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Quinto giorno di digiuno (da cibo e/o tv) per il disarmo - Comunicato stampa n.6



1^ SETTIMANA DI DIGIUNO (DA CIBO E/O TV) PER IL DISARMO
«TU SPRECHI, IO DIGIUNO»

Web: http://indignazionenazionele.splinder.com

COMUNICATO STAMPA N.6 - 26.03.2010

- Quinto giorno consecutivo di digiuno per Marina Dapiran, Marco Sassi e Romeo Giunchi. Terzo giorno di astensione da cibo per Monica Montanari, Virginio Falcioni e Francesco Frapporti.

- Le dichiarazioni di Francesco Vignarca (Rete italiana per il disarmo), Marco Sassi e Romeo Giunchi


A 1212 autorità politiche italiane
A 942 operatori dell'informazione nazionale e locale
Ai 92 aderenti alla «1^ Settimana di digiuno per il disarmo»
E, da oggi, a circa 57.000 persone iscritte a varie newsletter

[26.03.2010] Quinto giorno consecutivo di digiuno per Marina Dapiran (25 anni, segretaria internazionale di Roma), Marco Sassi (47 anni, cooperatore di Modena) e Romeo Giunchi (41 anni, impiegato di Meldola, Forlì Cesena), gli aderenti alla «1^ Settimana di digiuno per il disarmo - "Tu Sprechi, io digiuno"» che ha preso il via lunedì 22 marzo e che ha finora raccolto l'adesione di 92 persone residenti in tutta Italia. Terzo giorno di astensione da cibo, invece, per Monica Montanari (48 anni, funzionario pubblico di Forlì), Virginio Falcioni (30 anni, infermiere di Beura Cardezza, Verbania) e Francesco Frapporti (25 anni, creativo pubblicitario di Verona).

L'iniziativa organizzata dalla testata on-line GRILLOnews.it punta a richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica e dei mezzi di informazione sulle decisioni del Governo italiano che porteranno a destinare nel periodo 2009-2026 oltre 15 miliardi di euro per partecipare al progetto militare di produzione e acquisizione di 131 cacciabombardieri F-35 (aerei d'attacco
capaci di sganciare anche ordigni atomici) mediante l'adesione al mastodontico programma di riarmo «Joint Strike Fighter».

Tutto lascia supporre, però, che i 15 miliardi di euro, equivalenti a oltre 30.000 miliardi di lire, siano destinati ulteriormente ad aumentare, se si considera che dal 2001 al 2009 il costo preventivato per ogni singolo velivolo è più che
raddoppiato.

La «1^ Settimana di digiuno per il disarmo - "Tu Sprechi, io digiuno"», giunta al quinto giorno, si protrarrà fino a domenica 28 marzo ed è una iniziativa che rientra tra quelle della «Campagna di Indignazione Nazionale», lanciata da GRILLOnews.it
nell'aprile dello scorso anno con una petizione popolare.

Due le azioni che le 92 persone aderenti alla «Settimana» si stanno impegnando ad attuare in questi giorni, per testimoniare pubblicamente la propria contrarietà al preoccupante programma di riarmo: «Digiuno da cibo», per uno o più giorni, e/o «Digiuno televisivo». Anche ieri si sono registrate nuove adesioni, nonostante che i mass media nazionali, costantemente informati sulla mobilitazione, sembra stiano mantenendo il silenzio. Invitiamo comunque coloro che leggeranno queste righe a segnalare a
iodigiuno at gmail.com eventuali servizi radiotelevisivi e/o articoli giornalistici visti-ascoltati-letti
inerenti alla «Settimana di digiuno per il disarmo».

1) DIGIUNO DA CIBO

Oltre ai suddetti sei aderenti che stanno proseguendo da più giorni il digiuno, oggi si stanno astenendo dall'assunzione di cibo anche:

FANCESCO VIGNARCA (35 anni, dirigente di cooperativa e Coordinatore della «Rete italiana per il Disarmo» - Milano (Lombardia)
LIANA BELTRAMINI (60 anni, pensionata di Salizzole, Verona)
ENRICO PEYRETTI (74 anni, ricercatore per la pace di Torino)
LUCIANA BARATELLO (70 anni, pensionata di Legnago, Verona)
SIMONA SIMILI (37 anni, impiegata di Desio, Milano)
CINZIA PICCHIONI (51 anni, insegnante di yoga e redattrice di Torino)
ELIANA CAPRETTI (29 anni di Napoli)
SERENA BETTINA BETTI (54 anni, impiegata di Verona)
LUIGI SANTO (43 anni, impiegato di Cesena)
EVELINA SAVINI (51 anni, formatrice freelance di Jesi, Ancona)
MILVIA RENNA (47 anni,  insegnante di Avetrana, Taranto)
SILVANA ROSSI (55 anni, assistente sociale di Pergine, Trento)
VINCENZO BENCIOLINI (77 anni, pensionato di Lazise, Verona)
NICCOLÓ RINALDI (47 anni, parlamentare europeo)
GUIDO MARGHERI (51 anni, impiegato e Consigliere Comunale di Bolzano)

L'elenco completo di tutti gli aderenti e il calendario della «1^ Settimana di digiuno per il disarmo» è pubblicato QUI.

