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Lunedì parte la mini-naia. E ai militari viene da ridere



Da lunedì, penna nera in testa, in centocinquanta tornano a marciare. La mini-naia, orgoglio del ministro della Difesa Ignazio La Russa, finalmente comincia. Ma i nostalgici di Car e caserme, non si illudano. Anche questa, come ci ha abituato il governo Berlusconi da un anno e mezzo a questa parte, è solo propaganda. Due settimane nelle caserme di Brunico e Dobbiaco, tutto qui. Quasi una vacanza nelle montagne dell'Alto Adige. Guai a dirlo al ministro, però. Per lui, la mini-naia, è un'occasione per giovani valorosi, che potranno «verificare sul campo che cos'è la vita militare». Una «fase sperimentale», certo, durante la quale «i giovani non acquisiranno lo status di militare», ma «intanto cominciamo», si compiace La Russa. Facciamo un po' di scena, tanto per cambiare.

L'annuncio della possibilità di trascorrere un breve periodo nelle forze armate, risale a un anno fa. Ma nel frattempo, chissà perché, ce n'eravamo dimenticati. E invece, fedele all'impegno preso con gli strenui difensori della Patria, il governo se l'è ricordato. Mentre il servizio civile arranca (nel 2007 i fondi erano 290 milioni di euro, l'anno successivo scesero a 250, mentre quest'anno Tremonti ha chiuso a 171 milioni di euro, e dopo le proteste ne ha aggiunti altri 40), l'operazione “Pianeta Difesa” non ha subito ostacoli: per ora riguarderà solo il corpo degli alpini, ma il ministro assicura che il suo impegno non finisce qui: «Fin dall'inizio del mio mandato di ministro della Difesa – spiega La Russa – ho pensato alla cosiddetta mini naia cioè un periodo breve, che possa essere volontariamente utilizzato dai giovani per una esperienza di preparazione atletico-culturale militare. Adesso, anche se non abbiamo ancora la forma definita c'è già un primo avvio. Questa esperienza, che io consiglio – ha sottolineato – è preparatoria della mini naia vera e propria, ma sono molto contento che possa intanto partire».

La selezione dei volontari è stata affidata all'Ana, l'associazione nazionale alpini: sono stati scelti centocinquanta giovani tra i 18 e i 25 anni, e tra loro ci sono anche trenta donne. Si tratta, spiega ancora il ministro, di un'occasione «per riavvicinare le nuove generazioni alle Forze armate e ai valori che esprimono». In due settimane, i ragazzi che hanno superato le selezioni studieranno l'organizzazione e le funzioni delle Forze Armate, la cooperazione civile-militare, i rapporti tra Forze Armate e Protezione Civile nei casi di calamità, sosterranno un addestramento di base (con montaggio e smontaggio armi), proveranno tecniche di movimento e sopravvivenza in ambito montano, apprenderanno elementi di topografia e orientamento, nozioni di primo soccorso, prevenzione antincendio, addestramento base di difesa personale, tutela dell'ambiente, educazione sanitaria, igiene alimentare e cenni di diritto umanitario. Solo cenni, mi raccomando.

La leva obbligatoria è stata sospesa dal 1 luglio del 2005 e ha aperto la strada a un nuovo modello di esercito, composto soltanto da professionisti. Per questo, la mini-naia, negli intenti del ministro La Russa, dovrebbe contribuire a «colmare il vuoto che si è creato». Ma a dire il vero, il ministro, non convince nemmeno i militari. Sul blog dei precari delle forze armate (ebbene sì, ci sono anche loro) i commenti all'annuncio della mini-naia non sono esattamente entusiasti: «Con tutto il rispetto, invece che pensare ai vuoti dell'Ana... », dice un utente anonimo. «Ormai siamo alla soglia del ridicolo! Ecco come buttare nel cesso il denaro pubblico!», gli fa eco un altro. «Vi garantisco, mai avuto così poco personale a disposizione...nemmeno per i picchetti e le guardie! - scrive un altro sul blog – ...e le ronde di port security? Chissà se Silvio lo sapesse! Chissà se Silvio lascerebbe mai una sua azienda in questo stato!».

Insomma, altro che mini-naia, sono altri i problemi da risolvere. Quelli che ha provato a spiegare il senatore Pd Gianpiero Scanu in commissione Difesa: «Come noto, a mettere in crisi il reclutamento sono stati i tagli di bilancio che hanno reso sempre più difficile al personale delle Forze Armate anche l'ordinaria attività quotidiana. Non vi è stata alcuna diminuzione delle domande di arruolamento nelle Forze Armate – spiega Scanu – ma anzi il numero degli aspiranti al servizio permanente è di gran lunga superiore alla possibilità delle Forze Armate di darvi riscontro. Impiegare risorse a scopi pubblicitari per attrarre i giovani quando poi non si sarebbe in grado di garantirne un effettivo e stabile inserimento – aggiunge – è offensivo sia nei confronti dei giovani che delle Forze Armate». I Radicali Marco Perduca e Donatella Poretti nei giorni scorsi hanno presentato al Senato un'interrogazione sul progetto: «Il Ministro La Russa – sostengono – lancia il Pianeta Difesa secondo il quale, in due settimane, si dovrebbero avvicinare i giovani all'esercito. Invece di porsi un problema strutturale si distraggono attenzioni e professionalità su iniziative di facciata che persistono nel mantenere il nostro esercito mal equipaggiato e mal utilizzato». Tranquilli, comunque, la sceneggiata dura poco. Sabato 26 settembre i centocinquanta valorosi sono già di ritorno a casa.
11 settembre 2009