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R: Re: Gli USA e le armi



beh, meglio una difesa disarmata, no ?

>----Messaggio originale----
>Da: scienza.marcia at katamail.com
>Data: 19/12/2012 10.38
>A: <disarmo at peacelink.it>
>Ogg: Re: Gli USA e le armi
>
>Obama (ovvero chi manovra dietro di lui) ha intenzione di concludere un 
>processo assimilabile ad un "golpe bianco"
>e per fare questo ha bisogno di una nazione di cittadini disarmati, 
>impossibilitati a difendersi dalla tirannia delle milizie federali
>già ci sono in America dei gruppi di cittadini organizzati pronti a 
>difendere la costituzione
>
>ed ecco che arrivano le solite "stragi di Stato" in versione "sparatore 
>folle" ...
>dietro questi "folli" ci sono sempre i servizi segreti
>
>chi ha occhi per vedere cerchi di vedere oltre le notizie che ci forniscono 
>i media
>
>
>
>-----Messaggio originale----- 
>From: rossana123 at libero.it
>Sent: Tuesday, December 18, 2012 5:13 PM
>To: disarmo at peacelink.it
>Subject: Gli USA e le armi
>
>Ieri, 17 dicembre, il presidente Usa Barack Obama ha invitato il suo staff 
>di
>gabinetto a elaborare una serie di proposte politiche, che potrebbero 
>limitare
>la circolazione di armi d'assalto nel Paese. La supervisione delle proposte
>sarà affidata al vicepresidente uscente Joe Biden. L'invito di Obama segue 
>la
>tragica sparatoria di Newton, costata la vita a 20 bambini e sette adulti.
>Commentando la tragedia dello scorso venerdì, Obama ha annunciato che il 
>Paese
>cambierà il suo approccio al tema delle armi: non subito, però. Il 
>presidente
>ha infatti dichiarato che si attiverà "nelle prossime settimane", per 
>prevenire
>il ripetersi di stragi come quella della scuola di Newton. Obama saprà 
>emanare
>una nuova legislazione sugli armamenti? A questa semplice domanda, il 
>portavoce
>Jay Carney ha risposto: "Vi pregherei di far riferimento a quanto dichiarato
>dal presidente nelle scorse ore". Forse Obama intende mettere la spinosa
>questione delle armi automatiche al centro del suo discorso inaugurale.
>Tuttavia, il riferimento alle "prossime settimane" non sembra preannunciare
>alcuna misura concreta a contrasto della diffusione di armi automatiche nel
>Paese. Certo, per la politica federale è difficile agire ora, a ridosso 
>della
>pausa natalizia e in concomitanza con le difficili trattative di bilancio in
>corso a Washington. Oramai, però, la reazione del Paese alla questione degli
>armamenti è divenuta un quadro prevedibile. Ogni tragedia innesca promesse 
>di
>una legislazione che limiti e regolamenti la diffusione delle armi. La 
>National
>rifle association, però, è assai più lesta del Congresso, e ad ogni 
>occasione
>riesce ad opporgli un'insormontabile potere ostativo. A sconfortare non è
>soltanto l'assenza di una precisa tabella di marcia, ma soprattutto la 
>totale
>mancanza di proposte legislative concrete, che consentano di arginare un
>fenomeno dilagante e sempre più pericoloso per la sicurezza interna degli 
>Stati
>Uniti.
>http://www.washingtonpost.com/politics/obama-asks-cabinet-members-for-
>proposals-to-curb-gun-violence/2012/12/17/ac4a8dae-4869-11e2-ad54-
>580638ede391_print.html
>
>Rimborso di 688 milioni di dollari al Pakistan
>
>Il Pentagono ha comunicato al Congresso che rimborserà 688 milioni di 
>dollari
>al Pakistan, a copertura delle spese di stazionamento dei 140000 militari
>pakistani schierati al confine con l'Afghanistan. L'annuncio punta a
>normalizzare i rapporti fra Washington e Islamabad, dopo due anni di crisi
>diplomatica e reciproche rappresaglie politiche. Il primo propositore del
>rimborso al Pakistan è il senatore democratico John Kerry, probabile 
>successore
>di Hillary Clinton alla guida del dipartimento di Stato Usa. Kerry, 
>presidente
>del comitato Relazioni estere del Senato, si è spesso recato in Pakistan in
>qualità d'inviato ufficiale. Gli Stati Uniti forniscono già al Pakistan 2
>miliardi di dollari l'anno in assistenza alla sicurezza; la metà dei fondi 
>va a
>rimborso delle operazioni antiterroristiche condotte dalle forze armate
>pakistane. Eppure, il Congresso statunitense ha accolto la richiesta dei 
>nuovi
>stanziamenti senza battere ciglio: segnale, questo, che le relazioni 
>bilaterali
>fra Usa e Pakistan sarebbero in fase di parziale riassesto. Lo scorso 
>luglio,
>Islamabad ha riaperto i canali di rifornimento delle truppe Nato attraverso 
>il
>Paese, dopo le scuse ufficiali dell'amministrazione Obama per un raid aereo
>errato, che aveva provocato la morte di 24 soldati pakistani nel novembre 
>2011.
>La nomina di John Kerry a segretario di Stato potrebbe costituire un 
>ulteriore
>segnale di riavvicinamento fra i due Paese. A Kerry spetterebbe un compito
>assai arduo: quello di sostituire il Pakistan agli Usa come mediatore delle
>trattative fra governo afghano e talebani. Nonostante gli sviluppi degli 
>ultimi
>mesi, le relazioni fra Washington e Islamabad restano infatti assai tese. Il
>generale statunitense Michael D. Barbero ha dichiarato che nella lotta al
>terrorismo "i partner pakistani possono e devono fare di più", citando il
>continuo flusso di fertilizzanti chimici pakistani verso l'Afghanistan, dove
>vengono utilizzati per la fabbricazione di ordigni esplosivi.
>http://www.nytimes.com/2012/12/18/world/asia/pentagon-to-reimburse-pakistan-
>688-million.html
>
>
>
>--
>Mailing list Disarmo dell'associazione PeaceLink.
>Per ISCRIZIONI/CANCELLAZIONI: http://web.peacelink.it/mailing_admin.html
>Archivio messaggi: http://lists.peacelink.it/disarmo
>Area tematica collegata: http://www.peacelink.it/disarmo
>Si sottintende l'accettazione della Policy Generale:
>http://web.peacelink.it/policy.html
>
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