2) DIGIUNO TELEVISIVO

Sono 67, inoltre, le persone che da lunedì 22 marzo a domenica 28 marzo 2010 si sono impegnate a lasciare spenta la tv nelle proprie abitazioni, quale segno di disappunto per il silenzio e l'assenza di informazione sulla questione dei 131 cacciabombardieri che finora ha contraddistinto in negativo le emittenti televisive. I nomi di tutti gli aderenti a questa forma di
protesta sono pubblicati QUI.

DICHIARAZIONI

Nei vari comunicati stampa finora diramati sono state pubblicate alcune dichiarazioni degli aderenti e la cronistoria della
Campagna di indignazione nazionale», di cui la «Settimana di digiuno per il disarmo» è parte integrante:

- Comunicato stampa N.1 del 21.03.2010
- Comunicato stampa N.2 del 22.03.2010
- Comunicato stampa N.3 del 23.03.2010
- Comunicato stampa N.4 del 24.03.2010
- Comunicato stampa N.5 del 25.03.2010

«TU CHE SAPEVI, PERCHÉ HAI TACIUTO?»
[Marco Sassi - 25.03.2010] Marco Sassi, 47enne cooperatore di Modena sta portando avanti da lunedì 22 marzo, non senza problemi, il digiuno da cibo. E ieri sera ha aggiornato sulla sua situazione i promotori della «Settimana»: «da oggi avverto un mal di testa, qualche problema intestinale e senso di vuoto, alternato a elevato nervosismo, quasi uno slittamento indietro di decine di migliaia di anni alle nostre radici belluine e alla nostra atavica ricerca di cibo per sopravvivere» scrive. Ed aggiunge: «sto sentendo nella mia carne le sensazioni di fame e di istinto alla sopravvivenza di cui sopra, che solo chi vi passa in mezzo a causa di carestie, guerre, calamità, violenze riesce davvero a descrivere e a dare un minimo di conto. Quale senso dare a questi giorni di digiuno? Noi che digiuniamo non stiamo comunicando, o cercando di comunicare, qualcosa a quel mondo che le decisioni di sperperare denaro pubblico per comprare cacciabombardieri le ha già prese, in modo convinto, spavaldo e che ne farà sempre motivata e accanita difesa. Stiamo invece cercando di metterci in comunicazione con quel mondo che invece qualche dubbio ce l'ha. E ce l'ha anche forte. Dubbio presente non solo perchè si avvicina la Pasqua, e un po' come succede per Natale... siamo tutti un po' pentiti e contriti. E non solo perchè le armi di distruzione e la sicurezza dei nostri cieli stanno in una posizione gerarchica di grann lunga inferiore rispetto a tutte quelle altre dimensioni della nostra vita, così pesantemente minate e menomate dalla crisi, come la scuola pubblica, il diritto al lavoro, l'ambiente, la cultura, persino l'infanzia. Io credo che, prima di tutto, cerchiamo di testimoniare la nostra personale immensa vergogna e cerchiamo di costruirci una risposta a una futura e inevitabile domanda che ci faranno i nostri figli: «tu che sapevi perchè hai taciuto?!». E conclude: «E allora protestiamo! Indignamoci! Digiuniamo e gridiamo forte fin da ora a chi chiederà, in rappresentanza nostra, di prendere il timone del nostro Paese tra non molto tempo (perchè le cose cambieranno!), che soldi seppelliti in aerei, missili, mitragliatrici, topgunners e
bustarelle, noi non ne vogliamo più buttare!».

F-35, UNO SCHIAFFO AI CITTADINI
[Francesco Vignarca - 26.03.2010] Oggi è impegnato nel digiuno da cibo anche Francesco Vignarca, coordinatore della «Rete italiana per il Disarmo», che spiega: «Per chi si occupa da tempo del tema delle spese militari e della loro diminuzione e controllo è naturale impegnarsi affinchè non venga portato a termine lo scellerato acquisto dei caccia F-35. Tanto più che da più parti (anche ufficiali, anche del Pentagono) si continua a sottolineare la crescita esponenziale dei costi che potrebbe addirittura portare ad un esborso per l'Italia di ben più dei 14 miliardi già previsti. Come «Rete italiana per il Disarmo» e campagna «Sbilanciamoci!» abbiamo lavorato sul tema con il lancio di un appello e di una petizione online, condotta poi anche
con il grande supporto di GrilloNews.it e della «Campagna di Indignazione nazionale» promossa sullo stesso tema.

