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ANNIVERSARIO DI HIROSHIMA - VENERDI’ A MUGGIA INCONTRO SUI PORTI NUCLEARI DI TRIESTE E CAPODISTRIA



                   ​                             ​             MUGGIA, 
03/08/2011​
 
ABOLIZIONE DEI PORTI NUCLEARI DI TRIESTE E CAPODISTRIA, VENERDI’
IN PIAZZA MARCONI UN INCONTRO PER L’ANNIVERSARIO DI HIROSHIMA
 
In occasione del 66° anniversario dalla strage atomica di Hiroshima, gli Enti 
locali e le Associazioni ecopacifiste che hanno deliberato o si sono 
impegnate 
per l’abolizione dei “porti nucleari”, si ritroveranno a Muggia venerdì 5 
agosto alle 16.00, sotto il portico del Municipio in piazza Marconi. Due sono 
i 
Porti nucleari militari (abilitati a far transitare e sostare unità militari 
straniere a propulsione e ad armamento nucleare) nel Golfo di Trieste: 
Trieste 
e Capodistria. I Comuni di Sgonico, Monrupino, San Dorligo della Valle e 
Muggia, assieme alla Provincia di Trieste, hanno deliberato a vario titolo 
per 
l'abolizione del porto nucleare militare a Trieste e per l'adesione alla 
"2020 
Vision" per un mondo libero da armi nucleari, perseguita tenacemente dal 
sindaco di Hiroshima. L'iniziativa è stata resa nota anche alla Tavola 
Interconfinaria per la Pace, lo scorso anno a Capodistria, quando sono stati 
consegnati al vicesindaco e al rappresentante di Luka Koper una delle mozioni 
approvate e il Piano di emergenza in caso d'incidente nucleare militare in 
Porto, redatto dalla Prefettura di Trieste.
La posizione geografica, in mezzo ai due Porti nucleari, e l'attività del 
Comune di Muggia sui rigassificatori - che condividono con i Porti nucleari 
problemi quali sicurezza della popolazione e militarizzazione dei territori - 
rendono possibile un'attività di collaborazione sul tema anche a livello 
interconfinario.
L'anniversario della tragedia di Hiroshima, il 6 di agosto, segna l'inizio 
della mobilitazione verso la Marcia Perugia - Assisi del prossimo 25 
settembre, 
prima dell’appuntamento del 9 agosto ad Aviano, luogo di stoccaggio di 
ordigni 
nucleari, con la commemorazione della strage di Nagasaki, tradizionalmente 
promossa da "Beati i costruttori di pace". In questo contesto, la 
mobilitazione 
internazionale contro le armi di distruzione di massa, ha prodotto 
importantissimi risultati, che premono sullo "stallo" a cui è giunto il 
“Trattato di non proliferazione”: grazie a iniziative come la 2020 Vision, ad 
esempio, ben due terzi delle terre emerse sono definibili "nuclear free" in 
base a Trattati regionali specifici, estensibili alle nostre zone.
Dopo il secondo referendum e l'uscita definitiva dell'Italia dal nucleare 
civile, diviene quanto meno discutibile la presenza sul mare di vere centrali 
nucleari viaggianti, soggette a controlli assai meno rigorosi di quelle 
civili 
per loro stessa ragione d'essere.