[Date Prev][Date Next][Thread Prev][Thread Next][Date Index][Thread Index]

CRISI E' NOSTRA PRIMA PREOCCUPAZIONE



La crisi economica è la prima minaccia alla sicurezza in USA. Ma non sono solo i vertici americani a preoccuparsene ma l'Europa, la Cina, la Russia, il Giappone, ovunque nel mondo perchè la crisi è globale. La relazione rappresenta i risultati di tutte le 16 agenzie di intelligence degli Stati Uniti e serve per i responsabili politici e il Congresso. Oltre all'aver revisionato chi sono gli avversari, si è considerato l'impatto dovuto ai problemi di sicurezza tra cui il cambiamento climatico e l'economia.

E allora perchè ancora tante spese militari? Perchè l'Italia, uno dei pochi paesi che non ha un reddito che garantisca economicamente i precari e disoccupati, si devono spendere 47,1 milioni di euro solo per il velivolo Joint Strike Fighter, un velivolo che lo stesso GAO afferma di essere a rischio sicurezza perchè dovrà ridurre le attività di test di volo per pagarsi lo sviluppo e l'aumento dei costi di produzione?

Si ricorda che la spesa per la funzione difesa di 20.294,3 milioni di euro non comprende altre spese spalmate su altri ministeri.

Per i programmi finanziati vedere qui:

SETTORE INVESTIMENTO DELLA DIFESA - PROGRAMMI DI PREVISTO FINANZIAMENTO NEL 2009
http://www.difesa.it/NR/rdonlyres/1EED5B55-4B9D-41C5-A219-2F7867D3DD66/16941/5_2_parte_II_da_pag_II139_a_II146.pdf

CAPO INTELLIGENCE USA, CRISI E' NOSTRA PRIMA PREOCCUPAZIONE

(AGI) - Washington, 12 feb. - La crisi economica rappresenta la prima minaccia a breve termine alla sicurezza americana. Lo ha dichiarato il nuovo capo dell'intelligence Usa, l'ammiraglio Dennis Blair. Secondo il coordinatore delle 16 agenzie di spionaggio e controspionaggio statunitensi piu' a lungo la crisi durera' maggiori saranno i rischi di un'instabilita' politica.Blair teme le "ripercussioni geopolitiche" della "crisi finanziaria" e della "recessione globale" che, afferma, potrebbero produrre "una serie di crisi economiche nelle nazioni emergenti il prossimo anno". Il capo dell'intelligence Usa preconizza una possibile ondata di "protezionismo distruttivo" se specialmente i Paesi sudamericani, africani e dell'ex Unione Sovietica, verificheranno che non potranno piu' esportare i loro prodotti. Si tratta di nazioni impreparate allo shock, secondo l'ammiraglio, e i modelli dimostrano che "le crisi economiche aumenteranno il rischio di instabilita' dei regimi ostili (agli Usa) se (la crisi) durera'piu' di un anno o due".(AGI)