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URANIO: AVV.CIARMOLI, SENTENZA APRIPISTA PER VITTIME PUGLIESI



(AGI) - Roma, 13 gen. - “La recente sentenza del Tribunale di Firenze che ha condannato il Ministero della Difesa a risarcire con 545mila euro un militare toscano affetto da un linfoma dopo una missione all’estero, vittima di possibile contaminazione da uranio impoverito, e’ un importante apripista che consentira’ ai numerosi militari pugliesi e non solo che vivono lo stesso dramma di avere finalmente giustizia” Lo dichiara l’avvocato Bruno Ciarmoli del Foro di Bari, che da alcuni anni assiste diversi malati e familiari di vittime anche attraverso il sito di denuncia e contatto vittimeuranio.com. “La Puglia - spiega Ciarmoli - e’ in assoluto la regione italiana che ha pagato con il maggior numero di militari deceduti il prezzo di questa assurda guerra. Sono infatti sei i morti. Tre in provincia di Lecce, Andrea Antonaci scomparso nel 2000, Alberto Di Raimondo (2005), Giorgio Parlangeli (2007). E poi ricordiamo Roberto C. della Provincia di Taranto, morto nel 2007, Crescenzo D’Alicandro della Provincia di Brindisi, scomparso nel 1996, e il militare della Provincia di Foggia Corrado Di Giacobbe, morto nel 2001. Almeno altrettanti - continua l’avvocato - sono i malati, tra cui Carlo Calcagni di Guagnano e Luca Giovanni Cimino di Copertino che ha chiesto di essere indennizzato dopo aver scoperto un tumore osseo in seguito al servizio prestato nel Poligono di Torre Venere, sempre in Provincia di Lecce”.