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[Disarmo] Lady Pesc nel coro della Nato



Di Manlio Dinucci

Fede­rica Moghe­rini, la «Lady Pesc» che rap­pre­senta la poli­tica estera della Ue, presa sot­to­brac­cio dal segre­ta­rio gene­rale della Nato Jens Stol­ten­berg, canta «We are the world» (il brano di Michael Jack­son) insieme a lui e ai mini­stri degli esteri dell’Alleanza. Con que­sta scena emble­ma­tica (v. il video sul «New York Times» del 15 mag­gio) si è con­cluso in Tur­chia il ver­tice Nato, al quale la Moghe­rini ha avuto l’onore di essere invitata.

«La Ue e la Nato – ha dichia­rato – hanno natura dif­fe­rente, ma con­di­vi­dono gli stessi valori». Vi sono «sfide attorno a noi che ci uni­scono», dall’Ucraina alla Libia. È quindi «estre­ma­mente impor­tante la stretta, ottima coo­pe­ra­zione che abbiamo tra Unione euro­pea e Nato a livello di difesa e poli­tica estera, tra me e il segre­ta­rio gene­rale, e i nostri staff, che si incon­trano rego­lar­mente». Que­sta «coo­pe­ra­zione strut­tu­rale», che rende «com­ple­men­tari» Ue e Nato, è raf­for­zata da «inviti reci­proci»: dopo essere stata invi­tata al ver­tice Nato, la Moghe­rini ha invi­tato il segre­ta­rio della Nato alla riu­nione dei mini­stri della difesa e degli esteri Ue, il 18 mag­gio, per par­lare di «ope­ra­zioni militari».

Stol­ten­berg e la Moghe­rini hanno inca­ri­cato i rispet­tivi staff di «inten­si­fi­care la coo­pe­ra­zione Nato-Ue», per­ché «le nostre stra­te­gie siano com­ple­men­tari» (ossia quella Ue sia fun­zio­nale a quella Nato), così da «ope­rare insieme rapi­da­mente ed effi­ca­ce­mente in caso di minac­cia ibrida con­tro qual­siasi dei nostri membri».

L’Unione euro­pea, di cui 23 dei 28 paesi sono allo stesso tempo mem­bri della Nato, viene così vin­co­lata alla Nato sotto comando Usa (il Coman­dante supremo alleato in Europa è sem­pre nomi­nato dal Pre­si­dente degli Stati uniti). L’Alleanza che, dichiara Stol­ten­berg, «sta rea­liz­zando il mag­giore raf­for­za­mento della difesa col­let­tiva dalla fine della guerra fredda».

Men­tre Stol­ten­berg, su inca­rico di Washing­ton, preme sui mem­bri euro­pei della Nato per­ché aumen­tino la spesa mili­tare, la Moghe­rini annun­cia che «l’Unione euro­pea rilan­cerà a giu­gno gli inve­sti­menti nella difesa».

Men­tre Stol­ten­berg con­ferma che la Nato sta poten­ziando la sua «Forza di rispo­sta», la Moghe­rini annun­cia che «la Ue ha biso­gno di accre­scere la capa­cità di rispo­sta alle crisi», capa­cità «non neces­sa­ria­mente mili­tare, ma che non esclude un aspetto militare».

Men­tre Stol­ten­berg sot­to­li­nea che la Nato è impe­gnata su due fronti – quello orien­tale dove «fron­teg­giamo una Rus­sia più minac­ciosa, respon­sa­bile di azioni aggres­sive in Ucraina», quello meri­dio­nale dove «vediamo il tumulto e la vio­lenza dif­fon­dersi in Medio­riente e Nor­da­frica» – la Moghe­rini annun­cia che l’Unione euro­pea sta poten­ziando la «Part­ner­ship orien­tale», per soste­nere soprat­tutto l’Ucraina e la Geor­gia (di fatto già inte­grate nella Nato), e sta pia­ni­fi­cando quella che Stol­ten­berg defi­ni­sce «una ope­ra­zione Ue nel Medi­ter­ra­neo e attorno al Medi­ter­ra­neo», uffi­cial­mente per affron­tare «la tra­ge­dia dei migranti», lasciando inten­dere che la Nato è pronta a soste­nerla. Ricorda a tale pro­po­sito che «l’operazione Nato in Libia nel 2011» servì a «pro­teg­gere i civili dalla vio­lenza del regime di Ghed­dafi», ma che «gli sforzi per sta­bi­liz­zare il paese non sono riu­sciti», per cui occorre oggi «sta­bi­lire un governo uni­ta­rio in Libia».

Si pre­para dun­que una nuova ope­ra­zione mili­tare Nato, siglata Ue. Sotto que­sta luce, le parole «We are the world» (Noi siamo il mondo) can­tate al ver­tice Nato, con il con­tro­canto della rap­pre­sen­tante Ue, suo­nano minac­ciose. E quelle «We are the chil­dren» (Noi siamo i bam­bini) suo­nano come un insulto ai milioni di bam­bini morti, dall’Iraq alla Libia, a causa delle guerre Usa/Nato.