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Il Ministro della Difesa di Mario Monti



Fare il Ministro della Difesa nazionale non è compito da parvenue. C'è da essere 
intelligentie saggi, diplomatici e fermi, scaltri ma colti sociologicamente e 
geopoliticamente. 
Moderati quanto basta per essere complementari all'azione del Ministero degli Esteri. 
Sopattutto sinceri servitori degli interessi della Nazione e rispettosi della sua Carta 
suprema, 
la Costituzione italiana. 
Così suggerisce una minima intelligenza cosciente, diremmo il senso comune di uno 
studente di prima media, dopo una prima lettura del suo libro di Diritto civile (esiste 
ancora 
nelle nostre scuole?). 
Altri, altre culture, potrebbero optare per questo delicato ruolo per un vecchio saggio, 
uno 
sciamano visionario, un pacifista ghandiano. O forse per un campione di scacchi. 
Pochi deficienti proporrebbero Rambo o Shpfarznegger o Stranamore. 

Mario Monti ha scelto Giampaolo di Paola. Giorgio Napolitano, Presidente della 
Repubblica, 
Garante della Costituzione e Capo delle Forze armate, sottoscrive. 

Uno sguardo al personaggio fa chiedere a chi o a cosa sia dovuta questa scelta. 
Chi sia il nuovo ministro della difesa della Repubblica Italiana nel Governo Monti lo 
scrive 
ieri, 17 novembre 2011, Il Manifesto. 

Giampaolo Di Paola, ammiraglio della Marina Militare, è Presidente del Comitato Militare 
della NATO, attualmente in carica e in servizio attivo. E' attualmente dislocato in 
Afghanistan, in piena guerra. 
Il Comitato Militare NATO, massimo organo militare dell'Alleanza, riunisce i Capi di 
Stato 
Maggiore del Paesi membri NATO. Il suo parere è determinante nelle decisioni sull'uso 
della forza militare e nelle scelte strategiche. E' stato quindi il Comitato NATO 
presieduto da 
Di Paola a decidere l'attacco alla Libia lo scorso marzo 2011. 

In precedenza, Di Paola ha ricoperto la carica, in Italia, di Segretario generale della 
Difesa e 
Direttore nazionale degli Armamenti (2001), poi dal 2004 Capo di Stato maggiore della 
Difesa. 
Da Segretario generale della Difesa ha firmato nel 2002 l'intesa con gli USA alla 
partecipazione italiana al programma Joint Strike Fighter (15 miliardi di spese 
militari), poi 
rinominato F-35: un cacciabombardiere d'attacco (per la Difesa?) il cui costo unitario 
corrisponde 180 asili nido per 70 bimbi ciascuno. Il Nostro ha impegnato l'Italia per 
l'acquisto di 131 di questi giocattoli di sterminio. 
Certo, qualcuno glielo ha ordinato: egli è un militare ed esegue gli ordini, e gli ordini 
arrivano, ma da dove?
Questa volta l'ordine è stato: vai a Roma a fare il Ministro della Difesa nel Governo 
Monti. 
Ancora una volta sorge la domanda: chi glie l'ha ordinato?

Un Piromane a capo dei Pompieri, come in Fahrenheit 451, come Orwell. A che scopo?
E l'ambasciatore Terzi da Washington (e prima a Tel Aviv) al Ministero degli Esteri, chi 
l'ha 
co-mandato? 

Certo, altre perle in questo nuovo Governo italiano non mancano. 
Mancano Attila all'agricoltura e alle Grandi opere, il Papa alla Pubblica Istruzione e 
alle 
Politiche giovanili, e Paperoga alla Protezione civile. Però abbiamo Pazienza e Passera, 
argomenti che non guastano, e per il resto provvederemo. 
In attesa, la 'sinistra', in Parlamento e in piazza, plaude festante. 

G. Ellero