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Re: R: Re: R: gli F35 non vanno bene neanche se ce li regalano



Metti moltissima carne al fuoco, molte cose discutibili (modello
economico imperante dato per scontato e credito ai vari 'occupy'
finora irrisolventi) e varie condivisibili (i.e. non lasciare spazio
alla destra fascista su certi temi). Per non farla lunga: opto per il
tuo Piano A modello Islanda: in miniera o pescar aringhe i
faccendieri, e le loro banche de-privatizzate (espropriate). Il Piano
B, compromessi e trattative, non è praticabile. E' una politica di
fallimento vecchia di trent'anni cui va dato un taglio (vedi bonifico
Fiat a Craxi dell'82). Impossibile trattare quando l'interlocutore ha
100 o 1000 o 100.000 volte il tuo capitale: unica strada togliere,
annullare, il valore di trattativa al capitale, e arrangiarsi
umilmente a mangiar cipolla e non più salmone. Ri-educational project.
Coltivar mais per mangiarselo e non per far benzina o allevar porci,
tanto per capirci. 

Jure
. 


On 30 Jun 2013 at 20:33, alfonsonavarra at virgilio.it wrote:

> 
> Temo che il tuo pessimismo sull'Europa abbia molte ragioni fondate e
> che si manifesterà presto nella realtà dei fatti che finisce per
> stracciare ogni illusione. Ma esiste sempre la possibilità, che ho
> sperimentato varie volte nel mio percorso di vita (1968, 1987,
> 1982...), di una "primavera popolare" che apra a dei cambiamenti
> effettivi. Una ventata di "Occupy" delle piazze può succedere anche
> in Italia quando meno ce lo aspettiamo (ho appena sentito in TV
> persino un "calmieratore" come Pisapia intravederla all'orizzonte!).
> Anche per questo credo che nei movimenti alternativi in Italia è
> bene aprire subito un dibattito sull'euro non lasciando la questione
> solo alla nuova destra (quella che credo subentrerà al fallimento di
> Beppe Brillo e dei suoi seguaci troppo succubi verso il mito del
> plebiscitarismo telematico).
> 
> Propongo schematicamente il dilemma nel seguente modo.
> 
> Situazione A - Se l'euro serve come strumento della speculazione
> internazionale (nell'interesse del settore finanza, specie quello
> con basi in Germania) allora va abbandonato. Il percorso "ordinato"
> che andrebbe studiato in questo senso dovrebbe limitare quanto più
> possibile gli inevitabili contraccolpi e danni economici
> nell'immediato.
> 
> Situazione B - Se invece inseriamo l'euro all'interno di una Unione
> Europea che colpisce ed abbatte la suddetta speculazione con regole
> che disconoscano i derivati e recuperino una sovranità monetaria
> pubblica, nonché il controllo sulla circolazione di capitali e
> l'adozione di un fisco ragionevolmente equo, allora è bene
> "riadattarlo" dentro un percorso di integrazione politica
> democratica a livello europeo.
> 
> Nessun approccio ideologico. Prima - è la mia convinzione - va
> seriamente sperimentata la praticabilità dell'ipotesi B, che dipende
> dai rapporti di forza a livello europeo ed anche dalla capacità dei
> movimenti di uscire dall'ottica ultra-specialistica per costruire la
> convergenza su ciò che interessa il destino dell'intera comunità
> civile e sociale di cui si fa parte. Se la pratica dimostra che non
> c'è spazio per mancanza di sponde politiche e non ci sono le forze
> sufficienti, allora occorrerà ripiegare sull'ipotesi A: un si salvi
> chi può a livello nazionale, evitando di fare la fine degli "ultimi
> giapponesi dell'euro" e di questa Europa delle banche e delle
> multinazionali.
> 
> Nessuno comunque pensi di potere sottarsi al tema, che ha già
> surrettiziamente determinato le ultime elezioni (in fondo la gente
> si è pronunciata contro il "montismo" che applicava la politica
> dell'eurotecnocrazia) e che diventerà esplicitamente manifesto nelle
> prossime, che potrebbero caderci addosso prima di quanto non si
> pensi. Mettiamo che il progetto TAV in Valle di Susa sia giustamente
> ritirato. Benissimo. Attivisti del territorio libero tutti felici e
> contenti. Nel frattempo che a Susa e a Bussoleno la gente brinderà
> (ed insieme con essa altrove solo le ristrette fasce di
> "disobbedienti" nei loro centri sociali) ovunque in Italia le
> piccole attività economiche continueranno a chiudere, la
> disoccupazione a crescere, la gente comune ad impoverirsi, i giovani
> a perdere ogni speranza. Non passa giorno che la cronaca non ci
> parli dell'operaio che si impicca, dell'artigiano che si dà fuoco,
> del pensionato che si butta dalla finestra (con la novità che oggi
> fa anche autodafé mentre salta). Qualcuno ha qualcosa di serio da
> dire a una disperazione sociale che monta e monta e che, senza un
> punto di riferimento credibile e costruttivo, finirà
> nell'antiparlamentarismo nazionalistico strumentalizzato dal vero
> "capo" che ben presto si affaccerà all'orizzonte a promettere
> salvezza al gregge impaurito?
