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[Disarmo] Testo ufficiale del Libro Bianco della Difesa (Linee Guida) - riassunto



Testo ufficiale del Libro Bianco della Difesa (Linee Guida) - riassunto

Le Linee Guida del Libro Bianco, che il governo Renzi dovrebbe licenziare entro fine anno, sono l’analisi preliminare condotta dal gruppo di esperti designato dal Ministro Pinotti, per avviare la stesura del documento.

L’obiettivo dichiarato del Libro Bianco è di "delineare la strategia di evoluzione dello Strumento militare nei prossimi quindici anni".
Qui ne riassumiamo i passi salienti "pescando" il più possibile dal testo ufficiale.

L'eredità del Secolo breve sta in 2 fenomeni: una globalizzazzione ed una frammentazione.
Nel breve periodo non ci aspettiamo minacce militari "tradizionali".
Il mondo è comunque instabile e disordinato.
A tale instabilità contribuisce l'emergere di nuove potenze.
Le situazioni di instabilità tendono ad estendersi a livello globale.

L'instabilità è un problema perché la sicurezza (e la moderazione del conflitto) dipende dalla stabilità.
L'instabilità genera incertezza che porta con sé rischi e minacce.
Si tratta quindi di prevenire quanto più possibile la destabilizzazione.

Il terrorismo internazionale attraverso l’impiego, di fatto bellico, di mezzi non militari e tecnologie a basso costo, ha dimostrato che è possibile attendersi insicurezza anche in aree apparentemente tranquille.

Destabilizzanti - e quindi fomentatori di conflittualità in forme anche imprevedibili - possono rivelarsi i gap tecnologici, le dinamiche economiche, problemi di natura sociale (migrazioni di massa) ed ambientale...

I nuovi equilibri mondiali - su base policentrica o acentrica - tra potenze potrebbero comportare nel medio termine l’insorgenza di situazioni di crisi preoccupanti per il nostro Paese.

Il ruolo internazionale dell'Italia dipende 1) dagli interessi (vitali e strategici) del Paese; 2) dal suo essere membro rilevante della comunità internazionale che è organizzata in un sistema che comporta vincoli e impegni.
Questo sistema poggia innanzitutto sull'europeismo e l'atlantismo. L’efficacia della Unione europea e della Alleanza Atlantica sono la nostra principale garanzia di sicurezza, che coincide con la sicurezza di questi che sono strumenti ed insieme, di fatto, fini perseguiti.
l’Italia dovrà però saper operare anche in autonomia per la salvaguardia di interessi peculiari. A questo fine una particolare attenzione andrà riservata al vicinato orientale e meridionale dell’Unione Europea, fino ai Paesi del cosiddetto “vicinato esteso”.
L'ONU viene citata (alla tesi 17), ma solo dopo i due richiamati pilastri dell'europeismo e dell'atlantismo, quale riferimento della più vasta comunità internazionale.
L'Italia attribuisce fondamentale importanza all'ONU per garantire la pace ed il progresso.
L’Italia crede fermamente nel rafforzamento della Politica Comune di Sicurezza e Difesa della UE che deve esercitarsi in sinergia con la NATO.
Il ruolo dell'Italia deve essere svolto con credibilità, che trova fondamento nella stabilità nel tempo di scelte e comportamenti.
La credibilità dipende anche dal disporre di una strategia complessiva.

Lo sforzo del Libro Bianco è, consapevole della limitatezza delle risorse economiche, di delineare la strategia dell'Italia, nel rispetto della Costituzione e dei tre pilastri tradizionali dell'azione internazionale del Paese: 1) l'integrazione europea; 2) la coesione transatlantica; 3) le relazioni globali che individuano nell'ONU il riferimento principale ed ineludibile di legittimazione, in particolare per ciò che attiene alle questioni di sicurezza internazionale.
I compiti delle Forze Armate sono definiti dalla Costituzione, art. 11 e art. 52, e dal COM (decreto legislativo n. 66 del 2010): vanno declinati nella integrazione europea ed in ragione di ciò il Libro Bianco individua la corretta futura postura delle nostre Forze armate.
Tale esercizio dovrà valutare quali rischi si è disposti a correre e, su tale base, individuare gli obiettivi essenziali da perseguire attraverso l’attività di pianificazione.
Vi saranno quattro parametri di riferimento: quello geostrategico, quello quantitativo, quello capacitativo ed infine quello qualitativo complessivo.
L'obiettivo è di delineare il quadro per guidare la successiva opera di revisione dello Strumento militare, da pianificare nel medio-lungo periodo.
Le qualità fondamentali che si intendono perseguire sono riassumibili nella formula I3E3,
ovvero uno strumento Interforze, Internazionale, Interoperabile, che sia Efficace, Efficiente ed Economico.

