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Re: Le basi militari in Emilia Romagna



Vi rispondo direttamente perchè quel lavoro l'ho fatto io.
Ciò che proponete è davvero molto interessante.
So che dietro ci sarebbe da lavorare un pò, per quella inchiesta regionale sono andata a spulciarmi interrogazioni parlamentari, documenti, ecc.
Ci penso.

Giano. Pace Ambiente Problemi globali ha scritto:
Non so chi sia "rossana", ma il problema delle basi ci interessa molto. E
magari chi ha fatto la ricerca ci scrivesse un saggio (per "Giano") sulle
basi militari straniere in Italia (storia, accordi, limiti di segretezza e
descrizione), conn relative cartine. Preghiamo "rossana" di risponderci o
farci rispondere dalla persona interessata. Grazie Luigi Cortesi


-------------------------------------------------------------
Giano. Pace ambiente problemi globali
Rivista quadrimestrale interdisciplinare
via Fregene, 10, 00183 Roma    Tel-fax 06/70491513
e-mail: redazionegiano at fastwebnet.it    pagina web:
http://www.odradek.it/giano
----- Original Message ----- From: "rossana" <rossana at comodinoposta.org>
To: <disarmo at peacelink.it>
Sent: Tuesday, January 30, 2007 9:26 AM
Subject: Le basi militari in Emilia Romagna


(Questi appunti vogliono essere un contributo alla giornata "Convegno
nazionale "Disarmiamoli" il 10 febbraio 2007 a Bologna". Sono stati
prodotti nel 2004 e hanno subito aggiunte di carattere tecnico ed
informativo nel mese 01/07. Si dividono in 2 parti: la prima riguarda le
basi ER, la seconda gli accordi nazionali e internazionali, quelli
interni alla NATO e al suo rapporto con l'Unione Europea.).

Le basi NATO e USA in Italia.
In questa cartina fornita dal quotidiano La Stampa mancano le basi
militari presenti in Emilia Romagna.


http://www.lastampa.it/redazione/_inc/infobox.asp?indirizzo=/redazione/cmssezioni/infografica/200701images/basi_nato01g.jpg
Eppure il COFA di Poggio Renatico e il CAOC5 ivi operante, gestisce
tutte le attività operative militari (cioè quelle che hanno a che fare
con finalità militari compreso l'addestramento e l'osservazione) per la
difesa nazionale e di altri paesi della NATO.
I voli militari sia nazionali sia stranieri, ma autorizzati ad operare
in Italia sulla base di accordi specifici (es. 31° FW di stanza ad
Aviano), devovo passare attraverso il suo controllo.

La situazione delle basi militari USA in Italia:

L'Italia vedrebbe rafforzato il suo ruolo con l’ampliamento delle basi
militari già esistenti e con lo spostamento dall’estero di centri di
comando (il comando navale USA in Europa a Napoli, comando ad alta
prontezza operativa della NATO a Solbiate Olona, nuova stazione navale a
Taranto)

Nel documento del Department of Defence, Base Structure Report – As Qf
30 dept 02, troviamo componenti delle forze americane Army, Navy, Air
Force a:
Camp Derby, Camp Ederle, Coltano, Vicenza, Livorno, Longare, Pisa,
Sigonella, La Maddalena, Aviano, Maniago, Pordenone, Rovereto, San Vito
dei
Normanni (Brindisi), Vigonovo, Napoli.

Nel documento DoD Financial Management Regulation, Volume 11°, Charter
9, Annex 1, aprile 2003 con titolo “International Military Headquarters
and
Related Agencies and Administrative Agent Responsabile for Their Support
and for Support to U.S Elements”, troviamo:

NATO Headquarters or Agency: Roma, Latina.
Regional HQ Allied Forces Southern Europe: Napoli, Verona.
Multinational HQ and Reaction Force HQ: Poggio Renatico, Napoli, Milano,
Taranto
Supreme Al lied Commander, Atlantic: La Spezia

Esploriamo il territorio emiliano-romagnolo partendo dall’informazione
presente nel documento del Dipartimento della Difesa USA.
Prima tappa: Poggio Renatico (Ferrara).

A Poggio Renatico ha sede il COFA (comando operativo delle forze aeree)
e il suo centro operativo (COFACO). Inizialmente la sede era a Vicenza e
la
sua data di costituzione è il 1 gennaio 1998.
Lo spostamento del Comando da Vicenza a Poggio Renatico ha dato luogo a
più interpellanze parlamentari (anni 2001 e 2002).
Alcune costituiscono vere e proprie sintesi storiche:

Nel 1951 fu costituita la LVI ATAF (forza aerotattica, sciolta da
qualche anno) con comandi nazionali e NATO e con sede a Vicenza.
Nel 1962 i sistemi della difesa aerea nazionale furono integrati in
quelli della NATO e la LVI ne assunse il controllo sino a giungere alla
dimostrazione di una valida esperienza operativa durante le operazioni
in Bosnia e poi nella ex Jugoslavia.
Dal 1993 la NATO diresse operazioni nei Balcani, in particolare nel 1999
furono ordinate più di 38 mila missioni di volo sui cieli della Serbia e
del Kosovo.
Dopodiché la NATO decise di spostare le sue funzioni a Ferrara dove
esiste un grande bunker. Il trasferimento operativo cominciò con la
stazione NATO
nel 2001 e poi nel 2002 con il COFA, comportando notevoli disagi al
personale militare e costi aggiuntivi per la nuova sede.
In particolare si è dovuto addizionare a quelli già esistenti circa 80
alloggi per militari con famiglie, per il personale celibe o nubile sono
disponibili alloggi per 389 posti letto, e altri 187 in corso di
realizzazione. Altri 96 posti letto saranno disponibili per i militari
di truppa.

