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[Disarmo] Seminario denuclearizzazione di Villarfocchiardo: cosa abbiamo discusso e concluso



NUCLEARE: ACCETTERESTE DI ABITARE IN UNA POLVERIERA?

 La guerra nucleare è costantemente vicina alla nostra vita tutti i
 giorni anche se nessuno lo racconta. Un convegno a Villarfocchiardo
 per il diritto all'esistenza dell'umanità
 di Davide Amerio

 (leggi l'articolo del TG Valle Susa sul link:
http://www.tgvallesusa.it/2015/09/nucleare-accettereste-di-abitare-in-una-polveriera/)

Vi è stato, nella cittadina piemontese, oggetto, come tutta la Valsusa, dell'invasione di una grande opera distruttiva, nell'occasione della Giornata ONU per il disarmo nucleare, un confronto tra esperti ed attivisti, italiani e francesi.

Ecco le relazioni e gli interventi da segnalare: Jean Marie Collin, Luigi Mosca, Alfonso Navarra, Fabio Strazzeri, Roberto Cotti, Alberto Perino, Giuseppe Farinella, Piercarlo Racca.

Laura Tussi ha inviato un contributo scritto.

Gli amministratori del Comune di Villarfocchiardo, che ha patrocinato l'iniziativa, il sindaco Emilio Chiaberto, e l'assessore alla cultura, Paolo Miletto, hanno portato un saluto non rituale (a partire dall'impegno dell'AC sulla sicurezza dei cittadini contro i trasporti nucleari).

Massimo Alovisi ha coordinato per il TG Valle Susa la registrazione degli interventi (che sarà ospitata anche dal sito di Radio Radicale).

 

 

 Che cosa, noi antinucleari, abbiamo discusso e concluso a Villarfocchiardo il 25 e 26 settembre (26 settembre, giornata ONU per il disarmo nucleare)

 - abbiamo compreso che il movimento internazionale per il disarmo
 nucleare deve mobilitarsi e vigilare affinché la nuova spinta dal
 basso (iniziativa umanitaria sostenuta da Stati non nucleari e società
 civile internazionale) non si faccia imbrigliare e disperdere in
 meccanismi istituzionali ONU predisposti come trappole dagli Stati
 nucleari (il gruppo aperto per il disarmo con la regola
 dell'unanimità)
vai su: http://www.osmdpn.it/conclusioni%20villar%2025-26%20settembre%202015.htm

 - forse sarebbe necessario spingere dal basso per un "trattato" che
 esprima il "coraggio politico" degli Stati che vogliono sancire da
 subito il bando giuridico senza aspettare il consenso universale. (La
 "convenzione" è un sinonimo di "trattato", ma nel linguaggio ONU,
 schematizzando, si usa di preferenza per i documenti su questioni
 universali che coinvolgono quasi tutti i membri fin dall'inizio del
 percorso);

- la base culturale dell'iniziativa umanitaria è debole: non bisogna
 prendere di mira solo l'eventuale uso delle armi nucleari ma la
 condizione base che consente la minaccia dell'uso, quindi il loro
 possesso giustificato come "deterrenza" e "dissuasione". La realtà
 fattuale del "rischio nucleare", quale minaccia effettiva alla
 sopravvivenza dell'umanità, deve entrare nel ragionamento. Tutto
 questo ragionamento è contenuto nella "Dichiarazione per il diritto
 alla sopravvivenza dell'Umanità";

 - la nostra "Dichiarazione" può essere uno strumento per un intervento
 "pacifista" alla COP 21 di Parigi (dicembre 2011), nella quale
 Hollande si propone di lanciare una "Carta per i diritti
 dell'umanità". Se usciamo dalla logica dei compartimenti stagni per i
 movimenti e quindi scartiamo che Parigi possa essere solo un affare
 del WWF, allora possiamo comprendere come sia utile una iniziativa che
 sottolinei come la responsabilità per la vita di tutti non riguarda
 solo la lotta contro il cambiamento climatico ma vede la sua priorità
 logica e fattuale nella scomparsa della minaccia nucleare;

- in Italia c'è da riprendere l'impegno per rimuovere le atomiche USA
 da Ghedi ed Aviano, che oltretutto violano il TNP. Una campagna contro
 gli F35 adibiti a missioni nucleari è un utile strumento a questo
 scopo. Dobbiamo anche poter chiarire come le missioni nucleari siano
 collegate a strampalate ma pur sempre vigenti dottrine militari di
 impiego NATO delle armi nucleari (il "first use"). Ricordiamo che la
 denuclearizzazione costituisce un grimaldello per mettere in
 discussione la NATO;

