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Re: [Disarmo] L'errore umano e altri segreti militari. Dossier sull'apocalisse nucleare sfiorata



grazie Marescotti,

Maurizio Marchi
www.medicinademocraticalivorno.it


Il giorno 26 aprile 2014 06:42, Alessandro Marescotti <a.marescotti at peacelink.it> ha scritto:
INCUBO ATOMICO E ARMI NUCLEARI

Come, quando e dove l’umanità ha sfiorato l’apocalisse

Fonte: http://ospiti.peacelink.it/qualevita/html/dossier_incubo_atomico.html


Pubblichiamo un dossier che PeaceLink prossimamente rielaborerà per
realizzare un apposito libro sugli incidenti nucleari militari ora
declassificati ma tenuti per tanto tempo top secret.

Questo dossier è stato realizzato traducendo il saggio “U.S.Nuclear
Weapons Accidents” scritto dai ricercatori Jaya Tiwari e Cleve J.Gray,
presente sul sito Internet del Center for Defense Information.

Nel saggio sono riportate le seguenti  unità di misura statunitensi:

1 libbra = grammi 454

1 gallone = litri 3,785

1 piede = metri 0,3048 m

1 iarda = metri 0,9144

1 miglio = metri 1609,3



Le traduzioni sono state effettuate da Alessandro e Daniele Marescotti che
hanno corredato il saggio con alcune note.





Esplosione, incendio o altra diffusione di materiale fissile (in ordine
cronologico)



5 agosto 1950, Base Suisun dell’Air Force, Farfield, California

Un bombardiere B-29 che trasportava una bomba nucleare senza la sua
capsula fissile si schiantò e si incendiò vicino ad un campeggio di
roulotte occupato da 200 famiglie. L’equipaggio aveva difficoltà con i
propulsori dell’aereo e con il ritiro del suo carrello di atterraggio
immediatamente dopo il decollo dalla Base dell’Air Force di Fairfield
Suisun (ora base dell’Air Force di Travis), schiantandosi infine mentre
tentava un atterraggio di emergenza.



Il bombardiere stava trasportando 10-12.500 libbre di bombe con esplosivo
convenzionale, che detonarono 15 minuti dopo lo schianto. L’esplosione che
seguì, fu sentita fino a 30 miglia lontano e creò un cratere largo da un
capo all’altro 20 iarde e profondo sei piedi Lo schianto e la successiva
detonazione uccise diciotto uomini del personale, incluso il generale
Travis dell’Air Force, e ferì altre 60 persone.



22 Maggio 1957 base dell’Air Force di Kirtland, New Mexico

Una bomba nucleare senza la sua capsula fissile cadde dal vano bombe di un
B-36 ad un’altitudine di 1700 piedi ed esplose all’impatto. Il bombardiere
stava trasportando entrambe le bombe e la loro capsula fissile, che era
stata rimossa per sicurezza, dalla base di Biggs dell’Air Force in Texas
alla base di Kirtland in New Messico. Sebbene i paracaduti attaccati alla
bomba si fossero aperti durante la sua caduta, essi non funzionarono
correttamente.



La bomba nucleare fu completamente distrutta nella detonazione che accadde
approssimativamente a 4,5 miglia a sud della torre di controllo di
Kirtland e 0,3 miglia ad ovest del terreno riservato della Sandia Base
creando un cratere d’esplosione di approssimativamente 25 piedi in
diametro e 12 piedi di profondità. I frammenti della bomba e i detriti
furono dispersi su di un area di un miglio. Fu condotto un esame
radiologico dell’area, ma non rivelò contaminazione radioattiva oltre
l’orlo del cratere.



31 gennaio 1958, base straniera non identificata

Un bombardiere B-47 con una bomba nucleare in configurazione d’attacco
stava compiendo un decollo simulato durante un’esercitazione quando la
ruota posteriore sinistra venne a mancare, provocando l’urto della coda
contro la pista e la rottura del serbatoio del carburante. L’aereo prese
fuoco e bruciò per sette ore. Sebbene l’alto esplosivo non detonò, ci fu
contaminazione nell’area immediatamente circostante allo schianto. In
seguito all’incidente, le esercitazioni di allertamento vennero
temporaneamente sospese.