La scelta di Poggio Renatico è stata motivata in quanto era già presente
una importante installazione NATO e, con finanziamenti della Alleanza
Atlantica, si è potuto aggiungere una sede protetta da utilizzare e
condividere da entità nazionali e NATO.

Poggio Renatico era conosciuta dagli addetti ai lavori per la presenza
di un radar della NATO, inserito nella catena Nadge dell’Alleanza che
proteggeva gli spazi della Turchia e della Norvegia. Poggio aveva un
radar con tecnologia francese chiamato Pioppo per via dei pioppeti della
zona..
Dalla prima metà degli anni ’90 le nuove strategie della NATO volte più
a SUD-EST, convincevano lo stato maggiore aeronautica a costruire nella
pianura ferrarese un grande e unico centro di comando e controllo di
tutte le operazioni aeree (incluse quelle di soccorso).
Il bunker (struttura stagna) doveva essere a prova di atomica e posto su
tre piani interrati, con una sala operativa con una trentina di computer.
Nasce così il COFA dove confluiscono tutti i segnali radar ubicati sul
territorio nazionale, ma anche quelli degli “Awacs” cioè tutto quello che
entra ed esce o sorvola lo spazio aereo nazionale (civile e militare).
Il COFA ordina l’alzata in volo su allarme degli intercettori. La sua
giurisdizione si spinge sino all’Ungheria e ai Balcani.

La fase di ammodernamento del COFA e COAC 5 (5° centro operativo aereo
combinato della NATO per le operazioni NATO in Italia, Slovenia e
Ungheria)
è continuata sino al giugno 2004 per garantire l’alloggio delle
1500-1600 persone. Il bunker attualmente è stato svuotato e per quasi
due anni si
svolgeranno lavori per la riconfigurazione degli spazi interni, per
l’installazione di un nuovo sistema di comando e controllo NATO ACCS (Air
Combat and Control System) realizzato dalla ACSI (Air Command System
International) joint venture di Raytheon e Thales.

COFA e COAC 5 sono il punto di conciliazione delle catene di comando e
controllo nazionale e NATO e coordinano le Forze Aree in caso di
crisi/guerra, esercitazioni aeree, addestramento dei reparti di volo
italiani, operazioni di ricerca e soccorso (SAR).
Le funzioni del SODA, uno dei centri radar nazionale e NATO sono:
sorveglianza spazio aereo e, in caso di guerra impiego dei mezzi di
difesa,
in caso di pace guida dei caccia per intercettazione e riconoscimento ai
velivoli non autorizzati o sospetti.

Dal COFA dipende il Centro interforze telerilevamento satellitare
terrestre: a Pratica di Mare è ubicato il sistema HELIOS attuato da
Francia, Italia e Spagna.
La capo commessa è la MATRA Marconi Space (Astrium) Francia e poi ci sono
Alenia, Telespazio, Vitrocised, Datamat e ACS per l’Italia.
La componente spaziale e il Centro di comando e controllo è ubicato a
Tolosa e nell’isola di Kerguelen (oceano indiano).
E’ di quest’anno (2007) la notizia che Teledife ha firmato un contratto
del valore di 5 milioni di euro con Selex Sistemi integrati e Selex
Communications per la fornitura di due posti comando mobili dotati di
sistema di comando, controllo e comunicazioni destinati proprio al
Comando Operativo di vertice Interforze (COI). Ogni posto di comando si
compone di due automezzi su telaio VM90, dotati di cabina protetta
contro il munizionamento di piccolo calibro; in un veicolo trovano posto
due consolle operative più una console impiegata per il monitoraggio
della rete di comunicazione, mentre nel secondo si trovano gli apparati
che permettono di mantenere i collegamenti digitali e analogici sia in
area, grazie a radio UHF e VHF, sia a grande distanza, attraverso i
sistemi satellitari. Ognuno dei due veicoli è dotato di un gruppo
elettrogeno carrellato; un gruppo è sufficiente per assicurare
l’alimentazione di tutti gli apparati, mentre il secondo ha funzioni di
back-up. Ciascun automezzo è dotato di navigatore GPS e telefono
satellitare. L’insieme può essere agevolmente rischiarato per via aerea,
dato che i due veicolo ed entrambi i generatori possono essere
trasferiti da un unico C130J. Per poter operare è necessario collegare i
due veicolo, cosicché il posto di comando può operare unicamente da
fermo. I nuovi sistemi permetteranno di garantire l’attività di comando
e controllo fin dai primi momenti di ogni missione, senza la necessità
di attendere che venga approntato un posto comando fisso. La loro
consegna avverrà entro la fine del 2007.

