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Re: [Disarmo] R: Patto militare Grecia-Israele - Manlio Dinucci



ciao

non ce l'ho con varou, ma con syriza. da quel che ho letto e capito varou è sotto accusa per altro tradimento verso il suo paese mentre agiva da ministro, e chi oggi lo mette sotto accusa è il governo, e al governo ci sta syriza. che è lo stesso governo che svende la grecia alla germania e alla nato, e fa accordi militari con il sionismo. oppure ho inteso male?

jure

Il 29/07/2015 22:39, rossana123 at libero.it ha scritto:
Varoufakis non accusa alcuno di Syriza
http://yanisvaroufakis.eu/


----Messaggio originale----
Da: glry at ngi.it
Data: 29/07/2015 20.19
A: <disarmo at peacelink.it>, <antifa-ts at inventati.org>
Ogg: [Disarmo] Patto militare Grecia-Israele - Manlio Dinucci

La Grecia comprata dalla NATO (vedi mio post di ieri, e Dinucci qui
sotto), Varoufakis sotto accusa per tradimento (da il manifesto di
oggi). Bravo Tsipras, vero?

Jure

...........


Patto militare Grecia-Israele - Manlio Dinucci

il manifesto, 28 luglio 2015


L’arte della guerra

Patto militare Grecia-Israele

Manlio Dinucci


Quando in Grecia è andato al governo Tsipras, in Israele è suonato
l’allarme: Syriza, sostenitrice della causa palestinese, chiedeva di
porre fine alla cooperazione militare della Grecia con Israele. Di
fronte alla brutale repressione israeliana contro i palestinesi,
avvertiva Tsipras, «non possiamo rimanere passivi, poiché quanto accade
oggi sull’altra sponda del Mediterraneo, può accadere sulla nostra
sponda domani».

Sette mesi dopo, cessato allarme: Panos Kammenos, ministro della
difesa del governo Tsipras, è andato in visita ufficiale a Tel Aviv,
dove il 19 luglio ha firmato col ministro israeliano della difesa, Moshe
Ya’alon, un importante accordo militare. Per tale mossa, Kammenos,
fondatore del nuovo partito di destra Anel, ha scelto il momento in cui
la Grecia era attanagliata dalla questione del debito.

L’«Accordo sullo status delle forze», comunica il Ministero greco
della difesa, stabilisce il quadro giuridico che permette al «personale
militare di ciascuno dei due paesi di recarsi e risiedere nell’altro per
partecipare a esercitazioni e attività di cooperazione». Un accordo
simile Israele lo ha firmato solo con gli Stati uniti. Nell’agenda dei
colloqui anche la «cooperazione nel campo dell’industria militare» e la
«sicurezza marittima», in particolare dei giacimenti offshore di gas che
Israele, Grecia e Cipro considerano propria «zona economica esclusiva»,
respingendo le rivendicazioni della Turchia.

Sul tavolo dell’incontro «le questioni della sicurezza in
Medioriente e Nordafrica». Facendo eco a Ya’alon che ha denunciato
l’Iran quale «generatore di terrorismo, la cui ambizione egemonica mina
la stabilità di altri Stati», Kammenos ha dichiarato: «Anche la Grecia è
nel raggio dei missili iraniani; se uno solo riesce a raggiungere il
Mediterraneo, potrebbe essere la fine degli Stati di questa regione».
Ha quindi incontrato i vertici delle forze armate israeliane per
stabilire un più stretto coordinamento con quelle greche.

Contemporaneamente il capo della marina militare ellenica, il
vice-ammiraglio Evangelos Apostolakis, ha firmato con la controparte
israeliana un accordo di cooperazione su non meglio precisati «servizi
idrografici».

Il patto militare con Israele, stipulato a nome del governo Tsipras,
non è solo un successo personale di Kammenos. Esso rientra nella
strategia Usa/Nato che, nell’offensiva verso Est e verso Sud, mira a
integrare sempre più strettamente la Grecia non solo nell’Alleanza ma
nella più ampia coalizione comprendente paesi come Israele, Arabia
Saudita, Ucraina e altri.

Il segretario generale Stoltenberg ha dichiarato che il «pacchetto
di salvataggio» Ue per la Grecia è «importante per l’intera Nato»,
essendo la Grecia un «solido alleato che spende oltre il 2% del pil per
la difesa» (livello raggiunto in Europa solo da Gran Bretagna ed
Estonia). Particolarmente importante per la Nato la base aeronavale
della baia di Suda a Creta, usata permanentemente dagli Stati uniti e
altri alleati, negli ultimi anni per la guerra contro la Libia e le
operazioni militari in Siria. Utilizzabile ora, grazie al patto con la
Grecia, anche da Israele soprattuto in funzione anti-Iran.

In tale quadro strategico si ricompongono i contrasti d’interesse
fra Grecia e Israele, da un lato, e Turchia dall’altro. La Turchia, dove
la Nato ha oltre 20 basi e il Comando delle forze terrestri, in nome
della «lotta all’Isis» bombarda i curdi del Pkk (veri combattenti
anti-Isis) e, insieme agli Usa e ai «ribelli», si prepara a occupare la
fascia settentrionale del territorio siriano. Appellandosi all’Art. 4
del Patto Atlantico,  in quanto ritiene minacciate la propria sicurezza
e integrità territoriale.

(il manifesto, 28 luglio 2015)



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