Lo schianto può aver avuto luogo in una base aerea USA a Sidi Slimane, nel
Marocco Francese. Un più recente documento dell’Air Force riportò che
“l’inquinamento dei rottami era alto, ma che sull’area circostante era
basso”. Un servizio del New York Times dell’8 giugno 1960, menziona un
incidente di bomba nucleare che era accaduto “in un campo degli Stati
Uniti vicino Tripoli, in Libia”, senza fornire ulteriori dettagli.



Febbraio 1958, base aerea Greenham Common, Inghilterra

Un bombardiere B-47 che stava subendo un guasto al motore durante il
decollo espulse due cisterne piene di carburante da 1700 galloni da
un’altitudine di 8000 piedi, le quali mancarono di cadere nell’area
designata per un impatto sicuro ed esplosero a 65 piedi dietro un B-47
parcheggiato e caricato con bombe nucleari. Il fuoco che ne derivò bruciò
per 16 ore e causò la deflagrazione delle alte cariche esplosive di almeno
una bomba atomica. L’esplosione rilasciò materiale radioattivo, includendo
uranio polverizzato e ossido di plutonio, dei quali almeno 10-20 grammi
vennero trovati intorno alla base. Inoltre un hangar adiacente fu
gravemente danneggiato e altri aerei vicini furono spruzzati con pompe
d’acqua per prevenire il loro incendio a causa dell’intenso calore
alimentato dal combustibile per jet e dal magnesio del B-47. Il fuoco
uccise due persone, ne ferì altre otto, e distrusse il bombardiere.



L’Air Force non ha mai ammesso ufficialmente che armi nucleari fossero
coinvolte in questo incidente. L’Air Force e il ministro della difesa
inglese furono d’accordo nel 1956 di negare l’esistenza delle bombe
nucleari in qualsiasi incidente che coinvolgeva le armi nucleari
statunitensi collocate in Inghilterra. Nel 1985, il governo inglese riferì
che l’incidente che coinvolse un B-47 parcheggiato il quale fu colpito da
un B-47 in fase di decollo in un esercizio di addestramento, omettendo
ogni menzione del successivo incendio.



26 novembre 1958, base Chennault dell’Air Force, Lake Charles, Louisiana

Un bombardiere B-47 prese fuoco a terra, distruggendo la sola bomba
nucleare a bordo. La contaminazione fu limitata all’immediata vicinanza
dei rottami dell’aereo.



6 Luglio 1959, base Barksdale dell’Air Force, Dossier City, Louisiana

Un aereo C-124 che trasportava una bomba nucleare senza la sua capsula
fissile si schiantò durante il decollo, distruggendo completamente l’aereo
e la bomba nucleare. Ci fu una quantità limitata di contaminazione
immediatamente sotto alla bomba distrutta, ma non abbastanza da impedire
operazioni di salvataggio o di spegnimento.



7 giugno 1960, base McGuire dell’Air Force, vicino Trenton, New Jersey

Un missile BOMARC (“BO” per Boeing e “MARC” per Michigan Areonautical
Research Center) per la difesa aerea, che era stato immagazzinato in uno
stato di pronto utilizzo che permetteva il suo lancio in due minuti, fu
distrutto dopo l’esplosione di un serbatoio con elio ad alta pressione e
la rottura del serbatoio di carburante del missile. Anche se la testata fu
distrutta dall’incendio, il dispositivo di sicurezza agì correttamente e
prevenne la detonazione della carica  altamente esplosiva della bomba. Un
articolo del New York Times descrisse uno scampato disastro nucleare,
notando che il missile “si fuse sotto una fiamma intensa alimentata dal
suo detonatore da 100 libbre di TNT… La testata atomica si sciolse
apparentemente nella massa fusa che era rimasta del missile, il quale
bruciò per quarantacinque minuti”. Le radiazioni seguenti “furono causate
quando la parte metallica di magnesio e ossido di torio, che forma parte
della bomba, presero fuoco”. Il rapporto del Pentagono affermò che fu
contaminata solo l’area immediatamente sotto la bomba nucleare e, a causa
del deflusso dell’acqua di spegnimento dell’incendio, un’area adiacente
estesa per la lunghezza di 100 piedi.



