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Snazionalizziamoci



Tutto questo letame che ci sommerge quotidianamente e che purtroppo non
serve neanche a concimare, mi fa riflettere. La certezza di avere guide,
leader, miti, eroi, santoni, taumaturghi, è dannosa. E' sempre più
illusorio affidare le sorti di tanti nelle mani di pochi. Le icone
stanno bene solo sui poster e sulle magliette. E questo non significa
che io non ci sia passata. Ho stimato fino a poco tempo fa Beppe Grillo,
ho votato fino alle ultime elezioni rifondazione comunista ecc. ecc. Ma
poi ti accorgi che questi personaggi, partiti, istituzioni cominciano a
puzzare. A maleodorare.
I rom.Tanto temuti. Sono la nota dolente anche per quelli che si
dichiarano di estrema sinistra. Ci fanno paura. ci fa paura questa
invasione di barbari. Se potessimo alzeremmo mura sempre più alte tra un
confine e un altro. Eppure non si può. Ce la dobbiamo sorbire questa
ondata di romeni, albanesi, africani, indiani, cinesi, afghani...E più
passerà il tempo più la situazione peggiorerà.
Da quando sono piccola domandavo ai miei genitori a cosa servissero i
documenti e le frontiere. Me lo domando tutt'ora. Mi guardo attorno e
inorridita capisco quanto l'uomo sia diabolico e idiota allo stesso
tempo. Vorrei fare un discorso meno pratico, un pò più
idealista-irrazionale. Posso?! Vorrei poter non sentire più la parola
patria, territorio, confine, schengen...vorrei non assistere più alla
nazionalizzazione di un omicidio o di uno stupro. Siamo prima di tutto
individui.
Poi popoli.Poi cittadini. Poi europei o asiatici. Conio una nuova
parola.Un neologismo: snazionalizziamoci. Scrolliamoci di dosso le
bandiere, gli inni, i nostri eroi nazional-popolari. Perchè ogni volta
che nasce uno stato, ci priviamo di un pezzo di libertà.
E i rom questo errore non l'hanno mai fatto.

Silvia Maiorani