali e
> dagli accordi in vigore, essi godranno fra l'altro:
> 1) della inviolabilità delle carte e documenti personali;
> 2) delle facilitazioni inerenti al cambio ed alla valuta, simili a
> quelle concesse ai funzionari del Corpo diplomatico;
> 3) le stesse facilitazioni godute dai funzionari del Corpo diplomatico,
> per quanto riguarda il bagaglio personale.
>
> b) il Governo italiano, di comune accordo con lo SHAPE, compilerà un
> elenco delle persone di cui alla lettera a).
>
> Articolo 9. Contratti per servizi.
>
> a) L'espletamento dei servizi interessanti l'attività dei Quartieri
> Generali Interalleati, quali la manutenzione, la pulizia e servizi
> similari, affidati a terzi, dovrà essere regolato sotto la forma
> dell'appalto. Con apposite clausole sarà vietato il sub-appalto e sarà
> sancito l'obbligo degli appaltatori di osservare nei confronti del
> personale, a pena di decadenza del contratto, le disposizioni di legge
> sulla tutela del lavoro ed i contratti collettivi vigenti per il settore
> di attività più affine. Di tali appalti i Quartieri Generali
> Interalleati daranno comunicazione all'Ispettorato del lavoro
> territorialmente competente.
>
> b) I Quartieri Generali Interalleati faciliteranno, nei limiti del
> possibile e compatibilmente con le esigenze della sicurezza, il compito
> di vigilanza devoluto agli ispettori del lavoro.
>
> SECURITY WITHIN THE NORTH ATLANTIC TREATY ORGANISATION (NATO)
> http://www.statewatch.org/news/2006/sep/nato-sec-classifications.pdf
>
> L’Unione Europea e la NATO hanno siglato “l'accordo di sicurezza di
> EU/NATO”, requisito preliminare per il braccio militare dell'UE (seconda
> colonna) e per avere accesso alla NATO.
> Accordo fra Unione Europea e la NATO sulla sicurezza delle informazioni.
> Sicurezza e protezione delle informazioni classificate scambiate fra la
> NATO e UE.
> A testo integrale: EU/NATO
> http://www.statewatch.org/news/2003/jun/eunato15764.pdf
> http://www.statewatch.org/news/2003/jun/nato10006.en03.pdf
> http://www.statewatch.org/news/2001/mar/05775.pdf
>
> --
> Mailing list Disarmo dell'associazione PeaceLink.
> Per ISCRIZIONI/CANCELLAZIONI: http://www.peacelink.it/mailing_admin.html
> Archivio messaggi: http://www.peacelink.it/webgate/disarmo/maillist.html
> Area tematica collegata: http://italy.peacelink.org/disarmo/index.html
> Si sottintende l'accettazione della Policy Generale:
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>
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