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Nel 2008 raddoppierý la spesa per le basi militari USA nel mondo



Nel 2008 raddoppierà la spesa per le basi militari USA nel mondo
 
Ventuno miliardi e trecentotrentamilioni di dollari. È quanto richiesto al Congresso 
degli Stati Uniti dal Dipartimento della Difesa per i programmi di costruzione o 
ampliamento delle basi USA con il bilancio di previsione dell’anno fiscale 2008. 
L’ingente cifra che conferma le odierne strategie di proiezione globale delle forze 
armate statunitensi viene fuori dalla lettura del “Construction Programs 2008” presentato 
dall’Ufficio del Sottosegretario alla Difesa nel febbraio di quest’anno e consultabile in 
internet al sito <http://www.dod.mil/comptroller>www.dod.mil/comptroller.
 
Il piano finanziario per le basi militari in patria e all’estero prevede in particolare 
una spesa di 8 miliardi e 391 milioni per le operazioni di “riallineamento e chiusura” 
avviato nel 2005 con la riduzione di piccole e dispendiosi  infrastrutture e la 
concentrazione di comandi e reparti in “grandi basi operative”. Altri 8 miliardi e 648 
milioni dovrebbero essere destinati alle “principali costruzioni”, metà dei quali di 
proprietà dell’US Army, ed ilo resto per l’ampliamento e il miglioramento delle basi 
della Marina e dell’Aeronautica. Duecento milioni di dollari andranno invece al 
“programma di investimenti per la sicurezza in ambito NATO”.  A conferma delle finalità 
prettamente operative del potenziamento infrastrutturale delle basi le scarse risorse 
destinate di contro al “Family Housing”, alla costruzione cioè di alloggi per il 
personale militare e familiari al seguito: 171 milioni di dollari.
 
Per ciò che riguarda invece le aree d’intervento finanziario, le richieste del 
Dipartimento della Difesa per il prossimo anno sono di 5 miliardi e 510 milioni per basi 
vecchie e nuove negli Stati Uniti, un miliardo e 165 milioni per le basi estere, mentre 
il resto andrebbe “per installazioni in località non specificate”.
 
L’elenco dei Paesi in cui le forze armate potenzieranno le loro basi è conforme alle 
direttive strategiche della penetrazione militare statunitense. Ad interpretare la parte 
del leone le “Mariana Islands”, il gruppo di isole dell’Oceano Pacifico dove sorge il 
complesso aereonavale di Guam. Ad esso sono destinati 346 milioni di dollari per la 
costruzione di impianti di potabilizzazione, reti infrastrutturali e centrali elettriche, 
e per l’ampliamento della pista dell’aeroporto. Segue poi la Germania, dove si prevede di 
spendere 274 milioni di dollari per completare il complesso militare US Army di 
Grafenwoher, creare nuove infrastrutture operative nelle basi aeree di Ramstein e 
Weisbaden e realizzare un nuovo complesso medico nella base di Spangdahlem.
 
L’Italia si conferma una pedina fondamentale nelle strategie belliche delle forze armate 
USA. Una fetta consistente del budget a disposizione dell’esercito, 173 milioni di 
dollari, viene infatti destinata per i centri operativi e i dormitori della nuova brigata 
in arrivo all’ex aeroporto Dal Molin di Vicenza. Seguono poi il piccolo Qatar (75 milioni 
per un comando operativo, una pista, gli hangar e un centro manutenzione per i velivoli 
aerei); la Bulgaria (61 milioni per la nuova base e il poligono di Nevo Selo); la Gran 
Bretagna (58 milioni  per il potenziamento della stazione di telecomunicazioni di Menwith 
Hill e la realizzazione di un nuovo deposito munizioni per lo squadrone F-15C dispiegato 
nella base della Royal Air Force di Lakenheath); la Corea del Sud (57 milioni per nuove 
caserme a Camp Humphreys, installazione US Army); Bahrain (54 milioni per facility navali 
a disposizione del Comando per le operazioni speciali nell’Asia Sud-occidentale); 
Afghanistan (13 milioni e 800 mila per “uffici amministrativi per la US Army”); Romania 
(12 milioni e 600 mila per infrastrutture “varie” per la fase 2 di allestimento della 
base dell’esercito); Giappone (8 milioni e 750 mila); Diego Garcìa (7 milioni per la base 
aerea di Sewage Lagoon); Belgio (6 milioni per la Scuola americana presso il comando di 
Casteu, Bruxelles); Honduras (2 milioni e 250 mila per infrastrutture ricreative a favore 
dei reparti dell’esercito); Spagna (un milione e 800 mila per la base aerea di Moròn). 
Quattordici miliardi e 637 milioni sono destinati a basi estere “non specificate”, mentre 
15 milioni e 440 mila dollari andranno a basi militari rigorosamente mantenute “segrete”.
 
