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Fwd: Saverio Tommasi: La guerra? Un gioco semplice e divertente





-------- Messaggio originale --------
Oggetto:        Saverio Tommasi: La guerra? Un gioco semplice e divertente
Data:   Sun, 19 Feb 2012 23:07:30 +0100
Mittente:       Saverio Tommasi <info at saveriotommasi.it>
Rispondi-a:     info at saveriotommasi.it
A:      davide at bertok.it



I "geni" militari si stanno già incazzando per la mia nuova
videoinchiesta: "La guerra? Un gioco semplice e divertente". Guardate
come l'esercito trova nuove reclute:
http://www.youtube.com/watch?v=ikSANfGWMOU

*Fottere le reclute*

L'Esercito Italiano, quello che modestamente viene chiamato Esercito
della Difesa, nel reparto “comunicazione” del suo sito ufficiale,
utilizza videogiochi per trovare nuove reclute. Ai giovani piace
giocare, deve essere stato il ragionamento, allora facciamoli divertire,
presentiamogli la guerra come un divertimento e forse qualcuno
abboccherà. Sono videogiochi da Commodore 64, sia chiaro, roba che in
confronto il pac-man era un'invenzione tecnologica paragonabile allo
sbarco sulla Luna. Ma si sa, con la crisi i soldi se ne sono andati nei
131 cacciabombardieri F35 e il sito l'hanno realizzato con gli spiccioli
caduti dalle fondine. E poi quello che conta è il senso. Ecco, mi
chiedo, quale senso può avere presentare la guerra come un videogioco,
un divertimento da portare avanti con il mouse in mano?
Che le pubblicità non rappresentino esattamente la realtà lo sappiamo
tutti. La famiglia del Mulino Bianco non esiste, il Mc' Donald's non è
il regno dei bambini in salute e le mutande con le chiappe rialzate
funzionano solo se le chiappe stanno già rialzate anche senza le
mutande. Però dovrebbe esserci un limite anche alla finzione, perché
altrimenti la finzione si trasforma in inganno. E l'inganno è un reato
punito dal codice penale. E secondo me presentare la guerra come un
divertimento è un inganno bello e buono, come direbbe mia nonna. Oppure
un inganno “brutto e cattivo”, come dico io che non amo le frasi fatte e
sono più stronzetto di mia nonna.
In finale di articolo, una precisazione. Durante la telefonata, nel
video, il tipo mi dice che i giochi non sono sanguinosi come altri di
famose multinazionali. Ha ragione, ma il fatto è proprio questo. I
videogiochi acchiappa-reclute non sono né sanguinosi né violenti. La
guerra, invece, lo è. Per questo dico che si tenta di far abboccare il
pesce (la recluta) con un'esca succulenta che però nasconde un amo
mortale. La guerra.
Ecco la mia videoinchiesta:
http://www.youtube.com/watch?v=ikSANfGWMOU

Un saluto di pace,

Saverio Tommasi
http://www.saveriotommasi.it