13 novembre 1963, Commissione per l’Immagazzinamento dell’Energia Nucleare
negli Igloo, Base Medina, San Antonio, Texas

Mentre tre lavoratori stavano smontando i componenti dell’alto esplosivo
(HE “High esplosive”) di una bomba atomica, essi cominciarono a bruciare
spontaneamente, provocando una grande esplosione che coinvolse 120 libbre
di HE. L’esplosione causò una piccola contaminazione.



Al dottor Joel Larus dell’Università di New York, che investigò
sull’incidente, la Commissione dell’Energia Atomica (AEC) il 13 gennaio
1966 fornì i dettagli di tre incidenti simili. Essi sono i seguenti:



Hamburg, New York (4 gennaio 1958)… Un treno merci diretto a est deragliò
nella ferrovia Nickel Plate. Cinque automobili che trasportavano
“materiale classificato AEC” furono coinvolte nell’incidente. Secondo il
rapporto non ci fu alcun danno al materiale e alcun ferito tra il
personale AEC che scortava il carico.



Winslow, Arizona (4 novembre 1961)… Il rimorchio di un autocarro prese
fuoco mentre trasportava una piccola quantità di materiale radioattivo.
Non ci fu alcuna contaminazione risultante dall’incendio.



Marietta Georgia (2 dicembre 1962)… Un treno per Louisville e Nashville
deragliò mentre trasportava componenti di armi nucleari. Il materiale non
fu danneggiato ma tre corrieri rimasero feriti.



Come questi rapporti dimostrano, incidenti di questa natura probabilmente
accadono più frequentemente di quanto vengono riferiti. Per esempio, un
rimorchio del Dipartimento dell’Energia che trasportava plutonio da
Richland, Washington, nel New Messico, si capovolse sulla strada
ghiacciata dell’Interstatale 25 vicino Fort Collins, Colorado, nel
dicembre 1980.



8 dicembre 1964, base Bunker Hill (ora Grisson) dell’Air Force, Perù, Indiana

Un bombardiere B-58 perse il controllo e uscì dalla pista durante la fase
di decollo, causando ad una parte delle cinque bombe nucleari a bordo di
bruciare in un conseguente incendio. Non ci furono detonazioni e la
contaminazione fu limitata all’immediata area dell’incidente.



11 ottobre 1965, base Wright-Patterson dell’Air Force, vicino Dayton, Ohio

Un aereo C-124 da trasporto che conteneva componenti di armi nucleari e un
modello per l’addestramento prese fuoco mentre veniva rifornito. Il fuoco
cominciò a bruciare nella parte finale del rimorchio di rifornimento e
distrusse la fusoliera dell’aereo. Non ci furono vittime e le conseguenze
del pericolo di radiazioni furono minime.



17 gennaio 1966, Palomares, Spagna

Un bombardiere B-52 che trasportava quattro bombe all’idrogeno si scontrò
a mezz’aria con un aereo cisterna Kc-135 vicino Palomares, in Spagna.
Delle quattro bombe H a bordo, due bombe con materiale altamente esplosivo
detonarono nell’impatto con il suolo, rilasciando materiali radioattivi,
incluso il plutonio, sopra i campi di Palomares. Approssimativamente 1400
tonnellate di terreno e vegetazione lievemente contaminati furono portati
successivamente negli Stati Uniti per l’immagazzinamento in un luogo
autorizzato. Una terza bomba nucleare cadde sul terreno ma rimase
relativamente intatta; l’ultima cadde nell’oceano.