 - le nostre due petizioni telematiche esprimono il senso complessivo
 del nostro impegno: una scadenza da tenere presente è la visita di Ban
 ki-moon all'EXPO di Milano il 16 ottobre pv. Proveremo ad organizzare
 un incontro tra il Segretario generale dell'ONU ed una delegazione di
 ragazzi del MUN Milano che hanno sottoscritto
www.petizioni24.com/dirittoaldisarmonucleare

 
Per concludere, ecco il testo della Dichiarazione per il “diritto alla
 sopravvivenza dell’Umanità
”:

 

Noi , donne e uomini, partecipanti all’incontro di Villar Focchiardo
 del 25 settembre 2015, cittadine e cittadini del mondo appartenenti
 alla famiglia umana, responsabili della custodia della Madre Terra ,
 l’unico pianeta che abbiamo, che abitiamo e che amiamo

 Riaffermando che il principale scopo delle Nazioni Unite è il
 mantenimento della pace e della sicurezza internazionale,

 Ricordando i principi fondamentali della legge internazionale definiti
 nella Carta delle Nazioni Unite,

 Esprimendo la volontà e l’aspirazione di tutti i popoli a sradicare la
 guerra dalla vita dell’umanità e, soprattutto, ad evitare una
 catastrofe nucleare mondiale, che può scatenarsi persino per
 incidente, per caso e per errore;

 Riconoscendo che il mantenimento di una vita pacifica per i popoli è
 sacro dovere di ogni Stato, e che la sua sovranità è legittima nella
 misura in cui protegge la vita e la dignità della vita promuovendo i
 diritti umani, individuali, collettivi e dell’umanità intera;

 Consapevoli che il mantenimento in vita dell’umanità costituisce il
 prerequisito internazionale assoluto per il benessere materiale, lo
 sviluppo e il progresso dei paesi, e per la piena attuazione dei
 diritti umani e delle libertà fondamentali proclamate dalle Nazioni
 Unite,

 1. ci assumiamo il compito di annunciare una verità che a noi appare
 evidente ed inoppugnabile: la difesa del diritto alla sopravvivenza
 dell’intera umanità e la promozione della sua attuazione costituiscono
 un obbligo fondamentale per ogni Stato e per la comunità organizzata
 degli Stati;

 2. indichiamo agli Stati, a tutti gli Stati, il dovere di assicurare
 la sopravvivenza dell’umanità, oltre che attraverso
politiche di
 salvaguardia dell’ecosistema globale, soprattutto mediante l’urgente e
 prioritaria eliminazione della minaccia di guerra, in particolare
 della guerra nucleare, che esige l’immediato disarmo nucleare totale
 collegato all’abolizione giuridica degli armamenti nucleari;

 3 – sottolineamo che la deterrenza nucleare rappresenta una minaccia
 permanente di guerra e di sterminio universali che inquina il
 carattere stesso della civiltà umana; ne consegue che al di là dello
 stesso possesso di armi nucleari, il solo predisporle andrà condannato
 e perseguito, da un ordine giuridico internazionale giusto, come
“crimine contro la pace” e “crimine contro l’umanità”.

Citiamo infine  il Manifesto Russel-Einstein del 1955, di cui
 condividiamo spirito e contenuti: "Si apre di fronte a noi, se lo
 vogliamo, un continuo progresso in felicità, conoscenza e saggezza.
 Sceglieremo invece la morte, perché non sappiamo dimenticare le nostre
 contese? Ci appelliamo, come esseri umani, ad altri esseri umani:
 ricordate la vostra umanità, e dimenticate il resto".

 

 

NO AGLI F35 NUCLEARI CHE L'ITALIA STA ACQUISTANDO

Roberto Cotti, della Tavola della Pace della Sardegna, rappresentante in Senato del M5S, al seminario di Villarfocchiardo ci ha informato della mozione "trasversale" (Atto 1-00405, con firme anche di senatori del PD e di SEL) che è riuscito a presentare contro l'uso nucleare degli F-35.
Eccone alcuni passi:
Il Senato, considerato che il programma "JSF/F-35 Lightning II" prevede la capacità di trasportare operativamente all'interno di ciascun velivolo due bombe nucleari di tipo B61-12; che tale capacità è ad oggi annunciata come caratteristica dei lotti di produzione da cui acquisteremo i 90 velivoli destinati al nostro Paese; che alcuni Paesi alleati, quali il Regno Unito, hanno da tempo rinunciato alle capacità nucleari condivise dell'Alleanza Atlantica, mentre altri come la Germania, il Belgio e l'Olanda hanno già espresso tale intenzione; che il Parlamento olandese ha chiesto al governo del proprio Paese che il velivolo F-35 scelto come successore degli attuali F-16 non sia dotato delle capacità necessarie per svolgere il ruolo nucleare; che l'Italia ha sottoscritto il TNP, che la legge 185/1990 vieta espressamente la fabbricazione e l'importazione di armi biologiche, chimiche e nucleari, che l'Italia ha sempre dichiarato di non fare parte del "club atomico" con tutti gli obblichi internazionali che ne derivano, che per ben due volte il popolo italiano ha rifiutato, con due referendum, l'opzione nucleare anche solo per fini civili, IMPEGNA IL GOVRERNO a non procedere all'acquisizione dei requisiti hardware e software necessari per equipaggiare le varie versioni del velivolo F-35 delle capacità necessarie per trasportare e sganciare armi nucleari del tipo B-61-12, il cui schieramento operativo sul territorio europeo è previsto a partire dalla fine del presente decennio nell'ambito dei programmi di condivisione nucleare dell'Alleanza Atlantica.


