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[Disarmo] Grecia, i 20 giorni che possono cambiare l'Europa



GRECIA, I 20 GIORNI CHE POSSONO CAMBIARE L'EUROPA

di Alfonso Navarra

 

Siamo a Grexit con la conclusione dell'Eurogruppo di ieri (27 giugno 2015)? E' diventato molto probabile. Leggiamo il titolo in prima pagina su "Repubblica di oggi" (28 giugno): "Grecia, la UE si prepara al default".
In teoria tale sbocco potrebbe essere evitato:
1) se i greci votassero sì alla proposta dei "creditori" con il referendum che il premier Tsipras ha indetto per il 5 luglio (ed in cui invita a "respingere l'austerità");
2) se il FMI gestisse tecnicamente la vicenda in modo da permettere ancora il rientro dopo il fatto che Atene non pagherà gli 1,6 miliardi di euro martedi 30 giugno.
A queste condizioni, i negoziati dopo il 5 luglio potrebbero riprendere, scontando però un inevitabile terremoto politico in Grecia: a trattare sarebbe una nuova maggioranza Syriza "moderata"+Po Tami+Pasok e presto comunque si andrebbe a nuove elezioni politiche anticipate.

Sempre "Repubblica" ci informa, a pag 2 di oggi, che restano "ancora 20 giorni prima della Grexit". Questo il sottotitolo dell'articolo a firma di Alberto D'Argento: "L'FMI non provocherà subito il default per mancato rimborso, ma metterà Atene <in arretrato con i pagamenti>".

Questo è quanto possiamo leggere: "Atene non andrà tecnicamente in default il 30 giugno, quando non rimborserà la rata da 1,6 miliardi all'FMI, ma in teoria avrà a disposizione ancora alcuni giorni, forse un paio di settimane. Tempo durante il quale, sperano diversi governi e istituzioni europee, i leader dell'Unione potrebbero ancora trovare un accordo. A Bruxelles si accredita ancora un discreto margine temporale per riaprire un eventuale negoziato perché martedi l'FMI si dovrebbe limitare a dichiarare che <Atene è in arretrato con i pagamenti>. Lo comunicherà quindi al Fondo salva-Stati dell'Unione (EFSF), che in questi anni ha versato alla Grecia 131 miliardi per il salvataggio su 240 totali messi a disposizione dall'Europa. L'accordo tra gli azionisti dell'EFSF, ovvero i governi dell'eurozona, è che non pretenderà l'immediato rimborso dei crediti, ma congelerà la situazione in attesa di sviluppi. Dunque Atene a livello internazionale si troverà in una <zona grigia> che potrebbe protrarsi per diversi giorni, potenzialmente fino al 20 luglio quando scadranno anche le rate della BCE".

Tra i broker comunque qualche ottimista resta. Il Sole 24 Ore di oggi intervista Roberto Russo di Assiteca SIM: "Da ottimo negoziatore quale si sta dimostrando Tsipras sta tirando la corda al fine di ottenere un risultato che gli consenta di mediare tra promesse eccessive fatte al suo elettorato e le critiche che in questi giorni gli rivolge l'ala estremista di Syriza. Sono convinto che alla fine si raggiungerà un compromesso che permetterà di evitare il referendum. E sarà un'intesa all'ultimo secondo raggiunto lunedi notte".


Nel frattempo qui in Italia sarebbe necessario, ritengo, che noi - movimenti di base - chiarissimo un po' di cose alla gente, per smontare la narrazione della Syriza irresponsabile e del popolo greco cicala impenitente.

Con quali posizioni?


1) Potrebbe essere il finto buonismo alla Fassina, Cofferati, Civati (responsabili delle regole che ci stanno strozzando, nel senso che le hanno votate nelle sedi in cui potevano farlo) e amici "narratori": siamo clementi con i greci, rinunciamo a parte del nostro credito, perdoniamo il figliol prodigo affinché resti nella casa comune europea...

E' un atteggiamento che vedo in sostanza ribadito oggi sul "Manifesto" con l'appello collettivo de "L'Altra Europa con Tsipras" intitolato: "Stiamo con Davide contro Golia". Si sta con il Davide-Tsipras senza fare un minimo accenno ai contenuti politici che ciò implicherebbe: l'importante è sfruttare - eventualmente - a fini elettorali un marchio politico che tira (sicuramente di più degli "arcobaleni" italiani!). Quindi ci si schiera logisticamente "con il governo di sinistra" e si propone di sostenerlo esponendo drappi blu ai balconi!