La bomba che affondò nel Mediterraneo diede luogo ad una delle più grandi
ricerche e operazioni di recupero nella storia. La ricerca prese circa
otto giorni e impiegò 3000 uomini del personale della marina e 33 navi,
senza contare le barche, gli aeroplani, e il personale usato per portare
l’equipaggiamento sul luogo. Benché il piccolo sottomarino “Alvin”
localizzò la bomba dopo due settimane, non fu recuperata prima del 7
aprile. I rottami dell’incidente caddero in un’area approssimativamente di
100 miglia quadrate di suolo e acqua.



L’incidente accadde durante un’operazione di routine di rifornimento ad
alta quota mentre il B-52 stava ritornando alla base Seymour Johnson
dell’Air Force a Goldsboro, nel North Carolina, dopo aver sorvolato lungo
la rotta meridionale della missione di allertamento aereo dello Strategic
Air Command denominata in codice “Chrome Dome”. Il bombardiere stava
attendendo il suo terzo rifornimento con un aereo cisterna KC-135 dalla
base americana a Morton, quando il boccaglio del braccio per il
rifornimento dell’aereo cisterna urtò il bombardiere. Il braccio squarciò
il B-52 lungo il suo dorso, spezzando il bombardiere in vari pezzi. I
40.000 galloni di rifornimento del KC-135 andarono a fuoco, uccidendo
sette uomini dell’equipaggio.





21 gennaio 1968, Thule, Groenlandia

Quattro bombe nucleari furono distrutte in un incendio dopo che il B-52
che le trasportava si schiantò approssimativamente sette miglia a sudovest
della pista della base dell’Air Force di Thule in Groenlandia. Il B-52,
proveniente dalla base Plattsburgh dell’Air Force di New York, si schiantò
dopo che un incendio si era sprigionato nel compartimento dell’ufficiale
di rotta. Il pilota stava facendo rotta all’AFB di Thule per provare un
atterraggio di emergenza. All’impatto con il suolo, l’aeroplano scoppiò in
fiamme, bruciando gli involucri esterni dell’alto esplosivo che
rivestivano almeno una delle bombe. L’esplosivo allora detonò, spargendo
plutonio e altri materiali radioattivi sopra un’area di circa 300 iarde su
entrambi i lati della traiettoria dell’aereo, molti di essi in pezzi delle
dimensioni di un pacchetto di sigarette. Il bombardiere era stato in volo
sulla rotta del Circolo Artico nell’ambito dell’operazione di volo in
permanente allertamento dello Strategic Air Command, chiamata in codice
“Chrome Dome”. Un membro dell’equipaggio rimase ucciso nello schianto.



Il governo della Danimarca, che possiede la Groenlandia e proibisce le
armi nucleari sul o sopra il suo territorio, emise una forte protesta alla
quale seguirono grandi dimostrazioni in quella nazione. Pochi giorni dopo
l’incidente, il segretario della difesa degli Stati Uniti Robert McNamara
ordinò la rimozione delle armi nucleari dall’allertamento aereo. Gli
allertamenti stessi furono più tardi limitati e poi sospesi del tutto.



19 settembre 1980, Damascus, Arkansas

I vapori del combustibile provenienti da un missile balistico
intercontinentale Titan II (ICBM “Intercontinental Ballistic Missile”)
fecero saltar via nella base di lancio del missile la porta da 740
tonnellate di calcestruzzo e acciaio e catapultare la testata del missile
nucleare a 600 piedi. L’incidente accadde quando un addetto alle
riparazioni dell’Air Force lasciò cadere una pesante chiave inglese che
colpì il missile, causando una crepa nella cisterna di carburante
pressurizzato del missile. Il carburante prese fuoco e esplose
approssimativamente 8 ore e mezza più tardi, uccidendo una persona e
ferendone altre ventuno. Il veicolo di rientro del missile, che conteneva
una testata nucleare, fu ritrovato intatto. (1)



