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AVANZI DI CANTIERE: gridalo forte!



http://reset.netsons.org/modules/news/article.php?storyid=488
http://www.edoneo.org//BandaBassotti.html

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La tre giorni del Muso Music Festival si è chiusa ieri a Oriolo Romano,
nel
viterbese, con la Banda Bassotti.
I Musi hanno organizzato una VI edizione splendida, sono ragazzi residenti
in zona e forse sanno o non sanno che la musica è una vera e propria
droga,
in grado di attivare il cervello proprio come uno stimolante chimico e di
offrire sensazioni amplificate di piacere, eccitazione o soddisfazione,
provocando, in sostanza, le stesse sensazioni fornite da sesso e droga: lo
sostiene il professore e neuroscienziato Danile J. Levitinche.Insomma noi,
non andati in vacanza, abbiamo riscoperto il senso dei luoghi, quelli a
noi
comuni.

Tornando all'attività dei Musi, amano la musica forte e decisa, come
quella
di Enrico Capuano, che dà ed è, energia e passione;il termine militante
non
è stonato ma è limitativo, Enrico fa tarantarock e poi che dire dei
Wogiagia
crew, sparano un colpo sulle coscienze:"La nostra guerra è una lotta non
violenta, la storia ci ha insegnato che l'unica realtà dei conflitti
sono le
loro vittime. Non lotta di distruzione quindi ma di attrazione popolare
attraverso ciò che più accomuna l'umanità: la musica, la letteratura, la
critica costruttiva, la pittura, la danza e tutte quelle forme di
espressione umana che nascono dall'anima e come Lei ribollono dentro e
devono uscire... Mezzi transfrontalieri, transrazza, transgenere"
fino a loro ...alla Banda Bassotti che per voce di Scopa (Picchio Sigaro
Sandokan altri soprannomi che ricordo) mi racconta : "prima di tutto
siamo
lavoratori con la musica come arma".

Non è una novità dire che quelli della Banda Bassotti, quelli che
l'ascoltano, quelli che seguono questa musica, ska-punk-reggae-combat
rock... antifascisti lo saranno sempre.
Loro, i ragazzi non più ragazzi, sono insieme a suonare da venti anni,
cominciarono a farlo per un centro anziani della periferia a nord di Roma,
così mi racconta Scopa, che di anni ne ha 49. Parlare con lui fà sentire
"senza tempo", vanno e vengono da anni dalle metropoli dell'impero
romano,
si fermano spesso in cantiere, perchè loro nascono e vivono come edili, eh
già. Asi' es la vida: amano la musica e odiano il fascismo, "senza
memoria
non c'è giustizia, senza giustizia non c'è pace, senza pace non c'è
futuro".
Il futuro è nella memoria.
Spazieranno, salteranno per due ore in italiano a tratti
spagnolo-basco-inglese. I suoni della guerra e della rabbia raccontano
come
nella poesia di Neruda "Asì Es Mi Vida" che vengono dal popolo e
cantano per
il popolo.
Sono orgogliosi di essere una delle prime testimonianza skinheads in
Italia,
sono fieri della loro antica amicizia con i Baschi, nata con
un'intuizione
reciproca: Esan Ozenki-Gridalo Forte!
Non si vogliono conformare quelli della Banda Bassotti, come quelli che
l'ascoltano e i loro testi li sanno a memoria. Sanno che è difficile
"nell'era veltroniana esprimere le proprie idee, l'antifascismo è nel
nostro
dna , ci vogliono far credere che non c'è più, che ce volemo tutti
bene..."
Mi dicono tutto questo prima di andare sul palco, vengono fotografati da
Bruno Rancini di Edoneo
http://www.edoneo.org//BandaBassotti.html
salgono, sono in 9, una scarica a pioggia dai fiati e dalle chitarre e le
prime parole in musica: "Famiglia Cristiana..."
Anche loro hanno figli e amori, ne avevamo parlato, temono un futuro
disastroso, sanno che non è mai morta la stagione della patria e della
famiglia, quella che ti propongono a destra e a sinistra, quella che fa
paura, quella che toglie l'aria e la libertà. Sono rimasti la brigata di
lavoro che con la musica costruì case per il Nicaragua la Palestina il
Salvador...
Sulle note di Bella Ciao,verso la fine, mi sono seduta e guardata intorno,
un ragazzo aveva una maglietta con sù scritto: "Briatore me spiccia
casa".
Ho sorriso, tanto.Ho pensato anche e sorriso ancora di più, che quanto sto
scrivendo non passerà sul sito Bella ciao, il mio nome è moderato...
Mi viene in mente la grande Gabriella Ferri, che visse i suoi ultimi anni
quì nel viterbese, ricordo le sue parole:""...se qualcuno ti vuol
portare al
macello...urla urla forte,ribellati,non fartici portare...ribellati alla
corda che ti trascina".

Paesani della Tuscia , cittadini avanzati dalle città, stagionati e
giovanissimi hanno ballato e sballato i conti dei benpensanti. Una volta
ancora, questi signori non hanno capito che la musica è lotta e
resistenza,
in trasformazione.
Fiesta si lucha tambien, come si dice nei Paesi Baschi: combattere
divertendosi".
I Musi direbbero:gridalo Forte!

Doriana Goracci

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