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[Disarmo] Pacifisti chi?



Un 'errore' che si continua a ripetere dalla Libia 2011: appoggiarsi su "terroristi buoni" o comunque "non Isis". Ma anche da prima, con i 'nostri figli di puttana' di Usa memoria. Questo articolo del Carnegie pubblicato da Assopace (in merito al quale il latore a nome di Assopace si dichiara 'personalmente scettico', ma nulla più) va addirittura oltre la posizione degli stessi Usa e Turchia, che stanno addestrando ufficialmente 5000 combattenti, da riversare contro Isis ma in realtà contro il governo siriano: Turchia e Usa infatti precisano che si tratta di "moderati" per combattere sia contro Damasco che contro Daesh (Isis). Che poi comunque finiranno nelle file terroriste in Siria, Libia o dove sia utile all'occasione. A Tunisi, o in Europa, tanto per suggerire. Qui infatti si propone - e tale quale viene pubblicato da Assopace per 'iniziare una discussione' in merito - di legittimare Al Qaida in Siria direttamente come interlocutori degni e affidabili, in armi e terrore contro un governo in fin dei conti legittimo. Come l'UE con i nazisti di Maidan contro Yanukovic e la Russia. Evviva la Pace!

Ma forse tutto questo Assopace non lo comprende.

Jure Ellero


-------- Messaggio

Oggetto:        Chi paga il Carnegie per esaltare Al Nusra Siria
Data:   Sun, 29 Mar 2015 10:19:27 +0000 (UTC)
Mittente:       'Mari Cor' via ComitatoNoNato <comitatononato at googlegroups.com>

A:      assopace.nazionale at assopace.org



Salve, leggo con molto stupore che Assopace ha inaugurato una
discussione sul che fare in Siria con un articolo di Lina Khatib del
Carnegie Middle East Center, che praticamente accredita Al Nusra, branca
di Al Qaeda in Siria, come possibile soluzione contro Daesh - l'Isis,
mostro d'inferno che non sarebbe mai cresciuto senza a) il sostegno
occidentale e petromonarchico ai "ribelli" siriani, b) la guerra Nato in
Libia nel 2011(che il 99% dei pacifisti del 2003 non ha minimamente
avversato), e c)  nel 2003 la guerra di Bush in Iraq. Insomma l'Isis un
mostro che non sarebbe mai...Nato senza l'aiuto di altri mostri.E chi
come noi vive in paesi che non subiscono guerre ma le fanno, ha il
dovere morale di opporvisi al massimo. A volte si rischia di fare il
contrario.
E' un errore che si continua a ripetere dalla Libia 2011, quello di
appoggiarsi su "ribelli buoni" o comunque "non Isis"...si continua a
ripetere e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
*1) *Insomma l'articolo del Carnegie sembra andare addirittura  oltre la
posizione degli stessi Usa e Turchia che stanno addestrando
ufficialmente 5mila combattenti siriani; Turchia e Usa infatti precisano
che si tratta di "moderati", con relativo equipaggiamento, per lottare
contro Damasco e contro Daesh a un tempo. Evidentemente questi moderati
andranno presto ad aggiungersi ai terroristi, come succede da anni in
Siria e Libia. Per questo, come Rete No War e anche il coordinamento
Siriapax e speriamo poi altri, abbiamo mandato una lettera a Gentiloni
perché l'Italia deve dissociarsi da questa vergogna. /Diabolicum
perseverare! Basterebbe togliere i finanziamenti in varia forma e questi
gruppi si sgonfierebbero. L'Italia almeno dsi dissoci da chi addestra e
finan/zia!
*2) *Alla Lina Khatib per la quale Al Nusra e Daesh sembrerebbero
stabilmente contrapposti, chiederemmo (invano) di leggere un piccolo
studio che abbiamo fatto sul sistema dei vasi comunicanti fra jihadisti
nusriani e daeshiani, e  "ribelli moderati":
www.sibialiria.org/wordpress/?p=2668
<http://www.sibialiria.org/wordpress/?p=2668>
*3) *Quanto alle ultime gesta di Al Nusra, su Syriacomment l'analista di
gruppi jihadisti Aaron Lund, non certo pro-Damasco, menziona nel suo
articolo
http://www.joshualandis.com/blog/syrian-rebels-capture-idlib-by-aron-lund/ che Idlib
appena strappata all'esercito siriano, ha mostrato scene di pubbliche
flagellazioni e dell'esecuzione in strada di una donna "immorale",
crimini commessi da Al Nusra. Poitete leggere voi stessi. QUESTI SONO I
BRAVI DI AL NUSRA DA ASSUMERE COME ATTORI NEGOZIALI?
*4) *Nel 2013, Fabius ha dichiarato che AL Nusra "fait le boulot de la
France" in Siria: fa il lavoro della Francia in Siria. Ma Fabius è
l'esponente di quella Francia che dovrebbe pagare miliardi di danni per
la guerra in libia.
*5) *E' sempre importante dare un'occhiata * A CHI FINANZIA* i vari enti
che si paludano dietro nomi di pace come questo Carnegie Center. Ebbene,
se nel board http://carnegie-mec.org/about/?lang=en  siedono - oltre al
principe marocchino che la guida e che evidentemente non ha abbastanza
dollaroni di suo  - esponenti della banca centrale kuwaitiana e di
quella giordana, della Crescent Petroleum degli Emirati, e poi esponenti
del Syrian National Council dell'opposizione siriana, che ci si può
aspettare? Attori economici e politici del Golfo hanno finanziato a
piene mani gruppi jihadisti...