Il radar di Poggio Renatico è stato oggetto di indagine come causa di più
casi di tumore:

“Troppi casi di bambini colpiti da tumore: è giallo
FERRARA, 3 GENNAIO 2003 - Un'indagine epidemiologica della Asl sta
preoccupando Poggio Renatico, in provincia di Ferrara, dove c'è un maxi
radar della Nato. I casi di tumore infantile al cervello sono
statisticamente anomali, sopra la media attesa localmente: uno rilevato
nel
'91 e altri due nel '98. E l'amministrazione comunale, appena ricevuto
il rapporto dalla Asl, ha deciso di impiegare le speciali apparecchiature
dell'Arpa per monitorare le emissioni dell'antenna Nato”.


<http://www.emilianet.it/database/emilianet/emilianet2.nsf/0/75ae1076fa9a998
3c1256ca3002a1341?OpenDocument>http://www.emilianet.it/database/emilianet/em
ilianet2.nsf/0/75ae1076fa9a9983c1256ca3002a1341?OpenDocument
http://www.arpa.emr.it/piacenza/progetti.htm

Spostiamoci e andiamo verso Parma, a Noceto.

Nel resoconto della IV commissione permanente (Difesa) del 25 luglio
2001 si legge la descrizione effettuata dal Segretario Generale della
Difesa
sull’assetto organizzativo della componente tecnico-amministrativa della
Difesa: a Noceto di Pama vi è uno stabilimento del polo di munizionamento.

E’ l’Agenzia industriale della Difesa che ha sede a Roma a gestire gli
stabilimenti di allestimento e smilitarizzazione (di cui fa parte quello
di
Noceto e in cui si sottolinea l’attività logistica sui missili Hawk).

Il 29 marzo 2000 in un atto del Governo si legge che tale stabilimento
viene destinato allo smaltimento di mine del modello Valmara 69 (secondo
la
relazione illustrativa che accompagna lo schema del decreto, i costi di
questa operazione – se affidato a industrie private – comporterebbero una
spesa cinque volte superiori), e si chiedono chiarimenti circa le mine
antiuomo NATO all’uranio impoverito.
Il 25 ottobre 2002 vi è una risposta del governo circa il ruolo dello
stabilimento di Baiano di Spoleto in cui si dice che il caricamento delle
bombe è stato effettuato a Noceto di Parma.

In tale stabilimento si sono svolte assemblee di lavoratori che hanno
espresso il loro NO alla guerra.

Anche a Piacenza, nel Polo di Mantenimento Armi Pesanti Nord, una
bandiera della pace ha sventolato per una notte intera per esprimere il
No alla guerra.

Nella Gazzetta Ufficiale del 1998 n. 79 si illustra la riorganizzazione
dell’area tecnico-industriale del Ministero della Difesa in cui si prevede
la costituzione di un Ente dipendente dall’ispettorato logistico
dell’esercito nell’arsenale di Piacenza.

In una interrogazione urgente del 12 febbraio 2001 circa l’uso di
ordigni e mezzi corazzati contenenti uranio impoverito, si legge che nel
Polo di
mantenimento pesante nord si provvede alla manutenzione e alla revisione
dei mezzi corazzati dell’esercito (anche pezzi di quelli che furono usati
nel Kosovo), che per tali operazioni è stato usato anche personale civile.
L’ARPA dovrebbe essere coinvolta in questo campo visto il ruolo che
rivesteed essendo specializzata nel settore radioattività, a causa della
presenza
sul territorio di competenza della centrale nucleare di Corso.

Il 21 marzo 2003 sul quotidiano Il Giorno è apparsa la notizia di
assemblee dei lavoratori che si oppongono alla privatizzazione
dell’arsenale di Piacenza e quindi alla riduzione del personale.
Il 3 giugno 2004 su Libertà si legge di numerose visite presso tale Polo
di vari parlamentari che hanno avuto incontri anche con le RSU.

Allo stabilimento del Polo Mantenimento Pesante Nord sono stati
assegnati attualmente 59.902.308 (in euro).

Nella base militare di S. Damiano (Piacenza) vi è la Divisione caccia
bombardieri ricognitori ed è esattamente la sede del 50° Stormo.

Vi sono inoltre: il 155° gruppo E.T.S. (Tornado), il 450° gruppo per i
servizi tecnico operativi e il 550° gruppo per i servizi logistici
operativi.
Le missioni sono di protezione e supporto alle forze alleate. Con l’uso
del Tornado ECR (guerra elettronica) si svolgono missioni sul territorio
nazionale ed estero ed esercitazioni con forze NATO.
Il Tornado configurazione IT ECR ha una missione dedicata al ruolo di
soppressione delle difese aeree nemiche SEAD (Search for Enemy Aircraft
Defense) e in quanto tali, montano il missile antiradar AGM-88 HARM.
Il 155° gruppo viene affidato a S. Damiano nel 1990 e usato in
operazioni contro l’Iraq (1991). E’ in quel periodo e durante una
operazione che
l’aereo del Magg. Bellini e Cap. Cuccioline viene abbattuto,
l’equipaggio fatto prigioniero e poi rilasciato al termine del conflitto.
Tale gruppo si addestra per acquisire capacità di neutralizzare con il
lancio di armamento dedicato le sorgenti elettromagnetiche del nemico.
E’ del 26 gennaio 2007 la notizia di una interrogazione parlamentare
sull’aeroporto di Piacenza:
Il 50 Stormo potrebbe lasciare Piacenza : I Tornado di stanza a Piacenza
dovrebbero trasferirsi a Ghedi, ma non è detto che i giochi siano del
tutto fatti. L’aeroporto di Piacenza, però, resterà operativo dal punto
di vista militare e manterrà tutte le sue potenzialità per essere pronto
in qualsiasi momento a garantire una base operativa a supporto di
missioni internazionali NATO.
La stessa notizia circola da più tempo:
http://www.filibertoputzu.it/riprende_quota_l'aeroporto_merci_sc_4604.htm

Base della Divisione Caccia Intercettori di Cervia (Ravenna).