Bombe atomiche perse



10 marzo 1956, sopra il Mar Mediterraneo

Un bombardiere B-47 che trasportava due capsule nucleari nei loro
contenitori di trasporto scomparirono sopra il Mar Mediterraneo. L’aereo,
in un volo senza soste dalla base aerea di MacDill a Tampa, Florida, ad
una base aerea straniera segreta, si perse con il suo equipaggio. Dopo il
decollo il B-47 era programmato per due rifornimenti di carburante in volo
prima di raggiungere la sua destinazione finale. Il primo rifornimento fu
completato con successo, ma l’aereo non ha mai avuto contatto con la
secondo aereo cisterna per il rifornimento sopra il Mar Mediterraneo.
Nonostante una ricerca estesa, nessuna traccia dell’aereo, delle capsule
nucleari, o dell’equipaggio, fu trovata.



28 luglio 1957, sopra l’Oceano Atlantico

Un aereo da trasporto C-124 che stava avendo problemi meccanici abbandonò
due armi nucleari senza la loro capsula di materiale fissile al largo
della costa orientale degli Stati Uniti. Il C-124 era sulla rotta dalla
base aerea di Dover a Delaware quando perse potenza sui suoi motori numero
uno e due. L’equipaggio si convinse che la quota non potesse essere
mantenuta con il peso delle bombe a bordo e decise di abbandonare il
carico. Anche se nessuna bomba detonò, si presume che entrambe le bombe
siano state danneggiate dall’impatto con la superficie dell’oceano e che
siano affondate quasi istantaneamente. Nessuna delle due bombe né detriti
sono mai stati trovati. Il C-124 atterrò per sicurezza su un campo
d’aviazione vicino ad Atlantic City, nel New Jersey, con la bomba
rimanente e la testata nucleare a bordo.



5 febbraio 1958 Savannah River, Georgia

Un’arma nucleare senza la capsula nucleare fissile fu perduta in seguito
ad una collisione a mezz’aria. Un bombardiere B-47 che trasportava un arma
nucleare senza il suo nucleo fissile si scontrò con un aereo F-86 vicino
Savannah, in Georgia. Dopo essersi susseguiti tre tentativi senza successo
di far scendere l’aereo alla base aerea Hunter in Georgia, l’arma fu
gettata via per evitare il rischio di un’alta detonazione esplosiva alla
base. L’arma fu abbandonata nell’acqua diverse miglia dalla foce del
Savannah River a Wassaw Sound al largo di Tybee Beach, ma il preciso punto
dell’impatto è sconosciuto. Gli alti esplosivi dell’arma non esplosero
nell’impatto. Una ricerca successiva che ricopriva tre miglia quadrate
impiegò dispositivi subacquei e sonar, ma non riuscì a trovare l’arma. La
ricerca fu terminata il 16 aprile 1958, e la bomba fu considerata
irrimediabilmente persa.



Alcuni rapporti degli incidenti a bombe nucleari elencano un incidente il
12 febbraio 1958 che coinvolse un B-47 vicino a Savannah, in Georgia. La
migliore stima della posizione della bomba, annotava un precedente
resoconto del Dipartimento della Difesa, “ è stato determinato essere 31
gradi 54’ e 15’’ a nord, 80 gradi 54’ e 45’’ ovest”. Il B-47 era in una
missione di combattimento simulata dalla base dell’Air Force di Homestead
in Florida.



25 settembre 1959, a largo da Whidbey Island, Washington

Un aereo P-5M della marina degli Stati Uniti che trasportava una bomba
nucleare di profondità disarmata della sua capsula fissile si schiantò a
Puget Sound vicino Whidbey Island, Washington. La bomba non fu mai
ritrovata.



