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Unicef. Gaza: centinaia i bambini uccisi. E' una strage



Unicef. Gaza: centinaia i bambini uccisi. E' una strage

Gaza, Striscia di Gaza - Il comunicato del Fondo delle Nazioni Unite per l'Infanzia

"Terza settimana della nuova crisi israelo-palestinese a Gaza, scatenata il 27 dicembre con l'operazione militare denominata "Piombo fuso", lanciata da Israele quale risposta ai persistenti lanci di razzi da parte di miliziani di Hamas.

Ai raid aerei si è aggiunta il 3 gennaio l'offensiva di terra, condotta all'interno del territorio della Striscia.

Ad oggi, secondo fonti del ministero della salute palestinese, si contano 1013 vittime - tra cui 322 bambini - e 4560 feriti (di cui 1600 bambini). Di poco inferiori le cifre ufficiali delle Nazioni Unite.

Al di là delle differenze nelle stime, tutte le fonti concordano su un dato: un terzo delle vittime e oltre metà dei feriti sono donne e bambini. Tra i caduti anche 6 tra membri e contractors dell'Agenzia Onu per i rifugiati palestinesi (Unrwa), uccisi mentre svolgevano attività umanitarie, e altri 11 tra cooperanti e volontari morti sotto i bombardamenti di strutture delle Nazioni Unite.

La densità abitativa di Gaza, tra le più alte al mondo, fa sì che installazioni militari e civili siano spesso molto vicine tra loro, e che dunque anche gli attacchi mirati comportino un gran numero di vittime civili.

Tra gli obiettivi colpiti anche 49 strutture con insegne ONU: in uno di questi ìIncidenti' sono rimaste uccise 43 persone, in maggioranza bambini e donne, rifugiatisi in una scuole gestita dall'Unrwa a Jabalya.

Da parte israeliana, si contano 4 civili uccisi e 58 feriti: dall'inizio dell'offensiva di terra si registrano anche 9 caduti tra i soldati di Tsahal, l'esercito israeliano.

La situazione umanitaria a Gaza era drammatica già prima dei combattimenti di questi ultimi giorni, a causa di 18 mesi di blocco imposto da Tel Aviv sin dall'ascesa al potere di Hamas.

Il 60% degli abitanti di Gaza vive ormai senza energia elettrica, in 500.000 non hanno più acqua corrente. Il sistema fognario ha cessato da tempo di funzionare e scarica ogni giorno in mare 40 milioni di litri di acque infette, e nel cuore dell'inverno manca qualsiasi combustibile per riscaldarsi e cucinare.

L'80% delle famiglie di Gaza dipende dagli aiuti alimentari delle organizzazioni umanitarie. Con migliaia di feriti - spesso in gravi condizioni - i pochi ospedali della Striscia riescono a funzionare soltanto grazie al sostegno delle organizzazioni umanitarie.

L'Unicef ha fornito finora:

20 kit di rianimazione per le operazioni chirurgiche di emergenza
355 kit di pronto soccorso
560 kit familiari per potabilizzare l'acqua
5 kit sanitari di emergenza, ciascuno sufficiente per prestare le cure di base a 10.000 persone per 3 mesi
30.000 bottiglie di acqua nella sola giornata del 12 gennaio

L'Unicef conta di far affluire carburante e scorte di medicine a 13 ospedali e 24 ambulatori identificati come centri di pronto soccorso in caso di emergenza.

Tra le operazioni in corso si segnala la dislocazione di 5 nuovi team composti ciascuno da 20-30 operatori sociali (psicologi, assistenti sociali, avvocati) incaricati di svolgere visite nelle abitazioni e negli ospedali per offrire alle vittime sostegno psicologico e tutela legale, la riparazione del sistema fognario di Beit Hanoun.

L'Unicef ha lanciato un appello umanitario per raccogliere 19,8 milioni di dollari. Realizza progetti nei territori palestinesi sin dal 1981. Attualmente lo staff è composto da 73 operatori, di cui 9 - tutto personale locale - nella Striscia di Gaza".