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A Kabul aerei da guerra italiani La Russa: "Via libera del governo"



r bene, ieri si sono decisi i finanziamenti e rifinanziamenti delle missioni internazionali a cui partecipa l'Italia : rifinanziate quelle in Libano, Bosnia, Ciad e Kossovo, per un totale di 161 milioni di euro. Finanziata la missione OSCE in Georgia, che prevede l’invio di osservatori (36 militari e 4 funzionari del ministero degli Esteri). Per quanto riguarda l'Afghanistan oltre al velivolo teleguidato ‘Predator’ e i l' A-129 Mangusta si aggiungeranno i Tornado IDS stanziati a Ghedi. Si sa che la missione del 6° Reparto in tempo di guerra è quella di condurre operazioni di attacco e ricognizione per difendere l'area di interesse assegnata. E' chiaro che se i Tornado IDS sono detti tattici ognitempo e possono svolgere operazioni convenzionali, di strike e di ricognizione, si ha ragione a non fidarsi delle parole di La Russa circa il loro uso. I Tornado IDS dell'AM non hanno cioè solo il volo automatico a bassissima quota e avionica ognitempo, ma possono dotarsi dei missili Storm Shadow, a guida GPS e laser. Attenzione, qui non si sta parlando della versione ECR (per la guerra elettronica), però già così non è poco.

Per ricordarci che siamo ancora in guerra.

24 - 09 - 2008
A Kabul aerei da guerra italiani La Russa: "Via libera del governo"
Operativi da ottobre 4 Tornado. L´opposizione: discuta il Parlamento

(la Repubblica, mercoledì, 24 settembre 2008)

Ma secondo il ministro della Difesa avranno solo "compiti di perlustrazione"

GIAMPAOLO CADALANU

ROMA - Per la ricostruzione dell´Afghanistan servono i cacciabombardieri: Ignazio La Russa ha annunciato ieri che ai Tornado tedeschi già schierati se ne affiancheranno quattro italiani, con compiti - giura il ministro della Difesa - «di osservazione, non di bombardamento». L´ok è del governo, che ha anche autorizzato la copertura della missione (l´utilizzo dei caccia costerà 13 milioni di euro per i prossimi tre mesi), oltre a dare il via libera per i 40 osservatori da mandare in Georgia e l´aumento degli istruttori che addestrano la polizia irachena. La decisione più significativa è senz´altro la prima, che irrobustisce gli "assetti" aerei del contingente italiano affiancando i Tornado agli elicotteri d´attacco "Mangusta" e ai droni "Predator", ma allo stesso tempo ritocca il profilo complessivo della missione. Se lo scopo di Isaf è «creare le condizioni per la stabilità e la ricostruzione dell´Afghanistan», le strade per realizzarlo sono molto diverse. L´impiego dei cacciabombardieri era già stato annunciato da La Russa, l´opposizione però si attendeva un passaggio parlamentare, e ieri Piero Fassino e Roberta Pinotti, ministri-ombra del Pd, l´hanno richiesto a gran voce. L´intenzione del governo però sembra chiara nella precisazione del ministro: parlare di compiti «esclusivamente di osservazione» di fatto esclude una nuova definizione delle regole di ingaggio ed evita il dibattito in aula. I caccia, garantisce il capo di Stato maggiore della Difesa Vincenzo Camporini, saranno operativi entro metà di ottobre. E saranno schierati, dicono i comandi, in un assetto tipico da compiti "non offensivi", come già i mezzi della Luftwaffe: saranno Tornado Ids, nella versione cioè destinata soprattutto alla ricognizione, con sistemi di rilevamento ai raggi infrarossi e «non necessariamente» monteranno i missili aria-terra. Va da sé comunque che saranno macchine pesantemente armate, dotate quanto meno degli abituali cannoncini da 27 millimetri e dei missili aria-aria per l´autodifesa. La modifica degli armamenti, sottolineano gli esperti, è un´operazione molto semplice. Reparti di provenienza dovrebbero essere il 154esimo e il 156esimo stormo, di stanza a Ghedi, in provincia di Brescia: i jet sono già dotati dei modernissimi apparati di ricognizione pod reccelite, in grado di inviare a terra le immagini registrate dall´alto. La base di destinazione è con tutta probabilità l´aeroporto di Bagram, poco lontano dalla capitale afgana. Diciassette anni fa i Tornado con il tricolore erano stati impegnati per la prima volta nell´operazione Desert Storm, contro l´Iraq: in quell´occasione la contraerea di Saddam Hussein aveva abbattuto un jet con a bordo Gianmarco Bellini e Maurizio Cocciolone. Poi i Tornado italiani erano stati protagonisti dei bombardamenti Nato sulla Serbia durante la campagna Allied Force. Entrambe erano occasioni di utilizzo apertamente bellico: era scontato dunque che la scelta di rischierare i caccia dovesse suscitare polemiche e contestazioni. È vero che il Tornado è un caccia multiruolo e che invece dopo l´11 settembre l´Italia aveva messo a disposizione della Nato in Afghanistan i suoi Amx, cacciabombardieri "veri e propri", con vocazione di attacco molto più netta. Una scelta che non aveva avuto seguito perché era stata contestata dalle famiglie dei piloti caduti, al punto che la procura di Padova aveva imposto il sequestro dei caccia per verificarne l´affidabilità. Nel 2006 Antonio Martino, allora responsabile della Difesa, aveva riproposto ancora una volta gli Amx garantendo che sarebbero stati «impiegati per perlustrazioni», perché altri compiti avrebbero richiesto nuove regole di ingaggio e un passaggio in Parlamento. Il progetto era stato accantonato con l´arrivo del governo Prodi.