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[Disarmo] la Francia portavoce di Israele sul nucleare iraniano




Subject: la Francia portavoce di Israele sul nucleare iraniano

Lucio Caracciolo oggi (10 novembre 2013) su "Repubblica", che titola in prima pagina su "La Francia che frena l'accordo", firma un editoriale dedicato alla politica estera di Obama sul nucleare iraniano quale "stravolgimento" di tutte le "equazioni strategiche mediorientali".
"Certificando la riabilitazione dell'Iran con la benedizione statunitense, l’accordo sul nucleare segnerebbe la sconfitta della strana coppia Arabia Saudita-
Israele. Due storici alleati di Washington, che hanno giocato tutte le carte sull’isolamento dell’Iran e per questo si stanno autoisolando
".
Caracciolo ricorda che "i sauditi hanno fatto sapere ad Obama che d'ora in poi rivedranno la propria geopolitica energetica...; di più, hanno avvertito che sono pronti ad ottenere dall'amico Pakistan il trasferimento sul proprio suolo di alcune testate atomiche, scatenando la corsa al nucleare in tutto il mondo arabo e islamico".
(Angelo Baracca ci segnala in proposito un articolo sugli ordinativi di armi nucleari dai sauditi al Pakistan).
Israele invece continuerebbe a riservarsi "il diritto di attaccare l'Iran quando lo ritenesse necessario".
Ryad e Tel Aviv, secondo Caracciolo, più che un Iran atomico, temerebbero il ritorno della Persia come grande potenza regionale.
"Una volta emancipato dalle sanzioni e riammesso a pieno titolo nei circuiti geopolitici ed energetici internazionali, l’Iran potrebbe torreggiare sul Golfo e sull’Asia occidentale, tra Mediterraneo, Caspio e Oceano Indiano. Riscoprendo la plurimillenaria vocazione imperiale, cui non ha mai abdicato".
Uno dei motivi che spingerebbero Obama nella disponibilità a trattare è che, grazie allo shale oil ed allo shale gas, "gli americani sentono avvicinarsi il traguardo dell'indipendenza energetica".
Un altra osservazione di Caracciolo riguarda le guerre "siriane": "Rifiutandosi di intervenire contro al-Assad in Siria, poi, Obama ha comunicato ai sauditi di non volersi dissanguare per la loro guerra, ovvero per portare i jihadisti a Damasco".
L'articolo di Caracciolo si conclude con un invito al governo italiano ad entrare nella partita non delegando agli altri europei, per anticipare "i nostri amici/concorrenti che si preparano a sbarcare a Teheran per conquistare un posto di prima fila in quell’Eldorado energetico proibito che presto potrebbe riaprirsi al mondo".
 
Una riflessione è opportuno compierla sul ruolo della Francia di Hollande, che si è fatta portavoce di Israele e sta mettendo i bastoni tra le ruote delle trattative tra 5+1 e Iran a Ginevra.
Essa, affiancando Netanyahu, sta tentando di rilanciare una sua partita dopo lo scacco siriano in cui si era sovraesposta verso il suo ricco alleato saudita (i suoi Rafale erano già pronti al decollo contro Assad, come aveva già fatto nel 2011 Sarkozy contro Gheddafi).
La "French connection" gioca le sue carte perseguendo interessi energetici, ma anche strategico-nucleari: nella realizzazione del "deterrente" nucleare israeliano l'aiuto della Francia è stato fondamentale, così come eventualmente lo sarà per le potenze sunnite dell'area...
 
Ultima osservazione ironica su chi insiste a parlare da noi di "unità della sinistra": pensiamo a come i socialisti francesi usano il bellicismo estero per fare dimenticare la loro sciagurata politica interna (includente il rilancio del nucleare "civile") che sta spianando la strada al populismo reazionario della Le Pen...
Siamo proprio sicuri che il PD - in mano a Renzi o a chicchessia prelevato dalla stessa "casta" burocratica - sia fatto di pasta diversa e che ci darà retta quando dovesse governare senza il PDL e/o Scelta Civica?
 
 

Info: Fermiamo chi scherza col fuoco atomico - c/o Campagna OSM-DPN  (www.osmdpn.it)

 
articolo segnalato da Angelo Baracca

http://www.bbc.co.uk/news/world-middle-east-24823846

Saudi nuclear weapons 'on order' from Pakistan

Mark Urban Diplomatic and defence editor, Newsnight