Nella base di Cervia troviamoli V° Stormo con:

23° Gruppo caccia intercettori ogni tempo (F-16ADF), 605° Gruppo
squadriglia collegamenti (S208M, MB339A), 505° gruppo servizi logistici
operativi, 405° Gruppo servizi tecnici operativi.

Il 5° Stormo è stato trasferito a Cervia nel 1995 e partecipa alle
operazioni di difesa nel settore Nord della Penisola assicurando un
supporto anche al settore meridionale. Vi è un periodico schieramento
dei suoi velivoli presso gli aeroporti di Trapani-Birgi e
Catania-Sigonella.
E’ in costante addestramento per il mantenimento della “prontezza al
combattimento” con esercitazioni a profilo supersonico, intercettazione
radar a media e bassa quota, combattimenti aerei simulati, navigazione a
bassa quota, tiri aria-suolo, aerocooperazione con forze di superficie,
rischiaramento su basi nazionali ed estere.

Il V° Stormo con l’introduzione del Lockheed-Martin F-16ADF (Viper) e
Block 15ADF viene definito “combat ready” e dall’inizio dell’anno compie
missioni di polizia aerea attraverso intercettazioni e identificazioni
di aeromobili estranei(in tempo di pace), in tempo di guerra grazie alla
disponibilità di missili AMRAAM (gittata “medium range” elevata), può
affrontare azioni di combattimento.
Gli aerei noleggiati dall’Italia sono 30 F-16° Block 15 e 4 F-16B OCU
Block per 7 anni di attività.
Della sua manutenzione si occupano circa 200 persone, 150 sottufficiali
specializzati dell’AM e 50 civili americani. Gli F-16 italiani sono quelli
che hanno prestato servizio a Torrejon in Spagna e avrebbero potuto
essere trasferiti a Crotone.
Tutti i velivoli compreso la versione F-16B (esemplare biposto del Block
15) sono idonei alla missione di difesa aerea e all’impiego del cannone
General Electric M61A1 “Vulcan” da 20 mm con 515 colpi, all’impiego del
missile aria-aria a corto raggio Raytheon AIM-9L ed AIM-9L/I “Sindewinder”
e di quello a medio raggio Raytheon (Hughes) AIM-120B “Stammer” (AMRAAM).
L’impiego di missili aria-superficie viene lasciato ai Tornado IDS e
all’AMX “Ghibli”.
Tutti i piloti hanno effettuato il loro addestramento al Viper sulla
Davis-Monthan Air Force Base di Tucson (Arizona).
Il forte potere aspirante dell’ F-16 mette a rischio le persone anche a
8 metri di distanza quando il motore è acceso, per questo i piazzali sono
stati disegnati con semicerchi di colore rosso per delimitarne la zona..
Sempre a proposito di sicurezza il serbatoio interno al velivolo
contiene 25 litri di idrazina utilizzata per utilizzare la turbinetta di
emergenza,
per cui in caso di perdita sono state avviate procedure per bonificare
il terreno, pompieri e addetti alla manutenzione e supervisori americani.
Il
carburante del biposto arriva a 952 kg di carburante.

Ma nell’aeroporto di Cervia si sono dovute apportare diverse novità,
dall’allargamento della pista a 45 metri alla adeguazione del sistema di
illuminazione, agli ausili per l’atterraggio (anche per via della nebbia

presente da ottobre a marzo circa).
La difesa delle installazioni di Cervia si affida alla vicinanza di un
reggimento HAWK dell’Esercito e a procedure di allarme.
Il WOC (Wing Operation Centre) è il punto nevralgico della base, un
edificio (bunker) protetto e dotato di docce e polveri anti-NBC. La Combat
Room è il suo locale principale, sede delle comunicazioni e informazioni.
Si trovano poi l’aula briefing, una intelligence, una impianti, sala
NAV, una mensa, il dormitorio e la sala STO (Survise To Operate).
In totale il personale dovrebbe essere di 800 fra uomini e donne.

Nel Consiglio comunale di Cervia sono stati discussi più ordini del
giorno che avevano come contenuti i pericoli derivanti dall’inquinamento
acustico,
elettromagnetico e vari rischi ambientali.
Nella risposta ad uno di essi (gruppo consiliare Verde) del 2003,
l’allora Col. Pil. Responsabile della base, scrisse di improbabili
rischi di tale
natura (compreso l’uso di uranio impoverito).
Sono state effettuate visite ispettive di gruppi parlamentari.

