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RE: Sommergibili nucleari - Tre centrali nucleari sotto il mare italiano più pericolose di Fukushima



Salve Sig. Corrado Penna sono sconvolto da queste notizie sulla contaminazione da scorie nucleari, anche se sono cose che possono non risultare del tutto nuove in Italia. Ma sono stupito per quello che ha scritto prima sui presunti "attacchi" con aerei dell'aereonautica a bassa quota e stormi di aerei.. di scie strisce intersecate che coprono il cielo di bianco.. Delle previsioni meteorologiche??!! Scusi ma di cosa sta parlando??!! Mica si riferisce ai voli militari per la libia? Sinceramente non capisco cosa centri con una mail list del genere. Il suo messaggio non ¨¨ molto comprensibile.


From: scienza.marcia at katamail.com
To: disarmo at peacelink.it
Subject: Sommergibili nucleari - Tre centrali nucleari sotto il mare italiano pi¨´ pericolose di Fukushima
Date: Mon, 4 Apr 2011 22:30:19 +0200

Tre centrali nucleari sotto il mare italiano pi¨´ pericolose di Fukushima

Immaginate quattro centrali nucleari di vecchia generazione (stile Chernobyl per intenderci) che vanno a spasso per il Mediterraneo e che, di tanto in tanto, approdano nei porti italiani; poi immaginate che queste quattro centrali nucleari (dotate sei reattori) siano mobili e pure cariche di missili Cruise o testate nucleari. Non ¨¨ fantascienza, accade davvero, a pochi passi da noi, nei nostri mari, nei nostri porti. Ne abbiamo parlato con Antonio Mazzeo, giornalista, ricercatore, uno dei massimi esperti di geopolitica mediterranea: ¡°Fukushima? Ne abbiamo almeno quattro nel Mediterraneo¡±
 
Cos¡¯¨¨ questa storia delle centrali nucleari nel Mediterraneo?
Ne abbiamo almeno quattro, forse cinque se si aggiunge un¡¯unit¨¤ britannica di cui per¨° non siamo certi: tre sommergibili Usa (il Provvidence, lo Scranton e il Florida) e una portaerei francese, la Charles De Gaulle. Tutte a propulsione nucleare. Pericolosissime.
 
Come Fukushima?
Peggio. Sono reattori di vecchia generazione, pre-Chernobyl per intenderci, tutti privi di sistemi di protezione e sicurezza e per di pi¨´ impegnate in operazioni di guerra su cui vige il massimo segreto: se poi consideriamo che queste unit¨¤ possono imbarcare testate nucleari. Non si sa nulla dei loro movimenti (coperti da segreto militare) ed ¨¨ solo grazie alle denunce di Greepeace e alle ricerche del professor Zucchetti del politecnico di Torino se oggi sappiamo delle decine di incidenti che si sono verificati in queste sommergibili nucleari.
 
E approdano nei nostri porti?
S¨¬, certo. Ad Augusta, provincia di Siracusa, attraccano sottomarini a propulsione nucleare. Augusta ¨¨ il porto principale per operazioni di rifornimento della VI Flotta Usa, ¨¨ ed un poll delle Forze Nato. Ma sono coinvolti anche i porti di Napoli, Genova, Livorno, Brindisi, Cagliari. Quello che ¨¨ grave ¨¨ che nessun piano di evacuazione delle popolazioni da queste zone ¨¨ stato mai approntato.
 
In quali operazioni sono impegnati attualmente queste unit¨¤?
Centinaia di attacchi aerei, vere e proprie battaglie navali, inseguimenti di sottomarini nucleari e finanche la sperimentazione di sofisticate armi a comando remoto. Oggi in Libia o come ¨¨ avvenuto nel febbraio scorso nelle acque siciliane del Mar Ionio con l¡¯esercitazione aeronavale denominata ¡®Proud Manta 2011¡ä a cui hanno partecipato dieci nazioni della Nato
 
Quali sono i pericoli concreti?
L¡¯emissione di radioattivit¨¤ nei nostri mari, nello Jonio e nel Mediterraneo, ¨¨ costante anche se viene ben nascosta all¡¯opinione pubblica; Un incendio o il danneggiamento di queste unit¨¤ navali possono portare a conseguenze disastrose paragonabili agli effetti di Chernobyl. Ci sono numerosi precedenti con i sottomarini russi nel Mar Baltico e nel Mar del Giappone (l¡¯ultimo nel 2008 causato da un¡¯avaria al sistema antincendio) ma anche da noi, in Sardegna, dove nel 2003 si sfior¨° il disastro nucleare quando il sottomarino americano Hartford, a propulsione nucleare, s¡¯incagli¨° nella Secca dei Monaci a poche miglia dalla base di La Maddalena.
 
Cosa possiamo fare?
Vietare il transito nelle nostre acque territoriali e di approdo nei nostri porti a queste unit¨¤ navali
 
Intervista di Massimo Malerba pubblicata in Viola post il 4 aprile 2011