24 gennaio 1961, Goldsboro, Nord Carolina

In quella che divenne quasi una catastrofe nucleare, in un allertamento
aereo un bombardiere B-52 che trasportava due bombe andò a pezzi a
mezz’aria. Il B-52 sperimentò un cedimento strutturale nella sua ala
destra e la conseguente rottura dell’aereo liberò le due bombe nucleari da
un’altezza di 2000-10000 piedi. Il paracadute di una delle due bombe si
aprì correttamente e il danno alla bomba fu minimo. Tuttavia, il secondo
paracadute della bomba funzionò male e la bomba si ruppe a pezzi
all’impatto spargendo i suoi componenti sopra un’ampia area. Secondo
Daniel Ellsberg, la bomba avrebbe potuto accidentalmente esplodere perché
“cinque dei sei dispositivi di sicurezza avevano fallito”. Il fisico
nucleare Ralph E. Lapp ha sostenuto quest’affermazione, dicendo che “solo
un unico interruttore” ha “impedito alla bomba di detonare e di spargere
fuoco e distruzione sopra un’ampia area”.

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Malgrado una ricerca estensiva in un terreno pieno d’acqua dove si era
creduto che fosse caduta l’atomica, il nucleo della bomba altamente
arricchito di uranio non fu mai ritrovato. Allo scopo di prevenire
qualsiasi scoperta della parte persa della bomba, l’aviazione acquistò un
diritto d’uso con il quale si richiedeva che fosse ottenuto un permesso
prima di ogni costruzione o scavo che potessero essere avviati nell’area.
Tre membri dell’equipaggio furono uccisi nello scontro.



L’incidente fu apparentemente così serio che fu riferito al neoeletto
presidente John F. Kennedy. Secondo il Newsweek, il presidente Kennedy fu
informato dopo l’incidente che “c’erano stati più di 60 incidenti che
coinvolgevano armi nucleari”, dalla II Guerra Mondiale, “che includevano
due casi in cui missili anti-aerei con la testata furono realmente
lanciati per inavvertenza”. Come un risultato dell’incidente di Goldsboro,
gli USA piazzarono tanti nuovi sistemi di sicurezza sul loro arsenale
nucleare e l’Unione Sovietica fu incoraggiata a fare lo stesso (2).



5 dicembre 1965, a bordo il Ticonderoga USS (CVA-14) nell’Oceano Pacifico

Un aereo d’attacco A-4E Skyhawk che trasportava un’arma nucleare rotolò
fuori da un montacarichi della porta aerei USA Ticonderoga e cadde in
mare. Poiché la bomba fu perduta approssimativamente ad una profondità di
16.000 piedi, i funzionari del Pentagono temettero che l’intensa pressione
dell’acqua potesse aver causato l’esplosione della bomba B-43
all’idrogeno. E’ ancora sconosciuto se un’esplosione sia davvero avvenuta.
Il pilota, l’aereo, e la bomba andarono perduti.



Il Pentagono dichiarò che la bomba era perduta “500 miglia lontano da
terra”. Tuttavia, fu rivelato più tardi che l’aereo e la bomba nucleare
affondarono solo ad un miglio da un’isola giapponese dell’arcipelago di
Ryukyu. Diversi fattori contribuirono alla reticenza del Pentagono.
L’aereo della portaerei Usa Ticonderoga era di ritorno da una missione
compiuta nel nord del Vietnam; confermando che la portaerei aveva armi
nucleari a bordo ciò documenterebbe la loro introduzione nella Guerra del
Vietnam. Inoltre la legge giapponese anti-nucleare aveva proibito
l’introduzione di armi nucleari nei suoi territori, e le basi nucleari USA
in Giappone non sono esenti da questa legge. In questo modo, confermando
che la portaerei statunitense Ticonderoga  portasse armi nucleari, ciò
significherebbe una violazione USA dei suoi accordi militari con il
Giappone. La portaerei era diretta a Yokusuka, in Giappone, e la scoperta
dell’incidente nella metà degli anni 80 causò una tensione nelle relazioni
fra USA e Giappone.