Nel frattempo la base di Cervia viene usata per l’addestramento di
piloti provenienti dagli Stati europei dell’Est nell’ambito di una
maggiore integrazione tra le forze NATO.
Una descrizione:

2006/10/10. Dal 2 al 13 Ottobre, presso il 5° Stormo di Cervia, si sono
rischierati 3 MIG-29 Ungheresi del 59° Tactical Fighter Wing per
partecipare all'esercitazione LONG STEP 2006. E' stata la prima assoluta
per uno squadrone di caccia ungherese sul suolo italiano. I tre Mig, un
biposto (26) e due monoposto (18 e 21), sono stati accompagnati da 2
AN-26 che hanno trasportato uomini e materiale per il supporto logistico.
L'esercitazione, inquadrata nel programma NUEX (N.A.T.O. UNIT EXCHANGE),
ha avuto come finalita' ultima lo scambio di esperienze in ambito della
difesa aerea. I MIG-29 hanno potuto confrontarsi con gli F-16 ADF del
23° Gruppo Caccia Intercettori di Cervia ma anche con amx del 32°
Stormo, EF-2000 del 4°Stormo e Tornado di vari reparti. Dopo i primi
giorni di permanenza durante i quali sono state svolte missioni di
ambientamento, si sono svolte missioni di crescente complessita'
partendo da combattimenti 1 vs 1 BFM (Basic Fighter Manouvers), 2 vs 2
ACM (Advanced Combat Manouvers) fino all'organizzazione di una vera e
propria esercitazione COMAO (COMposite Air Ops) all'interno della quale
sono stati simulati scenari complessi come quelli di Escort e CAP,
supportati dai Centri Radar della Difesa Aerea, dal COFA di Poggio
Renatico e con la partecipazione "offensive" di alcuni siti antiaerei.
Viste le ore di manutenzione per ore volate di cui ha bisogno il
Fulcrum, anche il personale di terra e' stato duramente impegnato per
riuscire ad assicurare le 2 missioni al giorno che sono state schedulate
tutti i giorni per due settimane.
La LONG STEP 06 e' stata anche la prima occasione che ha avuto il
personale della forza aerea ungherese di ammirare l'EF-2000 e a
giudicare dalla folla che si e' creata appena atterrati i due esemplari
provenienti da Grosseto, e' stato sicuramente apprezzato.

Arriviamo a Rimini:

E’ presente l’ 83° centro SAR (Search and Rescue – Ricerca e soccorso)
con la squadriglia collegamenti 15° dotata di elicotteri (HH-3F).
Le tipologie di intervento SAR riguardano il soccorso in zone isolate,
trasporti sanitari urgenti, ricerca e soccorso in mare, SAR terrestri e
per
aeromobili.
Nella missione denominata “operazione Babilonia” l'Aeronautica impiega
elicotteri HH-3F corazzati e con equipaggi specializzati in operazioni
SAR.
L’attività di Ricerca e Soccorso avviene anche in concorso con altri
Dicasteri competenti in materia di Soccorso e Protezione Civile.

Presso Rimini era presente il gruppo logistico USA per l’attivazione di
bombe nucleari, di questa passata presenza vi è traccia in interrogazioni
parlamentari. Una vicenda che fa venire in mente quanto poco si sappia
di ciò che si decide nel territorio nazionale, una conferma viene dalle
dichiarazioni del Segretario Generale della Difesa e Direttore Nazionale
Armamenti. Il 23 luglio 2001 dichiara che l’Alleanza atlantica ha sempre
affermato la necessità di una difesa missilistica costruita a strati e
di vario genere (scudo spaziale) e ammette la disponibilità di un
programma
MEADS (Medium Extend Air Defence System) approvato già nella scorsa
legislatura (centrosinistra).

Per l’esperienza maturata sia in campo nazionale sia internazionale,
l’83° Centro Combat Sar viene considerato uno dei migliori reparti
specializzati Combat SAR della NATO.

Si vuole ricordare qui la presenza del comando della Brigata Friuli che
partirà in missione per l’operazione Antica Babilonia.

La Friuli porta in Iraq circa 1.600 persone dei reggimenti: 66° fanteria
aeromobile Trieste di Forlì, Savoia Cavalleria di Grosseto, 7° AVES Vega
di
Rimini e reparto comando e supporti tattici della brigata. Completano il
contingente: il 6° reggimento genio pionieri, il 10° reggimento trasporti,
assetti specialistici delle trasmissioni, NBC, CIMIC, incursori del 9°
reggimento Col Moschin, una compagnia del reggimento S.Marco della Marina,
il 6° ROA dell'Aeronautica e i carabinieri del reggimento MSU, per un
totale di circa 3.000 uomini:

La Brigata Aeromobile "Friuli" è una delle Grandi Unità che la Forza
Armata annovera fra le forze proiettabili. Nel 2004 si è completato il
processo di riconversione da unità meccanizzata in aeromobile. E’
dislocata in Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e Toscana, si compone
di due reggimenti elicotteri, uno di fanteria aeromobile ed uno di
cavalleria di linea.

Inoltre nel territorio emiliano-romagnolo è situata sul Monte Cimone
(MODENA) una stazione telecomunicazioni gestita dall’Aeronautica
Militare Italiana ma che viene usata anche per scopi civili.
http://www.area.fi.cnr.it/r&f/n9/bonasoni.htm

Bologna e Modena sono le sedi dei due club del Comitato Atlantico per
l’Emilia Romagna.
Il Comitato Atlantico è un Ente che svolge da cinquanta anni un attività
di studio, formazione ed informazione, sui temi di politica estera,
sicurezza ed economia internazionale, relativi all'Alleanza Atlantica.

IL VINCOLO DI SEGRETEZZA INTORNO AI TRATTATI CHE DISCIPLINANO L’USO
DELLE BASI MILITARI AMERICANE/NATO IN ITALIA.