Marinella Correggia
Torri in Sabina

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Mail di Vincenzo Brandi della Rete No War ad Assopace

Segue messaggio di Assopace e articolo del Carnegie Middle East Center in oggetto

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Cari amici di ASSOPACE, mi sembra siate partiti col piede sbagliato in questo dibattito, ospitando un articolo di mera esaltazione del ruolo di un'organizzazione jihadista, estremista e terrorista, quale Al Nusra, organicamente legata ad Al Queda e finanziata da orribili dittature feudali e confessionali come l'Arabia Saudita e gli altri paesi del Golfo; un articolo che avreste dovuto considerare irricevibile.

Vi invito, invece, a pubblicare questo nostro breve commento e contemporaneamente la lettera che, come rete pacifista No War, abbiamo spedito al ministro degli esteri Gentiloni, che indica quali siano le vere responsabilità per il prolungarsi della guerra in Siria, tutta diretta dall'esterno (compresi gli USA, e molti paesi occidentali, tra cui l'Italia) per meri motivi di domino mondiale e regionale. In attesa di potervi mandare altri contributi più articolati, nel frattempo non posso che auspicare che i cittadini della città assediata di Idlib non cadano sotto il tallone dei jihadisti, cordiali saluti, Vincenzo Brandi della Rete No War


--- Lettera al Ministro

Oggetto: da Rete No War al ministro Paolo Gentiloni con richiesta di incontro

L'ITALIA SI DISSOCI DALL'ADDESTRAMENTO TURCO-STATUNITENSE DI JIHADISTI FUTURI E PRESENTI IN SIRIA

Egregio ministro degli Esteri, Le scriviamo per invitarLa a dissociarsi dalla dissennata decisione da parte degli Stati uniti e della Turchia di addestrare (ulteriori) 5mila militanti di gruppi armati cosiddetti "moderati" in Siria, affinché combattano contro l'autoproclamato "Stato islamico" e al contempo contro il governo di Damasco.

Le scriviamo come cittadini italiani e come membri di Rete No War, rete pacifista molto attiva negli ultimi anni contro le molteplici azioni sbagliate dei governi occidentali, azioni reiterate che in particolare sugli scenari libico e siriano hanno portato - è ormai di un'evidenza abbagliante - all'affermarsi dello sconvolgente terrorismo sedicente islamico.

L'errore è stato troppo spesso ripetuto. Come Lei ben sa, la Nato in Libia ha finito per fare da forza aerea di gruppi jihadisti. E in Siria, gruppi armati dell'opposizione hanno goduto dal 2012 dell'appoggio economico, logistico e diplomatico da parte del gruppo di sedicenti "Amici della Siria" (fra questi Arabia saudita, Qatar, Turchia, Usa, Francia e Gran bretagna...e purtroppo Italia). L'addestramento da parte turca-statunitense non è niente di nuovo. E' un errore reiterato.

