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[Disarmo] Perché il Muos è una partita aperta



Chi pensa che la costruzione dell’enorme impianto di comunicazione satellitare 
di guerra della marina Usa a Niscemi, di cui i “grandi” media non parlano più, 
sia una questione chiusa si sbaglia. Non si tratta solo di attendere i 
risultati di cinque ricorsi al Tar a fine marzo o la mozione parlamentare 
contro il Muos, ma di prendere atto che calpestare il parare e la dignità di 
migliaia di uomini e di donne, stracciare i diritti della Costituzione, 
reprimere con violenza il dissenso hanno provocato la nascita di un movimento 
grande quanto determinato, che non si limita al territorio siciliano. E che il 
primo marzo si riprende le contrade di Niscemi

di Nello Papandrea

Da poche settimane sono stati ultimati i lavori di costruzione del Muos di 
Niscemi, intanto si moltiplicano gli sforzi di tutti coloro che contrastano l’
enorme impianto di comunicazione satellitare globale della marina statunitense. 
Ma allora, ci sono ancora speranze? Da un punto di vista legale, spiegano gli 
avvocati, la partita è ancora apertissima. Da un lato, si attende la decisione 
del Tar di Palermo sui ricorsi pendenti, dall’altro, si studiano nuove 
possibili azioni e si aspetta il deposito di una mozione parlamentare.

Per quanto riguarda il primo profilo, innanzi al Tar Palermo pendono cinque 
ricorsi riguardanti sostanzialmente tre problematiche: l’illegittimità delle 
autorizzazioni ambientali rilasciate dalla Regione (Ricorso avviato dal Comune 
di Niscemi nel 2011); la richiesta di annullamento da parte del ministero della 
Difesa delle revoche delle autorizzazioni operato dalla Regione il 29 marzo (si 
tratta di due ricorsi del ministero notificati ad aprile 2013); infine la 
richiesta di annullamento della revoca regionale datata luglio 2013 delle 
revoche della autorizzazioni ambientali del 29 marzo 2013 (si tratta di due 
ricorsi, il primo nato da una collaborazione Legambiente-Coordinamento dei 
Comitati No Muos, il secondo del Movimento No Muos Sicilia).

Per la decisione definitiva su tutti i ricorsi è stata fissata l’udienza di 
discussione del prossimo 27 marzo. Pur non potendosi azzardare previsioni, 
tuttavia secondo i legali No Muos le risultanze probatorie avvalorano la 
fondatezza delle tesi da loro sostenute. In particolare, la verifica compiuta 
da Marcello D’Amore, docente dell’Università di Roma “La Sapienza”, ha 
evidenziato come le autorizzazioni ambientali rilasciate dalla Regione fossero 
prive di rigore, su alcuni punti palesemente erronee e non rispettose delle 
norme che regolano la materia. 171914-thumb-full-muos_completoCosì da giungere 
a conclusioni inattendibili, soprattutto riguardo la mancanza di pericoli per 
la salute umana, per l’ambiente e per il traffico aereo dei vicini aeroporti. 
Del resto, l’illegittimità delle autorizzazioni è stata riconosciuta dalla 
Regione che, tramite l’ufficio di Presidenza, è intervenuta nel ricorso del 
Comune di Niscemi a sostegno delle ragioni del Comune e ha successivamente 
“revocato” le autorizzazioni. Tale revoca, essendo basata su vizi di 
legittimità e di istruttoria delle autorizzazioni, deve qualificarsi, per i 
legali del Coordinamento dei Comitati No Muos, come autentico “annullamento in 
autotutela”, con la conseguenza che è illegittima la successiva “revoca delle 
revoche” del 24 luglio (con l’ulteriore effetto che la realizzazione delle 
opere è stata eseguita in modo del tutto abusivo).