> 
> Morale della favola: anche il pacifismo, comunque declinato, nelle
> versioni moderate e nelle versioni dure dell'antimilitarismo, ha il
> dovere di fare i conti con la oggettiva centralità della crisi e
> deve smetterla di gingillarsi con i suoi percorsi autistici, con le
> analisi sballate (es. lo schema libico riproposto per la Siria
> quando abbiamo una guerra regionale per procura), con impegni presi
> senza alcun rapporto su ciò che potrebbe effettivamente far pendere
> la bilancia generale sui propri valori e sui propri obiettivi
> fondamentali.
> 
> Alfonso Navarra - Fermiamo chi scherza col fuoco atomico c/o
> Campagna OSM-DPN
> 
> ----Messaggio originale----
> Da: glry at ngi.it 
> Data: 30-giu-2013 17.51
> A: <disarmo at peacelink.it>
> Ogg: Re: R: gli F35 non vanno bene neanche se ce li regalano
> 
> Scusa non ho capito. Cos'è che vogliamo estendere al'Europa? La
> nostra sovranità limitata? Siamo forse stati capaci di realizzare i
> dettami della nostra Costituzione? Cosìè che dovremmo esportare in
> Europa? Quello che non siamo stati capaci di rendere effettivo nel
> nostro Paese, un 'esercito di popolo' per pura difesa nazionale? Ma
> se abbiamo privatizzato e 'professionalizzato' le forze armate e
> pure la protezione civile!!! Altro che Costituzione! Non abbiamo
> nemmeno l'indipendenza in politica interna e finanziaria, figurati
> sognarcela in politica estera e di difesa! A livello continentale
> poi, con dentro GB, Francia, Germania in lotta (guerra) tra loro,
> come sempre nei secoli, per l'egemonia continentale... Non riusciamo
> a deviare il Rubicone e poichè non ci riusciamo dovremmo porci come
> obiettivo di deviare il Danubio? (E perchè no il Gange o la Via
> Lattea?) E affidarci al nostro Parlamento di venduti al Bildelberg
> di Bonino, Letta, Napolitano? Bah. Non credo alle favole da un bel
> po'. E se il pacfismo non pone obiettivi e metodi praticabili e
> realistici esso diviene illudente, fuorviante e consapevolmente
> fallimentare, come un giochino innocente per bambini idioti, e
> alfine complementare al sistema di terrore e oppressione mondiale
> mediante il quale l'Occidente sopravvive. La realtà ci dice che
> Tornado, F-35 e tutto il resto non li stiamo fabbricando per
> giocare. 
> 
> Jure
> 
> 
> 
> On 29 Jun 2013 at 10:16, alfonsonavarra at virgilio.it wrote:
> 
> perfettamente daccordo
> tutti i sistmi e le piattaforme d'arma che contraddicono l'esigenza
> della "difesa difensiva", l'unica compatibile con il nostro
> costituzionale "ripudio della guerra" (che ora dobbiamo estendere
> all'Europa: è in corso la discussione sul modello di dfesa europeo
> ed a ottobre le Camere se ne occupano)
> 
> 
> ----Messaggio originale----
> Da: rossana123 at libero.it
> Data: 29-giu-2013 8.06 
> A: <disarmo at peacelink.it>
> Ogg: R: gli F35 non vanno bene neanche se ce li regalano
> 
> anche i Tornado, ma sono dcenni che li abbiamo.
> 
>  ----Messaggio originale----
>  Da: alfonsonavarra at virgilio.it 
>  Data: 28/06/2013 19.10
>  A: <semprecontrolaguerra at googlegroups.com>, <fermiamo-il-fuoco-
>  atomico at googlegroups.com>, <forum at miritalia.org>, <MIR-
>  Riconciliazione at yahoogroups.com> Cc:
>  <no-nucleare-piemonte at googlegroups.com>, <cercalarotta-
>  mi at googlegroups.com>, <comitatoticinese at googlegroups.com>,
>  <disarmo at peacelink.it> Ogg: gli F35 non vanno bene neanche se ce li
>  regalano
> 
> oggetto: gli F35 non vanno bene nemmeno se ce li regalano: sono
> integrati nel sistema nucleare e quindi incostituzionali!
