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[Disarmo] rimodellamento del Medio Oriente



Palmira e Qalamoun. Due facce della guerra siriana

Palmira è dell'ISIS. Cosa accadrà ora alla Siria? Analizziamo due eventi importanti, una sconfitta e una vittoria, accaduti nel giro di pochi giorni [Pino Cabras]

La città siriana di Palmira è dunque caduta in mano all'ISIS. Non osiamo pensare alla sorte di uno dei siti archeologici più importanti del mondo. È una notizia pessima, che illumina come si deve il livello di barbarie che hanno voluto accettare le capitali occidentali quando in questi anni hanno puntato contro Assad la loro irresponsabile scommessa. E ancora continuano a farlo, a dispetto dello scenario ufficiale, la Coalizione che combatte l'ISIS (come no?)
Il 28 maggio, in quel di Olbia, al presidente del Consiglio Matteo Renzi come al solito non mancherà una faccia tosta d'occasione, quando inaugurerà un mega ospedale su cui ha investito la Qatar Foundation, il fondo di un regime che finanzia gli jihadisti che gli ospedali invece li bombardano: in Siria, in Libia e in altre terre martoriate. Siamo tutti in buone mani, non c'è che dire.
Ma la domanda più impellente è: cosa accadrà ora alla Siria?
Per provare a capirlo, proponiamo qui la lettura di due articoli che analizzano due eventi importanti, una sconfitta e una vittoria, accaduti nel giro di pochi giorni alle forze armate di Damasco.
La sconfitta - importante - riguarda appunto Palmira.
La vittoria - ugualmente importante - riguarda l'area di Qalamoun, al confine con il Libano. Quanto pesano, la vittoria e la sconfitta?




Se osserviamo la cartina, questa ci racconta che sul terreno si sta alla fine disegnando davvero quel "Rimodellamento del Medio Oriente" lungo nuove frontiere, fortemente voluto da importanti settori delle classi dirigenti anglosassoni e israeliane, oltre che dalle petromonarchie del Golfo e - con una partita tutta sua - dalla Turchia. La coperta nera dello Stato Islamico avvolge oramai gran parte dell'Est della Siria (meno popolato, ma ricco di giacimenti di idrocarburi).
Ad Ovest, con il contributo importantissimo degli Hezbollah libanesi - impegnati nel compito strategico per loro vitale di mettere al sicuro il confine del Libano - si crea di fatto uno Stato diverso da quello conosciuto prima di questa guerra. Chi oltre confine aveva progettato il "Rimodellamento" si proponeva di ridurre la sovranità di Damasco ad appena il 30% del vecchio territorio. Damasco e gli alleati di Teheran ovviamente non ci stanno, e anche questo peserà negli accordi del 30 giugno - sempre che giungano a conclusione - fra Iran e USA. Nella migliore delle ipotesi, il prezzo della pace in Siria potrebbe essere - come ipotizza Thierry Meyssan - «l'impossibilità di sfruttarne il gas per finanziare la sua ricostruzione».
Le ipotesi peggiori virano invece sulla guerra. E sono scenari dagli esiti imprevedibili.

Intanto, buona lettura.
Allegato Rimosso