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[Disarmo] R: RE: R: Papa Francesco con la sua Enciclica: "Rischiamo la guerra nucleare!"



Qui non ci sono, secondo il mio parere, "disertori", e la "battaglia" più importante, DAL PUNTO DI VISTA DEL SINGOLO che è responsabile di sé stesso, è - lo si può costatare empiricamente - quello che ognuno di noi porta avanti per mantenersi in vita.
L'ambiente esterno non ti da sconti ed è sempre lì lì per fagocitarti!
Poi c'è il lavoro con i "prossimi": bisogna occuparsi concretamente e personalmente di quelli con cui vivi a contatto di gomito, e con i quali condividi strettissimamente, fisicamente, territorialmente, vari legami e varie affinità.
Il problema è che - rispetto al sociale - possiamo rapportarci individualisticamente, cioé come ad una specie di superpercato dei temi: scelgo, da libero consumatore, quello che mi "intriga" secondo un mio percorso e ragionamento puramente personale (e/o di piccolo gruppo di persone).
Oppure, salvaguardando certamente le mie preferenze individuali, scelgo COMUNQUE di far convergere la complessità degli impegni - tutti, è vero, si tengono! - secondo una "strategia" ed una "organizzazione".
Ed a questo punto si pone la questione del criterio sulla base del quale pianifico "l'unità degli oppressi" che è condizione sine qua non perché possano prevalere sul Potere ed i Poteri.
Qui ancora considero valido lo slogan di un famoso Manifesto del 1848: "Proletari di tutti i Paesi, unitevi!".
O, invece, può essere un criterio ideologico, come secondo esperienze che in passato (ed anche nel presente) si sono rivelate fallimentari : dobbiamo abbattere, che so, il "sistema capitalistico" che continuiamo a definire secondo schemi teorici di cui si ha scarsa consapevolezza e che, nella migliore delle ipotesi, hanno fatto il loro tempo.
(Il riferimento è sempre a quel famoso, datato, Manifesto).
La mia idea è che dobbiamo seguire un altra strada. Nella "convergenza" in cui c'entra tutto ciò che fa parte della complessità del reale e della lotta per trasformarlo, mi occupo di PROBLEMI GLOBALI BEN INDIVIDUABILI secondo analisi OGGETTIVE con l'ottica di venirne a capo, pena la sopravvivenza di tutti:
- la minaccia della guerra nucleare
- il riscaldamento climatico
- i 10.000 straricchi che, nel mondo, si stanno impadronendo di tutte le risorse reali grazie alla collaborazione subalterna del 10% dei loro maggiordomi con il meccanismo del "dominio assoluto della finanza" (copyright Papa Francesco).

La vecchia sintesi "strategica" marx-leninista ha fallito. Ora, per reazione - ed imitazione della cultura anglosassone - abbiamo deciso che è meglio fare a meno di qualsiasi "sintesi".
Abbiamo buttato, come si suol dire, il bambino con l'acqua sporca!

Ovviamente i vari movimenti di base possono continuare ad andare avanti a forza di miti e di slogan, senza strategia, con il settorialismo ed il localismo, delegando di fatto il coordinamento organizzativo a soggetti politico-istituzionali che spesso sono parte del problema più che della sua soluzione (vedi ieri Rifcom ed oggi il M5s, domani chissà...).
Ed è quello che, soprattutto in Italia, senz'altro continueranno a fare, ci scommetto.
Ma poi non vengano a lamentarsi se - su tutti i temi qui elencati e sui tanti altri dimenticati (es. la liberazione femminista) - non caveranno un ragno dal buco!
E si finirà "TUTTI GIU' PER TERRA", come cantava De Andrè, pur avendo già la possibilità, se si unissero veramente le forze, di dare un colpo mortale al "sistema", comunque vogliamo definirlo!
Agli "animatori sociali" dotati di consapevolezza e tensione alter-globalistica, con senso di responsabilità per la "comune umanità", spetta - è la mia proposta - mettersi insieme per cambiare effettivamente le cose e "salvare il mondo" con quella "grinta" e quella "determinazione" di chi non si accontenta semplicemente di mettere in salvo la sua coscienza personale.
Insomma, come Gandhi, riprendo, aggiorno e "capovolgo" su basi  nonviolente alcune affermazioni di Lenin: "Senza teoria rivoluzionaria, niente movimento rivoluzionario"; "senza strategia ed organizzazione niente rivoluzione"; esse, nel "crinale apocalittico della Storia" che stiamo attraversando, significano tout court continuazione della vita e salvaguardia della civiltà!

----Messaggio originale----
Da: eles515 at live.com
Data: 21-giu-2015 15.13
A: "disarmo at peacelink.it"<disarmo at peacelink.it>
Ogg: RE: [Disarmo] R: Papa Francesco con la sua Enciclica: "Rischiamo la guerra nucleare!"

Hai perrfettamente ragione, tout se  tient....
e dipende dal capitalismo, no dal mancato riconoscimento della parte spirituale dell'uomo, no dalle anacronistiche autorità religiose...
Insomma, chi si impegna per la protezione della foca monaca o dell'orso marsicano o la conservazione delle dimore storiche... non me la sento di considerarlo un disertore della "battaglia più urgente ed importante”.
Vivere nell'amore per l'azione e lasciar vivere nella comprensione della volontà altrui è la massima fondamentale degli uomini liberi.”(Rudolf Steiner)
----

From: eles515 at live.com
To: disarmo at peacelink.it
Date: Sun, 21 Jun 2015 12:09:54 +0200
Subject: RE: [Disarmo] R: Papa Francesco con la sua Enciclica: "Rischiamo la guerra nucleare!"

Penso che ognuno abbia il diritto di giudicre da solo quale sia la “battaglia più importante”:

-    la fame nel mondo,

-    il disarmo unilaterale

-    la decrescita

-    il reddito di cittadinanza

-    l’esperanto

-    i beni comuni

-    la sovranità monetaria

-    l’anticlerricalismo

-    l’antiautoritarismo

-    l’anticapitalismo

-    le medicine alternative

-    il riconoscimento dell’interiorità spirituale dell’uomo

-    la comunicazione nonviolenta

Trovo abbastanza irritante l’imposizione di una di queste come la “più urgente ed importante”, ma per restare nel merito ricordo che ad Amburgo Dresda e Tokio si ebbero più vittime di Hiroshima e Nagasaki.

L’atomica, è vero, può distruggere il pianeta ma se con l’inquinamento si fanno scomparire le api e gli insetti impollinatori o si riduce la fertilità umana... è solo questione di tempo.

Ciascuno, se vuole, si impegna dove come e quando vuole e, per quanto mi riguarda, riconosco come un fratello, un compagno un camerata(alla francese) chiunque si mobilita per ideali di giustizia fraternità ed uguaglianza.



Date: Fri, 19 Jun 2015 20:56:18 +0200
From: rossana123 at libero.it
To: disarmo at peacelink.it
Subject: [Disarmo] R: Papa Francesco con la sua Enciclica: "Rischiamo la guerra nucleare!"

"La domanda che pongo in esso: non trovate strano che proprio la "battaglia" 
più urgente ed importante - il disarmo nucleare - sia quella più disertata
anche dagli "alternativi"?"

La mia analisi è diversa: credo che il nichilismo sia diventato una condizione
normale della nostra società.
Dopodichè di tutte le cose si costruisce una narrativa virtuale, quella che
più piace, ma che poco ha a che fare con la realtà. Sul disarmo poi si è
all'anno zero.