> 
>  Cittadine e cittadini eletti al Senato della Repubblica, 
>  state per votare, dopo i vostri colleghi della Camera (che, per la
>  verità, ci pare abbiano deciso di non decidere), sugli F35 ed in
>  particolare, per quello che abbiamo capito dalla stampa, vi
>  pronunciate su una mozione, primo firmatario Felice Casson, che
>  chiede di sospendere immediatamente il programma del loro
>  onerosissimo acquisto. Ma noi non vogliamo parlarvi di soldi, che
>  pure è argomento che deve interessare (soprattutto quando la crisi
>  li fa scarseggiare), bensì di più importanti questioni di
>  principio. Gli F35 - è l'invito che vi rivolgiamo - non dovremmo
>  accettarli neanche se ce li regalassero e funzionassero senza
>  problemi! Il punto centrale è il seguente: vi sono sistemi d'arma
>  che fanno irrimediabilmente a pugni con la nostra Carta
>  costituzionale e gli F35 rientrano sicuramente tra questi. Abbiamo
>  tutti capito che questi cacciabombardieri, per i quali saranno
>  aggiornate le atomiche B61 di Aviano e Ghedi (vedi quanto riportato
>  nel file allegato), entreranno a fare parte della cd "condivisione
>  nucleare" NATO e quindi - aggiungiamo noi - saranno preparati per
>  il "first strike" ma soprattutto per il "first use". Conoscete la
>  differenza tra questi due concetti di tecnica militare attinenti
>  alle dottrine ufficiali di impiego delle armi atomiche? Molti di
>  voi, afflitti incolpevolmente dalla stessa disinformazione in cui
>  viene tenuta la gente comune, probabilmente no. Ma vi assicuriamo
>  che la realtà a cui si riferiscono non è niente affatto
>  rassicurante e meno che mai ragionevole. Ragion di più per
>  incamminarsi verso un modello di "difesa difensiva" separato da
>  ogni organizzazione militare internazionale concepita, di fatto, in
>  termini offensivi. Ci sembra che la "mozione Casson" (chiamamola
>  così per comodità) dia spazio a questa prospettiva quando propone,
>  in alternativa agli F35, "una visione strategica della politica di
>  difesa" a livello europeo, e di destinare, in Italia, "le somme
>  risparmiate a investimenti pubblici riguardanti la tutela del
>  territorio nazionale dal rischio idrogeologico, la tutela dei posti
>  di lavoro e la sicurezza dei lavoratori". L'"obbligo di difesa
>  della Patria", a nostro avviso, può essere garantito da un
>  "sistema" che: - si limiti alla difesa dei confini nazionali (in
>  attesa di una integrazione europea che adotti il "ripudio della
>  guerra"); - comprenda una significativa componente non armata e
>  nonviolenta; - rifiuti le armi nucleari, ma anche tutti i sistemi
>  di armi concepiti per attacchi in profondità "out of area" (come si
>  dice nel gergo NATO); - sia complementare con una politica estera
>  non militarmente interventista ma ispirata alla sicurezza comune,
>  al disarmo (a partire da quello euromediterraneo), alla
>  cooperazione tra i popoli per il benessere ed i diritti umani. Gli
>  obiettori di coscienza alle spese nucleari e militari, insieme alle
>  organizzazioni nonviolente "storiche" e a moltissimi gruppi
>  pacifisti, lavorano e riflettono ormai da decenni su queste scelte
>  di difesa alternativa: hanno contribuito a concretizzarle con le
>  leggi e la pratica del servizio civile; e con le esperienze di
>  gruppi di resistenza nonviolenti, ambasciate di pace e corpi civili
>  di pace. Il nostro Paese ha impegnato e continua ad impegnare
>  soldati combattenti qua e la, in teatri di guerra, fingendo che
>  stiano lì per accompagnare bambine e bambini a scuola. Riteniamo
>  sia il caso di togliere le tende (specialmente dall´Afghanistan)
>  per non gettare benzina sul fuoco dei conflitti. Cominciamo a
>  costruirci, in collaborazione, se possibile, con la UE e con l´ONU,
>  una funzione di Grande Arbitro: l´Italia dovrebbe essere vista in
>  tutte le zone "calde" come un attore terzo, una "potenza di pace",
>  considerata neutrale da tutti gli attori contendenti in modo da
>  poter favorire mediazioni e riconciliazioni. La nostra voce è bene
>  che sia almeno ascoltata in audizioni parlamentari, così come
>  normalmente fate con gli esponenti del complesso militare
>  industriale. Milano 28 giugno 2013 Alfonso Navarra - portavoce
>  "Fermiamo chi scherza col fuoco atomico", della Campagna di
>  obiezione di coscienza alle spese militari per la difesa popolare
>  nonviolenta ( www.osmdpn.it) Il telefono dell'ufficio della
>  Campagna OSM-DPN - sede in via Mario Pichi 1 - 20149 Milano -è lo
>  02-5810.1226 (chiamare i pomeriggi, escluso sabato e domenica,
>  dalle 15.00 alle 19.00).
> 
>  Rispondono Massimo Aliprandini e Beppe Marazzi
> 
> 
> 
> 
> 
> 
> 
> 
> --
> Mailing list Disarmo dell'associazione PeaceLink.
> Per ISCRIZIONI/CANCELLAZIONI:
> http://web.peacelink.it/mailing_admin.html Archivio messaggi:
> http://lists.peacelink.it/disarmo Area tematica collegata:
> http://www.peacelink.it/disarmo Si sottintende l'accettazione della
> Policy Generale: http://web.peacelink.it/policy.html
> 
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