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Wikileaks, condannato il soldato Manning. Ma niente ergastolo: non è colpevole di «aiuto al nemico»



Bradley Manning, il soldato americano reo confesso di essere la talpa dello scandalo Wikileaks, è stato condannato dalla Corte Marziale di Fort Meade per aver violato più volte lo Espionage Act. Ma non del reato di «aiding the enemy» (aiuto, connivenza con il nemico), che prevede l'ergastolo. Tuttavia, questo capo d'accusa ai danni di uno "spione", come ricorda il Washington Post, ha solo un precedente nella storia americana, che risale addirittura agli anni della guerra civile. Da qui le proteste dei sostenitori dei diritti civili e della libertà di parola. In particolare, un militare del fronte nordista, Henry Vanderwater, oltre 150 anni fa, fu condannato perché giudicato colpevole di aver rivelato una lista del suo plotone a un giornale di Alexandria, in Virginia. Per la cronaca, allora, la sentenza fu molto meno severa di quella che si profila ai danni di Manning: il soldato blu spione venne condannato a scontare tre mesi di lavori forzati e costretto a lasciare la divisa con disonore.

Manning è invece stato dichiarato colpevole di altri reati, tra cui aver fatto il download di materiale segreto e di averlo reso pubblico. Complessivamente, è stato riconosciuto colpevole di 20 dei 22 capi di imputazione al processo che si sta svolgendo presso la base militare di Fort Meade, poco distante da Washington. La giudice, Denis Lind, ha annunciato l'udienza per stabilire la sentenza per domani. Il 25enne Manning, sulla carta, rischia una condanna fino a 130 anni di prigione.

Nei prossimi giorni verrà resa nota l'entità della pena, e dunque il conteggio finale degli anni di galera inflitti alla «talpa» di Wikileaks. Lo ha stabilito la Corte Marziale di Ft. Meade, in Maryland. Da domani, infatti, inizia la "sentencing phase" del processo, durante la quale sono previste circa venti testimonianze da parte dell'accusa e della difesa. Quindi, al termine di queste udienze si avrà la sentenza finale.

Intanto, una marcia di protesta è stata organizzata a Washington a sostegno del soldato Bradley Manning, ritenuto colpevole per la più grande fuga di notizie top secret della storia americana.
Sit-in anche davanti alla Casa Bianca, mentre manifestazioni sono programmate anche in altre città americane. Mentre Amnesty International rileva che «Il tentativo del governo» americano «di far condannare Manning per aver aiutato il nemico è stato una grave distorsione della legge, anche perché non vi era alcun segno credibile che Manning intendesse danneggiare gli Usa diffondendo a Wikileaks informazioni riservate».

E secondo Julian Assange, il fondatore di Wikileaks, che deve la sua notorietà (e i suoi guai) alla pubblicazione di centinaia di migliaia di documenti segreti del Pentagono e del dipartimento di Stato, fornitigli da Bradley Manning, quest'ultimo è semplicemente «un eroe». Così Assange ha commentato la notizia della condanna di Manning per spionaggio ma non per «connivenza con il nemico», in una dichiarazione dall'ambasciata ecuadoregna a Londra dove si è rifugiato da giugno del 2012, per non essere estradato in Svezia dove l'attende una duplice accusa di stupro.

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-07-30/manning-talpa-wikileaks-scagionato-191423.shtml?uuid=AbAqpqII