“E’ ora di dire basta a quei patti firmati solo dal Governo e non
sottoposti al parlamento. Intese che riguardano le basi di truppe e
accesso ai missili. Si conoscono solo alcune clausole: si dice che gli
Stati si impegnano a prestarsi assistenza reciproca. Si prevede
l’impiego di consiglieri militari in Italia. Roba da Vietnam”. (prof.
Motzo ex Ministro)

Accordi: sulla base dell'art. 80 della Costituzione non sono ammissibili
operazioni di “diplomazia segreta”
1995: “Shell agreement”.
Vi è scritto della nuova base di Solbiate, Taranto, Napoli.

Alcuni accordi internazionali classificati segreti dovrebbero essere
resi pubblici:

accordi del 1957 per la concessione della base di Sigonella
accordi del 1959 per la installazione dei missili Jupiter a testata
nucleare
accordi del 1972 per la cessione della base dei sommergibili nucleari
della Maddalena
accordi per la base dei missili Cruise a Comiso

Comitato Parlamentare per i Servizi di informazione e di sicurezza, 1995
Parte della Relazione:

PREMESSA.

Lo Stato democratico ha diritto alla ricerca di informazioni riservate
ed all’acquisizione di notizie in qualsiasi modo rilevanti per la difesa
della propria integrità e della sicurezza pubblica.

LA DISCIPLINA DEL SEGRETO DI STATO.

Ciò conferma la vigenza ancora attuale delle norme risalenti al 1941 che
infatti coprono, all’interno della nozione più ampia, l’ambito specifico
del segreto militare. Ma il Regio decreto del 1941 offre una definizione
ed una disciplina del segreto militare, in relazione a finalità
belliche, evidentemente eccezionali, limitate nel tempo e in un contesto
di straordinarietà che è incompatibile con i principi costituzionali.
(G. MOTZO, Regime giuridico delle basi militari NATO e di altri Stati
nel territorio nazionale alla luce delle vigenti disposizioni
costituzionali e degli accordi internazionali conclusi dall'Italia, in
Le basi militari della NATO e di paesi esteri in Italia, Camera dei
Deputati, Roma 1990, p. 37).

LA DUPLICE DELEGA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO E LE FUNZIONI DI
AUTORITA’ NAZIONALE PER LA SICUREZZA.

Alcuni accordi in ambito NATO ne hanno regolato (vertice del Servizio
segreto militare) l’esercizio nei rapporti tra il Governo italiano e i
Governi dei paesi alleati. Si è realizzato così un innesco. Gli accordi
internazionali hanno definito un sistema di segretazione relativo a
documenti ed informazioni, che nell’ordinamento italiano poteva essere
ricondotto sia al Regio decreto legislativo del 1941 sia alle previsioni
del codice penale.
L’ Autorità nazionale per la sicurezza è una figura che ha avuto una
origine entro l’organizzazione NATO. Nell’ordinamento italiano essa è
stata soltanto recepita da circolari riservate. Dopo il 1977, la
situazione di fatto si è mantenuta identica, pur essendo mutato il
regime legislativo.

IL COMPITO DI SOVRAINTENDENTE.

L’assenza di una distinzione tra le funzioni attinenti al segreto di
Stato e quelle dei Servizi di informazione e di sicurezza è ereditata
dalla prassi, dalle circolari riservate e dalla disciplina legislativa
anteriore alla legge n. 801 del 1977.

I Servizi di Informazione e Sicurezza

<http://www.interno.it/sezioni/attivita/sicurezza/s_000000119.htm>http://www
.interno.it/sezioni/attivita/sicurezza/s_000000119.htm
TRATTATO DEL NORD ATLANTICO

Washington D.C., 4 aprile 1949

Le Parti del presente Trattato, riaffermando la propria fede negli scopi
e nei principi della Carta delle Nazioni Unite, ed il desiderio di
vivere in pace con tutti i popoli e con tutti i governi, decisi a
salvaguardare la libertà dei propri popoli, il proprio retaggio comune e
la propria civiltà, fondati sui principi della democrazia, sulle libertà
individuali e sul predominio del diritto, desiderosi di favorire nella
regione dell'Atlantico settentrionale il benessere e la stabilità,
decisi a riunire i loro sforzi per la loro difesa collettiva e per il
mantenimento della pace e della sicurezza, hanno siglato d'intesa il
presente Trattato del Nord Atlantico.

L’assetto delle forze dell’Alleanza
Da: NUOVO CONCETTO STRATEGICO DELL’ALLEANZA ATLANTICA.
Consiglio del Nord Atlantico, Washington D.C., 23 e 24 aprile 1999

Linee direttive per l’assetto delle forze dell’Alleanza.

