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AFGHANISTAN
IL MANIFESTO – L’apertura e la foto principale de IL MANIFESTO sono dedicati alla 
questione Afghanistan con l’immagine dei militari italiani in Afghanistan e il titolo 
«Lodo afghano». Allo stesso tema è dedicato anche il commento in prima «Brava gente» a 
firma Tommaso Di Francesco. «Ed è subito guerra. L’Italia non ha aspettato un giorno dal 
discorso di svolta di Obama sull’Afghanistan, per prepararsi all’incrudimento del 
conflitto. E che di guerra aperta si tratta lo prova l’ambiguo termine dei diciotto mesi 
posto dal presidente Usa all’escalation. Un déjà vu che fa pensare insieme, ad un inizio 
sanguinoso del 2010, ma anche ai rinvii che i generali sul campo sciaguratamente 
schiereranno – questo si è già visto in Vietnam (...) È stata un’infamia bipartisan. 
Visto che prima è stata votata a maggioranza in commissione difesa dove il Pd ha dato 
parere negativo, poi alla chetichella e nel silenzio assoluto il Pd ha invece approvato 
con il Pdl tutto il pacchetto al Senato, dove il provvedimento è passato con 245 voti a 
favore, uno contrario (della Svp) e 12 astenuti dell’Idv. Qualcuno si ricorda le cluster 
bomb, l’uranio impoverito, i posti di blocco killer e le Toyota Corolla (...) la 
partecipazione dei nostri ufficiali nel comando di Tampa che indirizza i raid aerei? 
Bene. Adesso l’impunità è assicurata per legge».

E ci aggiungo, missioni di pace a 4/5000 euro al mese, con grave rischio di malattie 
(vedi uranio impoverito) invalidanti o mortali. Capuzzo