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"Abbiamo usato il fosforo bianco"



Il Manifesto 22/1/2009

di Simcha Leventhal

ISRAELE/GAZA
Io artigliere ho usato fosforo bianco


Ho servito come artigliere nella divisione M109 dell'esercito israeliano
dal 2000 al 2003 e sono stato addestrato a utilizzare le armi che
Israele sta usando a Gaza. So per certo che le morti di civili
palestinesi non sono una sfortunata disgrazia ma una conseguenza
calcolata. Le bombe che l'esercito israeliano ha usato a Gaza uccidono
chiunque si trovi in un raggio di 50 metri dall'esplosione e feriscono
con ogni probabilità chiunque si trovi a 200 metri. Consapevoli
dell'impatto di queste armi, le gerarchie militari impediscono il loro
uso, anche in combattimento, a meno di 350 metri di distanza dai propri
soldati (250 metri, se questi soldati si trovano in veicoli corazzati). 
Testimonianze e fotografie da Gaza non lasciano spazio a dubbi:
l'esercito israeliano ha usato in questa operazione bombe al fosforo
bianco, che facevano parte dell'arsenale quando anche io servivo
nell'esercito. Il diritto internazionale proibisce il loro uso in aree
urbane densamente popolate a causa delle violente bruciature che
provocano: la bomba esplode alcune decine di metri prima di toccare il
suolo, in modo da aumentarne gli effetti, e manda 116 schegge infiammate
di fosforo in un'area di più di 250 metri. Durante il nostro
addestramento, i comandanti ci hanno detto di non chiamare queste armi
«fosforo bianco», ma «fumo esplosivo» perché il diritto internazionale
ne vietava l'uso. 
Dall'inizio dell'incursione, ho guardato le notizie con rabbia e
sgomento. Sono sconvolto dal fatto che soldati del mio paese sparino
artiglieria pesante su una città densamente popolata, e che usino
munizioni al fosforo bianco. Forse i nostri grandi scrittori non sanno
come funzionano queste armi, ma sicuramente lo sanno le nostre gerarchie
militari. 1300 palestinesi sono morti dall'inizio dell'attacco e più di
5000 sono rimasti feriti. Secondo le stime più ottimiste, più della metà
dei palestinesi uccisi erano civili presi tra il fuoco incrociato, e
centinaia di loro erano bambini. I nostri dirigenti, consapevoli delle
conseguenze della strategia di guerra da loro adottata, sostengono
cinicamente che ognuna di quelle morti è stata un disgraziato incidente.
Voglio essere chiaro: non c'è stato alcun incidente. Coloro che decidono
di usare artiglieria pesante e fosforo bianco in una delle aree urbane
più densamente popolate del mondo sanno perfettamente, come anche io
sapevo, che molte persone innocenti sono destinate a morire. Poiché
conoscevano in anticipo i prevedibili risultati della loro strategia di
guerra, le morti civili a Gaza di questo mese non possono essere
definite onestamente un disgraziato incidente.
Questo mese, ho assistito all'ulteriore erosione della statura morale
del mio esercito e della mia società. Una condotta morale richiede che
non solo si annunci la propria volontà di non colpire i civili, ma che
si adotti una strategia di combattimento conseguente. Usare artiglieria
pesante e fosforo bianco in un'area urbana densamente popolata e
sostenere poi che i civili sono stati uccisi per errore è oltraggioso e
immorale.

L'autore è un veterano dei corpi di artiglieria dell'esercito israeliano
e membro fondatore di Breaking the Silence