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[Disarmo] Scalo passeggeri o pista per i test di droni? È scontro sul futuro di Taranto-Grottaglie



Da appena una settimana l'aeroporto di Taranto-Grottaglie è inserito nel piano 
nazionale degli aeroporti e classificato come scalo nazionale, eppure mai come 
in questi giorni è battaglia sulla destinazione d'uso di questa struttura oggi 
utilizzata soprattutto da Alenia-Aermacchi - il cui stabilimento è contiguo - 
per imbarcare a bordo dei Dreamlifter, destinazione Usa, le fusoliere in fibra 
di carbonio per il Boeing 787.

Sul che fare per l'aeroporto si è creato un doppio fronte. Da un lato Camera 
di commercio, Comune e una serie di associazioni di Taranto che chiedono di 
aprire definitivamente lo scalo ai voli passeggeri (traffico, questo, sinora 
attivato solo sporadicamente), mostrandosi dubbiosi, e a volte contrari, su 
altre possibilità d'impiego.

Dall'altro, Puglia e Aeroporti di Puglia (la società pubblica che gestisce gli 
scali pugliesi), secondo cui l'aeroporto di Taranto-Grottaglie deve essere 
utilizzato prioritariamente per il traffico cargo, raccordandosi col porto di 
Taranto e costituendo una piattaforma logistica. E inoltre per l'industria 
aerospaziale, considerato che Alenia-Aermacchi, oggi con 750 occupati, ha 
prospettive di espansione. A ciò si aggiunge un'ulteriore possibilità, quella 
di usare la pista di Taranto-Grottaglie per testare i droni. Di questo si è 
parlato in un vertice all'Enac, presenti Regione Puglia e Aeroporti di Puglia.

«Nella specializzazione degli aeroporti - ha fatto sapere l'Enac - lo scalo di 
Taranto-Grottaglie potrebbe costituire un asset strategico per il trasporto 
cargo nella Regione Puglia e nel Mezzogiorno d'Italia e al contempo porsi come 
piattaforma logistica integrata per lo sviluppo e la ricerca nel settore 
aeronautico, proponendosi, ad esempio, come luogo idoneo per i Test Range 
dell'aviazione e, non ultimo, per i mezzi a pilotaggio remoto». In tal senso 
proprio Aeroporti di Puglia sta lavorando ad un progetto su Taranto-Grottaglie 
il cui obiettivo è quello di «porre al servizio del sistema delle imprese, una 
risorsa nazionale in grado di offrire servizi integrati attraverso la 
disponibilità di infrastrutture, tecnologie, procedure e spazi aerei dedicati».

Ma Camera di commercio e Comune di Taranto sembrano "tifare" piú per il 
traffico di linea che per altre soluzioni. È infatti bastata la proposta di una 
compagnia di Lugano (Cityline Swiss in collaborazione col brand commerciale 
Kiss Fly) che da metà aprile, utilizzando gli Atr, vorrebbe attivare dei 
collegamenti da e per Roma-Fiumicino, Palermo, Catania, Nizza-Albenga e 
Timisoara, per mettere in moto da Taranto un fitto pressing su Regione Puglia e 
Aeroporti di Puglia affinché diano il via libera ai voli passeggeri. Il 
pressing ha registrato anche accese punte polemiche, con Regione Puglia e AdP 
accusati di fare "ostruzionismo" verso lo scalo di Taranto-Grottaglie a favore 
di Brindisi e Bari. Nel mirino soprattutto AdP, che, secondo l'accusa, ha 
chiesto per i servizi di handling a Taranto-Grottaglie costi "esorbitanti" 
rispetto a quelli di Brindisi e Bari, anche se Adp ha subito replicato 
affermando che i costi più alti dipendono dal fatto che Taranto-Grottaglie 
sinora ha sviluppato un traffico passeggeri molto esiguo su base annua. AdP ha 
poi rammentato che proprio Cityline Sviss, in passato, ha spesso "prenotato" le 
strutture aeroportuali per voli mai decollati e alla Regione Puglia ha fatto 
presente che quella della compagnia di Lugano per ora é solo una manifestazione 
di interesse.

Cauta, a questo punto, la Regione che chiederà all'Enac di saperne di più sui 
nuovi collegamenti passeggeri proprio per evitare le beffe del passato, quando 
lo scalo è stato aperto solo per poche settimane e poi inevitabilmente richiuso 
perché non c'era domanda. Da tempo, inoltre, la Regione è del parere che il 
futuro dello scalo sia nel cargo perché non ha senso avere tre aeroporti 
passeggeri nel raggio di un centinaio di chilometri.

Ora, quindi, in attesa di vedere l'evoluzione del progetto droni, si 
punterebbe a compatibilizzare l'uso cargo-industriale con quello charter visto 
che Alenia-Aermacchi in questa prima fase del 2014 incrementerà a 10 coppie al 
mese la produzione di fusoliere per il 787. Tuttavia, la richiesta che continua 
a venire da Taranto riguarda soprattutto i voli di linea. Ancora oggi, infatti, 
cinque associazioni cittadine hanno bocciato l'ipotesi dei «Test Range», 
paventando rischi per coloro che risiedono nelle vicinanze dell'aeroporto, e 
definito «fantasiosa» la prospettiva dei cargo.
http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2014-01-25/scalo-passeggeri-
o-pista-i-test-droni-e-scontro-futuro-taranto-grottaglie-164841.shtml?
uuid=ABczRDs