[Date Prev][Date Next][Thread Prev][Thread Next][Date Index][Thread Index]

SALVIAMO IL 2 OTTOBRE



Partito Umanista
Segreteria nazionale Programma e Documentazione
SALVIAMO IL 2 OTTOBRE
Le Nazioni Unite hanno proclamato il 2 ottobre, giorno della nascita del Mahatma Gandhi, “Giornata Mondiale della Nonviolenza”.
In quel giorno si realizzeranno numerose iniziative in tutto il mondo per celebrare la figura di un essere umano diventato simbolo internazionale della nonviolenza.
Probabilmente parteciperanno alle celebrazioni in onore della figura di Gandhi anche personaggi politici che nulla hanno a che fare con la nonviolenza, ma che anzi rappresentano, direttamente o indirettamente, esattamente l’opposto della nonviolenza.
Un esempio?
Il 2 ottobre dell’anno scorso, a Piazza Gandhi a Roma, si è svolta la celebrazione dell’anniversario della nascita del Mahatma, alla presenza dell’ambasciatore dell'India in Italia, Rajiv Dogra, e di Emma Bonino, Ministro del Commercio Internazionale e delle Politiche Europee.
Probabilmente questa manifestazione commemorativa si ripeterà, con gli stessi personaggi, anche nel 2007, tanto più che il 2 ottobre è diventato “Giornata Mondiale della Nonviolenza”.
Siamo sicuri che questi due personaggi siano all’altezza di poter celebrare la figura del padre della nonviolenza?
L’India è un paese in cui la percentuale di poveri sulla popolazione totale è al 26 per cento; in numeri assoluti dai 280 milioni ai 300 milioni di persone vivono in gravissime condizioni di povertà. Il 36 per cento dei poveri del mondo che sopravvive con meno di un dollaro Usa al giorno vive in India, così come il 68 per cento dei lebbrosi e il 30 per cento dei tubercolotici. Sul totale mondiale di decessi per malattie che potrebbero essere prevenute con vaccinazioni infantili, l’India conta il 26 per cento.
Nonostante tutto ciò, il governo di questo paese, di cui l’ambasciatore è il maggiore rappresentante in Italia, sceglie di spendere cifre incalcolabili per dotarsi di 60 testate nucleari missilistiche e aviotrasportabili.
Cosa c’entra tutto questo con la nonviolenza? Cosa direbbe Gandhi, se oggi fosse vivo, al governo del suo paese?
E passiamo al Ministro del Commercio Internazionale e delle Politiche Europee. Emma Bonino, nel 1995, quando, grazie all'appoggio del primo governo Berlusconi, era Commissario Europeo
responsabile della Politica dei Consumatori, della Politica della Pesca e dell’Ufficio Europeo per l’Aiuto Umanitario d’Urgenza, dichiarava sul Corriere della Sera: «Può sembrare paradossale, certamente amaro se “da convinta nonviolenta quale sono da sempre” mi ritrovo a condividere, se non addirittura a invocare, l'uso della forza da parte della comunità internazionale per mettere fine ai crimini contro l'umanità che vengono impunemente perpetrati in un angolo d'Europa chiamato Bosnia. Sia chiaro: non sono pacifista, non sono per la pace ad ogni costo, soprattutto quando il costo è qualcun altro a pagarlo e a questo prezzo. Sono, invece, per la supremazia del diritto ad ogni costo, ed è amaro doversi arrendere all'evidenza che esistono circostanze storiche in cui la difesa della legalità non può essere affidata, ancorché temporaneamente, che all'uso delle armi».
Era solo il prologo. Nel 1999 il gruppo politico dei Radicali, di cui fa parte Emma Bonino, appoggiava esplicitamente l’intervento armato della Nato contro la Serbia. Un intervento che, a distanza di 8 anni, sta dimostrando tutta la sua inutilità in termini di democrazia e pace sociale.
Cosa c’entrano con Gandhi, dunque, un personaggio ed un gruppo politico che riescono ad essere nonviolenti solo in tempo di pace?
Questi personaggi sembrano riuscire ad essere coerenti solo con ciò che il filosofo e storico nordamericano Henry Adams, satiricamente, affermò: “la pratica politica consiste nell'ignorare i fatti” .
Salviamo il 2 ottobre.
Roma, 20 settembre 2007
Carlo Olivieri