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Giappone: scudo antimissile, abbattuto lancio intercontinentale americano



WASHINGTON - Test balistico nelle acque del Pacifico ieri: un cacciatorpediniere giapponese ha abbattuto un missile bersaglio intercontinentale con un missile intercettore. Ne ha dato notizia Riki Ellison, uno dei principali sostenitori del sistema di scudo spaziale: attesa anche una conferenza stampa del Pentagono. Si tratta del primo esperimento che coinvolge un alleato degli Stati Uniti e che vede la Difesa americana condividere la sua tecnologia missilistica con un altro Paese. La nave nipponica era dotata del sistema di tracciamento radar Aegis costruito dalla Lockheed Martin e dei missili intercettori Standard Missile-3 prodotti dalla Raytheon.(Agr)

Una nave militare giapponese ha portato a termine con successo, nello spazio sopra l’Oceano Pacifico, il primo esperimento per l’ingaggio, il tracciamento e l’abbattimento di un missile balistico intercontinentale a medio raggio. Protagonista dell’esperimento il cacciatorpediniere JS KONGO (DDG-173). Il bersaglio era stato lanciato dall’isola di Kauai dal personale del Pacific Missile Range Facility dell’U.S. Navy. L’unità navale ha ingaggiato e tracciato il missile impiegando il sistema AEGIS della Lockheed Martin, utilizzando anche informazioni ricevute via satellite da assetti della marina americana. Il bersaglio missilistico è stato poi abbattuto con un missile Standard SM-3 Block IA prodotto dalla Raytheon. il Giappone sta lavorando con la Raytheon e con L’agenzia per la Difesa Missilistica Americana per sviluppare e mettere in servizio in futuro il missile di nuova generazione SM-3 Block IIA. Le due aziende americane, la Lockheed Martin e la Raytheon, hanno collaborato per dotare l’unità militare giapponese, prima di una classe di quattro cacciatorpediniere AEGIS, del più sofisticato sistema d’arma antiaereo e antimissile del mondo. Quello effettuato dal Kongo è il primo esperimento di questo tipo condotto da un alleato USA, il dodicesimo abbattimento di un missile balistico ad opera di un missile SM-3. Nella difesa antimissile che il Giappone sta organizzando per difendere il suo territorio, i missili SM-3 dei quattro cacciatorpediniere dovrebbero abbattere i missili balistici non intercettati dalle batterie dei sistemi missilistici Patriot PAC-3 basate a terra. Il Giappone sta infatti ricevendo dagli Stati Uniti anche batterie di sistemi missilistici per la difesa aerea antimissile Patriot PAC-3; la prima batteria è stata installata nello scorso marzo, un anno in anticipo rispetto al programma, sulla base aerea di Iruma, a nord di Tokio. Il Paese del Sol Levante conta di completare il dispositivo difensivo terrestre, composto da 14 batterie Patriot PAC-3, entro il marzo del 2011. Ricordiamo che il programma per dotare il Giappone di una difesa antimissile ha subito una prima, significativa accelerazione dopo che, nell’agosto del 1998, la Corea del Nord ha lanciato un missile Taepo Dong 1. Nell’ottobre del 2006 la Corea del Nord ha testato per la prima volta un ordigno nucleare, sollevando le proteste del Giappone e costringendo gli USA a rafforzare la propria presenza militare nell’area.