b. la distribuzione geografica delle forze in tempo di pace assicurerà
una presenza militare sufficiente in ogni parte del territorio
dell’Alleanza, compresa la possibilità di stazionamento e dispiegamento
di forze fuori dai territori e dalle acque nazionali e in previsione di
proiezioni di forze dove e quando necessaria.
60. L’interazione fra le forze dell’Alleanza e l’ambiente civile (sia
governativo che non), in cui esse operano, è cruciale per il successo
delle operazioni. La cooperazione civile-militare è interdipendente:
mezzi militari sono richiesti sempre di più per assistere le autorità
civili; allo stesso tempo il supporto civile alle operazioni militari è
importante per la logistica, le comunicazioni, il supporto sanitario e
le relazioni pubbliche.
62. La suprema garanzia della sicurezza degli Alleati è fornita dalle
forze nucleari strategiche dell’Alleanza, in particolare da quelle degli
Stati Uniti; le forze nucleari indipendenti della Gran Bretagna e della
Francia.
63. Un assetto delle forze nucleari dell’Alleanza che sia credibile e la
possibilità di dimostrare la solidarietà alleata e il comune impegno
nella prevenzione della guerra continuano a richiedere, da parte degli
Alleati europei interessati, una diffusa partecipazione ai compiti
nucleari nella pianificazione collettiva della difesa, all’insediamento
di armi nucleari sui propri territori in tempo di pace e al dispositivo
di comando, di controllo e consultazione. L’Alleanza manterrà quindi
adeguate forze nucleari in Europa.
64. Le forze nucleari della NATO non hanno più alcun paese come
obiettivo. Ciò nonostante la NATO manterrà, al minimo livello
consistente con il contesto di sicurezza predominante, adeguate forze
sub-strategiche dislocate in Europa, che costituiranno un collegamento
essenziale con le forze strategiche nucleari, rafforzando il rapporto
transatlantico.

ACCORDI riguardanti l’ITALIA/NATO/USA e utilizzo delle basi:

NATO: 4 aprile 1949: Trattato ratificato con la legge del 1 agosto 1949
n. 465. Prevede la creazione di una organizzazione militare di difesa
fra tutti i paesi aderenti. Convenzione sullo Statuto delle forze (SOFA)
formata a Londra nel 1951 e ratificata dall’Italia nel 1955.
BASI: Trattato Italia-USA (BIA) del 1954 (segreto). Disciplina l’uso
delle armate statunitensi nelle infrastrutture concesse loro in uso.
2 febbraio1995 accordo Italia-USA che riguarda le basi USA sul
territorio italiano. E’ lo SHELL-AGREEMENT: sancisce poteri precisi del
comandante italiano della base, mentre il comando operativo spetta a
quello americano. Considerazioni sullo spazio aereo, il controllo del
traffico aereo si deve svolgere secondo le regole e modalità stabilite
dalle autorità italiane. Le installazioni sono poste sotto il comando
italiano anche se il comando USA esercita il controllo pieno sul
personale, l’equipaggiamento e le operazioni statunitensi. Il vertice
americano deve preventivamente informare il comando italiano in merito a
tutte le attività di rilievo, particolarmente alle attività operative e
di addestramento nonché ad avvenimenti o inconvenienti che dovessero
verificarsi. Alcune di questi aspetti sono stati approvati con vari
Memorandum d’intesa, tecnici e locali per regolamentare l’uso delle
singole basi. Per la base di Aviano sono stati stipulati il Memorandum
d’uso nel 1956 e nel 1993 e 1994.
15 dicembre 1995. Memorandum d’intesa stipulato fra il Ministro della
Difesa italiano e il Comando Supremo delle forze alleate in Europa
(SHAPE). Riguarda la fornitura di supporto logistico alle Forze esterne
in transito o temporaneamente stanziate sul territorio italiano in
applicazione del piano “Joint Endeavour” di SACEUR. E’ stato usato per
la copertura delle operazioni in Bosnia e in Kosovo, e hanno avuto come
appendici tre sottoaccordi con le tre Forze armate.

Nel marzo 1999 il governo D’Alema, a seguito della strage del Cermis,
annunciò l’abolizione del segreto sul trattato bilaterale
italo-americano del 1954 e su quello del 1995. L’accordo è rimasto
segreto.
13 aprile 1999: rapporto della commissione bilaterale Tricarico –
Pruher. Questo rapporto nasce dopo l’incidente del Cermis e contiene
raccomandazioni inerenti le attività di volo di velivoli militari
statunitensi.

Sempre dopo questa vicenda, in un documento scritto da due comandanti
militari e intitolato “Sovranità dello Stato: implicazioni negli accordi
internazionali”, si legge:

La presenza di Forze alleate nel territorio dello Stato viene accettata
e disciplinata da accordi/trattati internazionali bilaterali che non
hanno il rango necessario e sufficiente per modificare la sovranità
nazionale ma che sono lo strumento indispensabile per raggiungere quegli
scopi sopranazionali prioritari irraggiungibili da un singolo Stato.
Sempre all’interno della sovranità nazionale trova il naturale alveo il
modo paritetico e reciproco in cui avviene il conferimento delle
attribuzioni tra diverse nazioni alleate che, peraltro, si realizza
soltanto all’interno di una mera “concessione in uso” di alcune
infrastrutture e/o nello svolgimento di mansioni ufficiali connesse alle
primarie attività dell’alleanza. In tale contesto è da evidenziare che
la sovranità degli Stati è già riconosciuta dal NATO SOFA sin dal
lontano 1951, anno della sua emanazione.

I pochi no dell’Italia agli USA:

1985: Craxi risponde no alle richieste dei militari USA circa la
consegna di esponenti dell’OLP atterrati all’aeroporto di Sigonella.
L'Isola è suolo italiano e non americano e sempre Craxi (1986) a negare
le basi militari ed il sorvolo dello spazio aereo a Reagan per
bombardare la Libia.
"Tante cose possono essere riviste o rinegoziate, senza dare adito a
strumentalizzazioni, all’impressione che si rompa la solidarietà. Per
Lampedusa, è in corso una trattativa con gli americani e forse, fin da
subito, la base di orientamento marittimo può essere messa sotto comando
italiano".