E che risultato ha dato? Anche gruppi di opposizione chiamati "moderati", spesso si sono alleati o sono passati con al Nusra o con Daesh in un continuo sistema di porte girevoli; in altri casi, sconfitti sul campo, hanno comunque ceduto le armi a quei gruppi terroristi. Abbiamo documentato più volte questo fenomeno. Così, anche questa volta le persone addestrate e le relative armi molto probabilmente finiranno nelle mani di terroristi.

Ministro, questo addestramento turco-statunitense è un ennesimo attentato ai siriani. E' una garanzia che questa guerra che ha distrutto un paese continuerà a lungo.

E' evidente il doppio gioco di chi parla di negoziati ma alimenta la guerra. L'Italia deve dissociarsi dagli "Amici della Siria" e dalle sue politiche. L'Italia deve rimuovere le sanzioni che peggiorano la tragedia del popolo siriano. L'Italia deve impegnarsi per il dialogo. Basta con i falsi di guerra.

Ci riferiamo anche all'intervento armato dell'Arabia saudita in Yemen. I sauditi, fonte inesauribile di finanziamento di gruppi jihadisti che poi confluiscono nell'Isis, ha messo su una coalizione per schiacciare i ribelli sciiti yemeniti houty, che non sono terroristi.

Come mai invece i ribelli siriani, che hanno dimostrato di passare facilmente a gruppi jihadisti e terroristi, sono coccolati dall'Occidente oltre che dai petromonarchi?

    Le chiediamo un incontro per discutere di questi argomenti.

    Grazie

    Rete No War  (per contatti 331-2053435)



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    ----Messaggio originale----

    Da: associazioneperlapace-noreply at yahoogroups.com
    Data: 29/03/2015 1.54
    A: "Net - Assopace"<associazioneperlapace at yahoogroups.com>
    Ogg: [associazione per la pace] Che cosa succede in Siria



Associazione per la Pace (Assopace) Via India 1 - 00196 Roma Tel. +39 0692938278 - Fax:+39 0623327800 E.Mail: assopace.nazionale at assopace.org Facebook: Assopace.Nazionale Twitter: @assopace skype: assopace.nazionale
     www.assopace.org
    ____________________________________


Sono passati 4 anni dall’inizio del conflitto siriano. Migliaia e migliaia di morti e feriti e milioni di profughi sono i pesantissimi tributi della popolazione siriana, in una guerra fratricida, in questi 4 dolorosissimi anni. Con il passare di ogni giorno la questione siriana si è complicata, sono arrivati, son stati creati e sono nati nuovi attori. L’aspetto regionale e quello internazionale hanno assunto importanza e significati diversi. Né la comunità araba né la comunità internazionale sono state capaci di disinnescare la tragedia. Anzi in molti casi hanno soffiato sul fuoco della guerra per i loro interessi politici ed economici. E poi l’apparizione dello Stato Islamico sul palcoscenico, l’apparente anarchia in Libia, sanguinosi attentati dovunque, quelli spettacolari in Francia e Tunisia e, in questi giorni, si aggiunge la questione yemenita. Tutto è amplificato e presentato al pubblico attraverso i mass media come fossero fenomeni nati dal nulla. Tutto questo sembra averci sprofondato in una confusione permanente. La mancanza di comprensione e l’incapacità di poter individuare il cattivo dal buono ci ha portato ad una sorta di tepida apatia. Mai come ora, il movimento pacifista mondiale in generale e quello italiano in particolare, è stato cosi mansueto.

Su indicazione del Consiglio Nazionale della nostra associazione, apriamo una serie di discussioni sulla questione mediorientale in generale e quella siriana in particolare, con la speranza di aiutare la comprensione della questione.

I documenti, gli articoli che vanno pubblicati, non necessariamente rappresentano la posizione dell’Associazione per la Pace. La discussione è aperta a tutti e, si possono inviare i materiali che si ritengono utili alla discussione.

Attenzione: per motivi di sicurezza e per proteggere la lista da interventi non aderenti ai nostri argomenti (come pubblicità, propaganda, insulti e ecc..) la lista viene moderata, perciò ci può essere un piccolo ritardo tra l’invio del messaggio e la sua pubblicazione. Ci scusiamo, purtroppo sembra che questo sia l’unico modo di salvaguardare la lista.
    Grazie e Buon lavoro
    Farshid


-- articolo Carnegie

Lina Khatib, direttore del Carnegie Middle East Center di Beirut in un articolo apparso sul sito dell’organizzazione il 27 marzo prende in esame la possibilità che il Fronte al-Nusra diventi un interlocutore credibile per il futuro della Siria.

