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Re: Uranio impoverito: commissione parlamentare frena ed è subito polemica



Splendido esempio di come la retorica argomentativa possa padroneggiare i fatti reali sostituendoli con apparenze plausibili e innocue. Di fatto lo stesso cinismo che rende possibile l'invio di bambini soldato ( lo sono tutti quelli che mancano di  quel senso di responsabilità personale che caratterizza l'adulto e che pertanto scelgono di affidare ad altri le loro scelte morali)  guida necessariamente la doppiezza con cui si assiste alla loro ben prevedibile deperibilità, quando messi a contatto con il materiale radioattivo che hanno usato per le stragi chiamate missione di pace, spostando l'attenzione della nota di commento   sul paterno farsi carico di "rispondere alle aspettative di coloro che servono gli interessi (di pochi ma in nome) della patria e sul  rigoroso e attento ascolto di scienziati amici, credibili validatori dell'incredibile "mancanza di evidenza". E' evidente la qualità e lo scopo reale di questo tipo di commissioni. Quis custodiet custodes? Il problema non è di oggi.
Lo strano è che si presenti in uno stato costituzionale. C'è qualche esponente politico che se ne vuole occupare? 
Da: "rossana123 at libero.it" <rossana123 at libero.it>
A: disarmo at peacelink.it
Inviato: Martedì 20 Dicembre 2011 23:18
Oggetto: Uranio impoverito: commissione parlamentare frena ed è subito polemica

Non si può stabilire un collegamento diretto tra l'uranio impoverito e i
linfomi che hanno colpito alcuni militari e civili impegnati nelle missioni dei
contingenti italiani dal momento che non sono state trovate tracce d'uranio nei
corpi dei malati.
http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/12/20/news/uranio-impoverito-
commissione-parlamentare-frena-ed-e-subito-polemica-5439687

Uranio: Commissione parlamentare, estraneo a patologie nostri militari
20 Dicembre 2011 - 16:25

(ASCA) - Roma, 20 dic - L'Uranio impoverito sarebbe estraneo alle patologie,
alcune delle quali mortali, che hanno colpito negli anni alcuni militari
italiani impegnati in varie missioni all'estero, dal Kosovo all'Iraq. E' questa
la principale conclusione alla quale e' giunta, in una prima fase dei suoi
lavori, la Commissione parlamentare d'inchiesta sull'uranio impoverito.
Il presidente della Commissione, Giorgio Rosario Costa oggi, nel corso di una
conferenza stampa, ha affermato che ''al momento non ci sono evidenze''
nell'attribuire all'uranio la causa di malattie e morti e che ''l'uranio non e'
presente nelle persone viventi o decedute'' sulle quali la Commissione ha
incentrato le proprie indagini. Tanto che lo stesso Costa ha affermato la
necessita' ''di pensare se non sia giunto il momento di cambiare nome alla
stessa Commissione''.
Patologie e decessi, secondo l'organismo parlamentare, sarebbero, invece, da
attribuire ''ai tantissimi metalli presenti nelle polveri sottili che hanno
respirato, nelle missioni, i nostri militari, ma non all'uranio''. ''Prendiamo
atto che forse le tante polveri sottili o i metalli determinano le malattie.
Forse - ha spiegato Costa - alcune cause sono legate anche ai vaccini che i
nostri soldati hanno assunto per le missioni''.
''La Commissione - ha infine aggiunto il presidente Costa - si e' fatta carico
di rispondere alle aspettative di chi sta servendo la Patria all'estero e per
questo ha contratto malattie permanenti. In questi anni di lavoro abbiamo
ascoltato molti scienziati ed esperti di diversa estrazione e pensiero''.




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