Inoltre, non può avere efficacia sanante il parere dell’Istituto Superiore di 
Sanità che, al suo interno, contiene la dichiarazione di non utilizzabilità a 
fini autorizzatori trattandosi di studio puramente scientifico. Lo studio, del 
resto, contiene forti perplessità riguardo l’innocuità dell’impianto e 
raccomanda attenzione soprattutto per la salute dei bambini. Allo stesso 
studio, inoltre, sono allegate per costituirne integrazione delle note critiche 
dei tecnici nominati dalla Regione che inspiegabilmente non sono state 
considerate dalla Regione.

I legali, quindi, confidano nell’accoglimento dei ricorsi che porterebbe all’
arresto dei lavori dovendosi avviare un nuovo iter autorizzativo. Quest’ultimo 
sarebbe reso oggi molto difficile dal passaggio dell’area di sedime nella “Zona 
A” di massima tutela della Riserva Naturale Orientata “Sughereta di Niscemi” e 
dai vincoli paesaggistici.

A prescindere dalle questioni amministrative, il Muos si caratterizza 
soprattutto per una forte illegittimità di fondo che riguarda, peraltro, tutte 
le basi militari Usa presenti nel nostro paese. Gli accordi bilaterali, aventi 
contenuto politico, devono infatti essere approvati dal Parlamento e 
successivamente ratificati dal Capo dello Stato come prevedono gli artocoli 80 
e 87 della Costituzione, cosa mai avvenuta per la costituzione delle basi Usa. 
Su tale argomento, il 22 ottobre si è tenuto un seminario presso il 
dipartimento di Scienze Politiche, all’interno del quale la tesi dell’
illegittimità costituzionale delle procedure utilizzate per la costituzione 
delle servitù militari è stata discussa dai Agatino Cariola e Rosario Sapienza, 
rispettivamente ordinari di Diritto costituzionale e di Diritto internazionale 
presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di 
Catania.

A giorni sarà depositata una mozione parlamentare il cui testo è stato 
predisposto dai legali del Coordinamento dei Comitati No Muos, mediante il 
quale il parlamento chiede che tutti i trattati bilaterali riguardanti basi 
militari straniere siano sospesi e rimessi alla valutazione del parlamento. In 
tale fase, gli stessi legali confidano di far valere l’incompatibilità di 
alcuni di tali accordi, in particolare di quello riguardante il Muos, con i 
principi dell’articolo 11 della Costituzione. Tale articolo sarebbe violato, 
infatti, sia riguardo il principio di ripudio della guerra, sia sotto il 
profilo della carenza di condizioni di parità (previsto dal secondo comma).

Inoltre, i legali stanno studiando e raccogliendo i dati per intraprendere 
nuove azioni a tutela della salute innanzi ai Tribunali Civili. Da parte dei 
Comitati, poi, continua la mobilitazione territoriale: il primo marzo ci sarà 
una nuova grande manifestazione proprio a Niscemi (in contrada Ulmo), mentre il 
22 febbraio l’appuntamento è a Caltanissetta per protestare contro la forte 
attività repressiva della Questura e della Prefettura locali.

In questa occasione i No Muos vogliono denunciare le fortissime responsabilità 
di enti pubblici, quali la Soprintendenza di Caltanissetta e l’Azienda Foreste 
Demaniali, che hanno dato autorizzazioni del tutto illegittime, in dispregio 
dei più elementari principi di protezione di quei valori ambientali che tali 
enti dovrebbero proteggere. Ma anche della Questura di Caltanissetta che, 
mentre denunciava e sanzionava gli attivisti che legittimamente protestavano, 
scortava dentro la base gli operai di una ditta priva di certificazione 
antimafia e dello stesso prefetto che, come si apprende dai files di Anonimus, 
durante il periodo di sospensione dei lavori, faceva da mediatore fra Regione, 
governo nazionale e governo Usa per consentire la prosecuzione dei lavori. L’
ultimazione dei lavori, dunque, non ha per nulla scoraggiato il Coordinamento 
No Muos.