In sostanza, poiché quel che resta della Lista Tsipras sta preparando l'ammucchiata elettorale "alla sinistra del PD", si deve soprassedere il più possibile sul precisare contenuti che potrebbero dimostrare l'incoerenza dei futuri compagni di cartello... In questo il richiamo critico di Tiziano Cardosi ("dissento da questo invito") è più che opportuno.


2- Potrebbe essere una esultanza da Vispe Terese alla Beppe Grillo: evviva, finalmente si sfasciano euro e UE, possiamo uscire dalla gabbia che ci ha costruito l'eurocrazia e tornare alle "sovranità nazionali"!
(In questo l'ex comico sarebbe oggi in compagnia di Salvini ed anche di Berlusconi, gli amici, con la Le Pen, di Vladimir Putin.

Lo "zar", accecato a mio parere dalla sua ideologia nazionalista e militarista, sta rispondendo con una strategia sbagliatissima alle manovre USA sulla crisi Ucraina: penso che Lenin si rivolterebbe nella tomba lui che seppe gestire il capolavoro di Brest-Litovsk! Il punto non è fare concorrenza - persa in partenza - con gli USA sulle spese militari e sui bombardieri nucleari. Bisogna stringere invece un asse energetico con la Germania, quindi con l'Europa, che diventa asse economico. Un asse economico Europa-Russia subissa la potenza americana! Voi fatevi pure le vostre basi, e giocate con i soldatini, che presto perderanno ogni senso, visto che ad Est non ci sono "nemici": noi nel frattempo ci facciamo i gasdotti...).

Oggi sul blog di Beppe Grillo è pubblicata in massima evidenza una dichiarazione delle Commissioni Esteri di Camera e Senato del M5S: "Oggi partiti politici italiani, da destra a sinistra, responsabili del tradimento, della sudditanza nei confronti dell'UE fanno la corsa per dire: "siamo tutti greci". Ridicoli e ipocriti! Questi partiti, con anni di governo, voti chiari e responsabilità precise hanno contribuito al dramma umanitario in corso ad Atene. Ancor più ridicoli sono coloro che hanno sempre sostenuto che lo strumento referendario non fosse uno strumento utile ma che ora esaltano la scelta di Alexis Tsipras. Nell'Europa del sud qualcosa di epocale sta accadendo ed è questa la speranza più grande. Come Syriza, che proprio per questa ragione ha potuto tenere diritta la schiena nelle negoziazioni con la Troika, esistono una serie di movimenti e partiti non delegittimati da anni di potere e di compromessi con le lobby corporativo-finanziarie. A novembre il popolo spagnolo potrebbe tornare padrone del proprio destino e questo accadrà molto presto anche in Italia con il premier che fa la conta dei deputati rimasti. Molto presto l'Europa del Sud spezzerà definitivamente le catene dell'euro e dell'austerità, iniziando un nuovo percorso di alleanza sulla base della solidarietà e non dell'austerità; sulla base dei diritti delle persone e non delle merci; sulla base della redistribuzione e non del profitto di banche e multinazionali. Libertà, sovranità, democrazia e dignità non sono negoziabili per un popolo. Mai".

3- Penso che invece dovremmo optare per un alter-europeismo, non dando già per persa (se possibile) questa dimensione europea ottimale delle nostre lotte: dobbiamo mobilitarci e fargliela pagare politicamente a queste
"caste" europee e nazionali che hanno costituzionalizzato l'austerità e rovinato i bilanci pubblici per arricchire banche e speculatori
della finanza.
Grecizziamo allora politicamente quanto più possibile dell'Europa!
Sosteniamo le forze alternative nelle prossime elezioni in Spagna e Portogallo!
Esigiamo una conferenza europea sul debito pubblico: vogliamo che i soldi succhiati dai parassiti finanziari e da politici ed imprenditori ladroni siano restituiti ai popoli!

Penso che la mia idea di petizione, che sto facendo circolare via posta elettronica, limata formalmente, vada integrata
con quella "buona" che mi ha suggerito Tiziano Cardosi, l'attivista impegnato nel movimento contro le Grandi Opere Inutili ed Imposte (ma anche l'obiettore di coscienza alle spese militari e nucleari).

