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[Disarmo] E ora appare anche lo spettro nucleare



Massimo Zucchetti,

Per defor­ma­zione pro­fes­sio­nale, assi­stendo all’attuale ago­nia dell’Ucraina, ho pen­sato molto e imme­dia­ta­mente ai suoi reat­tori nucleari. L’Ucraina ne ha ben 15, che gene­rano circa la metà della sua elettricità.

La pro­du­zione totale di ener­gia elet­trica nel 2009 è stata pari a 173 miliardi di kWh: il 48% da nucleare, 21% da car­bone, il 20% da gas, e il 7 % da ener­gia idroe­let­trica. Il paese riceve la mag­gior parte dei suoi ser­vizi nucleari (tec­no­lo­gia, manu­ten­zione) e del com­bu­sti­bile nucleare (ura­nio arric­chito) dalla Rus­sia. Prima della crisi attuale, era pro­gram­mato fino al 2030 un forte pro­gramma di manu­ten­zione e rin­novo del nucleare, con inve­sti­menti pre­vi­sti di 25 miliardi di dol­lari: cosa ne sarà in futuro?

Lo svi­luppo del nucleare in Ucraina ini­ziò nel 1970 con la costru­zione della cen­trale di Cher­no­byl, la cui tra­ge­dia del 1986 è tal­mente nota da non doversi nep­pure men­zio­nare. Oggi i reat­tori di Cher­no­byl sono chiusi, men­tre le 15 unità nucleari dell’Ucraina sono di modello russo Vver ad acqua in pres­sione (simili ai nostri reat­tori Pwr). One­sta­mente, Cher­no­byl a parte, i reat­tori nucleari ucraini non hanno mai cau­sato finora grossi guai.

Altret­tanto one­sta­mente, non è dato sapere e desta pre­oc­cu­pa­zione cosa suc­ce­derà ora, nel momento in cui una tec­no­lo­gia deli­ca­tis­sima e che neces­sita know-how e manu­ten­zione, ed è ovvia­mente un ber­sa­glio sen­si­bile in caso di guerra o disor­dini, si tro­verà in un paese al quale man­che­ranno gli aiuti e la col­la­bo­ra­zione tec­nica russa.
Il Pre­si­dente russo Putin ha comu­ni­cato che subito ces­serà lo sconto sul gas natu­rale all’Ucraina, che dovrà pagarlo a prezzo di mer­cato, e rego­lare il suo debito di circa 2 miliardi di dol­lari con la Rus­sia. D’altra parte non si vede il motivo per il quale la Rus­sia debba fare favori ad uno stato che vuole pen­co­lare pesan­te­mente nell’orbita dell’Unione Euro­pea, dell’Alleanza atlan­tica e degli Stati Uniti.

Quale sarà il suo atteg­gia­mento riguardo alla col­la­bo­ra­zione con l’Ucraina in campo nucleare? Nes­suno se ne pre­oc­cupa, per il momento, men­tre i reat­tori ucraini con­ti­nuano a reg­gere l’elettricità del paese.

È pre­ve­di­bile come minimo un taglio alle risorse per la manu­ten­zione, che com­por­terà neces­sa­ria­mente gua­sti più fre­quenti. Le nazioni nuclear­mente svi­lup­pate dovreb­bero pen­sare anche a que­sto, nel piano di aiuti per il nuovo alleato: ma qui l’Italia non c’entra, non è nep­pure in grado di risol­vere i pro­blemi del nucleare a casa propria.