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[Disarmo] Gli USA impediscono ai combattenti curdi di muoversi verso la capitale dello Stato islamico



L'opinionista della “Washington Post” ed esperto di questioni mediorientali, David Ignatus, rivolge un duro attacco all'amministrazione del presidente Usa Barack Obama, che “tergiversando in merito alla strategia da adottare in Siria, sta impedendo a 25 mila combattenti curdi di muovere in forze verso la capitale dello Stato islamico, Raqqa”. Da settimane i veterani curdi delle Unità di protezione popolare (Ypg) sono attestati a poche dozzine di miglia dalla città siriana, dopo aver liberato Kobane ed essersi spinti verso sud nel territorio controllato dall'Isis. Anziché appoggiarli, Washington “tiene bloccato presso una base aerea nel Golfo un carico di 100 casse d'armi e munizioni che attendono l'autorizzazione della Casa Bianca per essere paracadutati ai curdi”. Fonti governative citate da Ignatus riferiscono che la decisione dell'amministrazione presidenziale riguardo l'espansione dell'aiuto militare ai curdi sarebbe dovuta giungere almeno una settimana fa. La spiegazione ufficiale del ritardo è che “il quadro è stato complicato dall'intervento diretto della Russia in Siria”: Washington è bloccata in una situazione di “analisi-paralisi”, lamenta un funzionario dell'amministrazione, e questo nonostante anche a Washington appaia sempre più chiaro che proprio i curdi, e non la fantomatica “opposizione moderata”, costituiscono l'unica forza in grado di contrastare lo Stato islamico sul campo nel nord della Siria. In un colloquio con Ignatus Saleh Muslim, co-presidente del Partito dell'Unione democratica, che coordina la milizia curda, sostiene che l'Ypg dispone di forze superiori ai 25 mila uomini stimati da Washington, ma rifiuta di fornire una valutazione più precisa. Si tratta di uomini che hanno conquistato la stima dei comandanti Usa che coordinano i raid aerei: nel nor-est della Siria, l'Ypg ha conquistato un territorio di circa 17 mila chilometri quadrati, contando soltanto sull'appoggio sporadico dell'aviazione statunitense. Il problema, però, è che i curdi sono considerati veri e propri nemici dalla Turchia, che Washington ha recentemente coinvolto nelle operazioni contro l'Isis. Nelle ultime settimane, Ankara è stata impegnata più a colpire le posizioni e le forze curde, che quelle dei tagliagole dell'Isis. Secondo Ignatus, però, “non c'è dubbio che i curdi siano i migliori alleati degli Stati Uniti nella regione”, e quella di sostenerli il più possibile dovrebbe essere “una scelta scontata”.
https://www.washingtonpost.com/opinions/white-house-dithering-paralyzes-uss-best-ally-for-fighting-the-islamic-state/2015/09/22/ba8fe4be-6151-11e5-8e9e-dce8a2a2a679_story.html