Notare il linguaggio che si sforza di essere spendibile al bar sotto casa (vedi l'espressione "magna magna")

Mio post del 26 giugno 2015

Cari amici,

il problema che vi sottopongo è circoscritto ma ritengo di importanza
strategica. Cerco pareri e correzioni - ed ovviamente adesioni -prima
di aprire, con chi ci sta, una petizione on-line sulla questione
greca.
Anche se si dovesse giungere presto ad una compromesso tra i creditori
ufficiali ed il governo Tsipras, io penso che dovremmo portare avanti
una iniziativa di chiarificazione dell'opinione pubblica e di
auto-definizione di una alternativa europeista responsabile e
credibile nei suoi discorsi, nelle sue proposte, nella sua essenza
sociale.

Imbroglio greco: ridateci i nostri soldi!

L'Europa ha aiutato la Grecia con 240 miliardi dei contribuenti
europei (40 di questi dai contribuenti italiani): questa è la
narrazione truffaldina che ci viene propinata. In realtà questi soldi
sono serviti a "salvare" le banche tedesche e francesi che hanno
foraggiato grandi opere inutili, dissipazioni e tangenti per
il magna magna di una ristretta oligarchia ellenica. Si tratta di un
debito illegittimo su cui non esiste responsabilità da parte della
massima parte del popolo greco e dell'attuale governo che esso ha
democraticamente eletto.
Si pensi solo alle Olimpiadi preventivate per 1,5 miliardi di euro e
che poi sono costate 30 miliardi!
Non è giusto che a pagare in modo più pesante siano chiamati, da parte
di "istituzioni" creditrici che non ci rappresentano, coloro che
stanno già sopportando una grave crisi umanitaria: al danno si
aggiungerebbe nuovo danno con corredo di beffe.
Ecco perché ESIGIAMO dalla Commissione Ue e dai governi europei che si
diano da fare perché il maltolto sia restituito ai cittadini (e
quindi, per cominciare sottratto dal computo dei debiti pubblici).
La BCE, usando dei suoi nuovi poteri, oltre a stampare la moneta che serve allo scopo, deve inoltre inquisire le banche
responsabili dell'"azzardo morale", destituendo i loro manager.

Se entrano in area default dopo la bonifica si deve procedere alla loro pubblicizzazine!


La sola "condizione" che poniamo al governo greco, se vuole costruire
con noi l'unica Europa che sarà possibile in futuro, è che vada avanti
fino in fondo ad espropriare malfattori, corrotti, evasori: è la casta
dei parassiti finanziari e dei ladroni (politicanti e business men) che dobbiamo cacciare
dall'Europa!
Con questo appello chiamiamo alla consapevolezza ed alla mobilitazione
una cittadinanza europea che vuole vivere nella dignità del lavoro e
del rispetto dei diritti fondamentali delle persone.

Altro mio post del 27 giugno 2015


Questa petizione che mi ha segnalato Tiziano Cardosi mi sembra
abbastanza corretta nella parte propositiva.
Manca l'aspetto della denuncia: la proposta deve nascere da una giusta
"indignazione", originata da fatti reali.
Andrebbero ricordate le cifre dei salvataggi bancari da parte dei
bilanci degli Stati.
E lo stesso QE della BCE (60 miliardi al mese di acquisti di titoli di
Stato sul "secondario") andrebbe spiegato nelle sue implicazioni di
redistribuzione del reddito all'incontrario.




https://www.policat.org/validate/0001550132-45708129550

ROMPIAMO LE CATENE DEL DEBITO GRECO!

La petizione:

Noi, cittadini e cittadine da tutta l'Europa, chiediamo:

◦Una conferenza europea sull'annullamento del debito greco come di
altri paesi europei, che sia fondata sull'analisi di commissioni di
audit pubbliche e finanziata dal denaro recuperato dalle banche e
dagli speculatori finanziari, reali beneficiari dei salvataggi

◦La fine dell'applicazione delle politiche di austerità che provocano
ingiustizia e povertà in Europa e nel mondo intero

◦La creazione di regole ONU per affrontare le crisi del debito dei
governi con prontezza, equità e nel rispetto dei diritti umani, anche
per informare banche e finanzieri che non continueremo a salvarle per
le loro folli pratiche di credito.