STATUS DEI QUARTIERI GENERALI MILITARI INTERNAZIONALI NEL TERRITORIO
ITALIANO

Decreto del Presidente della repubblica 18 settembre 1962, n. 2083
Gazzetta Ufficiale, 9 luglio, n. 1985.

Esecuzione dell'Accordo tra il Governo italiano ed il Comando supremo
alleato in Europa degli Stati membri del Trattato dell'Atlantico del
Nord sulle particolari condizioni di installazione e di funzionamento
nel territorio italiano dei Quartieri generali militari internazionali
che vi sono o che vi potranno essere installati, firmato a Parigi il 26
luglio 1961.

Articolo 1. Definizioni.

Nel testo del presente Accordo:
a) per "Convenzione", si intende la convenzione fra gli Stati
partecipanti al Trattato dell'Atlantico del Nord sullo statuto delle
loro Forze, firmata a Londra il 19 giugno 1951;
b) per "Protocollo" si intende il protocollo sullo statuto dei Quartieri
generali militari internazionali istituiti in virtù del Trattato
dell'Atlantico del Nord, firmato a Parigi il 28 agosto 1952;
c) l'abbreviazione "SHAPE" significa "Supreme Headquarters Allied Powers
Europe" (Quartiere Generale Supremo Potenze Alleate in Europa);
d) per "Quartiere Generale interalleato" si intende SHAPE ed ogni
Quartier generale militare internazionale dipendente direttamente da
SHAPE nonchè ogni altro Quartier generale militare internazionale
dipendente da SHAPE, per il quale sia applicabile il "Protocollo" in
seguito a decisione del Consiglio Nord Atlantico.

Articolo 2. Dislocazione dei Quartieri Generali Interalleati.

La dislocazione, nonchè gli eventuali spostamenti, in tempo di pace, dei
Quartieri Generali Interalleati in territorio italiano, verranno
stabiliti in seguito ad accordi diretti tra il Governo italiano e SHAPE.

Articolo 4. Immunità.

Agendo nello spirito del paragrafo 2 dell'art. XI del Protocollo e
subordinatamente alle limitazioni ivi indicate, il Governo italiano
riconoscerà che i beni immobili e mobili dei Quartieri Generali
Interalleati saranno immuni da perquisizioni, requisizioni, confisca,
sequestro, esproprio e da qualsiasi provvedimento cautelare.

Articolo 5. Immunità e privilegi del personale di rango elevato.

a) Gli ufficiali generali ed ammiragli di nazionalità non italiana, che
svolgono funzioni di alta responsabilità presso i Quartieri Generali
interalleati, godranno, per quanto concerne gli atti compiuti durante il
loro servizio nella loro qualità ufficiale entro i limiti della loro
competenza (ivi compresi i loro scritti e le loro parole), del
trattamento previsto in materia giurisdizionale dagli atti e dalle
consuetudini internazionali applicabili in materia. Nell'ambito delle
esenzioni e privilegi riconosciuti dalle consuetudini internazionali e
dagli accordi in vigore, essi godranno fra l'altro:
1) della inviolabilità delle carte e documenti personali;
2) delle facilitazioni inerenti al cambio ed alla valuta, simili a
quelle concesse ai funzionari del Corpo diplomatico;
3) le stesse facilitazioni godute dai funzionari del Corpo diplomatico,
per quanto riguarda il bagaglio personale.

b) il Governo italiano, di comune accordo con lo SHAPE, compilerà un
elenco delle persone di cui alla lettera a).

Articolo 9. Contratti per servizi.

a) L'espletamento dei servizi interessanti l'attività dei Quartieri
Generali Interalleati, quali la manutenzione, la pulizia e servizi
similari, affidati a terzi, dovrà essere regolato sotto la forma
dell'appalto. Con apposite clausole sarà vietato il sub-appalto e sarà
sancito l'obbligo degli appaltatori di osservare nei confronti del
personale, a pena di decadenza del contratto, le disposizioni di legge
sulla tutela del lavoro ed i contratti collettivi vigenti per il settore
di attività più affine. Di tali appalti i Quartieri Generali
Interalleati daranno comunicazione all'Ispettorato del lavoro
territorialmente competente.

b) I Quartieri Generali Interalleati faciliteranno, nei limiti del
possibile e compatibilmente con le esigenze della sicurezza, il compito
di vigilanza devoluto agli ispettori del lavoro.

SECURITY WITHIN THE NORTH ATLANTIC TREATY ORGANISATION (NATO)
http://www.statewatch.org/news/2006/sep/nato-sec-classifications.pdf

L’Unione Europea e la NATO hanno siglato “l'accordo di sicurezza di
EU/NATO”, requisito preliminare per il braccio militare dell'UE (seconda
colonna) e per avere accesso alla NATO.
Accordo fra Unione Europea e la NATO sulla sicurezza delle informazioni.
Sicurezza e protezione delle informazioni classificate scambiate fra la
NATO e UE.
A testo integrale: EU/NATO
http://www.statewatch.org/news/2003/jun/eunato15764.pdf
http://www.statewatch.org/news/2003/jun/nato10006.en03.pdf
http://www.statewatch.org/news/2001/mar/05775.pdf

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