Per approfondire: http://www.difesaambiente.info/sommari_per_archivio/PagDA_1_14.pdf

 

 Che cosa abbiamo discusso e concluso a Villarfocchiardo, la seconda giornata, il 26 settembre

 Questa seconda giornata è stata più focalizzata sull'attuazione del
 referendum antinucleare vinto nel 2011, a partire dalla valutazione
 che la partita in Italia non è affatto chiusa!
 A Firenze 10+10, Forum Sociale Europeo, novembre 2012, abbiamo
 costituito il Comitato per Attuare la Volontà del Referendum
 Antinucleare, cioè farla finita con il rischio nucleare, con i
 seguenti obiettivi:
 1– chiudere con i piani nucleari in Italia e dall’Italia (vedi Enel e
 Fimeccanica);
 2– garantire la (relativa) sicurezza del “vecchio” nucleare degli anni
’60 – ’70 e ’80, che costituisce una minaccia tuttora incombente (es.
 gestione scorie e trasporti nucleari);
 3– risolvere in modo alternativo i problemi che l’opzione nucleare
 pretendeva di affrontare, come, per esempio, il rispetto degli impegni
 di Kyoto e l’emancipazione del nostro Paese dalla dipendenza dei
 combustibili fossili.
 E' di estrema attualità la questione del DEPOSITO UNICO DELLE SCORIE
 RADIOATTIVE.
 Da una parte di sono gli spot della SOGIN, che prepara il terreno per
 l'operazione (forse l'ennesima Grande Opera Inutile) mentre mantiene
 segreta la CNAPI.
 Dall’altra ci sono le verità su cui, per il governo al servizio della
 lobby atomica, si deve “glissare”:
1- non esiste la sicurezza assoluta, il promesso rischio zero
 2- la centrale nucleare è di per sé il più grande “rifiuto”
radioattivo (sono tanti altri metri cubi di “roba” nociva cui bisogna
 trovare sistemazione)
 3- non c’è ancora soluzione per i rifiuti ad alta intensità e
 lunghissima durata (solo adesso in Finlandia stanno per aprire il
 cantiere per il deposito geologico profondo).
 Per i cittadini che, promotori di “democrazia cognitiva”, vogliono
 fissare i criteri di una riduzione del danno, ecco i punti da fissare:
 Nel paese dei “siti impossibili” (è il titolo di un libro di Virginio
 Bettini) più piccoli depositi decentrati potrebbero essere meglio.
 I depositi delle scorie – che devono evitare l’acqua – vanno distinti
 dai siti delle centrali nucleari – che sorgono vicino a fonti d’acqua
 Per evitare i rischi di diluizioni della radioattività dopo un
 probabile incidente è meglio evitare del tutto i trasporti per mare.
 Non c’è, di conseguenza, bisogno degli altrettanto inutili e
 pericolossissimi trasporti nucleari delle scorie radioattive via
 treno, specialmente quelli verso la Francia, da Saluggia (Eurex) e
 Trino (ex centrale nucleare), a Les Hague, dove, con la tecnologia
 PUREX, un po' di plutonio viene ricavato e destinato alle bombe
 nucleari francesi.
 Saluggia, dove ci sono ancora rifiuti nucleari ad alta attività
 liquidi, e con Bosco Marengo fa il 90% della radioattività "stipata"
 in Italia, va sicuramente sgombrata, non basta la cementificazione
 richiesta da Greenpeace: è "il posto più pericoloso in Italia per gli
 italiani tutti". Qui occorre andare ben oltre un miglior trattamento in loco: così come non si può
 costruire una centrale nucleare sulle pendici di un vulcano, non si
 può mantenere un deposito nucleare in una zona in cui gli eventi
 alluvionali sono la regola.
 Dove vanno messi i rifiuti radioattivi di Saluggia?
 Per rispondere occorrono studi seri, ed è difficile fidarsi della
 SOGIN, che proprio a Saluggia ha concesso appalti alla "mafia
 dell'EXPO"!