Primavera 1968, a bordo del sottomarino Usa Scorpion (SSN-589) nell’Oceano
Atlantico

Sebbene il Pentagono non ha pubblicamente rilasciato particolari
dell’incidente, esso probabilmente si riferisce sottomarino d’attacco a
propulsione nucleare statunitense Scorpion che fu perduto in mare. Il
sottomarino, che trasportava armi nucleari non identificate, fu ascoltato
per l’ultima volta il 21 maggio 1968, mentre stava ritornando a Norfolk,
in Virginia, dopo tre mesi di esercizi di addestramento nel Mar
Mediterraneo. L’USS Scorpion affondò 400-500 miglia a sudovest delle
Azzorre.



Gli USA inizialmente sospettavano che l’Unione Sovietica fosse in qualche
modo coinvolta. I sospetti si dissiparono quando il natante di ricerca
Mizar (T-AK-272) fotografò i rottami depositati sul fondo del mare a
10.000 piedi. Un tribunale di indagine della marina non trovò “alcuna
evidenza di alcun tipo che suggerisca crimine o sabotaggio,” e trovò che
“la causa certa della perdita dello Scorpion non potesse essere accertata
con l’evidenza ora disponibile”.



Falsi allarmi di lancio nucleare contro gli USA



Una disfunzione di un sistema d’allarme radar avanzato causò un falso
allarme nel quartier generale del comando di difesa aerospaziale del Nord
America (North Aerospace Defense Command “NORAD”) segnalando un “massivo”
attacco di missili balistici sovietici vicino gli Stati Uniti. Un errore
nel sistema del computer aveva rimosso due zeri dal raggio di controllo
delle apparecchiature radar, provocando al radar la percezione di quello
che riteneva fosse un possibile attacco missilistico a 2.500 miglia. Il
radar in realtà stava percependo una riflessione della luna, situata
lontano a 250.000 miglia.



(Fonte: Shaun Gregory, The Hidden Cost of Deterrente: Nuclear Weapons
Accidents, Brassey’s UK, London, 1990, p.156)



25 ottobre 1962 Base Volk Field, Wisconsin

Un campanello d’allarme indicante l’inizio di una guerra nucleare con
l’Unione Sovietica aveva cominciato a suonare accidentalmente durante
l’apice della crisi dei missili cubani. I piloti corsero ai loro aerei
dotati di armi nucleari ed erano pronti a partire quando l’errore fu
individuato da un ufficiale nel posto di comando. Ai piloti fu ordinato di
ritornare.

(Fonte: Scott D. Sagan, The Limits of Safety: Organizations, Accidents,
and Nuclear Weapons, Princeton University Press, New Jersey, 1993, p.3)



3 e 6 giugno 1980, località sconosciuta

Un allarme che indicava un massivo attacco missilistico sovietico fu
registrato da un computer per le comunicazioni connesso al NORAD. Fu
radunato una consultazione per la valutazione della minaccia, e 100 B-52
armati nuclearmente furono messi in allerta per decollo imminente. Anche
se l’errore fu individuato, lo stesso computer produsse un identico
allarme tre giorni dopo il 6 giugno 1980. Fu nuovamente radunata una
consultazione per valutare la minaccia e 100 B-52 armati nuclearmente
furono messi in allerta per il decollo. Il problema fu successivamente
riconosciuto come il fallimento di un circuito integrato in un computer,
il quale stava producendo a caso cifre che rappresentavano il numero dei
missili individuati.

(Fonte: Shaun Gregory, The Hidden Cost of Deterrente: Nuclear Weapons
Accidents, Brassey’s UK, London, 1990, p.178)



10 gennaio 1984, Warren AFB, Cheyenne, Wyoming

La Warren Air Force Base a Cheyenne, nello stato americano del Wyoming,
registrò un messaggio che uno dei suoi missili balistici intercontinentali
Minuteman III era sul punto di lanciarsi dalla sua base sotterranea a
causa di un malfunzionamento del computer. Per prevenire il possibile
lancio, un mezzo corazzato fu parcheggiato in cima alla base sotterranea
di lancio (3).

