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[Disarmo] [SPF:fail] Re: I figli di San Francesco uccisi dai comunisti in Bosnia nel 1945



Miroslav Filipovic Maistorovic, Frà Satana

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Il frate francescano Miroslav Filipovic Maistorovic fu uno dei comandanti del campo di sterminio di Jasenovac, Croazia, creato dallo Stato Indipendente di Croazia del dittatore cattolico Ante Pavelić, alleato dei nazi-fascisti, amico di papa Pio XII.

I condannati venivano bruciati nei forni, come nei campi nazisti, ma ancora vivi. Solo in Croazia, i morti nei campi di sterminio cattolici furono circa 600 mila. Il papa sapeva benissimo cosa accadeva, ma non fece mai niente.fonte: UAAR

L’orda ustascia distrusse 292 chiese ortodosse, i cui beni vennero incamerati dalla Chiesa cattolica. Centinaia i religiosi ortodossi uccisi insieme ai cinque vescovi di questa chiesa. Ogni esecuzione un atto di efferata crudeltà. Valga per tutte la descrizione della fine di uno di questi: monsignor Dobrosavljevic, vescovo di Ototac, fu catturato con il figlio. Furono condotti vicino ad un pozzo e il ragazzo fu fatto a pezzi, a colpi di accetta, davanti agli occhi del padre, costretto a guardare. Furono quindi strappati al vescovo i capelli e la barba e, cavatigli gli occhi, venne finito a colpi di scure. Tutto ciò sotto gli occhi di Stepinac, intento a flirtare con il macabro governo ustascia. fonte: Adista

it.wikipedia.org/wiki/Campo_di_concentramento_di_Jasenov ac

Preceduta da una politica di conversione forzata al cattolicesimo, venne messa in atto una organizzata opera di sterminio di massa, con uccisioni e reclusione in campi di concentramento e di sterminio. Migliaia di serbo-ortodossi vennero gettati, spesso vivi, nelle cavità carsiche, o uccisi nelle forme più atroci.
Come anticipato, alle violenze spesso parteciparono anche frati e preti cattolici. Alcuni francescani furono in prima fila nell’appoggiare le scorrerie ustascia. Un francescano del monastero di Siroki Brijeg, tal Berto Dragicevic, era addirittura uno dei comandanti della milizia ustascia della regione e venne anche decorato per le sue azioni.
Persino i cappellani militari dei reparti ustascia, facenti capo, secondo la gerarchia ecclesiastica, al primate croato Stepinac, partecipavano direttamente alle azioni.
...
Il 14 maggio vennero massacrati i 700 abitanti di origine serba di Glina. L’eccidio fu organizzato dal ministro ustascia Mirko Puk, originario del villaggio, e dal frate francescano Ermenegildo, padre guardiano del monastero di Cuntic.
...
Nell’autunno del 1942 fu nominato comandante del lager di Jasenovac un religioso, il francescano Miroslav Filipovic-Majstorovic, appartenente al monastero di Petricevac, nei pressi di Banja Luka. L’incarico venne conferito per i suoi alti meriti nella lotta ai nemici del regime. Egli aveva diretto, infatti, come comandante di una brigata delle “Guardie del corpo” di Pavelic, i massacri di oltre 4.800 serbi, nella zona compresa tra Banja Luka e Motika.
Nei quattro mesi circa in cui il francescano (soprannominato “Frate Satana” per la sua spietatezza) diresse il campo di sterminio di Jasenovac morirono non meno di 40.000 persone come egli stesso ammise al termine del processo cui venne sottoposto dopo la guerra, conclusosi con la sua impiccagione.
http://win.storiain.net/arret/num196/artic4.asp
 la gerarchia ecclesiastica cattolica croata sia stata vergognosamente pusillanime e non sia mai intervenuta per denunciare e condannare apertamente i crimini che si stavano commettendo nel nome di Cristo, come i massacri, le deportazioni, le spogliazioni, ecc..., senza parlare delle partecipazioni dirette alle stragi di qualche centinaio di religiosi, come il padre francescano Miroslav Filipovic Majstorovic, detto Fra Satana, uno dei grandi sterminatori del lager di Jasenovac.
http://archiviostorico.corriere.it/1999/febbraio/27/CROAZIA_olocausto_dimenticato_co_0_9902272738.shtml