Khatib conclude il suo articolo scrivendo “Invece di mettere il Fronte al-Nusra e lo Stato islamico nello stesso paniere, l'Occidente dovrebbe guardare oltre l’appartenenza ideologica di al-Nusra e incoraggiare il suo pragmatismo se cerca una fine al conflitto siriano”.

Personalmente rimango molto scettico al riguardo, tuttavia credo che sia interessante leggere l'articolo.

    Buona lettura!


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SEGUE:

L'articolo del Carneige in oggetto

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    l Fronte al- Nusra gioca la carta di consenso in Siria

    di Lina Khatib

    Traduzione: Associazione per la Pace


Il Fronte al-Nusra, affiliato di al-Qaeda in Siria, non ha né la ricchezza né le armi del suo rivale, autoproclamato lo Stato Islamico. Ma la sua popolarità e la sua forza sono in aumento, infatti oggi, alla fine marzo 2015, è pronto a prendere in consegna la città di Idlib, nel nord-ovest della Siria.

L'Occidente attualmente vede Il Fronte al-Nusra come una minaccia. Ma il pragmatismo di al-Nusra e la sua continua evoluzione danno l’idea che al-Nusra potrebbe diventare un alleato nella lotta contro lo Stato Islamico, come fu chiaro durante le interviste che ho condotto con gli affiliati e sostenitori di al-Nusra e di Stato islamico lungo il confine turco-siriano alla fine di febbraio 2015.

Sebbene la provincia di Idlib è già dominata da al-Nusra, il centro urbano del Governatorato rimane sotto il controllo del regime siriano. Alla fine di marzo, il Fronte al-Nusra ei suoi alleati (come Ahrar al-Sham e altre brigate ribelli siriane che compongono l'alleanza nota come Fronte Islamico) sono riusciti a quasi circondare la città, con l'eccezione di una sola via principale.

Se il Fronte Nusra avra successo, Idlib diventerebbe il secondo centro urbano perduto da parte del regime del presidente Bashar al-Assad dall'inizio della guerra siriana nel 2011. Il regime ha già adottato diverse misure in risposta alla minaccia. Ha orchestrato l’assassinio dei leaders del Fronte Nusra nella provincia all'inizio di marzo. Quando ciò non ha fermato Nusra, il regime ha trasferito la propria sede amministrativa della città di Idlib a Jisr al-Shoghour, a sud-ovest, nel tentativo di ridurre al minimo le perdite. Ha contemporaneamente intensificato l'uso di “barrel bomb” nella zona; le agenzie umanitarie che operano in provincia hanno distribuito kit chimici perché dicono che il regime usa cloro in alcune bombe.

L'escalation della violenza che si prevede a seguito della conquista di al-Nusra e la successiva reazione regime provocherà lo spostamento di circa 100.000 abitanti, stimato dalle agenzie umanitarie. Il più alto numero di sfollati interni che si muove in una sola volta in Siria dall'inizio del conflitto.


    Rivalità con lo Stato islamico

Il Fronte al- Nusra è stato il più forte attore islamista in Siria alla fine del 2013. Ma ben presto si è trovato di fronte a un' altra forza potente: lo Stato Islamico. I leader dello Stato Islamico hanno vinto numerose battaglie ideologiche con il Fronte al- Nusra, sfidando la sua legittimità religiosa ed anche l’assassinio di molti suoi leader.

Lo successo militare, la legittimazione ideologica, così come ampie risorse umane e materiali hanno contribuito a trasformare lo stato islamico nella più ricca organizzazione terroristica nel mondo, che ha permesso di reclutare più combattenti, conquistare più terra e aumentare l'intensità del suo attacchi contro il Fronte al- Nusra. Di conseguenza, per la maggior parte del 2014, il Fronte al-Nusra sembrava indebolirsi. Ma dall’ ottobre 2014-poco dopo l'inizio della campagna di bombardamento aereo della coalizione internazionale guidata dagli Usa contro lo Stato Islamico e il Fronte al-Nusra in Iraq e Siria, il gruppo ha iniziato a dimostrare nuovo vigore.

L’ancora di salvezza di al-Nusra non è apparsa in un giorno. Il suo pragmatismo ha fatto sì che ciò che mancava in capacità militare, attrazione ideologica, e risorse, poco a poco ha compensato con il capitale umano.


