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"Anche l'Italia in Siria" : Nato, pirateria del XXI secolo - (Fwd) Manlio Dinucci



il manifesto - 16 ottobre 2012 

                        L´arte della guerra
                                 
                   Nato, pirateria del XXI secolo 
                           Manlio Dinucci 

La pirateria, esercitata nel Mediterraneo sin dall´antichità, fu considerata 
legittima quando, dal XII secolo, si trasformò in guerra di corsa 
autorizzata dai sovrani. Ufficialmente abolita nel 1856, continua a essere 
praticata oggi con motivazioni e tecniche nuove. Come quelle usate dalla 
Nato, le cui navi da guerra sono autorizzate ad abbordare «mercantili 
sospetti» in acque internazionali e requisirne il carico, e i cui caccia 
possono intercettare, anche nello spazio aereo internazionale, «aerei civili 
sospetti» e forzarli ad atterrare. 

L´azione della Turchia, che con caccia F-16 ha costretto l´aereo di linea 
siriano Mosca-Damasco ad atterrare ad Ankara, è dunque per la Nato 
pienamente legittima. Sequestrati i passeggeri, tra cui cittadini russi con 
bambini, le autorità turche hanno perquisito l´aereo senza testimoni, 
dichiarando di aver trovato e sequestrato «materiali militari e munizioni». 
Mosca assicura che a bordo c´erano solo componenti di un radar, forniti 
con regolare accordo commerciale, e ne chiede la restituzione. Ma 
Washington si schiera con Ankara, dichiarando di non avere «alcun 
dubbio che a bordo dell´aereo c´era importante materiale militare» (che 
potrebbe ora essere esibito come «prova», giurando di averlo trovato 
sull´aereo). 

Il premier turco Erdogan, invece di essere chiamato a rispondere dell´atto 
di pirateria aerea, si trasforma in accusatore delle Nazioni unite, colpevoli 
a suo dire di «negligenza, debolezza e ingiustizia» che hanno impedito 
un´azione internazionale contro la Siria. Non dice Erdogan, paladino del 
diritto internazionale, che il vero traffico, non soli di armi ma di armati, è 
quello che passa dalla Turchia per alimentare la guerra in Siria. Paese con 
cui Erdogan aveva tenuto prima rapporti di relativo buon vicinato. 
Politica ora ribaltata. I 900 km di confine tra i due paesi, dove turchi e 
siriani hanno comuni culture e proficui rapporti commerciali, sono stati 
trasformati da Ankara in avamposto della guerra alla Siria, accusata ora 
da Erdogan di essere lei a violare il confine. 

Dietro c´è la Nato, che dichiara di «avere pronti tutti i piani necessari per 
difendere la Turchia», ossia di essere pronta a inviare forze armate. Come 
facevano i pirati quando sbarcavano per saccheggiare. Il bottino odierno è 
un intero paese, la Siria, su cui ci si prepara a mettere mano creando dalla 
Turchia «zone cuscinetto» all´interno del territorio siriano. 
Lo stesso si fa al confine giordano-siriano. L´operazione è iniziata in 
maggio con l´esercitazione Eager Lion, sotto comando Usa, cui ha 
partecipato anche l´Italia. Al termine, un contingente di specialisti Usa 
della guerra è rimasto in Giordania per creare una «zona cuscinetto» in 
territorio siriano. 

La manovra a tenaglia si chiude dal lato israeliano, dove il 21 ottobre 
inizia Austere Challenge 12, una grande esercitazione missilistica Usa-
Israele di tre settimane per preparare la «risposta a un simultaneo attacco 
siriano e iraniano». «Risposta» che prevede anche l´uso di armi nucleari. 
Al culmine dell´esercitazione arriverà da Bruxelles il comandante 
supremo della Nato, J. Stavridis, ad assicurare che è pronta alla guerra 
(già iniziata con le sanzioni Ue contro Siria e Iran) anche l´Unione 
europea, insignita del Premio Nobel per la Pace per la sua opera a favore 
della «fraternità tra le nazioni». 



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