Il giorno sabato 4 ottobre 2014 12:48:14 UTC+2, Giuseppe Turrisi ha scritto:
Cosi giusto per ricordarlo a Renzi e Zingaretti  (PD figli naturali dei comunisti)
---------- Messaggio inoltrato ----------
Da: Federici


Centro studi Giuseppe Federici - Per una nuova insorgenza
Comunicato n. 75/14 del 4 ottobre 2014, San Francesco d’Assisi

I figli di San Francesco uccisi dai comunisti in Bosnia nel 1945

Nel giorno di San Francesco ricordiamo il martirio di trenta francescani assassinati dai partigiani comunisti nel 1945 in Bosnia. 

I Martiri di Siroki Brijeg: i Frati Minori Francescani  uccisi a Siroki Brijeg (Boznia-Erzegovina) il 7 febbraio 1945

Medjugorje, piccolo villaggio della Bosnia-Erzegovina, è conosciuto da tanti fedeli cattolici, soprattutto italiani, per le (presunte, ndr) apparizioni mariane ... Ai tanti pellegrini che affollano il villaggio può capitare di visitare, nelle vicinanze del paesino, il santuario di Siroki Brijeg, titolato alla Madonna Assunta in Cielo, santuario che costituisce l'autentico vessillo religioso dell'Erzegovina, riconosciuto anche al di fuori dei confini della piccola regione.

Quel monastero, vero e proprio scrigno della storia e delle memorie del popolo croato di Erzegovina, fu teatro, il 7 febbraio 1945, di una delle più efferate stragi commesse dai partigiani comunisti locali, eccidio rimasto indelebile nella memoria della gente del luogo nonostante tutti i tentativi, anche violenti, delle autorità comuniste di far dimenticare l'episodio. Il complesso, comprendente il santuario, il convento, una scuola e una chiesa dedicata alla Madonna Assunta in cielo, era stato costruito nel 1846 (durante la dominazione turca), grazie alla dedizione di dodici francescani originari dell'Erzegovina e provenienti da Kresevo, in Bosnia. Subito iniziarono anche i lavori per edificare il monastero e successivamente un edificio da adibire a seminario.

Nelle vicinanze edificarono un centro scolastico che comprendeva anche una scuola ginnasiale ove i frati insegnavano alle giovani generazioni della Bosnia-Erzegovina.Venne pure costruita una casa per tutti quelli che venivano da lontano per frequentare la scuola. Così, il luogo divenne un centro culturale cristiano ed il santuario si trasformò in un simbolo per l'Erzegovina; per questo motivo un gruppo di partigiani comunisti decise di distruggerlo dalle fondamenta, al fine di sradicare dal cuore del popolo la fede cattolica e la benevolenza e la riconoscenza verso i frati francescani.

Arrivati a Siroki Brijeg alle tre del pomeriggio del 7 febbraio 1945, i partigiani trovarono nel monastero trenta religiosi, alcuni dei quali erano professori nel ginnasio adiacente il santuario. I comunisti hanno detto: "Dio è morto, Dio non c'è, non c'è, il Papa, non c'è la Chiesa, non c'è bisogno di voi, andate anche voi nel mondo a lavorare". Con minacce e bestemmie cercarono di persuadere i frati a lasciare l'abito religioso, ma essi risposero: "Noi siamo religiosi, consacrati, non possiamo lasciare il nostro abito religioso". Allora, un soldato arrabbiato prese il Crocifisso e lo buttò a terra.  "Ecco - disse - adesso potete scegliere la vita o la morte". Ogni frate, dopo essersi inginocchiato e aver baciato Gesù, stringendo la Croce sul petto, disse come San Francesco: "Tu sei il mio Dio, il mio Tutto". Testimoni oculari, tra i quali alcuni militari che facevano parte del plotone d'esecuzione,  hanno successivamente raccontato che i frati andarono incontro alla morte pregando e cantando le litanie della Madonna.  