La dimensione umana di al-Nusra sul terreno in Siria è frutto di diversi fattori, ma l'approccio ideologico del gruppo costituisce la parte centrale. Nonostante la condivisione di vedute simili con lo Stato Islamico, al-Nusra non impone la sua ideologia in maniera assoluta. Mentre fonti locali dicono che l'80 per cento degli aderenti allo Stato Islamico in Siria non sono siriani, i membri al-Nusra sono per lo più siriani e quindi più consapevoli delle differenze regionali nella cultura e costumi. Questo permette ad al-Nusra di modificare l'applicazione dell'ideologia secondo tali variazioni, il che lo rende più popolare dello lo Stato Islamico tra i siriani.


Nonostante ciò, la stragrande maggioranza di coloro che sostengono al-Nusra non sono guidati dall'ideologia, ma dal sentimento anti-Assad. Lo Stato Islamico non ha considerato la lotta al regime siriano come una priorità fino alla sua avanzata su Mosul, la seconda città dell'Iraq, nel giugno del 2014, quando il regime ha iniziato ad attaccarlo per la prima volta. Ma il Fronte al-Nusra ha sempre combattuto il regime per tutta la sua esistenza. La relativa debolezza del Free Syrian Army (FSA), una rete di forze anti-Assad, e la sua mancanza di un adeguato sostegno internazionale hanno reso il Fronte al-Nusra, agli occhi di molti siriani, l'unico attore credibile combattere il regime e l'unica uno che è effettivamente in grado di fornire risultati. In effetti, le vittorie di al-Nusra, relative alle sue dimensioni e risorse, lo rendono il gruppo più efficace attualmente impegnato nel conflitto siriano.


    Costruire alleanze e lotta contro la corruzione

La capacità di al- Nusra di raggiungere risultati è in gran parte determinata dal suo pragmatismo. Il gruppo collabora con una vasta gamma di forze locali che non sono spinte a combattere sotto il suo ombrello. Invece, combattono a fianco al-Nusra come alleati: un cambiamento radicale rispetto al modello dello Stato Islamico, che non tollera collaborazione se non assolutamente necessaria.

Questo approccio ha consentito al Fronte Nusra di ampliare la propria rete di sostegno in fretta, comprese alcune brigate dell'esercito siriano ad Aleppo, Hama e Daraa. Fondamentalmente, al-Nusra è in competizione amichevole con Ahrar al-Sham, che recentemente è diventato il più grande gruppo sotto l'ombrello del Fronte Islamico a seguito della fusione con un'altra fazione islamica, Suqour al-Sham Brigades. Questo sviluppo ha reso Ahrar al-Sham grande quasi come il Fronte al-Nusra, e l'alleanza tra i due potrebbe diventare un fattore importante nel conflitto siriano.

Al-Nusra anche ha imparato sia dagli errori del regime che del Free Syrian Army (FSA). Nel nord della Siria, la gente ha visto la corruzione del regime sostituita da quella delle brigate di combattimento sotto la bandiera della FSA, come il Fronte dei rivoluzionari siriani ", che ha imposto tasse inconsistenti sulla popolazione, ha istituito posti di blocco in cui, i suoi membri, regolarmente sequestrano la proprietà della gente e controllano le forniture alimentari.

Al-Nusra ha utilizzato il quadro anticorruzione per conquistare i cuori e le menti. La gente ha cominciato a vedere rapidamente i punti di controllo FSA sostituiti dai posti di blocco Nusra che "non ha domandato nulla in cambio per proteggereci", come un sostenitore Nusra ha detto in un'intervista. Il Fronte Nusra ha utilizzato anche la lotta alla corruzione per giustificare i suoi attacchi sulle non cooperative brigate FSA. L’assalto di Nusra al Fronte dei Rivoluzionari Siriani " alla fine del 2014 ha vinto un vasto sostegno popolare, nonostante il fatto che l'obiettivo principale dell'attacco fosse in realtà quello di eliminare uno dei principali rivali militari di Nusra.


Al- Nusra anche ha smascherato i leader del FSA del nord che erano diventati signori della guerra e che hanno abbandonato le linee del fronte. Al- Nusra ha assicurato la presenza dei suoi leader sul campo. Questa presenza ha accentuato l'idea che il Fronte Nusra forniva protezione militare e sociale alla popolazione. Ciò ha aumentato notevolmente la sua accettazione tra siriani ordinari.