Il caso degli F-35 dimostra come la riconversione della produzione militare - che è dimostrata meno efficiente di quella civile - sia in molti casi possibile da subito solamente "riconvertendo" i capitoli di spesa dei Governi, sempre pronti a tagliare sociale e istruzione e a mettere mano alla borsa per i giocattoli di natura militare. Crediamo che questo caso sia davvero emblematico e che sia uno schiaffo a molte cittadini e cittadine in difficoltà in questo periodo di crisi. A riguardo
sono lampanti i numeri forniti dalla campagna alla pagina www.disarmo.org/nof35».

SENZA TV, CON I MIEI BAMBINI
[Maria Baldisserotto - 26.03.2010] Maria Baldisserotto, architetto di Vicenza, ha aderito invece al digiuno televisivo e dice: «non pensavo che stare senza tv alla sera mi avrebbe portato a stare di più con i miei bambini, leggere i libretti e
addormentarmi con loro».

Web: http://indignazionenazionele.splinder.com


NOTE INFORMATIVE

A dieci mesi dal lancio della «Campagna di indignazione nazionale», condotta esclusivamente utilizzando Internet, i numeri dicono che l'iniziativa è riuscita a coinvolgere, inizialmente, circa 9000 cittadini di ogni estrazione sociale. Cittadini che hanno sottoscritto un appello e trovato nel blog della Campagna informazioni e aggiornamenti relativi all'iniziativa. Parallelamente la Campagna ha inoltrato più volte l'appello ai destinatari (Presidente della Repubblica, Presidente del Consiglio dei Ministri, Presidenti di Camera e Senato, Ministri e Gruppi parlamentari di Camera e Senato, Presidenti delle Regioni, organizzazioni sindacali e un migliaio di mass-media) riscontrando un discreto interesse da parte di alcune testate giornalistiche, anche nazionali, che hanno rilanciato le informazioni, e, purtroppo, un preoccupante silenzio delle autorità politiche.

Il 19 maggio 2009, la «Rete Italiana per il Disarmo» e la «Campagna Sbilanciamoci», coordinamenti che rapprersentano decine di associazioni impegnate da anni sui temi delle spese militari, hanno lanciato su scala nazionale una analoga iniziativa, denominata «Caccia al caccia! Diciamo NO agli F35», tesa anch'essa a far sì che il Governo italiano rinunci all'acquisto dei cacciabombardieri F35 e usi in maniera migliore per la popolazione gli oltre 15 miliardi di euro di spesa previsti. Da qui la decisione della «Campagna di Indignazione Nazionale» di proseguire il proprio impegno di informazione e mobilitazione confluendo nella suddetta iniziativa, in modo da unire le forze e testimoniare così l'unità di intenti di migliaia di cittadini di buonsenso convinti che l'acquisizione di strumenti di morte sia un imperdonabile spreco di risorse.

Questa sinergia ha portato a far 'lievitare' le adesioni complessive ad oltre 20mila, alle quali si devono aggiungere le significative sottoscrizioni di oltre un centinaio di associazioni nazionali e locali, tra le quali Acli, Amnesty International, Associazione Papa Giovanni XXIII, Beati costruttori di pace, Gruppo Abele, Mani Tese, Pax Christi, Movimento Nonviolento, Conferenza degli istituti missionari in Italia. Ed anche una mozione approvata dal Consiglio Regionale del Trentino Alto Adige - Sud Tirolo.

I promotori della mobilitazione contro gli F35 hanno chiesto, nel dicembre dello scorso anno, di essere ricevuti dal Governo, per la consegna delle firme. Ma dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio non è giunta alcuna risposta. Silenzio. Così il 21 dicembre una delegazione della Campagna si è ritrovata in piazza Montecitorio a Roma per consegnare simbolicamente le oltre 20.000 firme raccolte, spedite poi per posta al Governo. Ma la mobilitazione, ed anche la raccolta di firme congiunta, dunque prosegue.


Saluti di pace

Amedeo Tosi
direttore responsabile di GRILLOnews.it
redazione at grillonews.it
iodigiuno at gmail.com

ALTRI LINK
- Blog della Campagna di Indignazione Nazionale
- Appello «Tu sprechi, io digiuno. 1^ Settimana di digiuno per il disarmo»
- Per aderire alla «1^ Settimana di digiuno per il disarmo »
- Per partecipare alla raccolta di firme «Caccia al caccia! Diciamo NO agli F35»