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Vicenza, Consiglio di Stato accoglie il ricorso del governo sulla base Usa



No alla sospensione del progetto di ampliamento Dal Molin

Vicenza, Consiglio di Stato accoglie il ricorso del governo sulla base Usa

Ribaltata l'ordinanza del Tar del Veneto. Ma il Codacons attacca: ''E' una decisione che non possiamo condividere, non dice nulla circa i gravissimi rischi ambientali''

Roma, 29 lug. (Adnkronos/Ign) - Il Consiglio di Stato ha accolto l'appello della presidenza del Consiglio dei ministri e del ministero della Difesa contro l'ordinanza del Tar del Veneto che aveva accolto la domanda di sospensione del progetto Dal Molin di ampliamento della base Usa di Vicenza.

Ma il Codacons non ci sta. "La decisione del Consiglio di Stato relativa ai lavori per l'ampliamento della base Usa di Vicenza - attacca -, ci sembra una decisione di 'ossequio', evidentemente ai desideri di Berlusconi e del ministro La Russa, che il Codacons non può certo condividere, anche perché non dice nulla circa i gravissimi rischi ambientali denunciati dalla stessa valutazione di incidenza ambientale fatta realizzare dagli americani, e quindi non sospetta".

"In tale valutazione - spiega il Codacons - si fa riferimento al rischio di inquinamento delle acque destinate ai comuni di Padova e di Vicenza, e ai gravissimi rischi ambientali per rilevanti zone di interesse comunitario come quella su cui ricade il fiume Bacchiglione". "L'ordinanza del Cds lascia comunque il tempo che trova - conclude il Codacons - considerato che potrà avere effetto soltanto per due mesi, visto che l'8 ottobre Il Tar Veneto dovrà decidere nel merito sugli oltre 20 motivi di ricorso presentati e valutare concretamente i gravissimi rischi ambientali connessi ad un insediamento di oltre 2.500 nuove unità di militari che porterebbe all'utilizzo di tutta l'acqua delle falde acquifere della zona a favore della base americana".

Il Consiglio di Stato dà ragione al governo, la Dal Molin si può ampliare

Il consiglio Consiglio di Stato ha accolto il ricorso della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero della Difesa contro l'ordinanza del Tar del Veneto che il 18 giugno scorso aveva accolto la domanda di sospensione dei provvedimenti relativi alla realizzazione del progetto Dal Molin di ampliamento della Base militare Usa di Vicenza.

"Il consenso prestato dal Governo italiano all'ampliamento dell'insediamento militare americano all'interno dell'Aeroporto Dal Molin e' un atto politico, come tale insindacabile dal giudice amministrativo, secondo un tradizionale principio sancito dall'art. 31 del testo unico delle leggi sul Consiglio di Stato".

E' una delle ragioni che hanno indotto la IV Sezione del Consiglio di Stato a non condividere le valutazioni del TAR sulla legittimita' dei provvedimenti impugnati a proposito della realizzazione della base militare Usa di Vicenza.

Questa insindacabilita' - spiega Palazzo Spada - "riguarda non solo il contenuto dell'atto, ma anche, a maggior ragione, la sua forma, propria dell'ordinamento nel quale l'atto si e' formato".

Il nulla-osta del Ministero della Difesa - e' detto in una nota del Consiglio di Stato - "si inquadra nella procedura appositamente prevista per le attivita' a finanziamento diretto statunitense (secondo quanto previsto dall'accordo bilaterale Italia - Stati Uniti d'America del 20 ottobre 1954, tuttora coperto da classifica di riservatezza) la cui realizzazione e' demandata ad una apposita Commissione mista costruzioni (CMC), costituita nell'ambito della Direzione Generale dei Lavori e del Demanio del Ministero della Difesa".