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CONSIGLIO D’EUROPA: PIU’ CONTROLLO DEMOCRATICO SU FORZE ARMATE



Credo che sia una notizia che rafforza le preoccupazioni già espresse da alcuni (pochini a dir la verità)

(AGI) - Strasburgo, 11 mar. - Il ruolo delle Forze Armate si e’ enormemente ampliato in tutti i paesi del mondo negli ultimi anni. Un tempo servivano per proteggere le frontiere, oggi le loro funzioni si sono estese anche ad attivita’ interne, quasi di polizia. Da quando viviamo nell’incubo del terrorismo, poi, le Forze Armate hanno acquisito ovunque un enorme potere. Ecco perche’ si sente il bisogno in Europa di estendere il controllo democratico delle attivita’ militari ad altre istituzioni, oltre che al Parlamento.

Partendo da questa premessa il Consiglio d’Europa ha incaricato la ‘Commissione di Venezia’ di sviluppare uno studio mirato a questo obiettivo. Organismo del Consiglio preposto proprio a vigilare sulla giusta evoluzione delle leggi (perche’ le esigenze della sicurezza siano sempre compatibili col rispetto dei diritti fondamentali del cittadino), la Commissione per la Democrazia attraverso il Diritto - piu’ conosciuta come ‘Commissione di Venezia’ - ha fatto uno studio completo sulla possibilita’ di un maggiore controllo sull’attivita’ delle Forze Armate. Le varie soluzioni saranno esaminate durante la sessione plenaria della Commissione (venerdi’ 14 marzo e sabato 15 alla Scuola Grande di San Giovanni Evangelista) per portarle, poi, all’attenzione del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa.

Secondo gli esperti della Commissione, che le Forze Armate siano piu’ presenti nella vita di qualsiasi paese democratico e’ sotto gli occhi di tutti. Persino il mantenimento dell’ordine pubblico - nella prevenzione del terrorismo, che ormai e’ routine quotidiana - e’ spesso affidato ai militari, come pure la protezione di beni pubblici e privati o l’intervento in caso di catastrofi naturali. L’attivita’ militare, oltre che per la difesa del territorio, si e’ estesa anche all’estero, per le missioni di pace o per la lotta alla criminalita’ organizzata. Poiche’ la coscienza democratica - e la conseguente esigenza di tutelare i diritti umani - e’ elemento fondamentale di tutte le democrazie europee, anche le Forze Armate, come del resto tutti gli organi dello Stato, debbono poter rispondere delle loro azioni sia nel territorio dello Stato che nelle loro missioni all’estero davanti a un organo rappresentativo del popolo.

Lo studio della Commissione di Venezia coinvolge nel controllo delle Forze Armate anche la giustizia civile in aggiunta ai tribunali militari, un “mediatore” da istituire o la Corte dei Conti. Mentre l’attivita’ militare all’interno del territorio dello Stato e’ disposta dal ministero della Difesa in concerto col ministero dell’Interno, il controllo dell’attivita’ delle Forze Armate all’estero soffre di un deficit democratico poiche’ i meccanismi decisionali in seno alle organizzazioni internazionali sfuggono in gran parte alla supervisione degli organi rappresentativi nazionali. Anche in questo settore la Commissione di Venezia ha diverse soluzioni da suggerire. (AGI)