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Un paese nucleare senza Stato.



Ci si capisce qualcosa dell'intricata situazione che si è creata in Pakistan?

In una e-mail scritta in ottobre al suo portavoce per gli Stati Uniti, la Bhutto riteneva responsabile Musharaf di un suo possibile assassinio in quanto non l'aveva dotata di sufficiente sicurezza. Inutile dire che la recente dichiarazione di Ayman al-Zawahiri che accusava la Bhutto di essere manovrata dagli USA, cade a pennello per discolpare Musharaf. Dunque la mano omicida potrebbe essere proprio quella di Al-Qaeda che negli ultimi mesi ha addestrato circa 500 volontari suicidi, ma è certo che Musharaf con i propri servizi di intelligence sono colpevoli di omissione della sicurezza della Bhutto.

Se Bush ha immediatamente condannato il vile attentato e si è dichiarato solidale con il popolo democratico del Pakistan, è evidente che le preoccupazioni maggiori rimangono i gruppi terroristici internazionali e l'arsenale nucleare. In passato, il Pakistan aveva goduto di una certa libertà nell'utilizzare i fondi elargiti dal governo statunitense, ma nel disegno di legge del bilancio approvato dal Congresso la scorsa settimana, 250 milioni di dollari di tali fondi dovevano essere utilizzati strettamente per le operazioni di contro-terrorismo.

Il Pakistan è il primo degli otto paesi dotati dell'arma nucleare a non avere uno Stato. Il professor Paul Wilkinson, presidente del Saint Andrews University's Centre for the Study of Terrorism and Political Violence, ha detto che le nazioni occidentali devono preoccuparsi dello scenario da incubo nel caso che l'arsenale nucleare dovesse cadere in mani sbagliate, ma secondo altri analisti l'arsenale rimane fermamente in mano ai militari. Se così fosse sarebbero gli scienziati a costituire un problema nel caso dovessero passare informazioni sul "mercato nero" al fine di integrare il proprio reddito, per cui si rende necessario un rafforzamento della sicurezza attorno agli impianti nucleri.

La NATO ha dichiarato che continuerà a contribuire a combattere gli insorti vicino alla frontiera afghana nonostante l'uccisione del leader dell'opposizione Benazir Bhutto. Un funzionario ha sottolineato che la sicurezza in Pakistan è "molto volatile" ma la NATO non ha intenzione di modificare il suo piano militare in Afghanistan "il Pakistan dovrebbe essere parte della soluzione in Afghanistan e non parte del problema". Il Segretario generale della NATO Jaap de Hoop Scheffer ha invitato il Presidente pakistano Pervez Musharraf di avviare un giro di vite al di là della zona di confine nella città di Quetta, visto come una chiave posteriore-base per i talebani.

Anche il G8 aveva annunciato un pacchetto di misure che vanno dalla assistenza per i rifugiati e rimpatriati, al supporto per i servizi di sicurezza locali e alla protezione delle frontiere. La maggior parte dei finanziamenti dovrà essere speso nella zona di confine fra Pakistan e Afghanistan.
http://www.auswaertiges-amt.de/diplo/en/Infoservice/Presse/Meldungen/2007/071226-Aktionsplan-G8.html

Ripensare la strategia degli Stati Uniti verso il Pakistan"
When $10 Billion Is Not Enough: Rethinking U.S. Strategy toward Pakistan
http://www.twq.com/07spring/docs/07spring_cohen-chollet.pdf

In October e-mail, Bhutto said she would hold Musharraf 'responsible' for her death

December 27, 2007
In an e-mail sent to a confidant in the US two months ago, assassinated Pakistani opposition leader Benazir Bhutto said she would hold the country's current leader Pervez Musharraf "responsible" because his government did not do enough to provide for her security.

"I wld [sic] hold Musharaf [sic] responsible," Bhutto wrote to her US spokesman, Mark Siegel, in the October e-mail, which was reported Thursday afternoon by CNN's Wolf Blitzer. "I have been made to feel insecure by his minions, and there is no way what is happening in terms of stopping me from taking private cars or using tinted windows or giving jammers or four police mobiles to cover all sides cld [sic] happen without him."

Blitzer told viewers he received the e-mail soon after it was sent two months ago, but he agreed not to report on it unless Bhutto was assassinated. "It's a story I was asked to report to the world in -- if Bhutto were killed," he said.

The former Pakistani prime minister was shot twice Thursday just before her assassin detonated a suicide bomb that killed at least 20 more of her supporters.

Appearing on The Situation Room on CNN, Siegel said Bhutto was concerned about her security as soon as she returned from years-long exile in October.

"Benazir was very concerned by the lack of security that she had on her arrival in Karachi on October 18th," Siegel said. "The circumstances around the attempt on the night of the 18th, the morning of the 19th, was very, very suspicious. ... There was no investigation of that horrendous killing which killed 179 people. She had asked that Scotland Yard and the FBI be brought in for forensic help for the investigation. The government of General Musharraf absolutely refused."

Since October, Siegel said, Bhutto received "some police protection," but was denied other security precautions such as jammers to prevent improvised explosive devices or four police escorts to protect her from all sides when she appeared in public.

Mahmud al-Durrani, Pakistan's ambassador to the US, also appeared on Blitzer's program. He said it was "naive" to blame Musharraf's government for the attack.

"Musharraf tried his best, but the circumstances under which she moved, that was a problem," al-Durrani said. "When she was moving almost in a sea of humanity, so this -- this -- no system in the world can protect you against that."

This video is from CNN's Situation Room, broadcast on December 27, 2007.

http://rawstory.com/news/2007/In_October_email_Bhutto_said_her_1227.html