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Schifo - Re: Finmeccanica aiutava il tiranno



E questo cosa sarebbe, un AIUTO alla Siria e al popolo siriano?
Più leggo i post di queste fonti, e più mi vien voglia di cancellarmi dalla lista. 
Cosa facciamo, i megafoni della NATO e del Colonnello Terzi? Io non ci sto. 
Concordo con Penna e con il suo rigore analitico. 

Jure

On 5 Jul 2012 at 19:13, rossana123 at libero.it wrote:

Data inoltro:           Thu, 5 Jul 2012 19:05:11 +0200
Data invio:             Thu, 5 Jul 2012 19:13:47 +0200 (CEST)
Da:                     "rossana123 at libero.it" <rossana123 at libero.it>
A:                      disarmo at peacelink.it
Oggetto:                Finmeccanica aiutava il tiranno
Inoltrato da:           disarmo at peacelink.it
Invia risposta a:       disarmo at peacelink.it

> http://espresso.repubblica.it/dettaglio/finmeccanica-aiutava-il-tira
> nno/2185707
> 
> 
> Dai nuovi file segreti di WikiLeaks emerge che il colosso italiano
> ha fornito 
> un sistema di comunicazioni al regime siriano impegnato nella
> repressione. E 
> l'assistenza dall'Italia arrivava anche durante gli scontri
> 
> Una rete di comunicazione formidabile al servizio di un regime
> sanguinario, 
> che stermina e tortura i suoi cittadini. Quindicimilaottocento morti
> in sedici 
> mesi: è questa la contabilità della guerra civile in cui è
> sprofondata la Siria 
> a partire dal 18 marzo 2011, quando le forze governative hanno
> cominciato a 
> sparare sulla popolazione. E anche oggi gli apparati della
> repressione possono 
> contare sulla tecnologia avanzata italiana, fornita dalla Selex
> Elsag del 
> gigante Finmeccanica. Lo rivela un database di 2.434.899 documenti
> ottenuti da 
> WikiLeaks: sono i "Syria Files" a cui "l'Espresso" ha avuto accesso
> esclusivo 
> per l'Italia.
> 
> Dalle centinaia di migliaia di missive spuntano i rapporti
> commerciali tra 
> Selex Elsag e l'ente del regime Syrian Wireless Organisation. Una
> mail interna 
> dei siriani lascia capire come componenti del sistema fornito dalla
> Selex siano 
> stati ordinati per essere spediti alla polizia di Muadamia, un
> sobborgo di 
> Damasco, proprio a ridosso dei giorni in cui era teatro di violenti
> scontri. I 
> vertici italiani di Selex e Finmeccanica erano consapevoli che i
> loro prodotti 
> sarebbero finiti nelle mani dei pretoriani di Bashar al-Assad?
> Un'altra e-mail 
> preannuncia l'arrivo degli ingegneri della Selex a Damasco, per
> istruire 
> all'uso della rete di comunicazione, da impiegare anche sugli
> elicotteri: porta 
> la data del febbraio 2012, quando il dramma del paese era già
> diventato un caso 
> mondiale.
> 
> Finmeccanica ha venduto alla Siria uno dei suoi prodotti leader: il
> sistema 
> Tetra, una rete per le comunicazioni che permette conversazioni e
> trasmissione 
> di dati e ha avuto un successo commerciale mondiale. E' affidabile,
> sicuro e 
> garantisce il funzionamento in qualunque situazione. Non è un
> apparato 
> dichiaratamente militare, ma può diventarlo: permette comunicazioni
> criptate a 
> prova di intercettazione e collega qualunque veicolo, elicotteri
> inclusi. 
> Alcune componenti di Tetra, come i programmi di cifratura, sono
> "dual use" e 
> l'esportazione deve essere autorizzata dal governo italiano. Il
> contratto con 
> Damasco risale invece al 2008, quando il feeling tra l'Italia e la
> Siria era 
> ottimo e la primavera araba lontanissima. L'accordo da 40 milioni di
> euro venne 
> siglato con una società greca, la Intracom-Telecom, e prevede la
> fornitura di 
> Tetra alla Syrian Wireless Organisation, l'ente del governo siriano.
> Le mail 
> rivelate adesso da WikiLeaks mostrano come i rapporti con la casa
> madre 
> italiana per il programma siriano siano stati intensi e continui.
> 
> 
> Lo schema del business è semplice: Selex e la greca Intracom
> vendono Tetra 
> alla Syrian Wireless Organisation attraverso la branca siriana della
> ditta di 
> Atene: la Intracom Siria. Proprio da questa azienda viene inviato in
> magazzino 
> un ordine per 500 radio mobili VS3000 della Selex. «Questa
> fornitura andrà al 
> deposito della polizia di Muadamia», recita il messaggio, che porta
> la data del 
> 7 maggio 2011. Pochi giorni prima Muadamia era stata teatro di
> rivolte contro 
> la dittatura e in Siria, ormai, dilagava il fuoco della ribellione.
> A fine 
> maggio 2011, i siriani si mostrano interessati «a un'espansione del
> 25 per 
> cento del progetto», senza peraltro specificarne le finalità. Il
> 25 luglio, 
> Selex fa sapere di essere disposta a parlarne con la Syrian Wireless
> Organisation.
> 
> Dalla scorsa estate i combattimenti aumentano, viene assediata la
> città di 
> Hama con la morte di oltre cento civili. Da Damasco premono per
> avere i sistemi 
> di cifratura Tea3, necessari per criptare le comunicazioni. Li
> domandano alla 
> Selex per settimane, ma per questi apparati che possono avere
> impiego militare 
> è necessario il via libera del governo di Roma. E, recitano le
> mail, «la 
> decisione finale delle autorità italiane è stata rinviata a fine
> giugno». 
> Quando alcune componenti da riparare vengono spedite negli
> stabilimenti di 
> Firenze, i siriani ne cancellano la memoria «per ragioni di
> sicurezza». E' solo 
> una procedura di tutela della riservatezza o i terminali contenevano
> dati 
> compromettenti? Certo è che, per l'assistenza tecnica, i greci
> indirizzano 
> Damasco sull'Italia: «E' meglio chiedere al venditore (Selex)
> perchè qui non 
> abbiamo la necessaria esperienza con la tecnologia Selex».
> 
> Infine un messaggio del 2 febbraio 2012 annuncia l'arrivo a Damasco
> degli 
> ingegneri della Selex per istruire i tecnici della Intracom Syria
> sull'uso di 
> varie componenti della tecnologia Tetra, tra i cui i terminali degli
> elicotteri. Nell'e-mail non si specifica se si tratti di elicotteri
> della 
> polizia o anche militari. I velivoli di entrambi i corpi però
> stanno avendo un 
> ruolo chiave nella repressione: i mitragliamenti dal cielo contro
> ribelli e 
> popolazione sono segnalati da tutti gli osservatori. Il giorno dopo
> nella sola 
> città di Homs vengono massacrati 200 civili.
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