(Fonte: Shaun Gregory, The Hidden Cost of Deterrente: Nuclear Weapons
Accidents, Brassey’s UK, London, 1990, p.181-2)









----- Note -----



(1) Questo “banale” incidente fa pensare al rischio che corrono le armi
nucleari in Italia e in Europa, pur poste in bunker blindati nei seguenti
siti, come riporta lo scienziato Paolo Cotta-Ramusino nel suo saggio “The
Present Stockpile of American Nuclear Bombs in Europe” (1999).



LuoghiLocali sotterranei blindati Ramstein (Germania)55Buechel
(Gemania)11Lakenheath (Regno Unito)33Incirlik (Turchia)25Aviano
(Italia)18Ghedi Torre (Italia)11Volkel (Paesi Bassi)11Kleine Brogel
(Belgio)11Araxos (Grecia)6Totale181



(2) Un grave incidente nucleare stava per accadere anche in Puglia quando
alcuni fulmini colpirono quattro testate nucleari di missili Jupiter, il
che portò, anche in questo caso, all’esigenza di adottare sistemi di
sicurezza per evitare esplosioni nucleari accidentali. Il dispositivo di
sicurezza adottato oggi si chiama Permissive Action Link (PAL) ed è così
descritto da Edward Luttwak e Stuart L.Koehl nel libro “La guerra moderna”
(Rizzoli, 1992): “Dispositivo di sicurezza destinato a prevenire
esplosioni accidentali o non autorizzate delle armi nucleari. Il PAL è
montato su tutti gli ordigni dell’arsenale nucleare americano, come bombe
d’aereo e ICBM. Non ne sono provvisti i missili da crociera e quelli
intercontinentali imbarcati sulle unità navali o sui sottomarini. Il
sistema è stato adottato anche dalla Francia e dalla Gran Bretagna per le
rispettive armi nucleari, non si sa però se un congegno simile sia montato
sulle armi sovietiche o cinesi. Un PAL è costituito da un interruttore
controllato da un codice inserito nell’ordigno che può essere azionato
solo inserendo prima un codice da 4 a 12 cifre. La maggior parte dei PAL
moderni provocano un guasto permanente al circuito qualora si continuasse
a inserire un codice errato oppure qualora si tentasse di manomettere il
dispositivo. Negli Stati Uniti la conoscenza dei codici di lancio è
ristretta alle sole autorità del comando nazionale (NCA), cioè al
presidente o ai suoi delegati, e vengono trasmessi ai siti di lancio solo
quando è stato dato anche l’ordine di fuoco. Il presidente è costantemente
accompagnato da un ufficiale il quale ha sempre con sé una valigetta
contenente anche i codici di lancio chiamata “football””. Nel libro “La
guerra moderna” è descritto anche il concetto di “controllo positivo”:
“Politica statunitense che regola l’autorizzazione all’impiego
dell’armamento nucleare al fine di evitare esplosioni accidentali o non
autorizzate. Il dogma principale del controllo positivo è la regola della
doppia chiave, nella quale è necessaria la cooperazione contemporanea di
almeno due persone autorizzate per permettere il lancio di armi nucleari.
Qualora questa regola non possa essere applicata, come ad esempio a bordo
dei velivoli da attacco monoposto, si ricorre a particolari sistemi di
sicurezza elettronici chiamati PAL (Permissive Action Link). Nel caso si
tratti invece di armi nucleari tattiche, come ad esempio i missili Talos,
Terrier, Nike Hercules e i siluri Mk 45 Astor, il controllo positivo
richiede l’impiego della guida a comando, con sistema di distruzione
dell’arma a distanza, al fine di evitare che essa, uscita dalla
traiettoria voluta, esploda in un’area diversa da quella prevista”.



(3) Questo incidente viene riportato anche da Paul Rogers nel libro “Fuori
controllo. Idee militari di un mondo in disordine” (Derive Approdi, Roma,
2002  www.deriveapprodi.org), precisamente nel capitolo “incidenti
nucleari” p.40. Shaun Gregory e Alistair Edwards hanno scritto “A Handbook
of Nuclear Weapons Accidents, University of Bradford, Bradford 1986.


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