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SIMMEL DIFESA SPA: LA MORTE DENTRO E FUORI



SIMMEL DIFESA SPA: LA MORTE DENTRO E FUORI

Il “Coordinamento Contro la Guerra Valle del Sacco” esprime la totale
solidarietà alla famiglia della vittima e a tutti i lavoratori coinvolti
nell’esplosione avvenuta in Simmel Difesa.

Da anni il Coordinamento mette in atto azioni di contrasto, alle
politiche di guerra attuate sul nostro territorio, informando e
denunciando i gravissimi problemi provocati dalle industrie belliche:
dentro e fuori.

Dentro - producendo inquinamento - abbiamo ancora sotto gli occhi gli
effetti del disastro ambientale della Valle del Sacco,  morti per
incidenti sul lavoro e a causa di malattie dovute alle sostanze
utilizzate in quel processo produttivo, distruzione del territorio. Il
perclorato di ammonio(3), uno dei tanti componenti chimici utilizzati
dalla Simmel Difesa e dalla Fiat Avio come propellente solido per razzi
e missili, è sotto osservazione negli Stati Uniti per l’inquinamento
delle falde acquifere nei siti in cui sono presenti industrie di
armamenti , poligoni di tiro, depositi e ritenuto responsabile di
disfunzioni e tumori tiroidali.
Fuori - nei luoghi di guerra - dove gli ordigni esplosivi vengono
sganciati e producono morte e distruzione su larga scala oppure le
orrende mutilazioni delle clusters bombs.

In più occasioni la Simmel Difesa si è preoccupata di smentire
l’accusa(1), che gli viene dai movimenti contro la guerra, di produrre
armi non convenzionali come le cluster bombs (bombe a grappolo), ma
certamente i documenti reperibili come le relazioni del Governo sulle
importazioni ed esportazioni di armamenti  e le relazioni internazionali
presenti sul web ci dicono che la Simmel ha prodotto tecnologia ad alta
letalità come i BCR (Bomblets Cargo Round) con 63 sub-munizioni, i razzi
Firos 25-30 con 77 sub-munizioni (che una volta cadute sul terreno e non
esplose si comportano come delle mine-antipersona), dal 2004 i missili
aria-aria IRIS-T frutto di cooperazione internazionale, che andranno ad
armare i nuovi caccia JSF F-35. Questi e molte altre tipologie di
armamenti e munizionamento(2) vengono vendute ed esportate in gran parte
all’estero (Arabia Saudita, Turchia, Oman, Corea del Sud per citarne
alcuni).

L’indagine circa la tragedia certamente porterà all’errore umano ma molte
e diverse sono secondo noi le responsabilità e le negligenze per quello
che è accaduto ieri: i governi che con leggi neoliberiste precarizzano i
rapporti di lavoro e di vita, i sindacati che in nome della
concertazione sacrificano i diritti fondamentali dei lavoratori come la
sicurezza. Si sottraggono risorse dallo stato sociale, impoverendo
istruzione, previdenza, sanità e si spendono oltre 20 miliardi di euro
per l’acquisto di armi offensive come i bombardieri nucleari EuroFigther
e il mantenimento delle missioni all’estero.

Pensiamo che le risposte alla guerra debbano avvenire tutti i giorni, a
partire dai luoghi di vita e di lavoro, proponendo la riconversione
civile delle fabbriche di morte e la rescissione dei trattati
internazionali sulle basi e sulle servitù militari(4).


(1)http://www.simmeldifesa.com
(2)http://italy2.peacelink.org/disarmo/articles/art_20358.html
(3)http://www.ewg.org/reports/rocketwater
(4)http://www.disarmiamoli.org