Uno di quei soldati è rimasto scioccato dal comportamento eroico dei frati. Lui ha raccontato: "Fin da bambino, nella mia famiglia, ho sempre sentito dalla mamma che Dio c'è, Dio esiste. Al contrario, Lenin, Stalin, Tito avevano sempre affermato e fatto di tutto per inculcare in ciascuno di noi: Dio non c'è, non esiste! Quando le circostanze della vita mi hanno portato a trovarmi di fronte ai martiri di Siroki Brijeg e ho visto come quei frati hanno affrontato la morte, pregando e benedicendo i loro persecutori, chiedendo a Dio di perdonare le colpe dei carnefici, allora mi sono risuonate chiare la parole di mia madre e ho pensato: la mia mamma aveva ragione, Dio c'è, Dio esiste!" Quel soldato, oggi, è convertito ed ha un figlio sacerdote e una figlia suora.Terminata l'esecuzione i loro corpi furono cosparsi di benzina e bruciati. Non paghi di questo, i partigiani oltraggiarono e cancellarono la scritta sulla pietra invocante Dio e la Madonna, posta sopra l'ingresso del convento e distrussero la biblioteca contenente circa 150 mila volumi, che documentavano le tappe della storia e delle sofferenze del popolo croato di Erzegovina.

I martiri di Siroki Brijeg
Fra Bruno Adamcik, di 37 anni; 
Fra Marko Barbaric, di 80 anni. Quel 7 febbraio 1945 giaceva a letto ammalato di tifo. Gli ufficiali comunisti ordinarono di portarlo fuori, trasportandolo su una coperta. Quindi fu ucciso e buttato nel fuoco assieme agli altri confratelli; 
Fra Jozo Bencun, 76 anni; 
Fra Marko Dragicevic, 43 anni, professore di greco e latino; 
Fra Miljenko Ivankovic, 21 anni; 
Fra Andrija Jelcic, 41 anni; 
Fra Rudo Juric, 20 anni; 
Fra Fabijan Kordic, 55 anni; 
Fra Viktor Kosir, 21 anni; 
Fra Tadija Kozul, 36 anni, professore di filosofia, greco e latino; 
Fra Krsto Kraljevic, 50 anni; 
Fra Stanko Kraljevic; 74 anni; 
Fra Zarko Leventic, 26 anni. Anch'egli ammalato di tifo, fu preso e ucciso come gli altri confratelli; 
Fra Bonifacije Majic, 62 anni, professore e catechista; 
Fra Stjepan Majic, 20 anni, aveva appena terminato il noviziato; 
Fra Arkandeo Nuic, 49 anni, professore di greco, latino, tedesco e francese; 
Fra Borislav Pandzic, 35 anni, professore di religione; 
Fra Kresimir Pandzic, 53 anni, professore di lingua classica e direttore della scuola; 
Fra Fabijan Paponja, 48 anni; 
Fra Nenad Venancije Pehar, 35 anni, professore di filosofia; 
Fra Melhior Prlic, 53 anni; 
Fra Ludovik Rados, 20 anni, aveva appena terminato il noviziato; 
Fra Leonard Rupcic, 38 anni, professore di francese; 
Fra Mariofil Sivric, 32 anni, 
Fra Ivo Sliskovic, 68 anni; 
Fra Kornelije Susac, 20 anni; 
Fra Dobroslav Simovic, 38 anni, professore ed educatore dei seminaristi; 
Fra Radoslav Vuksic, 51 anni, professore di matematica e fisica, direttore del ginnasio per sei anni; 
Fra Roland Zlopasa, 33 anni, professore; 
Fra Leopold Augustin Zubac, 55 anni, professore.

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