Anche se non a tutti piace l'ideologia di al-Nusra, c’è una crescente sensazione nel Nord della Siria, che al-Nusra sia la migliore alternativa sul campo e che l’'ideologia è un piccolo prezzo da pagare per rendimenti più elevati. "Chi mi difende ha il diritto di imporre qualunque legge si ritenga opportuna," ha detto un simpatizzante.

Gli attacchi aerei della coalizione internazionale che hanno avuto inizio nel settembre 2014, hanno colto al-Nusra di sorpresa, ma hanno causato l’aumento della popolarità del gruppo. Molti siriani erano delusi dal fatto che l'Occidente non avesse reagito contro il regime di Assad, ora invece vedevano attaccare un'entità che combatte il regime. Allora molti si sono radunati intorno al-Nusra, fornendo supporto locale e contribuendo alla sua capacità di intelligence. Questo ha permesso ad al-Nusra di aumentare le zone sotto il suo controllo non attraverso conquiste territoriali o la fornitura di servizi - i metodi che lo Stato Islamico utilizza per estendere la sua potenza- ma attraverso l’espansione delle reti locali e influenza.

Tutto ciò ha permesso un notevaumento del potere al-Nusra nel nord. Cosi ha conquistato la maggior parte di Idlib e ha distrutto le brigate rivali con il pretesto della lotta alla corruzione e la lotta contro l'Occidente. Questo è stato visto di nuovo nell’incursione del tardo febbraio 2015 sul Movimento Hazm-la prima brigata FSA a ricevere armi dagli Stati Uniti-che da allora si è sciolta.


    Un'opportunità per l'Occidente

Lo Stato Islamico non è un obiettivo immediato per al-Nusra. Entrambi i gruppi stanno concentrando le loro energie sulla lotta al regime siriano, come FSA, e hanno evitato scontri diretti tra loro. Ad Aleppo, i due gruppi hanno deliberatamente consentito di lasciare uno spazio tra loro sotto il controllo del regime come zona cuscinetto.

Ma entrambi i gruppi fanno a gara per diventare il più forte attore in Siria. Mentre la città di Idlib, con soli 400.000 abitanti, è relativamente piccola, la sua conquista darebbe ad al-Nusra una notevole spinta morale. Questo aiuterebbe il Fronte al-Nusra ad attirare più brigate e dare un vantaggio rispetto allo Stato Islamico, che controlla la città di Raqqa ma non ha alleati.


Il pragmatismo di al-Nusra significa che vuole essere presente al tavolo quando verrà formulato un accordo politico sulla Siria, ciò, sommato alla popolarità di al-Nusra, costituisce la minaccia più significativa per il regime e per lo Stato Islamico.

Qatar, che sta cercando di aumentare la sua influenza in Siria, è stato a guardare l'ascesa di al-Nusra e cercando di staccare al-Nusra da al-Qaeda. (La motivazione del Qatar si trova all'interno della propria ambizione di utilizzare il Fronte al-Nusra come una carta vincente nelle discussioni internazionali sulla una soluzione per il conflitto siriano.)


Al-Nusra non può abbandonare completamente l'ideologia di al-Qaeda per timore di perdere legittimità. Ma ha mostrato flessibilità nell’ applicazione della sua ideologia, e ora è diventata la componente più forte di al-Qaeda, nella misura in cui, senza al-Nusra, il futuro di Al Qaeda sarebbe incerto, limitato ad un notevole influenza soltanto in Yemen attraverso al- Qaeda nella penisola arabica. Ahrar al-Sham è ancor meno severo nella applicazione della sua ideologia di al-Nusra. Se la loro alleanza continua, come è probabile considerando il pragmatismo di al-Nusra, ciò potrebbe avere effetti sull'evoluzione dell'ideologia di al-Qaeda e la sua esecuzione.

Invece di mettere al-Nusra e lo Stato islamico nello stesso paniere, l'Occidente dovrebbe guardare oltre l’appartenenza ideologica di al-Nusra e incoraggiare il suo pragmatismo se cerca una fine al conflitto siriano.


Inviato da: Associazione per la Pace <assopace.nazionale at assopace.org>


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