E' da evidenziare che il futuro sarà contraddistinto da una serie di rischi e minacce che si svilupperanno all’interno di estese e frammentate aree geografiche, sia vicine sia lontane dal territorio nazionale, sovente qualificate da situazioni di anarchia istituzionale.
Nel prossimo futuro,le Forze armate saranno chiamate ad operare per il conseguimento di obiettivi sempre più complessi e sofisticati, nei quali la deterrenza e la neutralizzazione della minaccia saranno solo alcuni dei compiti richiesti.
Tendenzialmente tali interventi saranno condotti con altri Paesi e, in ogni caso, sempre in coerenza con il diritto internazionale.
Non è da escludere la possibilità di una minaccia militare tradizionale portata direttamente al territorio nazionale, per la quale occorre una efficace deterrenza convenzionale, da esercitare nel quadro UE e NATO.

Dai 4 parametri di riferimento è possibile elaborare una serie di tipologie di modelli operativi, che bilanciano diversamente i parametri qualitativo, quantitativo e capacitativo in relazione al quarto parametro geostrategico.
Il modello operativo a cui si pensa è quello di Forze armate con diversificate capacità operative, che possano essere impiegate a livello nazionale o in coalizione in ogni fase di un conflitto e per un protratto periodo di tempo.
Va perseguita una specializzazione di capacità, in funzione del ruolo che il Paese intenderà giocare, in particolare nell’ambito della Politica Comune di Sicurezza e Difesa dell’Unione Europea.
Quindi il ruolo internazionale che si intende svolgere ed i soldi che si possono spendere sono essenziali perchè il Libro Bianco possa definire strutture, personale, mezzi e sistemi.
Qualunque sia il modello operativo verso il quale ci si orienterà va sempre sottolineato che lo Strumento militare va preservato nella sua essenza conservando le sue istituzioni, la sua
professionalità, i suoi valori e le sue capacità fondamentali.

Al Libro Bianco è chiesto di individuare precisi requisiti e qualità generali, cui l'organizzazione futura dovrà ispirarsi, ed il più idoneo modello organizzativo generale, cui lo Strumento si dovrà conformare.
Requisiti da garantire sono comunque la razionalità e l’economicità complessiva, l’eliminazione di ogni duplicazione non necessaria, la minimizzazione del numero dei livelli gerarchici dell’organizzazione e la ricerca di soluzioni multinazionali a livello Europeo laddove esse siano perseguibili.
Dovranno essere identificate soluzioni organizzative e procedurali al fine di assicurare una più ampia partecipazione ed una piena assunzione di responsabilità dell’Autorità politica alle grandi scelte in tema di difesa.
La condizione militare dovrà essere maggiormente avvicinata giuridicamente al pubblico impiego.
Tesi 70: nell’ambito di una struttura futura nella quale le componenti civili e militari risulteranno necessariamente più integrate e sinergiche, va valutato quali ruoli prevedere per il personale civile della Difesa.
Al Libro Bianco sarà dunque chiesto di indicare come sarà possibile caratterizzare nel senso E3 l'attuale modello professionale anche in discontinuità con scelte già maturate o consolidate.

Anche ponendosi in una prospettiva di forte collaborazione internazionale, il nostro sistema difesa non può prescindere da un certo livello nazionale di autonomia industriale e tecnologica.
Tecnologie avanzate e adeguate capacità industriali, inoltre, possono facilitare lo sviluppo collaborativo di nuovi prodotti su un piano di parità, rafforzando l’integrazione con i nostri partner europei ed i legami con altri paesi amici. Infine, possono contribuire alla crescita complessiva del Paese, considerando che aerospazio, cantieristica navale, sicurezza e difesa rappresentano una delle poche aree nazionali a tecnologia avanzata ancora presidiate dal nostro Paese.
L'ammodernamento deve avvenire in una logica di interdipendenza, non di dipendenza, con i nostri attuali partner.
Bisogna far fronte ai cambiamenti del mercato: le "piattaforme" tendono ad estendere il loro
ciclo vitale, al contrario degli "equipaggiamenti", che vanno continuamente adeguati.
Bisogna considerare le esigenze “civili” potenzialmente associabili a quelle militari e questo è possibile se le Forze Armate mantenengono adeguate competenze tecnologiche.
Nel quadro in cui la dimensione europea del mercato, anche degli armamenti, prevale su quella nazionale, e l'industria del settore tende a concentrarsi, il Libro Bianco dovrebbe definire la pianificazione strategica su come soddisfare le esigenze delle Forze armate, perseguendo, in ordine decrescente, soluzioni europee, multilaterali, bilaterali, nazionali e da qui derivare orientamenti e priorità nella distribuzione delle risorse. Secondariamente, il piano strategico dovrebbe indicare le nostre aree di raggiunta o auspicabile eccellenza tecnologica da privilegiare attraverso tutti gli strumenti disponibili.
Si dovrà verificare come conciliare il mantenimento di un vantaggio tecnologico nazionale ed europeo con la prospettiva di un mercato futuro relativamente limitato.