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Inaudite cariche delle forze dell'ordine a Vicenza!!!Diffondete urgentemente!!



Se volete diffondere la notizia, intanto queste indicazioni.
Ci risentiamo!
Marta
cel.3407113245
potete scrivere anche a comunicazione at nodalmolin.it!
Grazie di cuore!

Comunicato dal sito www.nodalmolin.it :

Caricare le manifestazioni pacifiche? A Vicenza si può!
Finisce con 5 fermi e una trentina di feriti la manifestazione pacifica organizzata e 
dichiarata per oggi. 
Finisce con 5 fermi e una trentina di feriti la manifestazione pacifica organizzata e 
dichiarata per oggi. Evidentemente in Italia non è possibile manifestare, nemmeno 
pacificamente.
Una manifestazione pubblica, dichiarata e stampata sui giornali. Alla luce del sole, 
dichiarati gli intenti e quello che si sarebbe andato a fare. Costruire una torretta per 
monitorare la situazione dei lavori all'interno dell'aeroporto. Su luogo privato per cui 
avevamo il beneplacito del proprietario, e la richiesta di autorizzazione per occupazione 
suolo pubblico.
Questo probabilmente non è bastato per dissuadere le forze dell'ordine (del disordine?) 
dal caricare, trascinare, manganellare, prendere a calci questa manifestazione pacifica 
di vicentini. Donne, vecchi, ragazzi. Indiscriminatamente maltrattati, con pretesti 
ridicoli. "Quella torretta è troppo alta". Già duecento metri prima del punto concordato 
per la posa della torretta il corteo era stato improvvisamente bloccato. Un blocco 
imotivato e futile, aggirato dai cittadini passando per il fosso laterale. Poi la 
costruzione. Finché l'ordine è arrivato. I cittadini si siedono e difendono la costruenda 
torretta con un sit-in. A nulla valgono i discorsi per cercare di essere ragionevoli.
La prima carica ha fatto vari feriti e cinque fermi. Nella seconda alcune ragazze sono 
state prese a calci, altri ricevevano colpi di scudo, qualcuno è stato trascinato per i 
capelli. Gli occhi sfigurati di poliziotti, carabinieri e guardie di finanza e gli 
insulti: "Ti uccido! Sporco pacifista! Ti spacco la testa". Il corteo quindi si rifugia 
nel giardino di una casa adiacente, ospitati dagli abitanti solidali.

Vedi i due video su www.nodalmolin.it/notizie/notizie_221.html

Articolo integrale da L'Unità:
Vicenza: carica della polizia contro il comitato "No dal Molin" 


I primi manganelli targati Berlusconi fanno una trentina di feriti a Vicenza. È successo 
sabato 6 settembre. Mentre un nutrito gruppo di "No dal Molin" forniti di autorizzazione, 
presidiava l’ingresso dell’aeroporto dove dovrebbe venire realizzata la nuova base Usa 
(la cosiddetta Ederle 2), la polizia, dopo alcuni momenti di tensione, ha deciso di 
caricare il sit-in del comitato cittadino. 

In una nota dei giorni scorsi i membri del Presidio permanente annunciavano di non 
fidarsi delle parole del commissario per l'ampliamento della caserma, Paolo Costa, e di 
aver quindi deciso di monitorare in prima persona il terreno dell'aeroporto affinché 
nessuno tentasse di partire con i lavori prima del referendum, previsto per il 5 ottobre, 
e prima del pronunciamento del Tar del Veneto, sulla liceità del raddoppio, atteso l'8 
ottobre. 

Così i "No dal Molin" hanno portato del materiale per costruire una torretta vicino 
all'aeroporto e controllare che i mezzi pesanti della ditta Cmc non tentassero di entrare 
per lo meno fino a ottobre. Il tutto con tanto di autorizzazione comunale. Una volta 
finita la torretta, la tensione è salita. Ad un certo momento la polizia è entrata nel 
sit-in e sono scoppiati i tafferugli. Dopo alcuni minuti concitati la tensione si è 
abbassata. I manifestanti si sono comunque spostati dalla zona del Dal Molin alla 
questura di Vicenza per protestare contro il fermo di un gruppetto di loro che avrebbero 
reagito alle forze dell'ordine. 

Indignati gli esponenti del movimento civico vicentino. I rappresentanti della civica 
“Vicenza Libera No Dal Molin” chiedono «l'immediato allontanamento» del questore di 
Vicenza Giovanni Sarlo. Secondo Cinzia Bottene, consigliere comunale della civica e 
“storica” leader del dissenso alla struttura militare, la manifestazione odierna del 
Presidio era stata «discussa ieri con i vertici della questura. Un'iniziativa pacifica - 
sostiene Bottene - con decine di persone che avevano deciso di costruire una torretta 
d'osservazione per vigilare sullo stop ai lavori». Racconta il consigliere che «poco dopo 
aver avuto il via libera all'installazione è scattata la trappola voluta dal questore e 
dai suoi funzionari. I poliziotti hanno picchiato indiscriminatamente uomini e donne 
inermi e pacifici, seduti per terra». «La giornata cilena, brutale e violenta voluta dal 
questore Giovanni Sarlo - indica quindi una nota della civica “Vicenza Libera No Dal
 Molin” - non può che avere un'unica conseguenza: il suo immediato allontanamento per 
l'evidente incapacità di rapportarsi con cittadini pacifici». 

Per il sindaco di Vicenza Achille Variati gli incidenti di sabato segnano «una brutta 
pagina nella storia della nostra città». «L'episodio di oggi - ha aggiunto – mi conferma 
un'impressione che ho purtroppo da tempo: qualcuno non vuole che la consultazione 
popolare si svolga in quel clima tranquillo e civile che ho sempre indicato come un 
obiettivo e un requisito fondamentale». «Come tanti cittadini di Vicenza - ha detto -, 
ritengo che il progetto di costruzione della nuova base militare in quell'area, così 
delicata sotto il profilo ambientale, sia un errore, un errore imperdonabile. E proprio 
perché la città possa esprimersi, dopo che, dal governo ai consigli comunali, tutti hanno 
parlato tranne i cittadini, abbiamo organizzato una consultazione popolare, che consenta 
finalmente a Vicenza di pronunciarsi sul destino di quell'area: e che nel far questo ci 
restituisca la speranza di una condivisione civile, senza divisioni laceranti, che sani
 le ferite del passato. Un momento di democrazia che possa pacificare la nostra 
comunità». «Purtroppo, lo ripeto - ha concluso, annunciando di voler recarsi un Questura 
per avere aggiornamenti -, c'è più di qualcuno, a tutti i livelli, che non vuole che 
questo accada». 

Per il questore di Vicenza Giovanni Sarlo, invece le tensioni sono nate quando i 
manifestanti hanno iniziato a costruire «una torre di vedetta». «Oggi era in programma 
una manifestazione del comitato No Dal Molin - ha spiegato il questore - e i 
rappresentati avevano chiesto e ottenuto che fosse installata all'esterno dell'aeroporto 
militare una piattaforma in tubi innocenti per controllare eventuali lavori. Quando ci 
siamo resi conto che si stava per cementificare la base e rendere la struttura permanente 
siamo intervenuti: ciò non era possibile anche perché l'opera era priva 
dell'autorizzazione comunale e di quella del proprietario del terreno». E il questore ha 
poi concluso:  «L'intervento è stato necessario». 

Pubblicato il: 06.09.08
Modificato il: 06.09.08 alle ore 20.22



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