Nel budget di previsione del Dipartimento della Difesa assume una rilevanza la 
destinazione di 21 milioni di dollari per il potenziamento della pista aerea e del 
deposito carburanti della costruenda base di Djibouti, ex protettorato francese in Corno 
d’Africa. Un passaggio della relazione presentata al Congresso dal comando della US Navy 
per giustificare le richieste di stanziamento lascia intendere che proprio Djibouti è 
stata scelta per installare il nuovo comando operativo USA per le operazioni in Africa. 
“Lo scorso anno – vi si legge - la Marina ha assunto il comando delle missioni di 
detenzione a Guantanamo Bay, Cuba, e a Camp Bucca, una prigione di alta sicurezza in 
Iraq. In aggiunta, un Ammiraglio della Marina ha assunto il comando della GWOT – 
relazionato al Combined Joint Task Force Horn of Africa (CJTF HOA) a Djibouti. La nostra 
presenza nel Corno d’Africa, che è una parte impoverita del mondo che combatte con sforzo 
il traffico di droga e di esseri umani, l’ingresso e le sacche degli estremismi, è un 
punto chiave per assicurare che il terrorismo non prenda piede nella regione. CJFT HOA è 
stato costituito inizialmente nel novembre 2002 come una forza itinerante finalizzata a 
bloccare i terroristi provenienti dall’Afghanistan. Subito dopo, la task force si è 
installata nell’area e la sua missione si è diretta alla cooperazione, all’addestramento 
militare e all’assistenza umanitaria per otto paesi della regione. La Marina è impegnata 
adesso ad aiutare a portare stabilità, sicurezza e speranza nella regione. Queste 
missioni si aggiungono alla lotta contro le operazioni di pirateria nella regione 
orientale dell’Africa. L’odierno Comando della Spedizione di Guerra della Marina (NECC) 
aiuterà ad affrontare le difficili sfide del 21° Secolo”.
 
La Marina USA nella sua proposta di budget, nel capitolo dedicato alla “lotta al 
terrorismo”, accenna pure ad una spesa straordinaria per il Fiscal Year 2007 di 27 
milioni e 665 mila dollari e ad un ulteriore stanziamento per il 2008 di 7 milioni per 
“facilities di supporto” nella base navale di Point Loma (California) e nelle stazioni 
aeronavai di Sigonella e Napoli (“ristrutturazione della rete perimetrale e 
riconfigurazione del sistema di barriera velivoli del Naples Main & Capo West Gate”). Nel 
budget di previsione per il FY 2008 c’è pure la richiesta di 13 milioni e 869 mila 
dollari per migliorare nelle basi di Sigonella e di Sasebo (Giappone) il cosiddetto MHA 
Program (Material Handing Equipment) per le operazioni della US Navy a livello mondiale.
 
Comparata al 2007, la richiesta del Dipartimento della Difesa per il potenziamento delle 
basi nel 2008 è di quasi 9 miliardi di dollari in più. Quest’anno il paese più 
“beneficiato” dalle spese di guerra delle forze armate USA è stato l’Italia con 319 
milioni di dollari finalizzati all’avvio del programma di raddoppio della base di Vicenza 
e con l’installazione a Sigonella del terminale terrestre del nuovo sistema di 
telecomunicazione satellitare MUOS (Mobile User Objective System). Settantasei milioni di 
dollari sono stati destinati per la Germania (caserme e depositi nella base di 
Grafenwoher), 84 milioni per la Corea del Sud, 46 milioni alla Gran Bretagna, 44 per il 
Qatar, 23 per la Spagna (stazione aeronavale di Rota), 46 milioni per la Gran Bretagna 
(stazione di telecomunicazioni della NSA National Security Agency di Menwith Hill), 44 
milioni per il Qatar (Comando speciale per le operazioni aeree), 7 milioni e mezzo per le 
Isole Marshall (potenziamento dell’infrastruttura di lancio missilistico nell’atollo di 
Kwajalein).
 
Ottanta milioni di dollari sono invece serviti per realizzare un complesso per la 
manutenzione dei velivoli senza pilota Global Hawk della US Air Force nella base di Guam. 
Sempre per accogliere i Global Hawk, altri 26 milioni di dollari sono stati destinati ad 
una base europea tenuta “segreta”. Come tuttavia è stato rivelato lo scorso mese di 
maggio da Terrelibere.org e successivamente confermato dal comando dell'aeronautica USA 
di Kaiserslauten (Germania), i micidiali velivoli senza pilota per il teatro europeo 
giungeranno alla stazione aeronavale di Sigonella.
 
Antonio Mazzeo – Redazione Terrelibere.org
 
 

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